Amicizia uomo e donna ... cinque canzoni a confronto e dieci poesie... voi da che parte siete?

L'amicizia è una cosa bellissima e importante. Arricchisce la vita e fa crescere, sia nel bene che nel male.
Un vero amico è quello che entra quando il resto del mondo esce.

Un vero amico ama in ogni circostanza e si dimostra un fratello nei momenti difficili. Proverbi 17:17


Non camminare davanti a me,potrei non seguirti;non camminare dietro di me, non saprei dove condurti;cammina al mio fianco e saremo sempre amici.Anonimo cinese.
Gli uomini non hanno più tempo
per conoscere nulla.
Comprano dai mercati le cose già fatte.
Ma siccome non esistono mercati di amici,
gli uomini non hanno più amici.
Se tu vuoi un amico addomesticami”.
A. de Saint-Exupèry
dal Piccolo Principe

Ma ci sono amici e amici. Sopratutto quando l'amico o l'amica è del sesso opposto.

Vi propongo quattro canzoni che rappresentano quattro modi di vivere l'amicizia fra uomini e donne.
e dieci poesia sull'argomento amicizia.


e voi ci credete nell'amicizia uomo\donna?

Anime gemelle, amici veri che non sanno di amarsi.

Una volta io e Topino eravamo così, ma poi non è andata proprio come doveva andare. 



Può darsi che io
non sappia cosa dico
scegliendo te
un'uomo per amico
ma il mio
mestiere è
vivere la vita
che sia
di tutti i giorni
sconosciuta
ti amo forte e
debole compagno
che qualche
volta impara e a
volte insegna.
L’eccitazione e’
sintomo d’amore
al quale non
sappiamo rinunciare
le conseguenze
spesso fan soffrire
a turno ci
dobbiamo consolare
e tu amico caro
mi consoli
perché ci
ritroviamo
sempre soli.
Ti sei innamorato
di chi?
Troppo docile
non fa’ per te
lo so’ divento
antipatica
ma e’ sempre meglio
che ipocrita
d’accordo fa’
come vuoi
i miei consigli mai
mi arrendo fa’
come vuoi
ci ritroviamo
come al solito poi...
ma che disastro
io mi maledico
ho scelto te
un uomo per amico
ma il mio
mestiere è
vivere la vita
che sia
di tutti i giorni
sconosciuta
ti odio forte e
debole compagno
che poche
volte impara e
troppo insegna.
Non c'è una
gomma ancor
che non si buca
il mastice sei tu
mio vecchio amico
Ooh.. ooh..
la pezza sono io
ma che vergogna
che importa
tocca a te
avanti sogna
ti amo forte e
debole compagno
che qualche
volta impara e a
volte insegna.
Mi sono
innamorata un po’
rincoglionita
non dico no
per te son tutti un
po’ squallidi
la gelosia
non e’ lecita
quello che voglio
lo sai
non mi fermerai
che menagramo
che sei
eventualmente poi
sempre ridere poi...
ma che disastro
io mi maledico
ho scelto te
un uomo per amico
ma il mio
mestiere è
vivere la vita
che sia
di tutti i giorni
sconosciuta
ti amo forte e
debole compagna
che qualche
volta impara e a
volte insegna.

Lui ama lei e lei diciamo che è confusa -.-"


Io sto sempre attenta a non ispirare false speranze e più di una volta ho chiuso amicizie per non far soffrire l'altra persona. Poi però ci sono cascata anche io con Topino e cest la vie il karma ti torna indietro!




