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Il mondo della Dama #gioco

Dopo gli schacchi e senza nessun influenza alcuna, per caso, cercando di scaricare sull'ipad gli scacchi ho riscoperto questo gioco.

Approposito di scacchi vs dama ho trovato sul web questo post:

Tratto da "Gli assasinii della Rue Morgue" di E. Allan Poe

Un'interessante riflessione di Poe sulla differenza tra i giochi degli scacchi e della dama:
"il massimo potere della riflessione è piú decisamente e utilmente provato dal modesto gioco della dama che non dalla complicata futilità degli scacchi. In quest’ultimo essendo i pezzi dotati di movimenti diversi e bizzarri e di valori diversi e variabili, quello che è soltanto complessità vien preso (errore abbastanza comune) per profondità. L’attenzione sí, è messa in gioco moltissimo. E se per un momento si allenta, si commette una svista che risulta in una perdita o nella disfatta. Essendo i movimenti possibili, oltre che vari, involuti, le occasioni di quelle sviste ne vengono moltiplicate; e in nove casi su dieci non è il giocatore piú acuto ma il piú concentrato che vince. Nel gioco della dama al contrario, nel quale la mossa è una sola e non subisce che poche variazioni, le probabilità di inavvertenze sono minori e l’attenzione del giocatore relativamente libera, per cui i vantaggi riportati da questo o quel contendente si ottengono grazie a una perspicacia superiore. Per essere meno astratti, supponiamo un gioco di dama nel quale i pezzi siano stati ridotti a quattro sole dame e nel quale naturalmente non si suppongano sviste. È ovvio che (essendo le parti assolutamente eguali) la vittoria non può esser decisa che per qualche abile mossa dovuta a uno sforzo potente della mente. Privato delle sue risorse ordinarie, l’analista penetra nell’animo del suo avversario, si identifica con esso, e non di rado scopre a colpo d’occhio l’unico metodo possibile (metodo talvolta di un’assurda semplicità) per attirarlo in un tranello o farlo cadere in un calcolo sbagliato"

Che ne pensate, a me sembra sensato, no?


https://play.google.com/store/apps/details?id=pl.lukok.draughts

È  app graziosa e molto semplice ma grazie  ad essa ho scoperta che la dama  giocata in Italia non è la stessa di quella internazionale.




È molto meglio quella Turca.  Diciamo che può essere considerata l'anello mancante fra la dama e gli scacchi. Per ora è la mia preferita da quella italiana.

Ho fatto ricerca sulle regole è ho  ho trovato un sito sulla dama (Federdama)

E vi ho copiato questo...

Nel mondo sono praticati molti tipi di dama. Infatti molti paesi hanno un proprio sistema di gioco. In Italia se ne giocano soprattutto tre: la dama italiana, praticata solo nel nostro paese, quella internazionale, giocata in paesi quali la Francia e l'Olanda ed anche nel resto del mondo quale sistema per confrontarsi nelle gare internazionali. Ed infine la dama inglese con la quale gli italiani si stanno cimentando da relativamente pochi anni. Nonostante ciò abbiamo già conquistato diversi titoli mondiali grazie alla somiglianza di questo gioco con la dama italiana.

La damiera si compone di 64 caselle alternate per colore, bianche e scure, e va posizionata con l'ultima casella in basso a destra di colore nero.

Ciascun giocatore dispone all'inizio di 12 pedine, di colore diverso da quelle dell'avversario (bianche o nere), collocate sulle prime tre righe di caselle scure poste sul proprio lato della damiera. Il nero occupa le caselle dal n. 1 al n. 12, il bianco quelle dal n. 21 al n. 32. La scelta del colore fra i giocatori si effettua per sorteggio.

Inizia a giocare sempre il bianco.

La pedina si muove sempre in diagonale sulle caselle scure di una casella alla volta e soltanto in avanti. Quando una pedina raggiunge una delle caselle dell'ultima riga viene promossa, diventa dama e deve essere contraddistinta con la sovrapposizione di un'altra pedina prelevata tra quelle non in gioco.

