download immediato del pdf dell'antologia dei Racconti di Sharazan

Scacco alla Topina. Tutto sugli scacchi: dall'esegesi alle app per imparare

Tutto per me inizia da Finch ♡

Anche se ci sono geni che fanno video su youtube che smontano la virtuale giocata a scacchi di Finch con la macchina. Io credo che questo dialogo sia molto bello e interessante. A me ha ispirato a voler imparare questo gioco. Poco importa alla fine se Finch ha fatto o non ha fatto certe mosse. Io prendo il senso e il resto lo lascio agli altri.


Dialogo.

sconosciuto a Finch: Hey tu, facciamo una partita?
Finch: Oh no, non posso sto già giocando con un amico.
sconosciuto:sei qui da solo da due ore...
Finch:il mio amico è timido e anche estremamente indeciso.

Finch: vuoi ancora che ti insegni a giocare? Ogni possibile mossa può sviluppare una diversa partita. Un diverso universo dove puoi fare una mossa migliore. Dopo la seconda mossa si sviluppano 72.300 partite. dopo la terza 9 milioni. Dopo la quarta...
Macchina:318,000,000,000
Finch: ci sono più partite possibili a scacchi che atomi nell'universo. Nessuno può prevederle tutte neanche tu. quindi la mossa iniziale può essere insignificante,è così lontana dalla fine della partita. C'è un oceano virtuale quasi senza fine di possibilità fra te e l'avversario, ma significa anche se commetti un errore ci sono un infinità di possibilità di correggerlo. Quindi devi solo rilassarti e giocare.
Macchina: f3

Finch: ora viene il bello. questa volte quante mosse hai esaminato?
macchina: 47,035
Finch: Bene le stai riducendo. Lo fai per concentrarti sulle mosse più efficaci.
non me ne ero accorto.Ti piace la regina vero? Si muove in ogni direzione e mangia tutti i pezzi. Non è stato sempre così. Una volta era uno dei pezzi più deboli. Anche in Spagna si giocava a scacchi nel quindicesimo secolo. La regina Isabella si offese e chiese ai suoi consiglieri se credevano che anche lei fosse debole. Così loro la resero il pezzo più potente del gioco.
Macchina: q17
Finch: Devi stare attenta però perché negli scacchi più un pezzo è importante e più e più a vari usi non solo per vincere. Si può usare anche come sacrificio, come trucco.
quante mosse hai esaminato questa volta?
macchina: 647,000
Finch: un secondo dura un infinità per te. giusto? Prendi tempo per esaminare ogni cosa o almeno quasi ogni cosa. Mi dispiace  hai sbagliato.

Finch: sì sì. è scaccomatto. In poche ore sei diventata un maestro.Ma sappi che incontrerai giocatori più abili di me e più furbi.
macchina: ancora un'altra?
Finch_ no, si sta facendo buio. Mi hai chiesto di insegnarti a giocare e l'ho fatto, è un esercizio mentale utile. Nel corso degli anni molti studioso ne sono statti affascinati. Ma a me non piace giocare. E sai perché?
macchina: no.
Finch: Perché è un gioco nato in un periodo molto violento. quando la vita non contava niente e si pensava che alcune persone valessero più di altre. Come re e pedoni. Io non credo che qualcuno valga più di qualcun'altro. Non ti invidio delle decisioni che dovrai prendere. Un giorno io morirò e non saprai con chi parlare. Ma c'è una cosa che dovrai ricordare sempre gli scacchi sono solo un gioco e le persone non sono pezzi. Non puoi attribuire valore a qualcuno piuttosto che ad una altro. Né a me e né a nessuno. Le persone non sono pezzi che si possono sacrificare. Sai io credo che tutti quelli che guardano il mondo come se fosse un gioco meritino di perdere.

*****
Ottima riflessione quella di Finch, che mi ha indotto a riflettere sul perché io ne sono così affascinata.
Ho stilato la mia lista di motivazioni e ve la voglio condividere prima di iniziare questo nostro lungo raccontare gli scacchi, nella loro esegesi più recondita.

Innanzitutto  gli scacchi sono lo sport più cerebrale per eccelenza e dopo viene  il golf (mio secondo amore)

E il primo imput che mi hanno dato gli scacchi è la conoscenza retrospettiva del mio carattere, del mio agire. In base a come una pensa, attacca e contrattacca o si difende dice molto del suo animo.
Quindi ho analizzato me stessa e chi ha giocato con me.

Il secondo input non meno importante  del primo è l'esercizio mentale che bisogna avere per allenare il nostro cervello nell'eseguire tutte le regole degli scacchi. Eseguirle, prevederle, trovare una soluzione in breve tempo.

Il terzo imput, collegato al secondo è quindi sempre un esercizio che facciamo su di noi. Il tempo non esiste e la percezione di esso non sussiste in noi. Impariamo quindi ad attendere per fare la nostra mossa. A celebrare questa attesa accuendo la nostra futura mossa. L'attesa quindi ma anche il contrordine della velocità di pensiero con cui dobbiamo  sviluppare nuove mosse in breve tempo se necessita. Questo esercizio ossimoro raffina di molto le nostre capacità cerebrali.

Quarto imput è l'ammaestramento dell'istinto che deve agire solo per logica e non per coordinate proprie. Saper tenere a bada il nostro Io è il miglior potenziamento  che possiamo avere su noi stessi.

Quinto input, gli scacchi ti insegnano come vanno avanti le cose, come andarano avanti quando fu creato e cone tutt'ora procedono.
Assimilare le dinamiche ci farà avere un'ampia veduta sulle faccende del mondo.

******
Ora un po' di storia

LA NASCITA DEGLI SCACCHI: TRA STORIA E LEGGENDA
SOCIETÀSTORIA |BY STEFANIA BUGATT


Il gioco degli scacchi è un gioco da tavola le cui azioni strategiche hanno lo scopo di eliminare il Re avversario. Il gioco avviene su una scacchiera composta da64 caselle di due colori alternati, bianco e nero, sulle quali si trovano 32 pezzi, 16 per ciascun giocatore: un re, una regina, due alfieri, due torri, due cavalli e otto pedoniNato in India nel VI secolo, il gioco degli scacchi è giunto in Europa attorno all’anno 1000, grazie alle continue migrazioni degli Arabi.


La nascita del gioco è circondata da un alone leggendario che trova la sua origine nel vecchio e lontano Oriente. Laleggenda narra di un famoso principe indiano le cui ricchezze erano tali che nessun suo desiderio poteva rimanere inesaudito, pertanto le giornate dell’uomo erano colme di ozio e di noia.


Un giorno, stanco della malinconia che stava dominando la sua giovane vita, annunciò che avrebbe donato una floridaricompensa all’uomo che fosse riuscito a farlo nuovamente rallegrare.


Cominciarono a presentarsi a corte personaggi di tutti i generi, ma nessuno di essi riuscì nello scopo, finché non giunse presso il principe uno stravagante mercante – Sissa Nassir – noto per le sue bizzarre invenzioni.


Egli aprì una scatola con la quale viaggiava ed estrasse una tavola sulla quale vi erano 64 caselle bianche e nere. Su di essa vi appoggiò 32 figure intagliate nel legno e presentò al sovrano le regole del gioco degli scacchi.


Nonostante le consecutive e ripetute sconfitte, il principe capì di non provare più alcun sentimento di noia, bensì puro piacere e divertimento.


Alla domanda del principe su quale ricompensa desiderasse, l’inventore rispose un chicco di riso per la prima casella della scacchiera, due chicchi di riso per la seconda casella, quattro chicchi di riso per la terza e via via raddoppiando la cifra per le restanti 61 caselle.


Stupito dalla modestia del mercante, il principe si apprestò a esaudire la richiesta dell’uomo mantenendo così la parola data. Dopo aver fatto un veloce calcolo, la meraviglia si dipinse sul volto del principe poiché era materialmente impossibile avere una gran quantità di riso. Il risultato di tale operazione – 264 – era infatti talmente elevato che nemmeno coltivando la superficie della stessa Terra si poteva ottenere una cifra così alta. Non potendo mantenere la promessa e per evitare di risultare al popolo un sovrano ingiusto e sleale, il principe fece giustiziare Sissa Nassir, inventore degli scacchi. scacchi è un gioco da tavola le cui azioni strategiche hanno lo scopo di eliminare il Re avversario. Il gioco avviene su una scacchiera composta da64 caselle di due colori alternati, bianco e nero, sulle quali si trovano 32 pezzi, 16 per ciascun giocatore: un re, una regina, due alfieri, due torri, due cavalli e otto pedoni.


Nato in India nel VI secolo, il gioco degli scacchi è giunto in Europa attorno all’anno 1000, grazie alle continue migrazioni degli Arabi.


La nascita del gioco è circondata da un alone leggendario che trova la sua origine nel vecchio e lontano Oriente. Laleggenda narra di un famoso principe indiano le cui ricchezze erano tali che nessun suo desiderio poteva rimanere inesaudito, pertanto le giornate dell’uomo erano colme di ozio e di noia.


Un giorno, stanco della malinconia che stava dominando la sua giovane vita, annunciò che avrebbe donato una floridaricompensa all’uomo che fosse riuscito a farlo nuovamente rallegrare.


Cominciarono a presentarsi a corte personaggi di tutti i generi, ma nessuno di essi riuscì nello scopo, finché non giunse presso il principe uno stravagante mercante – Sissa Nassir – noto per le sue bizzarre invenzioni.


Egli aprì una scatola con la quale viaggiava ed estrasse una tavola sulla quale vi erano 64 caselle bianche e nere. Su di essa vi appoggiò 32 figure intagliate nel legno e presentò al sovrano le regole del gioco degli scacchi.


Nonostante le consecutive e ripetute sconfitte, il principe capì di non provare più alcun sentimento di noia, bensì puro piacere e divertimento.


Alla domanda del principe su quale ricompensa desiderasse, l’inventore rispose un chicco di riso per la prima casella della scacchiera, due chicchi di riso per la seconda casella, quattro chicchi di riso per la terza e via via raddoppiando la cifra per le restanti 61 caselle.


Stupito dalla modestia del mercante, il principe si apprestò a esaudire la richiesta dell’uomo mantenendo così la parola data. Dopo aver fatto un veloce calcolo, la meraviglia si dipinse sul volto del principe poiché era materialmente impossibile avere una gran quantità di riso. Il risultato di tale operazione – 264 – era infatti talmente elevato che nemmeno coltivando la superficie della stessa Terra si poteva ottenere una cifra così alta. Non potendo mantenere la promessa e per evitare di risultare al popolo un sovrano ingiusto e sleale, il principe fece giustiziare Sissa Nassir, inventore degli scacchi.

