La verità che non gli piaci abbastanza

Se lui fa come se non gliene fregasse niente è perché non gliene frega realmente niente! 
Siamo regole non eccezioni. 

 



«Piacere a tutte, mi chiamo Zariga e sono la vostra personal lover! Oggi noi tutte insieme capiremo una verità fondamentale che siamo Regole non Eccezioni. E che quindi se un uomo fa come se non glie ne fregasse niente in realtà non gliene frega niente per davvero!!» 
Mi guardano basite, come fossi un alieno. Ognuna di esse ha ricevuto parecchie bastonate dalla vita per via dell'amore. Ma da oggi diverranno progressivamente donne nuove, consapevoli di loro stesse. 
«Ecco, donne mie! Se siete venute qua, oggi, è per un motivo. Questo motivo è che la vostra vita. Fa schifo! Non schifo nel senso di inutile, schifo nel senso di dispiegata male, indirizzata in persone sbagliate. Oggi capiremo, come prima lezione: come riconoscere il prototipo del Cialtrone Sentimentale da alcuni semplici accorgimenti» dico loro con un sorriso. 
Mi guardano attente, ed io guardo loro. 
Ognuna con la sua storia e con il proprio dolore. 
C'è Alessandra, 140 kg di timidezza nascosti in un coriaceo menefreghismo. Poi c'è Alice fissata del web, ha più account in siti d'incontro o social lei, che un hacker di professione. C'è Maria neodiplomata lasciata all'altare dal suo Albertino doppia vita e doppio mento, dopo parecchi anni di convivenza. C'è anche Veronica mammina attenta di cinque birbe, ha da poco lasciato il marito, perché sospettava flirtasse con sua cugina ma in realtà era lei che aveva una cotta per Andrea il collega di suo marito. Ci sta anche la vetusta Alberta, ben novantadue anni ben portati. Dice che è venuta l'ora di impara qualcosa sui maschi. Mary, calda e passionale ma molto sfortunata. Lei è il tipo da dove cojo cojo purché cojo. Ed infine per ultima nella prima fila c'è Gianna, vergine e vegana. Alla disperata ricerca di un anima gemella "consona" per la vita. Ha deciso di frequentare il corso per sentirsi pronta a entrare "nel regno degli uomini". 
Un bel gruppetto selezionato. Ho pensato che meno fossero più mi fosse facile seguirle. 
Esordisco dicendo loro: «Prima di iniziare signore mie, elenchiamo un po' di nozioni basilari che possano aiutarci lungo il nostro viaggio insieme. Infatti prima d'iniziare a parlar d'amore vorrei porre alcune basi comuni che ci possano aiutare a comprendere. Dobbiamo dunque estirpare dai nostri ragionamenti principalmente alcuni aspetti, luoghi comuni che distorcono la realtà dei fatti con quello dei nostri desideri. Iniziamo col dire che il destino non esiste» 
«Come non esiste?» mi interrompe Alice non tanto simpaticamente. 
«Il destino non esiste. È una maglia intricata di azioni e reazioni che ci portano a scelte che influenzano il nostro vivere in un senso e in un altro» 
Ancora lei: «Allora esiste, anche se in termini meccanicistici» 
Incominciamo bene!! Penso io... ma rispondo determinata: «No, io non credo. Perché se dovesse esistere il destino, così come la maggioranza lo pensa, il libero arbitrio dove andrebbe a finire? Scegliamo noi della nostra vita, il concetto è questo, non c'è nessuno che è destinato a prescindere a noi» 
Lei tace meditabonda ed io continuo la mia lezione: «Allora se siete d'accordo passiamo alle altre nozioni, il sentimentalismo non ci aiuterà mai positivamente. Il sentimentalismo ha rovinato il mondo e il cinismo lo ha finito…» Mi scatta subito Alessandra che commenta: «E io che pensavo che fossero i video giochi» L'intera classe ride ma io meno. Rispondo seccata: «I videogiochi certamente sono un male, ma un male minore. Accettare e scambiare il male per il bene solo perché chi commette la cosa è una persona che io o voi amiamo, ecco questo è un male peggiore. Il mondo tende a scusare tutto e il contrario di tutto e ciò ha portato all'anarchia morale tutto il mondo. Ma non trascendiamo e passiamo alla terza classe ovvero che... le anime gemelle esistono ma son rare» 
«Cosa intendi di preciso? Omozigoti nello spirito?» questa volta è la timida vegana che chiede. 