Ogni pedina può mangiare quelle avversarie che si trovano in avanti, sulla casella diagonale accanto alla propria e che abbiano la casella successiva libera. Dopo la presa, se incontrano in diagonale altre pedine con la successiva casella libera, si deve continuare a mangiare senza togliere la mano dalla pedina stessa. In tal caso la presa si chiama multipla. Le pedine prese vanno tolte dalla damiera.

La dama si muove anch'essa di una casella alla volta, sempre in diagonale, in tutte le direzioni possibili, mangiando sia le pedine che le dame avversarie.

In caso di presa è obbligatorio mangiare i pezzi. L'antica regola del "soffio", ossia quella di catturare il pezzo avversario che pur avendone diritto, per distrazione o per scelta non aveva mangiato, è stata abolita dalla Federazione Dama nel 1934.

Avendo più possibilità di presa si debbono rispettare obbligatoriamente nell'ordine le seguenti priorità:

è obbligatorio mangiare dove ci sono più pezzi;

a parità di pezzi da prendere, tra pedina e dama si è obbligati a mangiare la dama; inoltre se si può optare tra il mangiare di dama o di pedina è obbligatorio mangiare con la dama;

la dama sceglie la presa dove si mangiano più dame;

a parità di condizioni si mangia dove s'incontra prima la dama avversaria.

"Pezzo toccato = Pezzo mosso": il giocatore che, nel proprio turno di gioco, tocca un proprio pezzo sulla damiera è obbligato a muoverlo.
Se si vuole aggiustare un pezzo messo male sulla damiera bisogna prima avvertire l'avversario dichiarando "accomodo" o "acconcio" e attendere l'assenso dell'avversario.

Si vince per abbandono dell'avversario, che si trova in palese difficoltà, o quando si catturano o si bloccano tutti i pezzi avversari.

Si pareggia in una situazione di evidente equilibrio finale per accordo dei giocatori o per decisione dell'arbitro a seguito del conteggio di 40 mosse richiesto da uno dei due giocatori. Il conteggio delle mosse si azzera e riparte da capo tutte le volte che uno dei due giocatori muove una pedina o effettua una presa.

Dama internazionale

Le 10 regole per giocare

La damiera si compone di 100 caselle alternate per colore, bianche e scure, e va posizionata con l'ultima casella in basso a destra di colore bianco.

Ciascun giocatore dispone all'inizio di venti pedine, di colore diverso da quelle dell'avversario (bianche o nere), collocate sulle prime quattro righe di caselle scure poste sul proprio lato della damiera. Il nero occupa le caselle dal n. 1 al n. 20, il bianco quelle dal n. 31 al n. 50. Inizia a giocare sempre il bianco.

La pedina si muove sempre in diagonale sulle caselle scure, soltanto in avanti e di una casella alla volta. Quando una pedina raggiunge e si ferma per la prima volta su una delle cinque caselle dell'ultima riga diventa dama e va contraddistinta con la sovrapposizione di un'altra pedina.

Ogni pedina può mangiare sia le dame che le pedine avversarie purchè si trovino su una casella diagonale accanto alla propria, sia in avanti che indietro, e che abbiano la casella diagonale successiva libera; nel caso che dalla nuova posizione di arrivo si verifica un'identica situazione di presa, si deve effettuare "una presa multipla", cioè il maggior numero possibile di pezzi avversari. Nel caso che durante una presa multipla la pedina raggiunge una casella dell'ultima riga e debba ancora continuare a mangiare all'indietro, essa transita soltanto nell'ultima casella rimanendo pedina.

La dama si muove sempre in diagonale, in tutte le direzioni possibili, spostandosi di un numero di caselle a propria scelta purchè non occupate da altri pezzi.

La dama mangia sempre in diagonale tutti i pezzi avversari che hanno almeno una casella successiva libera a qualsiasi distanza, incrociando con le altre diagonali, dove è possibile per la presa del maggior numero possibile di pezzi avversari; potendo passare più volte sulle stesse caselle vuote, ma mai su uno stesso pezzo.
A propria scelta, la dama può fermarsi in una casella libera posta sulla diagonale che segue il termine della presa.