*****
E adesso nel mentre mi addentro nel fantastico mondo degli scacchi... vi lascio con i primi rudimenti per chi non li conoscesse...
TEDDY VS LA SIGNORA DEI SITH

Indice

I movimenti dei pezzi:

Il Re

La Donna

La Torre

L'Alfiere

Il Cavallo

Il Pedone

L'arrocco


I movimenti dei pezzi

A differenza del gioco della Dama, negli Scacchi ogni pezzo ha un suo movimento proprio. Tutti i pezzi possono muoversi secondo i loro movimenti tipici, ma non possono oltrepassare i pezzi avversari, come invece avviene nella Dama. L’unica eccezione a questa regola è il Cavallo, che per questo motivo è spesso decisivo nelle posizioni bloccate o con scarse possibilità di movimento.

Un pezzo può eliminare un pezzo avversario occupandone la casa e togliendolo dalla scacchiera. Si dice in questo caso che si ha catturato (o, più popolarmente, mangiato) un pezzo dell’avversario.

Un pezzo non può invece occupare una casa già occupata da un altro pezzo dello stesso colore, quindi su ogni casa della scacchiera può esserci al massimo un pezzo, mai due!

Si deve sempre muovere un solo pezzo alla volta, tranne quando si effettua l’arrocco, che è una manovra tipicamente difensiva.

Un giocatore non può muovere un suo pezzo se, così facendo, espone il proprio Re all'attacco di un pezzo dello schieramento nemico, cioè, in termini tecnici, se lo espone ad uno scacco dell'avversario.

La partita viene sempre iniziata dal giocatore che conduce i pezzi bianchi. Se non si sta disputando un torneo, è buona norma sorteggiare chi dovrà condurre i Bianchi, in quanto questi sono leggermente avvantaggiati rispetto ai Neri, dato che, appunto, hanno il privilegio della prima mossa. In termini tecnici si dice, infatti, che il Bianco gode del vantaggio del tratto. Indice

N.B. La regola secondo cui si può all’inizio della partita muovere due pedoni contemporaneamente è una baggianata tipica dei principianti.
Lei pensava alla mossa e io com'era abbinata la mia Teddy alla schacchiera ♡.♡


E che muoia Sansone/Neutrina e tutti i Filistei!!!
Non mi avrete viva!!
Quando non sei abituata a farti difendere e vuoi essere un Re glorioso. 


Ho trovato questo articolo su WikyHow.
Ma nel mentre cerco di studiare la teoria con questo articolo, e la pratica su delle app che prevedono anche il gioco off line con la macchina, dandoti anche delle dritte per imparare. Vagheggio sul premio che mi meriterò quando imparerò questa nuova arte di gioco.


La guida:

Da WikyHow le basi:

Il gioco degli scacchi è molto popolare ed è considerato uno dei più antichi ancora in uso. Anche se prevede delle regole facili da capire, richiede molta esperienza per battere un avversario capace. Per vincere, un giocatore deve usare i propri pezzi per creare una situazione in cui il Re dell'avversario non può evitare la cattura (uno scacco matto).

Conoscere la Scacchiera e i Pezzi


La scacchiera è una tavola quadrata composta da 64 caselle (8x8), ognuna delle quali è identificata da una lettera e da un numero secondo la notazione algebrica. Ogni pezzo ha un nome specifico, un’abbreviazione (sempre nella notazione algebrica) e si può muovere secondo determinate regole. In questa sezione descriveremo la scacchiera e ogni pezzo.


Disponi la scacchiera in maniera 7corretta.L’orientamento è importante per giocare nel modo giusto, ogni giocatore deve avere nell’angolo in basso a sinistra una casella nera.




2
Metti le Torri agli angoli della scacchiera.Nella notazione questi pezzi vengono abbreviati con la "R" e le loro posizioni di partenza sono a1, h1, a8, h8. Nella notazione algebrica queste coordinate indicano i 4 angoli della scacchiera.
Come si muovono? Le Torri possono muoversi in orizzontale e verticale per un numero di caselle illimitato purché siano libere. Se un pezzo avversario si trova sulla loro strada, può essere catturato e le Torri occupano la sua posizione.
I pezzi non possono essere saltati (tranne nell’arrocco). Se un tuo pezzo si trova sul percorso della tua Torre, questa si deve fermare alla casella precedente.
L’arrocco è una mossa speciale che verrà descritta in seguito.



3
Posiziona i Cavalli vicino alle Torri. Nella notazione algebrica vengono indicati con una "N" ("Kt" nei testi più vecchi). Tecnicamente le loro posizioni di partenza sono b1, g1, b8, g8.
Come si muovono? I Cavalli sono gli unici elementi che possono saltare gli altri. Seguono un movimento a "L". Questo significa che si spostano di due caselle in verticale od orizzontale e poi di un’altra perpendicolare ad esse. Ad esempio, un Cavallo si può muovere di due spazi in orizzontale e poi uno in verticale o viceversa.
Il Cavallo non può essere bloccato e cattura solo i pezzi avversari che si trovano sulla sua casella di “atterraggio”. In altre parole puoi "saltare" i pezzi che si trovano sul percorso e catturare quello che occupa la casella di arrivo del Cavallo.



4
Vicino ai Cavalli, posiziona gli Alfieri. Nella notazione algebrica sono indicati con una "B". Le loro posizioni di partenza sono c1, f1, c8, f8.
Come si muovono? Gli Alfieri possono muoversi in diagonale in ogni direzione e di quante caselle sono libere. Proprio come le Torri, catturano i pezzi avversari che si trovano sul loro cammino e ne occupano la casella.
Come accade per le Torri, se un tuo pezzo si trova sul percorso del tuo Alfiere, questo viene bloccato e si deve fermare alla casella precedente. Se si tratta di un pezzo avversario, viene catturato e l’Alfiere ne occupa il posto.



5
Metti la Regina al centro sulla casella corrispondente al suo colore. Le Regine avversarie sono l’una di fronte all’altra. Se hai i pezzi bianchi, la tua Regina si mette sulla quarta casella da sinistra. Se hai i neri, la Regina si posiziona sulla quinta casella dalla tua sinistra. In linguaggio tecnico queste posizioni vengono definite d1, d8; d1 è una casa bianca (per la Regina bianca) e d8 è una casa nera (per la Regina nera).
Come si muovono? Le Regine racchiudono le capacità delle Torri e degli Alfieri in un unico pezzo; sono gli elementi più potenti sulla scacchiera. Le Regine si muovono per un numero di caselle libere indefinite, sia in diagonale, in verticale che in orizzontale.
Quando attacchi con la Regina, segui gli stessi principi di quando usi una Torre o un Alfiere. Se un pezzo avversario si trova sul suo cammino, viene catturato e la Regina ne occupa la casella.

6
Posiziona il Re nell’ultima casa libera sulla fila. Il Re viene indicato nella notazione algebrica come "K" e le sue case di partenza sono e1, e8.
Come si muove? Il Re si muove di una sola casa in ogni direzione e può attaccare ogni pezzo tranne il Re e la Regina avversari (ai quali non si può avvicinare senza porsi in scacco).
Il Re non è da considerare come pezzo di attacco. Si tratta dell’elemento che devi assolutamente difendere.



7
Disponi i Pedoni nella fila anteriore agli altri pezzi. Questi sono indicati con una "P" e occupano le otto case di fronte ai pezzi più pregiati formando una barriera.
Come si muovono? Solitamente avanzano di una sola casella. Tuttavia, in apertura, hai la possibilità di muovere un pedone di una o due case.
Se davanti al Pedone si trova un altro pezzo, questo non può essere catturato e ne blocca di fatto l’avanzamento.
I Pedoni possono attaccare l’avversario solo in diagonale e in avanti (l’avversario si trova nella casella d’angolo in alto a destra o a sinistra rispetto a quella in cui si trova il Pedone).
Esiste una mossa speciale che a volte viene messa in atto e si chiama en passant. Verrà descritta in seguito.
Promozione del Pedone. Questa avviene quando un Pedone attraversa tutta la scacchiera e raggiunge l’ottava o la prima fila della stessa (in altre parole supera la linea nemica e raggiunge il fondo della scacchiera sul lato avversario).



8
Se lo desideri, puoi imparare la notazione algebrica. Non è indispensabile, ma ti permette di visualizzare le mosse e discuterne, oltre che di leggere i testi, i manuali e i siti web di scacchi. Inoltre, quando il tuo avversario è distratto e ti chiede: "Che mossa hai fatto?", tu puoi rispondere "Torre in a4 (Ra4)." Ecco i criteri della notazione algebrica:
Le colonne seguono un andamento verticale (da un avversario all’altro) e sono indicate, da sinistra a destra, con le lettere dell’alfabeto (a-h). Questo orientamento si basa sulla prospettiva dei pezzi 'bianchi.
Le righe sono orizzontali e sono numerate da 1 a 8. I pezzi bianchi più pregiati si trovano sulla prima riga, i pezzi neri pregiati si trovano sull’ottava fila.
Vale davvero la pena imparare la notazione a coordinate e scrivere ogni mossa durante la partita (di entrambi gli avversari). Come Vincere



1
Comprendi lo scopo del gioco e come raggiungerlo. Per vincere devi mettere in scacco matto il Re avversario. Questo significa costringere il Re in una posizione nella quale non può sottrarsi alla cattura perché non c’è alcun pezzo che può proteggerlo ed egli stesso non si può spostare. Lo scacco matto rappresenta la fine della partita e può avvenire dopo tre mosse o anche dopo trecento. Ogni partita molto lunga è differente.
Il secondo obiettivo degli scacchi è cercare di catturare tutti i pezzi dell’avversario per arrivare più facilmente allo scacco matto. Puoi catturare i pezzi “atterrando” sulle caselle che occupano.
Tutto questo deve accadere mentre proteggi il tuo Re, ovviamente.



2
Sappi come mettere "in scacco" il Re avversario. Si tratta di uno “scacco matto parziale”. Questo significa che sei in una posizione in cui potresti catturarlo ma egli ha ancora la possibilità di sfuggire o di farsi proteggere da un altro pezzo. La partita non è conclusa, ma tu sei decisamente in vantaggio.
Quando si genera questa situazione, accertati di dichiarare ad alta voce: "Scacco". Il tuo avversario può rispondere a questo nei seguenti modi:
Spostare il Re.
Catturare il tuo pezzo che attacca.
Frapporre un pezzo tra il tuo e il Re a protezione di quest’ultimo.



3
Sappi che non puoi metterti in scacco. In altre parole non puoi fare una mossa che espone il tuo Re alla cattura nel turno successivo. Quindi non puoi mettere il tuo Re in un punto dove possa essere catturato dall’avversario alla prossima mossa. Inoltre non puoi spostare un tuo pezzo che sta proteggendo il Re esponendo quest’ultimo all’attacco diretto.

Giocare una Partita



1
Disponi la scacchiera.. Non hai una scacchiera? Non preoccuparti, potrai costruirne una!



2
Inizia la partita. Il primo giocatore a muovere è colui che possiede i pezzi bianchi. Poi sarà il turno dei neri. A prescindere dalle mosse, ogni giocatore deve giocare il proprio turno, non può “passare”.
Se è la vostra prima partita, scegliete chi terrà i bianchi lanciando una monetina; se siete entrambi degli scacchisti sportivi, i bianchi vanno al giocatore più debole, dato che questi pezzi godono di un leggero vantaggio.
Se non è la vostra prima partita, allora il giocatore che ha perso la precedente ha diritto di avere i bianchi.