Sapessi quanta musica che c’è
Dentro questa voglia che mi soffoca
Ma con indifferenza mi allontano un po’ da te
Scema sì ma non ruffiana.
Sapessi com’è bello stare qua
Visto dalla logica di chi non può
Già tenere le distanze dalla tua sincerità
Dalle tue vittorie e dai tuoi guai
Perché voglio liberarmi
Dall’idea che non mi vuoi...
E mi tuffo nell’immenso
Della mia banalità
E va bene anche se ho pers
E chi ha vinto non si sa
E ora strappo le radici
Di un’assurda gelosi
Perché è chiaro che mi piaci
Maledetto amico mio
Che non ti accorgi di me… di me…
Sapessi come suda la città
(E fra mezz’ora è lunedì)
Si spoglia e si riveste di abitudini
Ma dentro a questo equivoco la tua fragilità
E’ una doccia fredda su di noi
E la solita bugia
Aggredisce ancora gli occhi miei
Che non vedono attraverso
Questa nuvola che va
Dietro ai soldi e dietro al sesso
Come la pubblicità
E risalgo le pendici
Di ogni nostra geometria
Perché è chiaro che mi piaci
Maledetto amico…
Che mi porti al limite
E mi fai spendere
Ma inutilmente
Tutta la vita così
Che mi fai promettere
Quello che non ti hanno dato mai.. ma sii!
Prima o poi è così che mi fai…
E ora accendi quelle luci
Metti in moto e andiamo via
Nonostante che mi piaci
Maledetto amico mio
Che non ti accorgi di me, di me
Sapessi quanto amore amore c’è
In quest’amicizia che mi soffoca.


Amici che capiscono di non poter più essere amici.


infatti io e Topino non saremo più amici. Voglio che sia felice ma lo sia lontano da me...


Questa sera non chiamarmi
No stasera devo uscire con lui
Lo sai non è possibile
Io lo vorrei,
Ma poi mi viene voglia di piangere
Certi amori non finiscono
Fanno dei giri immensi
E poi ritornano
Amori indivisibili,
Indissolubili,
Inseparabili
Ma amici mai
Per chi si cerca come noi
Non è possibile
Odiarsi mai
Per chi si ama come noi
Basta sorridere
No no non piangere
Ma come faccio io
A non piangere.
Tu per me sei sempre l’unico
Straordinario,
Normalissimo
Vicino e irraggiungibile, Inafferrabile,
Incomprensibile
Ma amici mai
Per chi si cerca come noi
Non e’ possibile
Odiarsi mai
Per chi si ama come noi
Sarebbe inutile
Mai mai Il tempo passerà
Mai mai
Il tempo vincerà
Il nostro non conoscersi Per poi riprendersi
È una tortura da vivere
Ma stasera non lasciarmi 
No stasera non uscire con lei
Il nostro amore è unico,
Insuperabile,
Indivisibile
Ma amici mai più.

Gli amici veri, scevri di ogni desiderio che non sia solo e unico affetto.

Oltre Topino avevo come amico, diciamo migliore, avevo l'amico di Topino e anche marito della mia best. Quando ho rotto con Topino ho perso pure lui. Alla fine parlavamo lingue differenti per capirci davvero.
Ora è un altro e si chiama Malo. Siamo simili come anime e anche nella sorte amorosa e ci capiamo alla perfezione. Mi fa bene l'amicizia di Malo. Mi fa sentire protetta e voluta bene. Oltre a incentivare il mio percorso di scrittrice come lui.


E se potessi io
parlar con Dio
da buon amico
gli chiederei
un solo piccolo favore
una magia
farti capire
quanto ti son vicino amica mia

che anche se non
lo ammetteresti mai
ti ho vista piangere
perché sei una donna forte si ma in fondo anche così
fragile, sei fragile
e come chi alla vita
in faccia non ci guarda mai
te ne vai con quel classico sorriso ingenuo
e come chi alla vita
ogni tanto glielo dice sai
non mi frega più di niente ormai

Dai lo sai anche tu
quante volte anch’io
ci son cascato
e ho fatto il matto
non sono sempre stato quello freddo e distaccato
anch’io ci soffro e credimi non l’ho dimenticato

ma adesso non parliamo di me
quel che è importante
è che una donna come te
è bella anche così

fragile, sei fragile
e come chi alla vita
in faccia non ci guarda mai
te ne vai con quel classico sorriso ingenuo
e come chi alla vita
ogni tanto glielo dice sai
non mi frega più di niente ormai

amica mia
amica mia

fragile, sei fragile
e come chi alla vita
in faccia non ci guarda mai
te ne vai col tuo classico sorriso ingenuo
e come con il vento
l’onda un po' si piega
in un mare di dolore
non si annega

amica mia
amica mia
amica mia
amica mia




È facile allontanarsi sai
Se come te anche lui ha i suoi guai
Ma quando avrai bisogno sarà qui
Un amico è così