«Certo. Quelle persone che per chimica e per come sono strutturate si completano a vicenda. Penso che fra miliardi di persone una persona così dev'esserci fisiologicamente. Come esistono tra l'altro i sosia. Perché no? Che poi si debbano incontrare per forza non saprei. Ma passiamo al quarto aspetto: l'amore vero esiste ma è raro pure lui» Le guardo aspettando i loro commenti ma tacciano. Continuo elencando... 
«Le favole lasciamole ai fratelli Grimm o alla Disney!» 
«La favola più bella è quella che vivi!» grida la signorina dove cojo cojo Mary che per un attimo a smesso di chattare via telefono. 
«Non per tutti. Se no non sareste qui oggi» tutte annuiscono tristemente ma tacciono e menomale!! 
Proseguo: «Non esiste il partner perfetto ma l'incastro perfetto, possibilmente di anime e non di corpo» Alice alza la mano computa e dice: «Se esiste un incastro di anime perfetto allora per proprietà transitiva esiste il partner perfetto. Se invece non esiste l'uno non esiste nemmeno l'altro» 
«No, per me ti sbagli. Il Partner perfetto è colui che racchiude in sé tutto quello che cerchi in una persona o pensi di volere. Invece l'incastro perfetto è con una persona che non è come la vuoi ma riesce a darti tutto quello che vuoi. E viceversa» fa una smorfia ma non controbatte. Ma la sento che dice qualcosa alla ragazza seduta accanto che annuisce copiosamente. 
Tossisco e dico con voce squillante: «Quindi Ricordiamoci: Siamo Regole! Non Eccezioni!» 
Sempre Alice cinguetta: «Ma anche no. Letteralmente siamo eccezioni biologiche, milioni di simili, ma nessun perfetto equivalente» 
«Ok, ma qui, si vuole andare a sfatare il luogo comune che la persona perfetta (o la storia) sia sempre dietro l'angolo. Se un uomo si comporta con indifferenza e più probabile che non sia interessato. Questa è la regola. Ma che forse ci ami di nascosto per qualche motivo è l'eccezione. Rara. Comunque... ad Azione corrisponde Reazione» 
Sento dire da Alberta: «Terza legge di Newton» 
Qui siamo all'anarchia penso io. 
Caos più totale. 
Ma, proseguo dicendo: «Il nostro corpo è fatto di chimica (elementi della terra) alcuni hanno la nostra stessa chimica o la completano. Questa si chiama attrazione o alchimia» 
«Condividiamo tutti la stessa natura. Se qualcuno ci attrae più di altri la ragione non è nella sua struttura atomica» Espone Alice che mi viene il dubbio che voglia prendere il mio posto. 
«Infatti mio cugino mi piace anche se è un rivoltante topo di fogna. Ecco voglio dire non so perché mi piace» si aggiunge Veronica. 
«Però son reazioni rare. In genere siamo piuttosto banali. In realtà, nella maggioranza, ci facciamo più influenzare a livello ottico che a livello alchemico. Chi amiamo è la risposta più intima del nostro Io» siccome tacciano continuo. 
«L’alchimia non può però essa stessa essere definita amore. Il desiderio è dunque una cosa e i sentimenti un'altra ancora. Tutto completa ma niente è essenziale» 
«Se tutto ci completa allora è essenziale. Non puoi parlare per contrasti ed ossimori in quanto asserisci e neghi nella stessa frase» 
«Anche l'amore è un ossimoro. È l'ossimoro per eccellenza. Ma sarete d'accordo con me che L’uomo e la donna sono composti essenzialmente da tre aspetti: I colori…» 
«Nel senso delle iridi o dei capelli?» chiede la veganuccia. 
«Anche pelle e unghie. Tutto... ed i sapori» 
«Mi hanno detto che la carne umana sa di pollo...» dice Alessandra che è talmente convinta che ho il dubbio che se ne sia mangiato qualcuno nel passato. 
«La pelle ha un sapore diverso che va di persona in persona. Infatti non tutti i profumi si accordano a tutte le pelli» Continuo: «I suoni...» attendo ed infatti Alice implacabile dice: «Tipo la voce? Anche l'anima ha una voce. Le cose che scriviamo hanno voce. Tutto ciò che è pensiero ha voce. Lo dice sempre mio padre che è un serio dottore» 