3
Cattura i pezzi del tuo avversario spostando i tuoi sulle loro caselle. Un pezzo catturato viene rimosso dalla scacchiera e viene escluso dalla partita.
Se vuoi giocare seriamente, il pezzo che viene toccato andrebbe mosso. Se un giocatore vuole solo sistemarne la posizione all’interno della casella deve annunciarlo ad alta voce prima di toccarlo.



4
La partita continua con un’alternanza di mosse finché il gioco finisce. È obbligatorio fare una mossa; non è possibile "passare" anche quando la mossa genera un danno. La partita prosegue finché un Re non subisce lo scacco matto oppure si dichiara patta. Quest’ultima possibilità avviene per cinque motivi:
Il Re di un giocatore non è in scacco ma non può fare nessun’altra mossa.
Sulla scacchiera non sono rimasti pezzi a sufficienza per arrivare allo scacco matto.
La stessa identica posizione viene ripetuta per tre volte.
Si sono succedute 50 mosse senza che alcun pedone si sia mosso e nessun pezzo sia stato catturato.
Entrambi gli scacchisti convengono nel fermare la partita.



5
Termina la partita con uno scacco matto. Oltre alla dichiarazione di partita patta, il gioco finisce per scacco matto, il che avviene quando un Re non può essere salvato dalla cattura. Quando questo accade, il giocatore vincitore dichiara "Scacco matto!" per essere certo che entrambi gli avversari siano consapevoli della fine della partita. Approfondiamo il concetto di "scacco" e "scacco matto":
Esegui una delle seguenti mosse per togliere il Re dallo scacco (il Re è solo minacciato):
Cattura il pezzo che mette in scacco il tuo Re. Puoi farlo con un altro pezzo o anche con il Re stesso (se l’avversario non ha previsto un’adeguata protezione dell’elemento che attacca).
Sposta il Re dal campo di azione del pezzo avversario.
Blocca l’avversario frapponendo un tuo pezzo fra lui e il Re.
Se non puoi togliere il Re dallo scacco, allora si tratta di scacco matto e il tuo avversario ha vinto. Se il suo Re è in scacco matto, hai vinto tu. Applicare la Strategia



1
Sappi qual è il punteggio per ogni pezzo:
Pedone: 1 punto.
Cavallo: 3 punti.
Alfiere: 3,5 punti.
Torre: 5 punti.
Regina: 9 punti.
Quando vuoi stabilire come si sta sviluppando la partita, fai un confronto fra il punteggio totale dei pezzi catturati da te e dal tuo avversario. La cosa più veloce da fare è considerare le coppie di pezzi uguali, poi i pezzi rimanenti ti danno un’idea di chi è in svantaggio e di quanto.



2
Impara la forza individuale dei pezzi e il modo migliore di disporli sulla scacchiera. In linea generale, il centro della scacchiera è il punto strategico da occupare.
I Pedoni sono i più forti quando sono allineati. Cerca di non spezzare questa formazione, a meno che tu non ne possa trarre un chiaro vantaggio.
Il Cavallo è più debole se si trova vicino al bordo della scacchiera.
Il Cavallo può controllare al massimo 8 caselle. Se si trova vicino al bordo, ne controlla al massimo 4. Se si trova vicino a un angolo, la sua forza è ridotta al 75% e controlla solo 6 caselle.
Difficilmente perderai subito la potenza del Cavallo ma, a volte, ti accorgerai di sprecare una mossa spostando questo pezzo vicino al bordo della scacchiera per poi riportarlo, al turno successivo, nella zona dove si svolge l’azione (solitamente al centro).
Gli Alfieri sono i più forti lungo le diagonali maggiori, dove possono controllare un’area vasta. Tuttavia non è indispensabile mettere questi pezzi proprio al centro della scacchiera; sono in assoluto i più potenti in termini di numero di caselle controllate.
Ricorda che la forza del tuo Alfiere può essere smorzata dall’avversario che mette un pezzo a protezione lungo la diagonale. Questa scelta viene fatta quando il pezzo è “sacrificabile” e deve proteggere un altro elemento di alto valore.
Le Torri sono le più potenti in campo aperto. Cerca di piazzarle nelle colonne dove non ci sono i tuoi pedoni. Inoltre sono molto forti quando controllano la settima riga (per i bianchi) e la seconda (per i neri) ma solo se il Re avversario si trova nella sua casella di apertura.
La Regina comanda il gioco quando si trova al centro della scacchiera anche se, allo stesso tempo, questa posizione la espone a maggior rischio. Un’ottima strategia consiste nel lasciarle sempre una via di fuga da questa posizione e non bloccarla eccessivamente con i tuoi stessi pezzi.
Il Re dovrebbe essere sempre protetto e i pezzi più indicati a questo scopo sono quelli di minor valore.



3
Cerca di controllare il centro della scacchiera. Come si può dedurre da quanto spiegato in precedenza, tutti i pezzi sono più forti quando si trovano in questo punto. Solitamente una partita si sviluppa come una lotta per il controllo della zona centrale, perché quando occupi quest'area, il tuo avversario ha a disposizione davvero poche "buone" caselle da sfruttare. I tuoi pezzi, dal centro, si possono dirigere in tutte le direzioni, mentre l’avversario è relegato sui bordi costantemente sulla difensiva.
I Pedoni ti possono aiutare. Mentre i tuoi elementi più forti sono all’attacco, uno o due pedoni mantengono un “presidio” centrale. Come puoi notare, si tratta di pezzi davveroutili!



4
Inizia con un’apertura forte. Questa mossa, il più delle volte, determina il resto della partita. Un’apertura debole ti pone automaticamente in svantaggio per il resto del gioco. Ecco alcune considerazioni da ricordare:
Generalmente, è meglio aprire con i pedoni in d o e (il quarto o il quinto pedone). In tal modo ti porti verso il centro della scacchiera.
Muovi solo un paio di pedoni all’inizio. Devi portare in avanti i pezzi più potenti il prima possibile.
Fai uscire dallo schieramento i Cavalli e gli Alfieri. Il campo d’azione dei Cavalli è limitato, sono necessarie diverse mosse prima di poterli “gettare nella mischia”. Gli Alfieri, le Torri e la Regina possono invece muoversi per tutta la lunghezza della scacchiera e hanno un’azione più rapida, mentre gli umili Pedoni arrancano casella dopo casella. In alcuni casi, le conseguenze del movimento del Cavallo non sono tanto ovvie, quindi gli attacchi di questo pezzo sono più furtivi.



5
Usa tutti i pezzi. Se la Torre resta ferma nel suo angolo, stai sprecando le sue potenzialità. Il bello degli scacchi consiste nel fatto che non esiste un unico pezzo in grado di vincere la partita, ma hai bisogno di tutto l’esercito per catturare il Re avversario. Quindi prendi tutti i pezzi avversari, incluso il R!
Questo è particolarmente importante se stai affrontando uno scacchista abile. È abbastanza semplice bloccare un pezzo, è possibile fermarne due, ma è praticamente impossibile controllarne tre.



6
Non dimenticare mai di proteggere il tuo Re.È molto importante catturare gli elementi avversari ma, in fin dei conti, se lasci il Re scoperto ti verrà dichiarato scacco matto e avrai perso. Tutti i tuoi sforzi offensivi saranno stati vani. Quindi, mentre sviluppi la tua strategia di attacco, ricorda anche quella di difesa!
Gli scacchi sono tanto divertenti perché devi pensare a molte cose per volta. Devi proteggere il Re mentre disponi gli altri pezzi in attacco. Devi cercare di intuire le future mosse dell’avversario mentre interpreti quello che sta facendo ora per evitare di perdere dei pezzi. Quando comincerai a padroneggiare il gioco, sarai in grado di pensare a tutti questi dettagli in un attimo.



7
Cerca sempre di valutare lo sviluppo di ogni mossa, immaginando cosa può accadere nei due turni successivi. Se il tuo avversario sposta un determinato pezzo, c’è sempre una ragione. Sta preparando qualcosa. Potrebbe impostare un attacco. A cosa sta pensando? Che cosa vuole ottenere? Cerca di ragionare sempre in questi termini per aggirare le sue mosse e sventare il suo attacco.
Lo stesso vale per te. Forse non sei in grado di catturare il Pedone nemico a questa mossa ma cosa puoi fare per poterlo prendere al prossimo turno o fra due? Non si tratta di un normale gioco da tavola, ogni tua mossa influenza ciò che potrai fare in futuro.



8
Non sacrificare mai dei pezzi senza motivo.Quando l’avversario fa una mossa senza catturare nessuno dei tuoi elementi, controlla bene lo schieramento dei due eserciti sulla scacchiera. Ha assunto una posizione dalla quale potrebbe catturare un tuo pezzo di valore? Se così fosse, non permettere che accada! Sposta il pezzo in pericolo e proteggilo con un altro elemento. Meglio ancora, cattura il nemico che ti sta minacciando! Non sacrificare il tuo elemento!
Ovviamente devi agire in questo modo, a meno che tu non abbia una strategia ben precisa. Se stai usando un pezzo come esca per attirare il nemico in una zona della scacchiera, è del tutto saggio sacrificarlo. Fallo finché c’è una ragione più “subdola” che lo giustifichi.



9
Cerca di raggiungere in fretta lo scacco matto. Lo sapevi che puoi dichiarare lo scacco matto in sole due mosse? Esistono delle specifiche istruzioni per vincere in due, tre, quattro mosse e così via, e tutte lasceranno il tuo avversario perplesso. Se sei curioso, ecco qualche suggerimento:
Come fare scacco matto in due mosse.
Come fare scacco matto in tre mosse.
Come fare il matto del barbiere in quattro mosse. Conoscere le Mosse Speciali



1
Usa la regola del "en passant" per i Pedoni.Questo termine deriva dal francese e indica una speciale cattura da parte del Pedone. Questa mossa si sviluppa subito dopo che l’avversario ha mosso il suo Pedone di due caselle in apertura e tu hai la possibilità di catturarlo con il tuo Pedone, se questo si trova nella casella adiacente. Se vuoi mettere in pratica questa mossa, la devi fare nel turno immediatamente successivo allo spostamento di due caselle del Pedone avversario, inoltre finirai sulla casella in diagonale, come se si trattasse di una presa normale.
La tua posizione finale sarà identica a quella di una normale cattura in diagonale. Se non metti in atto la presa en passant nel turno immediatamente successivo alla mossa dell’avversario, perdi il diritto di farla.



2
Promuovi i tuoi Pedoni. Se uno di essi raggiunge l’ottava fila (o la prima, nel caso tu avessi i neri), allora viene promosso a Cavallo, Alfiere, Torre o Regina. Non potrà rimanere Pedone né diventare Re. Ovviamente si tratta di una mossa molto, molto utile se la sai gestire.
In notazione algebrica, per indicare la promozione, si scrive la casella in cui il Pedone è stato mosso seguito da un segno di uguale (ad esempio: c8=). Successivamente si scrive l’abbreviazione del titolo raggiunto (c8=R indica un Pedone arrivato alla casella c8 e promosso a Torre).