Avendo più possibilità di presa si è obbligati a mangiare dove si catturano più pezzi avversari, indipendentemente se la presa è effettuata da una dama o da una pedina o dalla qualità dei pezzi da catturare.
I pezzi catturati debbono essere tolti dalla damiera in ordine progressivo una volta ultimata la presa.

"Pezzo toccato = Pezzo mosso": il giocatore che, nel proprio turno di gioco, tocca un proprio pezzo sulla damiera è obbligato a muoverlo.
Se si vuole aggiustare un pezzo messo male bisogna prima avvertire l'avversario dichiarando "accomodo" o "acconcio" ed attendere l'assenso. Nelle gare internazionali si adotta il termine francese "je adoube".

Si vince la partita per abbandono dell'avversario, che si trova in palese difficoltà, o quando si catturano o si bloccano tutti i pezzi avversari; nelle gare ufficiali si vince anche quando termina il tempo di riflessione a disposizione del giocatore avversario.
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Si pareggia in una situazione di evidente equilibrio finale, per accordo dei giocatori o per applicazione del regolamento tecnico da parte dell'arbitro al termine del conteggio di un certo numero di mosse a disposizione per il finale.

Dal sito cinquecosebelle invece vi copio la storia della dama dalla Mesopotamia a noi.


La storia del gioco
Dalla Mesopotamia a noi

Abbiamo appena detto che la dama è un gioco molto antico, anche se in realtà è difficile trovarne una data di nascita. Ad esempio, negli scavi vicino all’antica città di Ur, in Mesopotamia, è stata trovata una damiera che proviene circa dal 3.000 a.C. In vari musei, inoltre, si trovano scacchiere che provengono dall’antico Egitto o dall’antica Grecia. Non a caso il gioco è citato sia da Omero che da Platone, anche se, a quanto sappiamo, le regole erano in parte diverse da quelle attuali.

L’antesignano più prossimo della dama è però probabilmente l’Alquerque. Questo era un gioco originario del Medio Oriente, di cui esistono attestazioni già nel X secolo (ma forse è anche più antico). Le regole furono esposte per la prima volta in Spagna, nel XIII secolo, in un libro voluto da re Alfonso X di Castiglia. E le norme, a guardarle oggi, erano molto simili a quelle della dama attuale, anche se diversa era la scacchiera.


DAL ‘500 PIÙ O MENO CON LE REGOLE ATTUALI

Le regole iniziarono poi a cristallizzarsi attorno al ‘500, venendo diversificate anche da paese a paese. Fu sempre in quest’epoca che nacque anche il nome attuale, che in italiano deriva dalla figura della dama, della signora. Una figura incarnata idealmente nella pedina che arriva al fondo della damiera e si trasforma.

Nel corso del ‘700, infine, iniziarono a comparire i primi libri esplicitamente dedicati a questo gioco, che si era ormai imposto nei vari paesi. Il nome del passatempo è comunque rimasto diverso da lingua a lingua. Oltre all’italiano, bisogna menzionare l’inglese draughts, che deriva dal verbo to draw(muovere), l’americano checkers (check è lo scacco, il quadrato) e il francese dames, che ha la stessa origine dell’italiano.



Le regole della dama internazionale
Per i tornei della FMJD

Per i tornei della FMJD

Come detto, esistono regole lievemente diverse a seconda dei paesi. Visto però che il gioco è ampiamente praticato e che nel corso del ‘900 si è tentato di creare delle competizioni internazionali, si è deciso di scegliere delle norme valide per tutto il mondo. È così nata, nel 1947, la cosiddetta dama internazionale, che si rifaceva inizialmente alla tradizione della dama polacca. L’ente di riferimento, in questo caso, è la Fédération mondiale du jeu de dames (FMJD), la federazione internazionale del settore.

La dama internazionale si gioca su una scacchiera formata da 100 caselle, 50 bianche e 50 nere. Quelle attive, su cui le pedine si muovono, sono le nere. La posizione della damiera prevede che il giocatore trovi, davanti alla sua posizione, l’angolo in basso a sinistra di colore nero. Si riempiono le prime quattro righe con 20 pedine per ciascun giocatore e poi si comincia, con la prima mossa al bianco. Il movimento è, come al solito, in diagonale, rimanendo sempre sulle caselle scure. Le pedine, inoltre, possono muoversi solo di un posto e sempre in avanti.