«Infatti questi sono tutti dentro il nostro Io, le parole sono suoni senza rumore. Le situazioni posso cambiare questi nostri elementi. Ma adesso immaginate di amare qualcuno, come ha detto Veronica non sa perché suo cugino gli piace ... eppure una ragione scientifica c'è! Una ragione logica che va oltre la logica stessa e risiede nel nostro intimissimo Io» Non faccio in tempo a sentirmi fiera del silenzio ritrovato che Alice, che a questo punto ipotizzo debba avere la sindrome da prima della classe esclama: «Naaaa è solo una reazione a catena: precursori chimici che segnalano l'insorgenza di un'emozione disegnata specificamente per soffocare logica e ragione, un'emozione che già ti acceca nascondendoti la semplice e ovvia verità» 
«Mettila come vuoi, ma c'è un incipit iniziale. E da lì che bisognerebbe iniziare» rispondo io. 
Ma Mary chiede: «Quindi ci innamoriamo per tornaconto personale... come diceva sempre la mia povera mamma» 
«In sintesi è così. Ma poi siamo spinti a dare per tornaconto dell'altro\a perché anche questo ci fa stare bene. Ti ricordo che siamo imperfetti e quindi reagiamo in base alle nostre imperfezioni» 
Abbasso di poco la luce e mando la dispositiva del mio ex fidanzato. Tutti lo guardano ammaliate e dopo dieci secondi inizio dicendo: «Questo bel tipo è Massimo. Eh no Alberta il nome è fittizio e non posso darti nessun recapito» lei mi guarda scocciata e cambia posizione. Alice prende appunti e Alberta inforca il suo triplo occhiale da vista, muovendo la dentiera. Alessandra braccia incrociate mastica cicche a ripetizioni. Veronica chatta con chissà chi e Alice è lì impalata e attenta. Sembra la più attenta quando alza la mano e con la sua voce da canarino dice: «Ho un dubbio, è possibile Zariga che il tuo ex fidanzato sia su g+ e si chiami MagliaScalza?» tutte si mettono a ridere ma io No. 
«Non credo» sentenziò e poi aggiungo: «Le sue caratteristiche sono: stiloso, palestrato, lavoro ben retribuito, vive con la mamma, ora trovate l'intruso» chiedo io. 
Alza la mano Alessandra ed esclama: «È impotente!» Tutte ridono. 
«No, gli funzionava e anche molto bene! Forza donne che è semplice...» dico gesticolando. 
Alza la mano Alberta autoritaria: «Vive con la mamma! Anche il mio moroso cinquantatré anni fa viveva ancora con la mamma. E se ad una certa età vivi ancora con la mamma, succede che ti devi sposare anche a lei» fa una smorfia schifata. 
«Bingo! Ben detto signora Alberta, se ad una certa età stanno ancora a casa con i genitori, giocano alla play, bevono con gli amici fino a tardi. È INFANTILE e voi non
lo cambierete» 
«Già e scommetto che faceva parte della banda della goccia» si alza in piedi Veronica. Né deduco che suo marito ne facesse parte integrante, anzi forse era della milizia pesante. 
«Tutti ne fanno parte sorella» gli risponde Alessandra dandosi una manata sul coscione. 
«Il mio Albertino la faceva seduto» gracchia Alice sentendosi forte per averlo ammaestrato. 
«Albertino oh oh oh! Infatti ti ha mollato!» le fa il verso Alessandra, che sotto sotto è gelosa. Alice s'incupisce e tace. 
«Ed eccoci alla seconda dispositiva! Carlo esperto velista. Faceva tutto quello che gli dicevo, pure la pipì seduto se glielo avessi chiesto, eppure perché è finita?» 
«Era impotente??» domanda Alessandra con la faccia buffa. 
«No! Non ho mai avuto fidanzati impotenti, quindi basta» le chiudo il becco. 
Ma in somma che fissazione. Forse uno, ma di lui non parlerò. Poverino. 
«Ve lo dico io» dico e guardandole aggiungo: «Carlo non aveva carattere, semplicemente» 
«Niente carattere, niente attributi» sentenzia Mary, sempre disgustata. 
«Niente attributi, niente famiglia. Mie care» 
Terza diapositiva: Alessandro 
«Lui era un poeta del twitter, io ero speciale, ero unica e indispensabile, i suoi silenzi erano vangeli d'amore, non udibili, il suo pensiero era fisso su di me! Però...» 
«NON V'INCONTRAVATE MAI!! FACEVATE UN SACCO DI SESSO VIRTUALE MA ZERO APPUNTAMENTI O RARISSIMI IN QUALCHE ECCEZIONE» 
Mi scatta in piedi la leadership dei social Alice. 
A parte il fatto che con Alessandro non ho fatto un sacco di sesso, anzi nemmeno un grattino faccio sì con la testa. 