3
Usa l’arrocco se la Torre e il Re sono ancora nella loro casella di apertura. Questa mossa ti consente di spostare il Re dal centro, dove è più vulnerabile. Per arroccare, sposta il Re di due case a destra o a sinistra e poi muovi la Torre dal suo angolo alla casella adiacente a quella del Re, ma sul lato opposto. Non puoi arroccare se:
C’è un pezzo fra la Torre e il Re.
Il Re è in scacco o potrebbe trovarsi in scacco dopo l’arrocco.
Il Re o la Torre sono già stati mossi durante la partita.
La Torre non si trova sulla stessa riga del Re (per evitare l’arrocco con un Pedone promosso a Torre). Consigli

La Regina è un pezzo molto importante in attacco perché ha lo stesso potere dell’Alfiere e della Torre. Si muove in orizzontale, verticale e diagonale di quante caselle desidera. Quindi prestale attenzione ed evita che venga catturata, a meno che il suo sacrificio ti comporti un enorme vantaggio tattico.
I Pedoni sono i pezzi meno importanti. Cerca comunque di difenderli, perché svolgono un'importante funzione strategica di blocco e possono essere promossi a pezzi più pregiati se raggiungono l’ultima fila avversaria.
Quando l'avversario fa la sua mossa, controlla se qualche tuo pezzo è minacciato.
Il Pedone si può muovere di due caselle solo alla prima mossa.
Non puoi muovere i Pedoni all'indietro. Questi pezzi si muovono solo in avanti o in diagonale quando attaccano.
Esercitati ogni giorno per migliorare.
L'unico modo per migliorare è giocare contro altre persone o contro te stesso. Allenati tutti i giorni.
Pensa in modalità di “attacco” e di “difesa”.
Secondo il regolamento non è necessario annunciare uno scacco, ma è una comune cortesia nelle partite informali.


Come Giocare a Scacchi per Principianti


Gli scacchi sono incredibilmente divertenti, richiedono abilità, strategia e generano dipendenza. Per centinaia di anni è stato considerato un gioco per intellettuali e studenti; anche se richiede un po’ di genialità, non significa che un bambino non possa battere un adulto. Continua a leggere questa guida per imparare questo gioco antico che è considerato uno dei migliori giochi da tavolo.

Conoscere il Gioco, la Scacchiera e i Pezzi



1
Riconosci ogni pezzo e come si muove. Ogni elemento del gioco esegue delle mosse differenti. Qui di seguito trovi i nomi e la descrizione dei loro movimenti (con una o due eccezioni che verranno trattate in seguito):
Pedone: è il pezzo più elementare del gioco (ne hai otto). Durante la prima mossa si può spostare in avanti di una o due caselle ma, successivamente, può avanzare solo di una casella. Può attaccare gli altri pezzi solo in diagonale e non può arretrare.
Torre: assomiglia proprio alla torre di un castello. Si muove in orizzontale e verticale di tanti spazi quanto il giocatore desidera (nel limite dello spazio disponibile). Attacca i pezzi avversari che incontra nel suo cammino.
Cavallo: è rappresentato da una testa di cavallo ed è il pezzo con il movimento più complicato. Si muove seguendo un percorso a 'L' che consiste in due caselle orizzontali e una verticale o viceversa in qualunque direzione. Il Cavallo è l’unico elemento che può saltare gli altri pezzi. Attacca solo il pezzo avversario che si trova sulla sua casella di ‘arrivo’.
Alfiere: si muove solo in diagonale per un numero illimitato di caselle fino ad attaccare l’avversario. La forma del pezzo ricorda vagamente quella di un cappello da vescovo.
Regina: si tratta dell’elemento più potente ed è rappresentato con una corona femminile. Può muoversi in verticale, orizzontale o diagonale per un numero illimitato di case. Attacca in tutte le direzioni.
Re: si muove di una sola casa in ogni direzione e attacca nello stesso modo. Si tratta del pezzo che non devi perdere per nessun motivo, altrimenti significa la fine del gioco.
Ricorda i punti forti di ogni pezzo.
Il Re ha un valore inestimabile e deve essere protetto.
La Regina è l’elemento più versatile e il più utile per dare supporto agli altri pezzi. Spesso si utilizza per eseguire la mossa della forchetta. La Regina unisce in un unico pezzo la potenza dell’Alfiere e della Torre. Dopo il Re è considerato il pezzo più prezioso.
I Cavalli sono ottimi per gli attacchi di sorpresa e per le ‘forchette’. Le loro mosse spesso non vengono notate e confondono i neofiti.
Gli Alfieri sono molto efficaci in posizione aperta. Tuttavia i giocatori inesperti tendono a sottostimare questi pezzi e non ne sfruttano il pieno potenziale.
Le Torri sono molto forti e hanno un ampio range di movimento. Danno il meglio in campo aperto.
I Pedoni possono sembrare insignificanti, ma sono indispensabili per intrappolare l’avversario o per essere sacrificati così da potere catturare un pezzo importante. Se utilizzati in maniera corretta, possono dichiarare scacco matto al Re!


2
Comprendi cos’è lo "scacco". Se il tuo Re è in scacco significa che è sotto attacco diretto dell’avversario. Quando questo accade, devi assolutamente uscire dallo scacco quando è il tuo turno di gioco. Puoi raggiungere questo obiettivo in tre modi:
Muovi il Re in una casella sicura. Una casella è sicura quando il Re non si trova più in scacco.
Cattura il pezzo che mette sotto scacco il Re.
Blocca la traiettoria del pezzo avversario frapponendo uno dei tuoi elementi. Questo metodo non funziona con i Pedoni e i Cavalli.
Se non puoi procedere con nessuna delle tre azioni sopra descritte e il Re resta sotto scacco, allora hai perso e il gioco è finito.




3
Comprendi il concetto del gioco. Negli scacchi gli avversari tentano di catturare i reciproci Re. Sebbene questo sia l’obiettivo primario, è necessario contestualmente proteggere il proprio Re. Questo si ottiene cercando di entrare in possesso del maggior numero di pezzi avversari o tentando di perderne il meno possibile.
Gli scacchi sono un gioco di intelligenza e strategia. Ci sono molte mosse e molte regole che i principianti non sono in grado di prevedere o comprendere all’inizio. Sii paziente! Più giocherai e più sarà divertente!



4
Prepara la scacchiera. Ora che conosci tutti i pezzi, li puoi disporre sulla scacchiera. Orienta quest’ultima in modo che ogni giocatore abbia all’angolo inferiore destro una casella chiara. Ecco come schierare il tuo “esercito”:
Allinea tutti i Pedoni nella secondi fila davanti a te in modo che ci sia un “muro” di Pedoni fra te e l’avversario.
Metti ogni Torre agli angoli del tuo lato della scacchiera.
Posiziona ogni Cavallo vicino a ciascuna Torre e ogni Alfiere vicino ai Cavalli.
Quindi appoggia la Regina in una delle due caselle rimanenti in accordo con il suo colore (se hai la Regina nera mettila sulla casella scura, se è bianca, mettila sulla casella chiara).
Infine disponi il Re nell’ultima casella libera. Verifica che l’avversario abbia schierato i suoi pezzi allo stesso modo. Le Regine dovrebbero essere l’una di fronte all’altra e lo stesso vale per i Re.



5
Se vuoi fare sul serio, valuta di imparare il sistema di coordinate della scacchiera. Ogni casella corrisponde a una lettera e un numero. Quando senti pronunciare una frase del tipo: "Cavallo in C3," sappi che C3 identifica una specifica casa e questa notazione rende le cose molto più semplici. In questo articolo trovi ulteriori informazioni. Giocare una Partita



1
I bianchi fanno la prima mossa. Il giocatore che ha questo colore muove per cominciare la partita cioè “apre” il gioco. I neri contrattaccano. L’apertura è una delle parti più importanti della partita. Non esiste un modo "corretto" per farla, ognuno ha il proprio stile e tu troverai il tuo. Tuttavia ci sono un paio di considerazioni da fare:
Non pensare all’attacco per il momento. Nell’apertura è importante disporre i pezzi nelle caselle più utili. Devi occupare quelle buone e sicure.
In linea generale, fai solo una o due mosse con i Pedoni. Poi concentrati sui pezzi più forti come gli Alfieri, i Cavalli, la Regina e le Torri. Lo "sviluppo" (avere i pezzi su caselle attive, solitamente quelle centrali) non è completo finché tutti i pezzi non sono stati mossi.
Molte delle tue aperture dipendono dall’avversario, devi adattarti al gioco. Quindi osservalo e cerca di capire la sua strategia. Il gioco consiste, per la maggior parte, nell’anticipare i pericoli e vedere più in là rispetto a quanto riesce a fare l’avversario.



2
Incorpora la presa "en passant" nel tuo gioco. Molti principianti non se ne preoccupano, ma se sei curioso di rendere il gioco un po’ più complicato di quanto già non sia, ecco di cosa si tratta:
Se lo desideri, il tuo Pedone può muoversi di due caselle in apertura. Se il Pedone finisce nella casella adiacente a quella occupata da un Pedone avversario (sulla stessa riga), egli può catturare il tuo pezzo come se si fosse mosso in diagonale. Questa presa deve essere effettuata immediatamente, altrimenti si perde il diritto di eseguirla. I Pedoni, normalmente, possono attaccare solo in diagonale, ma nella presa “en passant” possono catturare il pezzo avversario che si trova di lato pur finendo nella casella diagonale.
Ricorda che questa presa è possibile solo se eseguita come immediata risposta allo spostamento di due caselle del Pedone avversario. Una volta passato il tuo turno, non avrai un’altra occasione. La presa “en passant” non permette la cattura della Regina o del Cavallo.



3
Alterna le mosse con quelle del tuo avversario, in questo modo il gioco ha inizio.Tra te e il tuo avversario è un continuo alternarsi nel tentativo di catturare i reciproci Re e gli altri pezzi. Se riesci a minacciare la sua Regina o il suo Re e costringerlo sulla difensiva, sarai in vantaggio, ma sappi che ci sono infiniti modi per vincere la partita.
A volte puoi pensare che i Pedoni siano pezzi di poco valore, ma non farti tentare di sacrificarli troppo spesso. Se riesci a portarne uno fino all’altro lato della scacchiera (quello dove si schiera l’esercito avversario) il Pedone si trasforma in un pezzo differente (ma non nel Re). La maggior parte dei giocatori sceglie la Regina, ma una Torre, un Cavallo o l’Alfiere non sono meno potenti. Se riesci a infiltrare un Pedone dietro le file nemiche, puoi ribaltare le sorti della partita.