IL MOVIMENTO E LA PRESA

Quando si raggiunge la base avversaria, però, la pedina si trasforma in dama. Così può muoversi senza limiti, in avanti e all’indietro, decidendo di quanto proseguire il proprio percorso (ovviamente se la strada è sgombra) o quando fermarsi. In generale, la presa – cioè il mangiare la pedina avversaria – è sempre obbligatoria quando è possibile effettuarla, e obbligatorie sono anche le prese multiple. Questo rende particolarmente interessanti le strategie che possono essere messe in campo.

La pedina mangia diagonalmente e in tutte le direzioni (anche all’indietro), se la pedina successiva a quella mangiata è libera. Nel caso in cui ci siano due pedine mangiabili, il giocatore deve obbligatoriamente scegliere il percorso che gli dà più prese multiple. Nel caso in cui invece il numero di prese sia il medesimo, può scegliere quale strada prendere. Le dame, però, mangiano in maniera diversa. Non possono infatti prendere solo il pezzo attiguo, ma qualsiasi pezzo si trovi sulla loro diagonale senza ostacoli in mezzo (fosse anche a 5 caselle di distanza). A patto che ci sia almeno una casella libera al di là di essa.


COME MANGIA LA DAMA

La dama, però, non “atterra” per forza nella prima casella libera dopo la presa. Il giocatore può infatti scegliere una qualsiasi casella libera dopo quella mangiata (la prima, la seconda, la terza e così via). Anzi, è obbligato a scegliere, se c’è, quella che gli permettere di fare prese multiple. Proprio per questo, un giocatore può anche sacrificare un certo numero di proprie pedine per portare la dama avversaria dove lui vuole che stia. Anche perché la dama può essere mangiata anche da una pedina qualsiasi.

Ultima nota: si fa dama, come detto, quando si raggiunge la base avversaria. Ma questo si può farlo con una mossa normale oppure anche con una presa che ti faccia atterrare proprio alla fine della damiera. Attenzione, però: se quando arrivi in fondo devi comunque continuare a prendere perché ci sono altre pedine subito “mangiabili”, devi proseguire il tuo percorso e non ottieni la dama.



Le regole della dama italiana
Come si gioca dalle nostre parti

Come detto, l’Italia aderisce alla federazione internazionale. Come altri paesi (tra cui Russia, USA e Brasile), mantiene però in parallelo anche le proprie regole nazionali, organizzando tornei distinti. Pertanto, ancora oggi è praticata la cosiddetta dama italiana, con un campionato nazionale che viene disputato dal 1925. Con un certo orgoglio, spesso si fa risalire l’uso di questo gioco nel nostro paese addirittura ai tempi di Giulio Cesare, anche se, come detto, allora le regole erano probabilmente ben diverse da quelle attuali.

La damiera nostrana è formata da 64 caselle (8×8), 32 bianche e 32 nere. Le pedine sono 12 per ogni giocatore e occupano le prime tre righe di caselle nere. Ogni giocatore deve avere una casella scura in basso alla sua destra. Le pedine si possono muovere – sempre di una casella per volta – e mangiare solo in avanti, mentre le dame possono fare entrambe le cose anche all’indietro. A differenza delle regole internazionali, però, qui la dama si può muovere solo di una casella alla volta, come una pedina.
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Anche in questo caso la presa è obbligatoria, così come la presa multipla. Non possono però essere catturate più di tre pedine in un’unica mossa. Nel caso in cui ci fossero due possibilità di presa, sia la pedina che la dama devono obbligatoriamente orientarsi per la strada che prevede prese multiple. O, a parità, per quella in cui si può mangiare più dame (o quantomeno mangiarle prima). Altrimenti, in caso di ulteriore parità, la scelta è libera.

Attenzione, però: l’ultima differenza rilevante è che in Italia la pedina non può mai mangiare una dama. Questa può essere invece presa solo da un’altra dama.