«Ah però e magari erano pure sposati!! Meretrice!!» grida la signora Alberta schifata e scandalizzata. Alessandra Fischia e le altre arrossiscono. 
«Calma!» le ammonisco, guardando male Alberta che le sta facendo il rosario addosso. 
«Basta Signora Alberta. Dove ha sbagliato Alice?» chiedo alzando la voce al di sopra del brusio generale. 
«Io non ho sbagliato» grida arrabbiata la ragazza. 
«Sei fidanzata felicemente?? Hai avuto una famiglia da loro?» chiedo in modo serio. 
«Loro mi amavano» chioccia lei depressa, perdendo forza. 
«Tu pensavi che ti amassero, invece ti hanno usata. Se un uomo dopo il primo input non fa la mossa di venire da voi. Di volervi incontrare. Non è interessato.» 
«E se viene?» chiede Mary stranamente animata dal discorso. 
«Voi non gliela date! Semplice! Non subito. Non così» Cala il gelo nel mio uditorio. Perfino Alberta non annuisce più. 
«Ragazze mie, se uno vi ama, vi rispetterà comunque vada. Poi quando capirete che è disposto ad aspettarvi per un certo tipo di tempo, certamente non lungo, allora potrete procedere anche in quel campo. Non consiglio la castità ma una certa accortezza vi sarà molto utile, soprattutto nella quarta diapositiva: Gianmaria, 45 anni sposato con moglie e bimbi. Diceva che avrebbe lasciato la moglie. Diceva che ero la donna della sua vita. Mi scriveva quintali di lettere e qualche regalo. Ed io gli ho creduto. Cosa ho sbagliato?» 
«Era tirchio?» chiede Alice, CONVINTA come se realmente il problema fosse che era tirchio. Ecco, un pochetto stitico lo era Ma NON ERA QUELLO IL PROBLEMA, anche se un pochino forse sì. 
«No, non era perché era tirchio ed io generosissima, il problema era che ho detto sì prima che lui mettesse le cose a posto, convinta che le avrebbe messo a posto ed invece no. Conclusione: se io aspettavo avrei capito che non lo avrebbe mai fatto» 
«Forse sì» cinguetta Alice e lì mi si scatena di nuovo Donna Alberta. 
«No!» asserisco io non con una certa acredine. I miei migliori sei mesi spesi male. 
Comunque sesta dispositiva! Gianni, muratore, bravo ragazzo. Io l'ho voluto. Io l'ho corteggiato. Ed è finita. Dove ho sbagliato?» In verità niente ma in classe non posso dirlo, in realtà il nostro bel Gianni faceva l'odalisco e poi si negava perché era gay ma poi si è sposato. «Eri più alta?» chiede Alice fissando la diapositiva. Non posso credere che non ci arrivano mai. 
«Io ho preso l'iniziativa. Se lasciavo fare le cose alla natura avrei capito che non mi voleva...» e che era gay. 
«Lasciate fare all'uomo…di fare L'UOMO E VOI FATE LE DONNE. CHIUDETE LE GAMBE UN POCHETTO E VEDRETE CHE PRIMA O POI SI RIVELANO PER QUELLO CHE SONO» praticamente sto gridando perché Gianna rispiega in dialetto le cose a Donna Alberta e Alice non la finisce più di parlare con Mary che ci sta provando alla grande. Pazzesco. 
Ultima diapositiva: Alberto Maria. Lavora in una multinazionale, uomo in carriere. Amante della bella vita, delle belle donne, dei soldi. Lui mi parlava solo di nascosto. Anche nei social parlava in codice, adducendo strani ragionamenti. Cosa c'era che non andava?» chiedo io infervorata. «Perché è strunz» dice Alessandra. 
«È un perdaballe» sentenzia Mary. 
«Anche, ma non era interessato abbastanza. Non ne valevo la pena secondo i suoi canoni. Non era innamorato» dico. Bastardo, aggiungo mentalmente. Sì sì. 
«Se lui fosse stato interessato, quale fossero le sue ragioni le avrebbe messe da parte. Nel buio non può nascere niente di buono. Non importa se lui era o non era preso da me. Era quel che faceva. Se non mi chiamava era perché non voleva chiamarmi. Le frasette sibilline sui social sono scritte a posta per ingannarci. Ricordatevi che è molto facile rimanere impigliati nel grande amore di una donna, che dà e non chiede molto. Se voi amate per due, non potete pretendere di essere felice neanche la metà. Essere adorati piace a tutti. Se noi diamo sempre 80, poi ci verrà spontaneo dare 90, e perché no 100. E se poi noi diamo 100 sempre e lui 20 o 30 di chi è la colpa nostra o sua?» 
«Nostra» ammettono tutte insieme. 