4
Cerca di pensare con due o tre mosse in anticipo. Se muovi il Cavallo in quella posizione, cosa succederà dopo? Avrai tempo di sviluppare il tuo attacco, o il tuo Re (o magari la Regina) hanno bisogno di protezione? Quale pensi che sia il piano del tuo avversario? Come credi che si svilupperà il gioco fra una o due mosse?
Questo non è un gioco dove puoi muovere i tuoi pezzi a caso, le loro posizioni si influenzano reciprocamente. Ti ritroverai con un Pedone che blocca l’attacco del tuo Alfiere, il Cavallo che difende il Re e la Torre avversaria pronta a catturare la tua Regina se non fai qualcosa per impedirlo. Quindi cerca di pianificare ogni mossa e di prevedere quella che farà l’avversario. Per vincere ci vuole strategia e tattica!
Fai in modo di avere sempre un “piano B”. Puoi mettere il Pedone in modo che l’Alfiere avversario lo catturi, in questo modo potrai a tua volta prendere l’Alfiere con il Cavallo. A volte bisogna fare dei sacrifici ben studiati.

5
Impara ad "arroccare." Si tratta di una mossa speciale che coinvolge il Re e la Torre. Questa è l’unica occasione in cui puoi muovere due pezzi in una sola mossa. È un'altra mossa speciale oltre alla presa “en passant” del Pedone. Consiste in uno scambio di caselle fra la Torre e il Re per proteggere quest’ultimo e dare l’opportunità alla Torre di agire. In genere, un Re arroccato si rivela molto utile.
Puoi arroccare solo se:
Né la Torre né il Re sono stati mossi prima.
Il Re non è sotto scacco.
Non ci sono pezzi fra la Torre e il Re.
Il tuo avversario non ha il controllo delle caselle comprese fra la posizione finale arroccata e quella precedente l’arrocco.

In un'unica mossa, sposti sia il Re che la Torre. Se arrocchi verso il lato del Re, questo si muove di due caselle verso destra e la Torre si mette immediatamente alla destra del Re. Se arrocchi verso il lato della Regina, il Re si sposta di due case verso sinistra e la Torre si posiziona subito a lato del Re (si sposta di tre case verso destra).



6
Vinci la partita dichiarando scacco matto al Re avversario. Questo significa che hai messo sotto scacco il Re e questo non ha possibilità di fuga. Quando questo accade, dichiara: "Scacco matto!" anche se non è indispensabile. A questo punto il tuo avversario spinge il suo Re facendolo cadere in segno di resa.
A volte ci sono delle situazioni di stallo, in cui il gioco finisce in pareggio. Questo avviene quando il Re non può essere messo sotto scacco ma allo stesso tempo non ci sono case sicure in cui spostarlo.
Ci sono pochi altri modi per terminare una partita in pareggio.
Per accordo. Entrambi gli avversari dichiarano che non sono in grado di vincere e non trovano un metodo per sopraffare il Re dell’altro.
Per ripetizione. Questo avviene quando per tre volte si presenta la stessa identicadisposizione dei pezzi sulla scacchiera. Ad esempio entrambi i giocatori muovono i loro Cavalli avanti e indietro sulle stesse caselle.
Per la regola delle 50 mosse. Questa si può applicare quando nelle ultime 50 mosse consecutive, nessun giocatore ha mosso un Pedone e non ci sono state prese. Questa regola evita le partite interminabili o che un giocatore perda per sfinimento.
Per pezzi insufficienti. Se nessuno dei due giocatori ha pezzi sufficienti per riuscire a dichiarare scacco matto all’avversario, la partita è considerata patta. Questo avviene, per esempio, quando restano solo un Re e un Cavallo che non sono in grado di mettere sotto scacco l’avversario.
Se tutti i pezzi sono stati catturati a eccezione dei Re. In questo caso c’è un numero insufficiente di pezzi per concludere la partita con uno scacco matto e si dichiara patta. Usare la Strategia




1
Usa tutti i pezzi. Non continuare a spostare il Cavallo avanti e indietro solo perché ti permette di dichiarare lo “scacco” molte volte. Devi utilizzare tutto il tuo esercito! Uno degli errori più frequenti fra i principianti è quello di usare pochi pezzi. Quando questo accade, gli altri elementi restano indietro e si trasformano in prede facili per l’avversario. Quindi cerca di occupare la scacchiera e di confinare l’altro giocatore in un angolo.
Durante la tua apertura, sposta in avanti solo pochi Pedoni di una o due caselle e poi inizia a coinvolgere gli altri pezzi. Questo ti permette di avere più elementi sul campo di battaglia con un maggior potere offensivo.



2
Controlla il centro della scacchiera. Dato che ci sono molti pezzi che possono muoversi in tutte le direzioni, se controlli il centro avrai un vantaggio maggiore rispetto a controllare i lati della scacchiera. Quando domini le caselle centrali, i pezzi hanno maggiore mobilità rispetto a quando sono agli angoli o ai bordi. Ad esempio: il Cavallo ha solo due possibili mosse se si trova in un angolo ma ne ha otto se si trova in una casella centrale! Cerca di raggiungere il centro il prima possibile.
Questa è la ragione per cui molti giocatoti aprono muovendo i Pedoni centrali. Tuttavia assicurati di non lasciare scoperto il Re troppo presto o finirà in scacco matto grazie a un Alfiere o una Regina avversari ben posizionati!



3
Non sacrificare i pezzi se non ce n'è bisogno.Sembra un consiglio scontato ma molti giocatori muovono alcuni elementi a caso, anche i grandi maestri! Se devi sacrificare un elemento, fai in modo che sia uno scambio (vantaggioso per te). Non rinunciare mai a un pezzo con leggerezza, sia che si tratti di un Pedone o della Regina poiché ogni elemento ha un valore. Infatti esiste un sistema di punteggio. Più il pezzo ha valore e più sono i punti.
I Pedoni valgono 1 punto.
I Cavalli valgono 3 punti.
Gli Alfieri valgono 3 punti.
Le Torri valgono 5 punti.
La Regina vale 9 punti.
Il Re è senza valore dato che, in caso di perdita, il gioco si conclude.



4
Proteggi il Re. Questa è una parte del gioco a cui devi prestare particolarmente attenzione. Se hai una strategia di gioco poco aggressiva, devialmeno fare di tutto per proteggere il tuo Re. Mettilo in un angolo con l’arrocco, distribuisci una muraglia di pezzi attorno a lui, assicuragli una casella di fuga nel caso l’avversario riesca a metterlo sotto scacco. Devi mettere in fuga il tuo avversario o attaccarlo il prima possibile.
C’è ben poco che il Re possa fare da solo, ma può resistere. Nelle fasi iniziali e centrali della partita, il Re ha bisogno di almeno uno o due pezzi che lo proteggano per evitare lo scacco. Tuttavia nelle fasi conclusive, quando sulla scacchiera ci sono solo pochi pezzi e Pedoni, il Re si trasforma anche in un elemento di attacco e dovrebbe essere sfruttato. Consigli


Osserva bene le mosse del tuo avversario. Sono queste che determinano le tue mosse e non il piano che avevi sviluppato nella tua mente.
Ricordati di avere molti pezzi avanzati nel centro della scacchiera. Più pedoni tieni sul retro, più sarà facile difendere il tuo re.
Non sentirti frustato quando perdi. Gli scacchi richiedono tempo e molti maestri hanno più di 10 anni di esperienza!
Non cercare velocemente lo scacco matto. Ci sono molte possibilità che il tuo avversario metta in atto una mossa che ti punirà per il tuo tentativo.
Non esistono delle linee guida universalmente valide nel gioco degli scacchi, non esiste un modo specifico per garantirsi la vittoria.
Impara qualche “trappola” che puoi utilizzare per attaccare e allo stesso tempo impara a non cadere in quelle del tuo avversario!
A volte l’arrocco si rivela una mossa disastrosa che porta a subire lo scacco matto. In altre occasioni, invece, ti permette di vincere! Valuta la posizione dei pezzi e fai la mossa migliore.
Le quattro case al centro sono il posto migliore dove avere i tuoi pezzi, perché possono fare più mosse verso il centro della scacchiera che sui lati. Aumentando il numero delle mosse che puoi fare limiti le possibilità del tuo avversario.
Impara dagli errori. In quanto principiante, farai degli errori. Anche i maestri di livello internazionale prendono delle cantonate e perdono le partite.
Puoi considerare la tua situazione completamente sviluppata se il Re è arroccato, gli Alfieri e i Cavalli non sono nelle loro case e le Torri sono connesse.
Muovi i Pedoni in maniera saggia. Diversamente dagli altri pezzi, questi non godono del vantaggio di potere arretrare dalla casa in cui si trovano. Sono molto statici e possono determinare lo stile di gioco.

******

Dopo le regole base due app che giocando vi insegneranno non solo le regole ma anche ad esercitarvi.


Il primo è: Scacco e matto
È a pagamento ma ne vale la pena.
Credetemi.


Ho vinto il primo pedone che andremo a collezionare.

Ogni partita  ha sua lezione. Molto ironica e mai noiosa. 
Per inciso c'era una lezione che proprio non mi riusciva e allora ho scritto all'assistenza pensando ad un bug del gioco e loro mi hanno cercato di aiutare.
Ovviamente  ritenendo che non c'era nessun bug. Ero io che non entravo nel meccanismo dell'esercizio. In quel caso dell'alfiere.

La mia prima vittoria.

Homepage

Ogni scacco ha la sua esperienza con spiegazione  e gioco.

La grafica è eccellente 

Questo capitan hook è divertentissimo^^

E dopo e solo dopo potete scaricare
Questa app totalmente free
L'era degli scacchi
https://play.google.com/store/apps/details?id=chess.friends.game.play

In pratica affina le vostre tecniche di pensiero sul gioco.





Un Fatto ironico è che oltre ad avere avuto problemi sugli alfieri nell'app
Nella mia scacchiera si è perso proprio un alfiere. 

