Storie centenarie con colonna sonora di Cremonini

I giorni passano e diventa anni, che si tramutano in decenni e poi in centinaia.

Alle volte basta un complice e tutto ridiventa molto più semplice altre basta maledire la vita come l'erba grama che vuol seccare ma non le riesce, un erba che non vorrebbe essere nata e giorno dopo giorno sconta il suo dazio alla vita, come disse Mastronardi, illustre scrittore vigevanese poco prima di suicidarsi.

Questo è accaduto ai personaggi di queste due storie dai protagonisti centenari.

Iniziamo da lei, la solitaria Koku, che è sopravvissuta a tre guerre e due deportazioni e considera la sua vita una punizione divina.

Koku per vissuto la comprendo appieno,  anche se penso che ad un certo punto ti devi far buono quello che la vita ti offre e devi tentare, almeno tentare, di farne un capolavoro per te stessa. Vivere scontando i giorni è come non vivere. Gli altri non contano, conti tu e quello che fai per rallegrare il tuo triste e sfigato vivere.

Ma ella cammina, si nutre da sola, è autonoma e cosciente, ma dice che avrebbe voluto morire da giovane, la donna più vecchia del mondo. Si chiama Koku Istambulova, vive in Cecenia e ha 129 anni. O almeno è questa l’età dichiarata dal governo russo in base alla data di nascita del suo passaporto: 1 giugno 1889. Perché la longeva vecchietta russa ha perso tutti i documenti durante la seconda guerra cecena combattuta tra il 1999 e il 2009.

Le guerre - Il conflitto del Caucaso è solo una dei tanti scontri armati che Koku si è ritrovata, suo malgrado, a vivere: è sopravvissuta alla guerra civile russa, alla Seconda Guerra Mondiale e alla deportazione cecena del 1944. Aveva già 27 anni quando la Rivoluzione Russa spodestò lo zar Nicola II, 55 quando la Seconda Guerra Mondiale finì e 102 quando l’Unione Sovietica crollò.

I ricordi - Una vita, per sua stessa ammissione, “difficile”, segnata da sacrifici, rinunce e perdite, come quella di un figlio all’età di 5 anni. Ricorda perfettamente quando i carri armati nazisti passarono dinanzi alla sua casa o quando nel ‘44 lei e la sua famiglia furono deportate, insieme a migliaia di ceceni, in Kazakistan e poi in Siberia con l’accusa di collaborazione nazista. “In Kazakistan stavamo molto male” – racconta – “I kazaki ci odiavano e io per scacciare i pensieri lavoravo nel mio orto”.




Il segreto della longevità - Molti gli anni trascorsi china nei campi: “Ho sempre lavorato, non ho mai avuto un momento per riposarmi o divertirmi”. E quando le si chiede qual è secondo lei il segreto di un’esistenza così lunga, risponde: “Non ho scelto io, ha scelto Dio. Non ho avuto un solo giorno di felicità, la vita per me è una punizione divina”. “Ci sono persone che fanno di tutto per stare in forma e vivere bene - continua - Io non ho fatto nulla, tranne mangiare poco quello che non mi piace, la carne, e mangiare tanto ciò che adoro, il latte fermentato”.

Il compleanno - Considerando che la sua ultima figlia scomparsa, Tamara, è morta a 104 anni, probabilmente il segreto è nei geni. O nella terra del Caucaso che conta tra i suoi abitanti molti centenari. Per ora Koku resta, non solo nel suo Paese, ma nel mondo, la persona con più candeline spente. E, nonostante si definisca “troppo stanca di vivere”, si prepara così a soffiare sulla sua centoventinovesima: “Vedrò un altro mese, se Dio vorrà".

E poi ci sono loro che per tenacia e un pizzico di fortuna sono arrivati a festeggiare 80 anni d'amore.
Masao Matsumoto e Miyako sono convolati a nozze nel 1937, hanno 108 e 100 anni

"Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano", cantava Antonello Venditti. Non sappiamo se le note di questa canzone sono arrivate fino al Giappone, quello che è certo che Masao Matsumoto e Miyako, di 108 e 100 anni, sono un esempio di quanto queste parole siano vere. La loro è infatti un'unione da record: i due sono convolati a nozze nel 1937 e lo scorso ottobre hanno festeggiato 80 anni di matrimonio.


