Anche le particelle nel loro piccolo si abbracciano... E io no.

Confermato l'abbraccio a distanza tra particelle che inquietava Einstein






Trovate nuove conferme del misterioso "abbraccio a distanza" tra particelle previsto dalla fisica quantistica e chiamato entanglement: scetticamente bollato come una "fantomatica azione a distanza" da Albert Einstein, questo fenomeno esce davvero dagli schemi della fisica classica. Le prove, tra le più solide finora disponibili, sono state raccolte sfruttando antichi quasar, bizzarri oggetti cosmici la cui luce è stata intercettata anche grazie agli italiani Massimo Cecconi e Adriano Ghedina, che lavorano alle isole Canarie presso il Telescopio Nazionale Galileo dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf).

I risultati dello studio sono pubblicati sulla rivista Physical Review Letters dal Massachusetts Institute of Technology (Mit) e dall'Università di Vienna. Il misterioso fenomeno dell'entanglement, che ancora nessuno è riuscito a dimostrare in modo diretto, è un intreccio invisibile che unisce il destino di due sistemi fisici (ad esempio due particelle) anche molto lontani fra loro nello spazio e nel tempo: ciò significa che qualsiasi azione fatta su uno finisce per alterare istantaneamente anche l'altro. Negli anni '60 il fisico John Bell calcolò il limite teorico oltre il quale questa correlazione doveva necessariamente avere una spiegazione quantistica e non classica. Nei decenni successivi, però, si è continuato a ragionare sui possibili 'bachì (loopholes) che tarlano gli esperimenti mirati a dimostrare che la visione offerta dalla teoria quantistica sia quella corretta.

Commenti

  1. L'abbraccio a distanza è come quello che noi ci diamo nei blog. Una fetecchia.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mah, credo che l'abbraccio fra particelle sia più molecolare, più misterioso e profondo. Poi tieni presente che che per ogni particella ci sta solo una che può abbracciarla. Così noi sia virtualmente che fisicamente.

      Elimina

Posta un commento