*****
E ora vi copio le molte citazioni trovate sul web:

ci sono più avventure su una scacchiera che su tutti i mari del mondo.
(Pierre Mac Orlan)

A scuola mi esclusero dalla squadra di scacchi a causa della mia statura.
(Woody Allen)

Io credo che gli scacchi siano un po’ come la vita: intimidiscono le persone, ecco perché hanno inventato la dama.
(Dal film Bobby)

Si impara a conoscere bene la gente viaggiandoci insieme e giocandoci a scacchi.
(Proverbio russo)

Gioca l’apertura come un libro, il centro partita come un mago ed il finale come una macchina.
(Rudolf Spielmann)

Durante una gara il campione deve essere una combinazione tra un monaco buddista e una tigre siberiana.
(Aleksandr Alechin)

Sono giunto alla conclusione che non tutti gli artisti sono giocatori di scacchi, ma che tutti i giocatori di scacchi sono artisti.
(Marcel Duchamp)

Sono l’unico giocatore di scacchi che si è infortunato durante la preparazione atletica.
(Woody Allen)

Certo che ho praticato sport all’aria aperta. Una volta ho giocato a scacchi in un caffè all’aperto di Parigi.
(Oscar Wilde)

Gli scacchi sono uno sport. Uno sport violento che comporta connotazioni artistiche negli schemi geometrici e nelle variazioni della disposizione dei pezzi, così come nelle combinazioni, nella tattica, nella strategia e nella posizione. È un’esperienza triste, però, qualcosa di simile all’arte religiosa.
(Marcel Duchamp)

Gli scacchi sono una guerra idealizzata, richiedono tattica, strategia, freddo calcolo e intuizione.
(Friedrich Dürrenmatt)

Gli scacchi sono una guerra condotta sopra la scacchiera. L’obiettivo è schiacciare la mente dell’avversario.
(Bobby Fischer)

Gli scacchi non sono – come molti credono – un semplice gioco da tavola. Si elevano ad arte non solo per l’incalcolabile numero di combinazioni, ma soprattutto per il concetto, unico nel suo genere, di “scacco matto”. In ciò consiste il fascino e la bellezza degli scacchi, che anche il profano percepisce inconsciamente.
(Paolo Mauresing)

È terribile perdere. La sconfitta provoca profondo dolore. Ogni volta che la subisco io mi punisco mentalmente e penso nella mia mente all’intera partita. Dove ho sbagliato?
(Garry Kasparov)

Tutto ciò che conta sulla scacchiera sono le buone mosse.
(Bobby Fischer)

Una mossa cattiva può rovinarne 40 ben giocate.
(Israel Albert Horowitz)

Cavalli sono la cavalleria, gli Alfieri sono gli arcieri, le Torri sono l’artiglieria e la Regina è il mago.
(Jacob Aagaard)

Perché non ci sono donne capaci di diventare campioni del mondo di scacchi? Perché non sono in grado di stare zitte per quattro ore di seguito.
(Anatolij Karpov)

Gli scacchi sono da sempre circondati da veri e propri stereotipi, difficilissimi da estirpare: sono un gioco lento, per persone riflessive, anziane; sono un gioco mite e pacato, praticato da piccoli e grandi geni avulsi dalla società, che ricordano un po’ i secchioni di quando andavamo a scuola; sono un gioco che procede per non meglio definiti schemi; da ultimo, certo, gli scacchi sono un gioco maschio. Nulla di più falso.
(Tevis Walter)

Un buon giocatore che abbia perduto agli scacchi, è francamente convinto che la sua perdita sia causata dal proprio errore, e lo cerca nel principio del gioco, ma dimentica che in ogni mossa, durante tutto il gioco, vi sono stati simili errori, che non una sola mossa era perfetta. L’errore sul quale concentra l’attenzione, lo nota solamente perché l’avversario ne ha approfittato.
(Lev Tolstoj, Guerra e pace)

Un russo è un anarchico, due russi sono una partita a scacchi, tre russi sono una rivoluzione.
(Jascha Heifetz)

Dopo una brutta apertura, c’è speranza per il centro partita. Dopo un brutto centro partita, c’è speranza per il finale. Ma una volta che sei nella parte finale, è arrivato il momento della verità.
(Edmar Mednis)

Le aperture ti insegnano le aperture. I finali ti insegnano gli scacchi!
(Stephan Gerzadowicz)

La tattica è sapere cosa fare quando c’è qualcosa da fare.
La strategia è sapere cosa fare quando non c’è più niente da fare.
(Savielly Tartakower)

Gli scacchi sono una questione di tempismo. Non è sufficiente giocare la mossa giusta, devi anche giocarla al momento giusto. Sapersi contenere è una delle cose più difficili da imparare per il giocatore medio di scacchi.
(Bobby Fisher)

Uno scacchista è come uno strumento musicale? Certo, è molto sensibile: basta un niente a scordarlo.
(Anonimo)

Negli scacchi c’è tutto: amore, odio, desiderio di sopraffazione, la violenza dell’intelligenza che è la più tagliente, l’annientamento dell’avversario senza proibizioni. Poterlo finire quando è già caduto, senza pietà, qualcosa di molto simile a quello che nella morale si chiama omicidio.
(Anatolij Karpov)

Si entra al gioco degli scacchi come si entra in una Religione. Per il giocatore di scacchi, la partita di scacchi è l’ufficio, la messa, la sfilata del 1° Maggio, la deposizione d’una corona al Monumento ai Caduti. E’ un dramma sacro.
(Michel Roos)

La matematica degli scacchi è molto interessante, perché dopo 4 mosse da entrambe le parti le possibilità si contano già a miliardi. È il gioco da tavolo per eccellenza. In qualche rara occasione si intravede una combinazione che un grande maestro coglierebbe a prima vista, e improvvisamente la scacchiera sembra tremendamente ricca – sembra che brulichi di possibilità. E tutti i grandi giocatori sono animati dalla volontà di combattere: hanno tutti l’istinto del killer.
(Martin Amis)

Il gioco degli scacchi è tutto: arte, scienza e sport.
(Anatolij Karpov)

Non gioco a scacchi per divertirmi : celebro un culto.
(Vladimir Nabokov)

Giocare a scacchi è come essere sospinto fuori dal tempo.
(Antoine de Saint-Exupéry)

Il gioco degli scacchi è un’arte celata sotto forma di gioco.
(Enciclopedia Sovietica)

Il gioco degli scacchi è una delle più nobili invenzioni della mente umana.
(Cyril Edwin Mitchinson Joad)

Che cosa era il mondo al di fuori degli scacchi ? La nebbia, l’ignoto, il non-essere…
(Vladimir Nabokov)

È sempre meglio sacrificare i pezzi dell’avversario che i propri.
(Xavier Tartakower)

Quando perdo un pezzo: se vinco era un geniale sacrificio, se perdo era uno stupido sbaglio.
(George Koltanowski)

Per me, il pedone passato ha un’anima, esattamente come l’uomo, delle aspirazioni, che sonnecchiano in lui a sua insaputa, e dei timori di cui egli appena indovina l’esistenza.
(Aaron Nimzowitsch)

Gli scacchi hanno tre componenti: il tempo, lo spazio e solo in ultimo il materiale.
(Mikhail Tal)

Gli errori sono tutti lì sulla scacchiera, pronti per essere fatti.
(Xavier Tartakower)

I sette peccati capitali degli scacchi sono: superficialità, voracità, paura, incostanza, spreco di tempo, buonismo, immobilità.
(Xavier Tartakower)

“Lei ha mai conosciuto i campioni?”
“Ho studiato le loro partite a tavolino” mi rispose. “Ho rifatto le loro mosse di apertura, ho spiato le combinazioni nel loro nascere”.
“E non si può ripeterle?” gli chiesi.
“Sì” mi rispose. “Ma è l’altro che non le ripete”.
(Giuseppe Pontiggia)

La scacchiera è il Mondo. I pezzi sono i fenomeni dell’Universo. Le regole del gioco sono ciò che chiamiamo “le leggi della Natura”. Non sappiamo chi è seduto di fronte a noi. Sappiamo che egli gioca in modo equo, giusto e paziente. Ma sappiamo anche, sulla nostra pelle, che non ci perdona mai un errore. Inoltre non commette mai la più piccola distrazione…
(Jorge Louis Borges)

Giocare a scacchi è imparare a dominare la paura della morte. In una partita bisogna prevedere tutto, anche la propria fine. La solitudine dello scacchista all’avvicinarsi del “matto” è simile a quella del condannato.
(Francis Szpinger)

Non c’è niente di più facile che perdere una partita già vinta.
(Xavier Tartakower)

Ogni partita è decisa da un errore, non importa se nostro o dell’avversario.
(Xavier Tartakower)

Per evitare di perdere un pezzo quanti hanno perso la partita!
(Xavier Tartakower)

Vince la partita chi fa il penultimo errore.
(Xavier Tartakower)

Le buone posizioni non vincono la partita, sono le buone mosse a farlo.
(Gerald Abrahams)

La mia preferenza fra una donna a letto o una Donna sulla scacchiera… dipende dalla posizione.
(Boris Spassky)

Di Fischer si sarebbe potuto dire quello che fu detto a suo tempo di Coppi, ossia che diventava aggraziato solo sulla sella di una bicicletta: Robert Fischer sembrava avere un’esistenza adeguata al suo concetto solo davanti a una scacchiera.
(Franco Trabattoni)

Nel 1972 il mondo assisteva affascinato a una delle grandi battaglie della Guerra Fredda: si combatteva in Islanda ed era una partita a scacchi tra l’ americano Bobby Fischer e il russo Boris Spasskij. Fischer dichiarò che gli scacchi sono una guerra, e in quel momento storico nulla sembrava più vero, ma d’ altra parte così è sempre stato: se tutti i giochi sono in qualche misura surrogati della violenza e dei conflitti, nessuno più degli scacchi assomiglia a una battaglia studiata a tavolino. Due eserciti contrapposti sono allineati per marciare all’ attacco: i pedoni in prima linea, e gli ufficiali alla retroguardia
(Neil Macgregor)

Difenderò la razza umana!
(Garry Kasparov, prima dell’incontro col computer IBM Deep Blue, 1996)

Gli scacchi richiedono una strategia trasparente: io so quello che hai tu e tu sai quello che ho io; non so quello che stai pensando, ma almeno so quali sono le tue risorse.
(Garry Kasparov)

L’opinione pubblica considera Kortchnoy come un anarchico che prova in pieno giorno, di far saltare in aria il suo avversario; Kasparov come un giovane Napoleone degli Scacchi in possesso di una potente artiglieria; ma Karpov lascia l’impressione di essere un gendarme che preferisce legare l’avversario con manette e catene.
(Raymond Keene)

Preferirei avere un pedone che un dito.
(Reuben Fine)

Sebbene possa sembrare strano a molti, in generale io considero che negli scacchi si basa tutto sulle tattiche. Se uno pensa alla strategia come ad un blocco di marmo, allora le tattiche sono lo scalpello col quale il maestro opera, nel creare lavori di arte scacchistica
(Tigran Petrosian)

Dovete trascinare il vostro avversario in una profonda oscura foresta, dove due più due fa cinque, e il sentiero per venirne fuori è largo solo per permetter il passaggio di uno solo dei due
(Mikhail Tal)

Al livello più alto, gli scacchi sono un talento per controllare cose prive di relazione. È come controllare il caos.
(Garry Kasparov)

Ma non è già offendere in modo ingiurioso il chiamare gli scacchi un gioco?
(Stefan Zweig)

Gli scacchi sono più prossimi all’arte dell’assassinio che all’arte della guerra.
(Arturo Perez-Reverte)

La vita è come una partita a scacchi. Vincono i matti.
(Zziagenio78, Twitter)

La vita è come gli scacchi. İl Re può muoversi una casella alla volta, mentre la Regina fa un po’ come le pare.
(Anonimo)

Gli scacchi sono una perfetta metafora della vita, tutti al servizio del Re ma chi conta davvero è la Regina.
(Anonimo)

L’ironia è come gli scacchi. C’è chi vede solo il bianco e nero e chi capisce il gioco.
(ChiNonMuore1, Twitter)