«Giusto! Dovremmo sempre essere consapevoli di una cosa: l'uomo ama fin quanto può! E se fin da subito egli ci dà una certa percentuale e noi ci accontentiamo di quella disuguale percentuale, poi non lamentiamoci» 
«E come facciamo a capire se lo amiamo o a fermarci prima di farlo?» 
«Il fermarci prima di innamorarci è molto complicato e difficile. Se già ti chiedi se lo ami e probabile che non lo ami. Però si può provare una tecnica prima di darci per innamorate perse. Si può fare una disamina dei suoi difetti e pregi e fare l'avvocato del diavolo. Dovemmo sempre chiederci cosa vuole lui dalla vita e cosa vogliamo noi. Ci innamoriamo di quella persona quando quella persona ha le risposte che il nostro Io cerca di avere. Quando stare con quella persona fa stare bene il nostro Io. Le motivazioni posso sembrar ovvie ma ovvie non sono perché se noi entriamo un attimo prima che quel meccanismo d’inizio potremmo dirci salvi dall'innamorarci. Ci vuole potenza di spirito ma in talune situazioni dobbiamo averne quanto basta. 
«Per sottrarci?» chiede Alice. 
«Certo! Anche se è a tutti gli effetti una violenza che fai a te stesso, quel rimuovere e rifiutare un sentimento» 
«Ci può elencare un po' di domande che possiamo porci?» Chiede Alice. 
«Mettiamo d'incontrar lui o lei cosa vediamo realmente?»
«Null'altro che lo specchio delle tue emozioni» risponde Alessandra. 
«Vediamo quello che vogliamo vedere, che non è mai quello che realmente vediamo. Un bell'uomo, intelligente, colto, una bella carriera e tanto da insegnarci o altro ancora ... ad ognuno il proprio» dico io. 
«Quindi una buona accozzaglia di opportunità» pigola Mary. 
«Ognuno ha le proprie accozzaglie. Non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace. Quindi cosa vede il mio Io interno in lui o lei? Un dejavù di cose passate, legate alla nostra infanzia o al nostro vissuto. Es. il sorriso che ci può ricordare il nonno?? Il profumo che ci ricorda tale avvenimento?» 
«Quindi una transumanza di ricordi legati ad episodi piacevoli? Ma siamo proprio egoisti!» Ricomincia Alberta e i detti di sua madre. 
«Su via, siamo molto di più! La nostra mente non cancella mai niente e qualche volta ripropone cose che infondo ci hanno fatto stare bene. Siamo macchine fatte per sopravvivere, e sopravvivere bene, quindi la nostra mente rimuovere ciò che è troppo per noi e ricorda ciò che è bene per noi. Ovviamente poi ci sono le anomalie di sistema e tutto va a pallino. Il prossimo passo, dopo che abbiamo creato la nostra lista realistica e brutalmente sincera dei perché ci piace e quello di analizzare passo dopo passo ogni aspetto e vedere dove possiamo intervenire. Ci ricordo la necessità di essere sinceri con noi stessi, stiamo meditando e non stiamo facendo una disamina se siamo brutti cattivi o perversi, non c'è una lavagna con i buoni e i cattivi o con i casti e i perversi. Dobbiamo essere onesti in questo nostro viaggio, in questo nostro ragionare intorno a noi. Sulle varie inclinazioni errate o difetti che certamente, se siamo oneste, verranno fuori, ci laveremo con il tempo, adesso dobbiamo visualizzare i nostri perché ci piace lui. Lavorare su noi stesse comprende l'accettarci su base che siamo fatte, al momento, così. Adesso torniamo a noi. Sappiamo cosa ci piace o pensiamo che ci piace e sappiamo anche cosa non ci piace. È essenziale scrivere tutti i lati negativi per un discorso di consapevolezza. Dobbiamo avere in mano tutti i nostri elementi per poterli discernere. Ora visualizziamo noi nel nostro insieme e poi nei nostri dettagli. Tipo: Chi siamo e cosa vogliamo dalla vita. Cosa ci renderebbe davvero orgogliosi di noi. Quante scelte facciamo in base al prossimo e quante in base ai nostri bisogni. L'amore è una catena e liberi non saremo mai. E poi liberi da chi? E per fare cosa?» 
«L'amore è libertà!!» sentenzia Veronica. 