Un po’ di matematica
Quando il computer si scontra con la dama

Dopo aver spiegato le regole, parliamo un po’ di strategia. E, soprattutto, di numeri. Come tutti i giochi in cui conta l’abilità del giocatore e non c’è aleatorietà, infatti, la dama è stata ormai da tempo sottoposta allo studio dei computer. Che hanno cercato, come hanno fatto pure per gli scacchi, di delineare le strategie migliori e tutte le possibili mosse.

Non a caso, uno dei primi programmi per computer mai creati era proprio dedicato al gioco della dama. Negli anni ’50, infatti, il pioniere dell’intelligenza artificiale Arthur Samuel ne creò una sua prima versione. Molti passi avanti sono stati fatti da allora, ma i simulatori di dama continuano ad avere un discreto successo.


IL CASO DI CHINOOK

Gli studi più recenti, lo diciamo subito, sono stati fatti perlopiù per la dama internazionale o per quella inglese, più diffuse nel mondo rispetto a quella italiana. I dati sono comunque molto interessanti. Per quanto riguarda la dama inglese, che si gioca su una damiera 8×8 ma con regole lievemente diverse dalle nostre, qualche anno fa un gruppo di studiosi canadesi è riuscito a giocare la partita perfetta. Ovvero una partita disputata senza errori da entrambe le parti, dimostrando che essa non si può concludere che con un pareggio. I canadesi hanno così creato un programma, Chinook, che è letteralmente imbattibile.

A tutt’oggi, la dama (inglese) è il gioco più complesso che un computer sia riuscito a risolvere in maniera definitiva. Per la dama italiana non è però ancora stato effettuato nulla di simile, quindi, almeno virtualmente, il nostro gioco non è ancora stato “sconfitto” dall’informatica. Si tenga presente, d’altronde, che con una scacchiera 8×8 sono possibili circa 5 miliardi di miliardi di mosse. Non poco, anche per i microprocessori più evoluti.



Alcune varianti originali
Quando la fantasia complica le cose

Concludiamo con alcune varianti al gioco della dama di cui non abbiamo ancora avuto modo di parlare. Alcune provengono da scuole nazionali paragonabili a quella italiana, altre invece sono modifiche più estreme di questo appassionante gioco.

Ad esempio, è molto interessante la dama canadese. Questa particolare versione viene giocata su damiere di 144 caselle (12×12), con 30 pedine per ciascun giocatore. A parte questo, però, le regole sono quelle della dama internazionale. Oppure bisogna considerare la dama turca, in cui in realtà tutte le caselle hanno il medesimo colore e le pedine si muovono in verticale ed orizzontale. Inoltre in questo caso ogni giocatore ha a disposizione 16 pedine, disposte però sulla seconda e terza riga davanti a sé, saltando la prima.


L’INTERESSANTE DAMATH

Ma la fantasia non manca neppure in varianti più estreme. Ad esempio nelle Filippine hanno inventato la Damath, una dama in cui un grande peso viene dato alla matematica. Si tratta infatti di un gioco educativo. Ogni pedina ha un numero associato ad essa, mentre ogni casella presenta una differente operazione matematica. Quando si mangia un pezzo avversario, bisogna quindi risolvere un’operazione per calcolare il punteggio ottenuto. In ogni caso, ci sono livelli di difficoltà diversi (a seconda dei numeri usati e delle operazioni). E per questo viene giocato sia alle elementari che alle medie.

Inoltre, segnaliamo che in Giappone esiste anche la Dama shogi filosofica. Inventata a fine ‘800 dal filosofo Inoue Enryō, fonde lo shogi (noto anche come scacchi giapponesi) con la dama. Infine, segnaliamo i giochi inventati da Christian Freeling, un celebre creatore di giochi da tavolo olandese. Lui ha proposto due interessanti alternative alla classica dama: il Dameo e l’Hexdame. Il primo si gioca su una damiera 8×8, in cui però all’inizio le pedine sono disposte a formare un tronco di piramide. Il secondo, invece, si gioca su caselle esagonali che complicano abbastanza le cose.

Commenti

  1. Wow quante versioni di un gioco all'apparenza così semplice! A dama so giocarci anche se non è tra i miei preferiti :)
    Comunque colgo l'occasione per farti tanti auguri, passa delle buone feste :) un abbraccio :)

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