Sembra che l’invenzione degli scacchi sia legata a un fatto di sangue. Narra infatti una leggenda che quando il gioco fu presentato per la prima volta a corte il sultano volle premiare l’oscuro inventore esaudendo ogni suo desiderio. Questi chiese per sé un compenso apparentemente modesto, di avere cioè tanto grano quanto poteva risultare da una semplice addizione: un chicco sulla prima delle sessantaquattro caselle, due sulla seconda, quattro sulla terza, e così via… Ma quando il sultano, che aveva in un primo tempo accettato di buon grado, si rese conto che a soddisfare una simile richiesta non sarebbero bastati i granai del suo regno, e forse neppure quelli di tutta la terra, per togliersi dall’imbarazzo stimò opportuno mozzargli la testa. La leggenda sottace il fatto che quel sovrano dovette pagare in seguito un prezzo ben maggiore: egli si appassionò al nuovo gioco fino a smarrirne la ragione.
(Paolo Maurensig)

Una pedina è il pezzo più importante sulla scacchiera… per una pedina.
(Isaac Asimov)

Chi vuole educarsi negli scacchi deve evitare tutto ciò che negli scacchi è morto – teorie artificiali, basate su pochi casi e frutto di intelligenze non eccelse; l’abitudine di giocare con avversari inferiori; l’abitudine di scansare le difficoltà; il difetto di adottare acriticamente varianti o regole scoperte da altri; la vanità che crede di poter bastare a se stessa; l’incapacità di ammettere gli errori; in breve, qualunque cosa conduca a un punto morto o all’anarchia.
(Emanuel Lasker)

Un giocatore di scacchi preferisce lasciare la sua testa fra le fauci di un leone piuttosto che lasciare la presa su una Donna.
(Aaron Nimzowitsch)

Non sono mai riuscito a capire gli scacchi. C’è troppa scienza per essere un gioco, e c’è troppo gioco per essere scienza.
(Emanuel Lasker)

Gli scacchi sono troppo seri per essere un gioco. E sono troppo un gioco per essere seri.
(Moses Mendelssohn)

Se gli scacchi sono una scienza, sono troppo inesatti. Se gli scacchi sono un’arte, sono troppo esatti. Se gli scacchi sono uno sport, sono troppo esoterici. Se gli scacchi sono un gioco, sono troppo impegnativu per essere solo un gioco.
(Anonimo)

Antonius: Tu giochi a scacchi, non è vero?
Morte: Come lo sai?
Antonius: Lo so. L’ho visto nei quadri, lo dicono le leggende.
Morte: Sì, anche questo è vero, come è vero che non ho mai perduto un gioco.
Antonius: Forse anche la Morte può commettere un errore.
(Dal film Il settimo sigillo)

Persino i massimi maestri internazionali degli scacchi, per quanto a fondo analizzino una certa mossa, raramente possono prevedere come andrà a finire la partita. Così le loro decisioni su ogni mossa si basano in parte sull’intuito. Io ero un giocatore di scacchi abbastanza bravo, ma naturalmente non possedevo la loro classe. Prima di avere qualcosa di meglio da fare (girare film) ho giocato in tornei di scacchi ai Club Marshall e Manhattan di New York.
(Stanley Kubrick)

Tra le molte altre cose che gli scacchi vi insegnano c’è il fatto di controllare quell’emozione iniziale che provate quando vi accorgete che una mossa sembra buona. Vi esercitano a riflettere prima di eseguirla e a pensare con la stessa obiettività quando siete nei guai.
(Stanley Kubrick)

Quando ho i Bianchi vinco perché ho i Bianchi. Quando ho i Neri, vinco perché sono Bogoljubov!
(Efim Bogoljubov)

In questo torneo ho un grande vantaggio: sono il solo a non dover affrontare Bogoljubov!
(Efim Bogoljubov)

Attualmente ci sono al mondo due soli forti giocatori. L’altro è Lasker.
(Siegbert Tarrasch)

Le leggi della vita non sono così chiare come quelle degli scacchi.
(Garry Kasparov)

La diplomazia è una partita a scacchi in cui si dà scacco matto ai popoli.
(Karl Kraus)

Ho ascoltato con un senso di ammirazione le parole di una scacchista che dichiarava che la sensazione di aver giocato una partita armoniosa gli dava un senso di tranquillità che la religione era incapace di offrire.
(Ralph Waldo Emerson)

Non senza ragione del gioco degli scacchi non si conosce l’origine. Esso probabilmente preesisteva all’apparire dell’uomo sulla Terra e forse anche alla creazione del mondo. E se il mondo ripiomberà nel caos ed il caos si ridissolverà nel nulla, il gioco degli scacchi rimarrà, fuori dello spazio e del tempo, partecipe dell’eternità delle idee.
(Massimo Bontempelli)

I pezzi degli scacchi sono molto, molto più antichi degli uomini: molti secoli dopo che c’erano gli scacchi sono nati gli uomini.
(Anonimo)

Egli gioca come uno che celebri una cerimonia religiosa. O piuttosto no, meglio ancora, come chi crei una silenziosa musica religiosa. Il suo gioco è musicale. Egli afferra i pezzi come se pizzicasse un’arpa. E, allo stesso modo, m’immagino il suo cavallo, non nitrire, questo giammai! ma respirare musicalmente, allorchè si apprestasse a dar scacco al suo avversario. E’ come un cavallo alato. Un Pegaso. O ancor meglio una chiave di pianoforte di legno, come questa. E non si posa sulla scacchiera! Non salta: vola. E quando gioca la regina? Pura musica!
(Miguel de Unamuno)

L’uomo mite e passivo può giocare in modo brillante sfogando la sua aggressività sulla scacchiera; al contrario, l’uomo aggressivo può trovare una compensazione in un gioco tranquillo.
(Reuben Fine)

Gli scacchi sono l’arte che esprime la bellezza della logica.
(Michail Botvinnik)

Il mio stile è di portare l’avversario, e me stesso, su terreni sconosciuti. Una partita di scacchi non deve servire a testare le tue conoscenze: è una battaglia di nervi!
(David Bronstein)

Non hai bisogno di giocare bene, basta giocare meglio del tuo avversario.
(Anonimo)

Gli scacchi sono la palestra della mente.
(Blaise Pascal)

Il gioco degli scacchi non è un gioco, ma una malattia.
(Henry Campbell-Bannerman)

Gli scacchi sono il più cospicuo spreco di intelligenza umana che si possa riscontrare al di fuori di un’agenzia di pubblicità.
(Raymond Chandler)

Il gioco degli scacchi è sia una cosa saggia sia una pazzia filosofica.
(Giacomo I d’Inghilterra)

È necessario proteggere il proprio Re con il minimo dei pezzi e attaccare il Re avversario con il massimo degli stessi.
(José Raul Capablanca)

Un pezzo disposto male rovina l’intera posizione.
(Siegbert Tarrasch)

Degli scacchi è stato detto che la vita non è abbastanza lunga per essi, ma questo è il difetto della vita, non degli scacchi.
(Irving Chernev)

La più grande capacità negli scacchi risiede nel non consentire all’avversario di mostrarti ciò che è capace di fare.
(Garry Kasparov)

Evita la folla. Pensa in modo indipendente.
Sii il giocatore di scacchi, non il pezzo degli scacchi.
(Ralph Charell)

Una vittoria nata da una mossa sbagliata mi riempie di orrore artistico.
(Wilhelm Steinitz)

Un buon sacrificio è quella mossa, non necessariamente buona, che però lascia l’avversario confuso e incerto.
(Rudolph Spielmann)

Su un’isola deserta porterei tre libri: il Dizionario Grimm, la Bibbia e una raccolta di partite di Capablanca e Alechine.
(George Steiner)

Nei miei 23 anni d’esperienza con gli scacchi ho scoperto che gli allievi che imparano a scuola questo gioco riescono meglio nei loro studi. Gli scacchi aiutano i bambini a migliorare in matematica, fisica e nel compimento delle loro ricerche. Essi aiutano anche i giovani a sviluppare il buon senso e la concentrazione, a pianificare la loro vita ed a seguire le leggi, dando altresì loro confidenza in altre aree di abilità per tutta la vita.
(Orrin Hudson)

No. Non apro mai con e4. Non compio un errore fatale alla prima mossa.
(Siegbert Tarasch)

L’amore è… cercare tutta la tua vita d’insegnare a tua moglie a giocare a scacchi.
(Jan Hein Donner)

Da bambino ero in grado, bendato, di giocare quattro partite a scacchi contemporaneamente. Le perdevo tutte.
(Anonimo)

“Hai i bianchi. A te la prima mossa”.
Mi stava concedendo un vantaggio incredibile: giocare senza la regina è un po’ come fare a pugni con una mano legata dietro la schiena. La cosa, di per sé, mi parve già abbastanza mortificante, ma a quanto pare Tabori non riteneva ancora sufficiente il proprio handicap: infatti, con mio grande stupore, girò la sedia su cui era seduto, dandomi le spalle, e mi annunciò che avrebbe fatto a meno di guardare la scacchiera. Sarei stato io a comunicargli le coordinate di ogni pezzo che avrei mosso, e lui avrebbe fatto altrettanto; e sarei stato ancora io a spostare materialmente sulla scacchiera le figure di entrambi. Se al principio la proposta mi aveva umiliato, ora, paradossalmente, mi divertiva: non solo un braccio dietro la schiena, dunque, ma addirittura una benda sugli occhi. La sua sfida cominciava ad apparirmi come qualcosa di prodigioso.
(Paolo Maurensig)

Iniziai a giocare. Pensavo che avrei potuto colpirlo quando e dove volevo. Per un momento fui sfiorato persino dall’idea di poter barare. Giocavamo senza limiti di tempo. Tabori era davanti a me, voltato di spalle. Di tanto in tanto si accendeva una sigaretta. Probabilmente, sulla parete bianca che aveva di fronte, vedeva più cose di quante non ne vedessi io sulla scacchiera. La partita terminò solo nel tardo pomeriggio, quando Tabori mi annunciò di aver dato il via a una continuazione forzata che portava alla vittoria in sette mosse. E poiché lui seguitava a darmi le spalle, la dimostrazione di quell’asserto, con tutti i suoi corollari, fui io, per ironia della sorte, a doverla eseguire fino allo scacco matto.
Quella fu dunque la prima severa lezione impartitami dal mio maestro, una lezione che demolì il mio amor proprio. Se potevo essere battuto in quel modo, quante migliaia di anni luce mi separavano dall’ideale che intendevo raggiungere?