«L'amore è essenzialmente un campo di fiori o di grano in cui fare l'amore sotto un cielo blu cielo tempestato di stelle. L'amore è questo e molto altro. In un distinguo tra realtà e sogno però l'amore è reale fatto di azioni sentimenti ed emozioni. Scindiamo la realtà dal sogno perché il sognare non ci farà stare meglio alla fine dei fatti. Non ci farà andare avanti davvero nella vita. Ora con tutti i nostri elementi ben posizionati facciamo gli avvocati del diavolo. Mettendoci in discussione. E se alla fine di tutto questo pensare il " ma sì ma però" avrà sempre la meglio non disperiamo e procediamo andando a eliminare tutte quelle caratteristiche (fantasiose o meno) che ci legano al nostro amato. Almeno il 60% di ciò che facciamo è influenzato dai film che ci facciamo. Es. Lui mi fa impazzire come scrive ...»
«Infatti!! Infatti...» commenta Alice. 
«In veste di avvocati del diavolo chiediamoci: scrive davvero a me?? A chi pensa mentre scrive!? Perché scrive??» 
«Perché gli piacciamo?» ricommenta Alice. 
La ignoro e dico: «I dubbi distruggono le certezze e noi abbiamo bisogno che nascano altre certezze dalla loro morte. E via dicendo ...» 
«Ma tutte ste domande non frenano l'istinto?» chiede accalorata sempre Alice. 
«No. Se è l'uomo della vostra vita ne varrà la pena. Se vi state chiedendo se dopo tutto questo lavoro intellettuale ne valga la pena, se sappiamo che ci basta un solo sguardo per ricapitolare. Beh sì ne vale la pena. Perché comunque conosceremo meglio noi stesse e capiremo meglio lui e inoltre saremo certi che le coordinate che ci portano verso l'altra persona siano reali e che tutte le cose che verranno a seguire siano fisiologicamente incontrovertibili. La nostra mente ha una forza di volontà potente, il 90% dei nostri problemi si potrebbero risolvere lavorando al meglio con essa, anche se tante volte siamo ciò che la vita ci insegna d’essere, ma l'amore sebbene il cuore sia ingannevole lo è di più. Accettiamone dunque le conseguenze e siamo lietamente consapevoli che nonostante tutto l'amore ci migliorerà come donne. Quindi la sintesi è: sì siamo anime fragili, confuse e tendenzialmente egoiste ma possiamo dare anche molto ad altri se riusciamo a equilibrare ciò che siamo da ciò che il sistema e il nostro vissuto ci fanno pensare di essere e di volere. In questa lezione abbiamo imparato come capire che se non gli piacciamo abbastanza e come analizzarci se proviamo qualcosa per qualcuno. Quindi noi nella prossima lezione imparemo a stabilire una percentuale con quale darci. Stabilire delle regole di comportamento da non oltrepassare per non farlo scappare o annoiare. Questo non significa limitare l'istinto ma limitare le nostre ansie e paturnie varie ed eventuali. Anche noi abbiamo le nostre colpe. A cominciare da come giriamo per casa!» Mary si alza e si mette ad applaudire. 
Alice chiede: «Ci dà delle anticipazioni?» 
«Solo alcune: Non esagerate! Né con le chiamate, né con i messaggi e lasciategli un po' di libertà! Non sono in nostro possesso. Una rondine se vuole torna da sé. Così anche l'uomo. La lezione è finita. Andate in pace» dico io esausta. Le mie allieve mi ringraziano e ognuna se ne ritorna nella sua vita. Speriamo migliorate un pochino. Metto lo sciarpone perché fa freddo e nella palestra entra. Mio marito Andrea, nuovo fiammante. Mi mette una mano nelle spalle e mi spinge verso l'uscita dell'aula. 
«Spero che non gli avrei parlato di me» dice sorridendo. Io mi ci appoggio e dico: «Forse sì e forse no» Lui mi dà un bacino sulla testa, mentre ci avviamo a casa nostra. 
La nostra storia è nata in sordina, senza regole o eccezioni. Ho capito che lo amavo da come ballava il Twister e lui da come amavo il suo maldestro modo di ballare il Twister. Quando ci si ama, si ama in toto, difetti compresi. Non ha senso voler cambiare una persona che diciamo di amare. Se no questo significherebbe che non l'amiamo davvero, abbastanza. Molte sono le regole e poche le eccezioni, tante volte basta seguire l'istinto per non sbagliare ma molte altre volte ci vuole un pizzico di buonsenso perché infondo l'amore è una cosa semplice, se lo vivi con semplicità. 
Grazie a tutti. Ciao, alla prossima. Sempre vostra Personal Lover Zariga.