Quando si sono sposati Masao Matsumoto e Miyako erano così poveri che non si sono potuti permettere nemmeno un ricevimento di nozze. Subito dopo il matrimonio Misao è partito per la guerra nel Pacifico, quando è tornato a casa ha iniziato a lavorare sodo e poi sono arrivate le soddisfazioni. "Anche nei momenti più duri ho sempre pensato che ne sarebbero arrivati di migliori. E ora dico grazie fino alle lacrime", ha detto Miyako.

Oggi, 80 anni dopo, i due hanno potuto festeggiare alla grande il loro amore da record. Circondati dalla loro famiglia composta da oltre 60 persone e i loro 25 bisnipoti.

Come si evince sa queste due storie  il loro segreto è l'umiltà e una vita fondata sul lavoro e possiamo anche aggiungere nutrendosi con la roba ancora genuina di allora. Inoltre la morale che mi arriva è che siamo figli di ciò che la vita ci insegna ad essere ma anche no.

E voi che morale gli date?

Colonna sonora di questo momento/post: Nessuno vuole essere Robin (con testo modificato)


Come mai sono venuta stasera?
Bella domanda
Se ti dicessi che mi manca il mio cane, ci crederesti?
Che in cucina ho tutto tranne che il sale, me lo daresti?
C'ho una spina in gola che mi fa male, fa male, fa male
Fammi un'altra domanda...
Che non riesco a parlare.
Quel che vorrei dirti stasera è
Non ha importanza
È solo che a guardarti negli occhi mi ci perdo
Quando il cielo è silenzioso mi nevica dentro
Se giurassi di dormire con te e non toccarti, toccarti, toccarti
Ma certo
Vuoi dormire col cane che ti sei scelto.
Sai quanta gente ci vive coi cani, alcuni se li sposa, e ci parla come agli esseri umani
Intanto i giorni che passano accanto li vedi partire come treni
Che non hanno i binari, ma ali di carta
E quanti inutili scemi per strada o su Facebook
Che si credono geni, ma parlano a caso
Mentre noi ci lasciamo di notte, piangiamo
E poi tu dormi con il tuo cane.
Ti sei accorto anche tu, che siamo tutti più soli?
Tutti col numero dieci sulla schiena, e poi sbagliamo i rigori
Ti sei accorto anche tu, che in questo mondo di eroi
Nessuno vuole essere Robin.
È certo che è proprio strana la vita, ci somiglia
È una sala d'aspetto affollata e di provincia
C'è un bambino di fianco all'entrata che mi guarda e mi chiede perché
Perché passiamo le notti aspettando una sveglia
Ci prendiamo una cotta per la prima disonesta
Complichiamo i rapporti come grandi cruciverba
E tu mi chiedi "perché?"
Fammi un'altra domanda
Che non riesco a parlare
Sai quanta gente sorride alla vita e se la canta
Aspettando il domani
Intanto i giorni che passano accanto li vedi partire come treni
Che non hanno i binari, eppure vanno in orario
E quanti inutili scemi per strada o su Facebook
Che si credono geni, ma parlano a caso
Mentre noi ci lasciamo di notte, piangiamo
E poi tu dormi col cane.
Mentre noi ci lasciamo di notte, piangiamo
E poi tu vivi con il tuo cane.
Mentre noi ci lasciamo di notte, piangiamo
E noi dormiamo lontani.
Ti sei accorto anche tu, che siamo tutti più soli?
Tutti col numero dieci sulla schiena, e poi sbagliamo i rigori
Ti sei accorto anche tu, che in questo mondo di eroi
Nessuno vuole essere Robin.
Come mai sono venuta stasera?
Come mai sono venuta stasera?
Bella domanda...


Commenti

  1. Bene Cremonini, male i vecchi putrefatti.
    Ciao Anna.

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    1. Vecchi putrefatti O.o?? Io sono giovane e già putrefatta... E allora?? Rispetta chi ha vissuto tanto Cone noi.

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  2. Bel post, lo consiglierei a certa gente che si dispera per cose davvero da poco!

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    1. Mi ha colpito la dualità delle due storie che si abbinavano perfettamente al brano di Cremonini.

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  3. Cremonini mi regala sempre una grossa emozione.
    La mia preferita è "Vieni a vedere perché". La conosci? 😍

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    1. Sì, altroché... tengo tantissimo a questa canzone. Mi ha salvato la vita quando volevo morire. Mi ha ridato speranza. Per un po' lo tenuta perfino come suoneria.

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  4. Che meraviglia, 80 anni insieme... per me la morale è che siamo noi a decidere di governare gli eventi o se lasciare che siano loro a governare noi

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