(Paolo Maurensig)

L’unico gioco che appartenga a tutti i popoli e a tutti i tempi e di cui nessuno sa quale iddio l’abbia portato sulla terra per ammazzare la noia, acuire i sensi, avvincere l’anima.
(Stefan Zweig)

Qualche spiritoso ha detto che gli scacchi sono troppo difficili per essere un gioco e troppo facili per essere una scienza.
(Reuben Fine)

Una partita di di scacchi è divisa in tre parti: la prima, quando speri di avere un vantaggio, la seconda quando credi di avere un vantaggio, e la terza… quando sai che stai per perdere!
(Savielly Tartakower)

Gli scacchi ci insegnano a non perderci d’animo per una sinistra apparenza che i nostri affari potessero avere; ci fanno contrarre l’abito di sperare in una migliore fortuna, e di cercar sempre nuovi espedienti.
(Benjamin Franklin)

A scacchi io mi sforzo sempre di giocare contro i pezzi del mio avversario piuttosto che contro di lui.
(Svetozar Gligorić)

Si deve combattere il concetto, falso, che vuole che ogni colpo debba produrre un guadagno immediato ; i colpi d’attesa hanno in egual misura il diritto d’esistere.
(Aaron Nimzovitch)

Gli scacchi sono la pietra di paragone dell’intelletto.
(Johann Wolfgang Goethe)

Scacchiera : quadrato perfetto, come la nuova Gerusalemme descritta dall’autore dell’Apocalisse, otto case per otto, esaltazione della cifra 4, simbolo dei quattro orizzonti del cosmo…o il nero e il bianco, l’ombra e la luce, il male e il bene che s’intrecciano e si congiungono.
(Robert Couffignal)

Gli scacchi sono un grande gioco. Non importa quanto sei bravo, c’è sempre uno meglio di te; non importa quanto sei una schiappa, c’è sempre qualcuno peggio di te!
(Al Horowitz)

Una mossa cattiva può rovinarne quaranta ben giocate.
(Al Horowitz)

Gli scacchi ci insegnano il potere del “perché?” in modo molto chiaro. Ogni mossa ha una conseguenza ed è in relazione con la strategia generale o non lo è. Se non ci si interroga sulla ragione di ogni mossa si finirà per perdere contro qualsiasi giocatore applichi un piano coerente.
(Garry Kasparov)

La strategia richiede pensiero, le tattiche richiedono l’osservazione.
(Max Euwe)

Gli scacchi, dopo tutto, non sono solo un accumulo di conoscenze; gli scacchi sono dinamici, e ogni conclusione apparentemente definitiva può nella pratica rivelarsi soltanto provvisoria. La verità va provata ogni volta.
(Garry Kasparov)

L’unica cura per il mal di testa è giocare a scacchi.
(John Maynard Keynes)

Chi entra, per la prima volta nella vita, in un circolo di scacchi viene subito riconosciuto. Anzitutto sorride, e di solito gli esperti, in questo come in altri campi, non sorridono, non ne vedono purtroppo la ragione… Solo dopo che ha provato l’umiliazione più bruciante – non quella di essere battuto, ma di non esserne considerato degno – trova alla fine chi si siede di fronte a lui e accetta la partita
(Giuseppe Pontiggia)

Calmi maniaci dai visi ingannatori o esseri irrequieti dall’aria febbrile, gli scacchisti confluiscono al termine della giornata, come un fiume notturno della metropoli, alla ricerca di un nemico da battere. Sono una popolazione di poche centinaia di anime, di ogni nicchia sociale, di ogni professione. Li accomuna un desiderio di vincere pari al timore di perdere.
Nessuno gioca per partecipare – come auspicava il restauratore delle Olimpiadi – ognuno gioca per vincere.
(Giuseppe Pontiggia)

Il gioco degli scacchi è un perenne pentimento.
(Stephen Leacock)

Questo gioco arcaico, matematico, simbolico, non ha nulla dello sport: non produce campioni fatti di carne di manzo, non è cordiale, è silenzioso, maniacale, malsano, genera nevrotici protagonisti di un freddo sogno di simboli e tornei, di numeri e di re.
(Giorgio Manganelli)

Alëchin sosteneva che gli scacchi sono un’arte, mentre Capablanca li vedeva come pura tecnica; per Lasker, invece, gli scacchi significavano lotta.
(Paolo Maurensig)

Negli scacchi non si ha modo di provare niente fintanto che non si è mosso, e allora non si può più correggere il tiro.
(Arturo Pérez-Reverte)

Gli scacchi sono un gioco per la loro forma, un’arte per la loro essenza e una scienza per la loro difficoltà di apprendimento. Vi possono procurare altrettanto piacere che un buon libro o una bella musica, ma non avrete una reale gioia se non riuscirete a giocare bene.
(Tigran Petrosian)

Una volta un computer mi ha battuto a scacchi, ma con la boxe thailandese non c’è stata partita.
(Emo Philips)

Gli scacchi sono costituiti dal trenta al quaranta per cento di psicologia. E questo non esiste quando si gioca con un computer, non puoi confonderlo.
(Judit Polgár)

L’essere umano accetta senza problemi che una macchina corra più veloce di lui. Però difficilmente accetta che essa pensi meglio di lui.
(Mikhail Tal)

Perdere una partita a scacchi contro il tuo computer è come avere dei buchi nei calzini: non è imbarazzante finché sei il solo a saperlo.
(Anonimo)

Il gioco degli scacchi è un mistero come le donne.
(Cecil Purdy)

Quando ti senti una pedina nelle mani di una dama lei ti ha già dato scacco matto.
(Fulvio Fiori)

Il gioco degli scacchi è talmente bello che vale ben la pena di sprecarci la vita.
(Hans Ree)

Il gioco degli scacchi mette a repentaglio il mio fragile intelletto.
D’ora in poi mi dedicherò al baccarat e alla roulette.
(Alfred North Whitehead)

Il piacere di una combinazione di scacchi consiste nella sensazione che è la mente umana ad ispirare il gioco, a dominare dei pezzi inanimati e a dar loro il respiro della vita.
(Richard Reti)

Bobby Fischer era un maestro della chiarezza e un re nell’arte del posizionamento. I suoi avversari vedevano dove stava andando ma non erano in grado di fermarlo.
(Bruce Pandolfini)

Il gioco degli scacchi è un gioco di combattimento puramente intellettuale che esclude il caso.
(Richard Reti)

Gli scacchi sono nella sua essenza un gioco, nella sua forma un’arte, e nella sua esecuzione una scienza.
(Baron Tassilo)

Considero gli scacchi il più onesto tra i giochi, poiché gli avversari non possono nascondersi nulla l’un l’altro.
(Isaac Bashevis Singer)

L’arbitro è negli scacchi ciò che il clown è nel circo. Non è capace di grandi cose, ma senza di lui l’ambiente non sarebbe lo stesso.
(Patrick Legrand)

Ogni momento nella vita è prezioso; per questo gioco a scacchi.
(Joseph Siroker)

Ti dirò un segreto ed è semplice: gioca, gioca soltanto! Perdi un sacco di partite, vincine qualcuna e studia un po’. Allora, come per magia, gli scacchi cominceranno a venire a te.
(Ken Smith)

Una partita a scacchi è un’opera d’arte fra due menti, che deve bilanciare due scopi talvolta disparati: vincere e produrre bellezza.
(Vasilij Smyslov)

Gli scacchi, come l’amore e la musica, hanno il potere di rendere gli uomini felici.
(Siegbert Tarrasch)

La sensazione che lo scrivere, come gli scacchi, fosse un gioco di cui si potesse apprendere la teoria, non sufficiente a vincere la partita, ma almeno a cominciarla.
(Giuseppe Pontiggia)

Il gioco degli scacchi è il gioco che conferisce più onore all’intelletto umano.
(Voltaire)

Tutta la vita dell’uomo, tutta la vita dell’intero universo, non è altro che un interminabile gioco di scacchi sui due campi: bianco e nero; gioco nel quale nessuno vince se non l’infausta morte.
(Wilhelm Heinrich Wackenroder)

È troppo triste rendersi conto che la vita assomiglia al gioco degli scacchi, in cui basta una mossa falsa a farci perdere la partita, con l’aggravante che, nella vita, non possiamo nemmeno contare su di una possibilità di rivincita.
(Sigmund Freud)

La vita è come la tua prima partita di scacchi. Quando inizi a capire come funziona hai già perso.
(Carlos Ruiz Zafón)

Il Destino gioca a scacchi e ti accorgi solo troppo tardi che il Fato gioca con due Regine allo stesso tempo.
(Terry Pratchett)

Nella vita, a differenza che negli scacchi, il gioco continua anche dopo lo scacco matto.
(Isaac Asimov)

Gli scacchi sono una lotta contro l’errore.
(Johannes Zukertort)

Non è una mossa, anche la migliore, che tu devi ricercare, ma un piano realizzabile.
(Evgenij Znosko-Borovskij)

Gli scacchi moderni si preoccupano troppo di cose come le strutture di pedoni. Quello che decide una partita è lo scacco matto.
(Nigel Short)

Quando vedi una buona mossa, aspetta, cercane una migliore.
(Emanuel Lasker)

Diventiamo grandi quando cominciamo a battere papà a scacchi. Diventiamo adulti il giorno in cui lo lasciamo vincere.
(Anonimo)

Ci sono molti scacchi, ma un solo matto.
(Proverbio russo)

La vita è come una partita a scacchi, cambia a ogni mossa.
(Proverbio cinese)

Quando la partita di scacchi è finita, il pedone e il re tornano nella stessa scatola.
(Proverbio irlandese)

Anche l’uomo più forte del mondo ha bisogno di avere una donna al suo fianco, perché quando la vita è un casino, proprio come in una partita a scacchi, la regina protegge il re.
(Anonimo)

Il forte giocatore di scacchi è una persona dotata di un cervello dalle capacità straordinarie che rovina inutilmente davanti a una scacchiera piuttosto che di servirsene per altri fini altamente più importanti.
(Albert Einstein)

Tutti gli scacchisti studiano le vecchie partite – proprio come si imparano le parole di una lingua straniera. Ma dopo aver acquisito un certo numero di vocaboli, devi imparare a usarli, per realizzare il tuo potenziale creativo. Soprattutto se vuoi diventare campione del mondo.
(Garry Kasparov)

Per uno scacchista è ovvio sostenere che essere portati per gli scacchi implichi grande intelligenza, se non genialità, ma purtroppo abbiamo pochi elementi a sostegno di questa teoria.
(Garry Kasparov)

Un maestro di scacchi non cerca la mossa migliore: la vede.
(Garry Kasparov)

Un giocatore di genio è colui che sa trasgredire le regole al momento opportuno.
(Richard Teichmann)

Una caratteristica comune a tutti i giocatori di scacchi sembra quella di non voler ammettere, una volta sconfitti, che la loro posizione era indifendibile.
(Paolo Maurensig)

La vita è un’immensa partita a scacchi, l’importante non è vincere o perdere, bensì essere un giocatore e non una pedina. Poiché il giocatore è fautore del proprio destino anche nella sconfitta, mentre la pedina è vittima degli eventi anche nella vittoria.
(Dino Notte)

Mi sento come si deve sentire un pezzo degli scacchi, quando di esso l’avversario dice: “Questo pezzo è in scacco!”.
(Søren Kierkegaard)

Non siamo che pedoni del gioco degli scacchi, avidi d’azione. Agli ordini del Grande giocatore. Egli ci conduce di qua, di là, sulla scacchiera della vita. Ed alla fine, ci imprigiona nella casa della morte. In modo più leggero. Che tristezza ! Brutalmente decaduti dal rango di cavalier a quello di pedone. E poi, lasciare il gioco del re e dei suoi alfieri. Metto ancora torre contro torre…ed è scacco e matto.
(Omar Khayyam)

Io non muoio, arrocco.
(Daniel Pennac)

Commenti