Non chiederà nè il come nè il perché
Ti ascolterà e si batterà per te
E poi tranquillo ti sorriderà
Un amico è così

E ricordati che finché tu vivrai
Se un amico è con te non ti perderai
In strade sbagliate percorse da chi
Non ha nella vita un amico così

Non ha bisogno di parole mai
Con uno sguardo solo capirai
Che dopo un no lui ti dirà di sì
Un amico è così

E ricordati che finché tu vorrai
Per sempre al tuo fianco lo troverai
Vicino a te mai stanco perché
Un amico è la cosa più bella che c'è

È come un grande amore, solo mascherato un po'
Ma che si sente che c'è
Nascosto tra le pieghe di un cuore che si dà
E non si chiede perché

Ma ricordati che finché tu vivrai
Se un amico è con te non tradirlo mai
Solo così scoprirai che
Un amico è la cosa più bella che c'è

E ricordati che finché tu vivrai
Un amico è la cosa più vera che hai
È il compagno del viaggio più grande che fai
Un amico è qualcosa che non muore mai.



Le poesie più belle sull’amicizia: da Hikmet a Szymborska per riscoprire il più nobile tra i sentimenti.


Poeti e scrittori hanno celebrato l'amicizia con parole immortali. Ecco alcune poesie da leggere insieme alle persone a cui tenete di più.




Ne La danza di Matisse cinque figure si muovono in cerchio tenendosi per mano, in un’armonia di colori, in una tensione ed energia straordinaria (i corpi tendono l’uno all’altro per superare la separazione, ritornare all’unità della danza). Ecco l’amicizia. Ecco l’immagine di un movimento necessario per preservare l’armonia, la libertà: la spinta vitale verso l’altro.

1) 919, di Emily Dickinson

Se io potrò impedire a un Cuore di spezzarsi
Non avrò vissuto invano
Se potrò alleviare il Dolore di una Vita
O lenire una Pena
O aiutare un Pettirosso caduto
A rientrare nel suo nido
Non avrò vissuto invano.

Ed è proprio la spinta vitale verso l’altro (uomo, pianta o pettirosso che sia) che Emily Dickinson pone al centro di questi suoi versi. (da Tutte le poesie, a cura di M.Bulgheroni)

2) V, di Nazim Hikmet

Le piante, da quelle di seta fino alle più arruffate
gli animali, da quelli a pelo fino a quelli a scaglie
le case, dalle tende di crine fino al cemento armato
le macchine, dagli aeroplani al rasoio elettrico

e poi gli oceani e poi l’acqua nel bicchiere
e poi le stelle
e poi il sonno delle montagne
e poi dappertutto mescolato a tutto l’uomo

ossia il sudore della fronte
ossia la luce nei libri
ossia la verità e la menzogna
ossia l’amico e il nemico
ossia la nostalgia la gioia il dolore

sono passato attraverso la folla
insieme alla folla che passa.

Nazim Hikmet in molte delle sue poesie racconta l’amore per ogni creatura. Come nell’opera di Matisse, qui l’uomo è in passo di danza con il tutto. (da Poesie d’amore, traduzione di J. Lussu)

3) XXXV, di Pedro Salinas


I cieli sono uguali
Azzurri, grigi, neri,
si ripetono sopra
l’arancio o la pietra:
guardarli ci avvicina.
Annullano le stelle,
tanto sono lontane
le distanze del mondo.
Se noi vogliamo unirci,
non guardare mai avanti:
tutto pieno di abissi,
di date e di leghe.
Abbandonati e galleggia
sopra il mare o sull’erba,
immobile, il viso al cielo.
Ti sentirai calare
lenta, verso l’alto,
nella vita dell’aria.
E ci incontreremo
oltre le differenze
invincibili, sabbie,
rocce, anni, ormai soli,
nuotatori celesti,
naufraghi dei cieli.