film completo 


Nel dettaglio

 Monologo Bellissimo!!

 primo ammonimento
 secondo ammonimento
    terzo ammonimento
  quarto ammonimento
  quinto ammonimento
 sei la mia eccezione

         amore virtuale



         finale del film

Colonna sonora
I walked across an empty land
Ho attraversato una terra deserta

I knew the pathway like the back of my hand
Conoscevo il sentiero come il palmo della mia mano

I felt the earth beneath my feet
Ho sentito la terra sotto i piedi

Sat by the river and it made me complete
Mi sono seduto presso il fiume e mi ha reso completo

Oh, simple thing, where have you gone?
Una cosa semplice, dove sei andata?

I'm gettin' old, and I need something to rely on
Sto invecchiando, e ho bisogno di qualcosa su cui fare affidamento

So, tell me when you're gonna let me in
Perciò dimmi quando mi farai entrare

I'm gettin' tired, and I need somewhere to begin
Sto perdendo le energie e mi serve un punto da cui iniziare

I came across a fallen tree
Sono giunto a un albero caduto

I felt the branches of it looking at me
Sentivo i suoi rami che mi fissavano

Is this the place we used to love?
E' questo il luogo che un tempo amavamo?

Is this the place that I've been dreaming of?
E' questo il luogo che ho sognato?

Oh, simple thing, where have you gone?
Una cosa semplice, dove sei andata?

I'm gettin' old, and I need something to rely on
Sto invecchiando, e ho bisogno di qualcosa su cui fare affidamento

So, tell me when you're gonna let me in
Perciò dimmi quando mi farai entrare

I'm gettin' tired, and I need somewhere to begin
Sto perdendo le energie e mi serve un punto da cui iniziare

And if you have a minute, why don't we go
E se hai un minuto perché non andiamo

Talk about it somewhere only we know?
a parlarne in un luogo che solo noi conosciamo?

This could be the end of everything
Questa potrebbe essere la fine di tutto

So, why don't we go
Quindi perché non andiamo?

Somewhere only we know?
in un luogo che solo noi conosciamo?

Somewhere only we know
in un luogo che solo noi conosciamo?

Oh, simple thing, where have you gone?
Una cosa semplice, dove sei andata?

I'm getting old, and I need something to rely on
Sto invecchiando e ho bisogno qualcosa su cui fare affidamento

So, tell me when you're gonna let me in
Perciò dimmi quando mi farai entrare

I'm getting tired, and I need somewhere to begin
Sono stanco e mi serve un luogo da cui iniziare

And if you have a minute, why don't we go
E se hai un minuto perché non andiamo

Talk about it somewhere only we know?
a parlarne in un luogo che solo noi conosciamo?

This could be the end of everything
Questa potrebbe essere la fine di tutto

So, why don't we go?
Quindi perché non andiamo?

So, why don't we go?
Quindi perché non andiamo?

Ooh, hey, hey
Ooh hey hey
Oh-oh-oh
Oh oh oh

This could be the end of everything
Questa potrebbe essere la fine di tutto

So, why don't we go somewhere only we know?
Quindi perchè non andiamo? In un posto che solo noi conosciamo

Somewhere only we know
in un luogo che solo noi conosciamo?

Somewhere only we know
in un luogo che solo noi conosciamo?

Credits
Writer(s): Timothy James Rice-oxley, Richard David Hughes, Thomas Oliver Chaplin







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