Il lamento di Arianna

Dal blog di Gus , ho letto questo post, che incornicia alla perfezione ciò che ho in mente, e ciò che ho dentro.
Devo scrivere ciò che sto scrivendo dentro. Sarà un racconto che parlerà di Arianna e di altre cose mescolate fra loro.
Si intitolerà: il giardino degli ossimori in fiore.
Perché come ho già detto, per avere occhi come i miei o come quelle come me bisogna morire e rinascere molte volte.
E il lament poi vi condurrà là dove siete diretti.

Intanto leggete questo E attendetemi.

 E' quel pianto che gli inglesi traducono con il magnifico “lament”.

Arianna non piange, non sono le sue lacrime che contano: è il suo dolore, tanto forte che non riesce a tenerne silenziosa la voce. E le scappa fuori un lamento. Senza singhiozzi, un lamento e basta. Lungo, sordo, cupo, grave. Ma prima di levare il suo lamento, Arianna era contenta, aveva davanti agli occhi un futuro che prefigurava felice.
Se volete arrivare al suo lamento, dovete aver la pazienza di attraversare i suoi occhi sorridenti, allegri, "luccicosi". Occhi che ballano. Occhi fatui. Passateci dentro senza fretta e resistete alla tentazione impaziente di arrivare subito al lament. Aspettate, lasciate che tutto si compia. Sedetevi, concentratevi e dimenticate tutto, lasciate che le vostre orecchie diventino la metafora del mondo.
Le leggi e le norme non ammettono bontà. Non hanno cuore od occhi o diversità da raccontare, né persone da proteggere, né verità da sostenere. la norma è un buco cieco, un limite inventato, una spada sguainata contro l'impossibile. Antigone non aveva bisogno di norme, perché lei come Arianna il lament lo sentiva e lo parlava ogni notte come una lingua antica.
A volte temo che ogni volta che ci ritroviamo a vantare un diritto da qualche parte in verità ci sia stata una terribile una sconfitta.


Commenti

  1. Lasciata da quel patetico figuro di Teseo, Arianna si è messa con Dioniso ed è diventata una dea.
    Alla faccia del pianto.
    Dico solo questo.

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    1. 🤣 Fa parte dei concetti più profondi che tremano quello che vi voglio raccontare.
      Niente è come appare.
      Certo, Sempre se ne sono capace... vedremo.

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