Pedro Salinas nei versi che seguono mostra la rete dell’uomo, una rete che sale verso l’alto attraverso la comunione con l’altro, il sostegno profondo che supera pietre, sabbie, differenze invincibili. (Da La voce a te dovuta, a cura di E. Scoles)

4) Domande Poste a me stessa, di Wisława Szymborska


Qual è il contenuto del sorriso
e d’una stretta di mano?
Nel dare il benvenuto
non sei mai lontana
come a volte è lontano
l’uomo dall’uomo
quando dà un giudizio ostile
a prima vista?
Ogni umana sorte
apri come un libro
cercando emozione
non nei suoi caratteri,
non nell’edizione?
Con certezza tutto,
afferri della gente?
Risposta evasiva la tua,
insincera,
uno scherzo da niente-
i danni li hai calcolati?
Irrealizzate amicizie,
mondi ghiacciati.
Sai che l’amicizia va
concreata come l’amore?
C’è chi non ha retto il passo
in questa dura fatica.
E negli errori degli amici
non c’era colpa tua?
C’è chi si è lamentato e consigliato.
Quante le lacrime versate
prima che tu portassi aiuto?
Corresponsabile
della felicità di millenni-
forse ti è sfuggito
il singolo minuto
la lacrima, la smorfia sul viso?
Non scansi mai
l’altrui fatica?
Il bicchiere era sul tavolo
e nessuno lo ha notato,
finché non è caduto
per un gesto distratto.
Ma è tutto così semplice
nei rapporti fra la gente?

Wisława Szymborska ci avverte: abbandonare i giudizi, i calcoli, abbandonare la superficie se vogliamo entrare – ma certo umano è sbagliare il passo (folle credersi lontano dall’errore) – nell’armonia della danza. (Da La gioia di scrivere, a cura di P. Marchesani)

5) Malattia, di Bella Achatovna Achmadulina

Oh dolore: tu sei la saggezza. L’essenza della decisione
dinanzi a te è così meschina
ed un oscuro genio illumina>
l’occhio della bestiolina ammalata.

Nei tuoi funesti confini
la mia ragione era alta e avara,
ma il sapore di menta delle secche erbe medicinali
ormai non si cancella dalle labbra.

Per alleviare l’ultimo respiro
io, con la precisione di quella bestiolina,
fiutando, trovai il mio rimedio
nel doloroso esile gambo di un fiorellino-

Oh perdonare tutti: ecco il sollievo!
Oh perdonare tutti, restituire a tutti
e gustare con tutto il corpo la suprema grazia
soave come una irradiazione.

Vi perdono, deserti giardinetti pubblici!
Davanti a voi soltanto, nella mia miseria,
io ho pianto di una confusa fede
sui cappucci dei bambini.

Vi perdono, mani altrui!
Che vi tendano pure a quello che
del mio amore e della mia sofferenza è soltanto
un oggetto, non necessario a nessuno.

Vi perdono, occhi di cane!
Voi per me eravate il biasimo ed il giudizio.
Tutti i miei tristi pianti
recano fino ad oggi questi occhi.

Perdono l’amico e il non-amico!
Bacio in fretta tutte le labbra!
In me, come nel corpo morto di un cerchio,
la compiutezza ed il vuoto.

E gli scoppi generosi e la leggerezza,
come nel bianco tremolio delle piume,
ed ormai non è penoso il mio gomito
alla sensibile voluta delle ringhiere.

Soltanto l’aria sulla mia pelle.
Aspetto una sola cosa: che al crepuscolo del giorno,
preso da una malattia simile,
qualcuno perdoni me.

Bella Achatovna Achmadulina parla del perdono: “perdonare tutti ecco la gioia”, “perdonare l’amico e il non-amico”, fare in modo – ritornando al “girotondo” di Matisse- che la mano che si è staccata abbia la possibilità di rientrare. (da Poesie scelte, a cura di D. De Bartolomeo)

6) L’amore, la morte, la vita, di Paul Eluard

Gli uomini sono fatti per intendersi
per comprendersi amarsi
hanno figli che saranno padri d’uomini
hanno figli senza casa senza patria
che reinventeranno le case
che reinventeranno gli uomini
e la natura e la patria
quella di tutti gli uomini
quella di tutti i tempi.

