Kafka e la bambola viaggiatrice

Mi sono innamorata di questo libro!

L'ho cercato in lungo e in largo sul web in qualsiasi versione.
Solo che per 120 pag per un libro di bambini di 9 anni 6€ (più spedizione) è troppo.

Ho provato pure sui torrent (app) ma in versione pdf o ebook esistono solo in quei siti che vogliono la carta di credito e poi magari il libro manco c'è.

Ho provato nel sito della mia biblioteca ma o non c'è o non funziona il sito.

Ma io lo voglio!!!! Preferibilmente a gratis!!

Ma di  quale libro vi sto parlando??

Ora vi copio incollo il riassunto di leggendo a Bari e capite cosa co stiamo perdendo...

Oggi vi parlo di un libro dolce e tenero come un cupcake. Un libro che compri e leggi in un solo giorno e che ti lascia con un sorriso in viso e la voglia di raccontare questa incredibile vicenda a qualcuno. Il protagonista di questa storia (che poi tanto inventata non è) è Frank Kafka, uno scrittore complesso che tutti noi associamo a opere “tormentate”, profonde. In questo libro si racconta di un episodio che non tutti conoscono, realmente avvenuto ma romanzato dall’autore Jordi Sierra i Fabrache prova immaginarsi come, questa storia, possa essere nata e proseguita.



Frank Kafka (nel libro il nome viene ripetuto sempre, completo, come a voler ricordare al lettore di chi stiamo parlando, della serie “E’ stato Frank Kafka eh, mica Topolino”) sta passeggiando nel parco di Steglitz quando si imbatte nel pianto disperato di una bambina. Non riesce proprio a escludere quel suono dalla sua testa o a fare finta di niente. Magari si è persa? Qualcuno le ha fatto del male? No, niente del genere. Ha smarrito la sua bambola, Brigida. E’ inconsolabile. Dal niente, nella mente di Kafka, si forma subito un’idea, una soluzione pratica per placare il dolore della piccola: la bambola non si è smarrita, è semplicemente partita per un lungo viaggio.

“E lei come fa a saperlo?”
“Beh…io sono il postino delle bambole. Ho una lettera per te da parte di Brigida ma te la porterò domani perchè oggi ho finito il mio turno di lavoro”

Immaginate la scena? Il ritorno a casa dello stesso autore di “La metamorfosi” che si deve mettere alla scrivania e inventare una lettera fingendosi una bambola? La scena è esilarante, ma Frank vuole fare le cose per bene e così, giorno dopo giorno, assistiamo agli incontri nel parco e alla lettura di queste belle e preziose lettere che serviranno a Elsi per imparare che il distacco non è una cosa poi così negativa, che separarsi a volte serve per crescere, che viaggiare è bello magico. Kafka non lascia niente al caso, vuole placare il cuore della piccola e quel compito di responsabilità che si è preso nei suoi confronti lo spinge a recarsi ogni giorno a quegli strani appuntamento, con una nuova missiva e una nuova storia.



Durante la lettura ho fatto mille foto a varie citazioni per condividerle con le mie amiche, ero davvero – innamorata – di questa versione di Kafka, delle parole che venivano dette e del motivo per cui si era imbarcato in quella strana e bella avventura. Questo è un libro che consiglio, il romanzo perfetto per affrontare un periodo “no” con la lettura. Una favola dolce da leggere ai propri figli o semplicemente a se stessi.

Alla fine del libro troviamo le parole di Jordi Sierra i Fabra che ci racconta come, queste lettere, siano state cercate in lungo e in largo ma mai trovate. Immaginate che meraviglia potrebbe essere se un giorno saltassero fuori? Magari una bambina, frugando in un vecchio baule impolverato, si ritroverà in un mano questa magica e unica corrispondenza tra Brigida, la bambola, ed Elsi, la sua padroncina. ♥

Scheda libro:

Editore: Salani
Prezzo: 8.50 euro
Numero di pagine: 120

E voi cosa ne pensate???

Commenti

  1. Davvero interessante. Grazie Anna e serena continuazione di giornata.
    sinforosa

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  2. La vettura si avvicina a una fermata e una




    ragazza è pronta a scendere.
    E' vestita di nero, le pieghe della gonna




    si muovono appena, ha la camicetta attillata




    con un colletto di trina bianca dalle




    maglie minuscole.
    Ha il volto bruno, i capelli castani scuri




    e piccoli ciuffi disordinati sulla
    tempia destra. Io non posso nemmeno giustificare




    perché mi trovi su questa piattaforma,




    perché mi aggrappi a questa maniglia




    e mi faccia trasportare da questa vettura,




    perché la gente si scansi davanti




    alla vettura o cammini imperterrita,




    o si riposi davanti alle vetrine.




    Del resto nessuno me lo chiede,




    ma ciò non ha importanza.




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    Risposte
    1. Ottima applicazione blogger applicata a kafka.

      Io mi sento molto quella bambina e voglio che Kafka mi spieghi perché ho perso il mio orsacchiotto. E perché il mil orsacchiotto non torna da me.
      Ecco. Una cosa del genere...

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