Paul Eluard arriva all’essenza della danza di Matisse, come qui l’abbiamo intesa: il moto di tutti gli uomini, di tutti i tempi, che sempre si rinnova nell’intesa. (da Ultime poesie d’amore, traduzione di V. Accame)


7) Senza titolo, attribuita a Jorge Luis Borges


Non posso darti soluzioni
per tutti i problema della vita
Non ho risposte per i tuoi dubbi o timori,
però posso ascoltarli e dividerli con te
Non posso cambiare né il tuo passato
né il tuo futuro
Però quando serve starò vicino a te
Non posso evitarti di precipitare,
solamente posso offrirti la mia mano
perché ti sostenga e non cadi
La tua allegria, il tuo successo e il tuo trionfo
non sono i miei
Però gioisco sinceramente quando ti vedo felice
Non giudico le decisioni che prendi nella vita
Mi limito ad appoggiarti a stimolarti
e aiutarti se me lo chiedi
Non posso tracciare limiti
dentro i quali devi muoverti,
Però posso offrirti lo spazio
necessario per crescere
Non posso evitare la tua sofferenza,
quando qualche pena ti tocca il cuore
Però posso piangere con te e raccogliere i pezzi per rimetterlo a nuovo.
Non posso dirti né cosa sei né cosa devi essere
Solamente posso volerti come sei
ed essere tua amica.
(…)
La poesia è stata attribuita a Jorge Luis Borges. Nonostante l’incerta paternità abbiamo deciso di inserirla perché ci dà la misura del passo: il movimento di ognuno è unico (non ci si può annullare dentro il moto dell’altro) ma può essere sostenuto, ricaricato dai passi di chi ci sta attorno. è insieme che l’armonia prende forma.

8) Il ricordo di un amico, di David Maria Turoldo


Penso che nessun’altra cosa ci conforti tanto,
quanto il ricordo di un amico,
la gioia della sua confidenza
o l’immenso sollievo di esserti tu confidato a lui
con assoluta tranquillità:
appunto perché amico.
Conforta il desiderio di rivederlo se lontano,
di evocarlo per sentirlo vicino,
quasi per udire la sua voce
e continuare colloqui mai finiti.

David Maria Turoldo attraverso i suoi versi ci fa avvertire il calore della mano che stringiamo in questo strano girotondo e la fiducia, la bellezza con cui al tatto ci abbandoniamo (anche quando le distanze si fanno più lunghe)

9) Kigo: yuku toshi (Fine d’anno), di Santoka Taneda

È la mia
Questa figura di spalle
Che se ne va nella pioggia?

Una breve poesia che a prima vista sembra non rientrare nel nostro girotondo. Ma nella sua solitudine, ricorda la scena finale di “Oltre il giardino” di Hal Ashby: uno scenario malinconico, un sentire pieno di addio, che d’improvviso – nella sua onestà, nella sua poesia- apre l’inaspettato. E non è proprio qui, nell’inaspettato, che può ricominciare il girotondo?

10) Un uomo per amico, di Anna Piediscalzi

Non dirò di te le solite cose mio caro amico
quelle basta guardarti per vederle.
Il destino ci nega tante cose
Dal sorgere e al levarsi del tuo sorriso 
all'andare e poi venire dei tuoi passi 
il caldo abbraccio di quando fra freddo dentro 
il sapore del tuo profumo che sa di sandalo e arancio.
Ma al contempo ci regala una prospettiva più sacra diversa dalla consuetudine e con suo perché.
Di te scoprii l'arte dei sogni quelli che non si rivelano per pudore.
Mi stupii di vedere la mia stessa attitudine
mentale nell'usare la nuova scienza multimediale.
Mi divertì il tuo modo romantico e rispettoso di porti a me.
Non dimenticherò mai
tutti i tuoi diversi sorrisi e gli sguardi che mi regalasti.
I lunghi silenzi e le risposte mal riposte 
dentro luoghi chiassosi dei sogni e delle speranze.
La bellezza e la volontà di proteggere te e chi ti sta accanto 
che poi mi ha fatto diventare vento, rupe e famiglia.

Commenti

  1. Se c'è oltre l'amicizia una forte attrazione fisica diventano due amici che si amano.

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    1. Due amici che si amano e se non stanno insieme soffrono.

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  2. Si può essere amici di una persona del sesso opposto, purché non vi sia alcuna attrazione fisica.

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