SAN GIUSEPPE JATO. MONDELLO. CEFALÙ. MONREALE. AGRIGENTO.



MONDELLO

Mondello (Munneddu in siciliano) è un quartiere (o frazione) e località turistica di Palermo, racchiuso da Monte Pellegrino e Monte Gallo. Distaccato dalla città dal Parco della Favorita, è raggiungibile per mezzo dei tanti viali reali alberati o tramite collegamenti secondari.
La zona è rinomata per la spiaggia, che rappresenta uno dei lidi più ambiti della Sicilia, per le sue numerose ville in stile Liberty, note come migliore espressione dell'Art Nouveau in Italia, e per i siti di interesse storico. È sede del World Festival on the Beach. In questa località, nel 1975 nacque il Premio Mondello, kermesse letteraria oggi organizzata dalla Fondazione Sicilia insieme al Salone Internazionale del Libro di Torino.
 Mondello è una bellissima spiaggia dai colori stupendi.
Fra uno stabilimento e un'altro ci sono strisce di sabbia libera. Devo dire che dove siamo andati noi, era pulita e curata anche se era libera.
PER ANDARE A MONDELLO bisogna prendere dalla stazione un pullman 101 credo, che ti porta al Politeama dove c'è il bus per Mondello.
Il tragitto dura un ora circa.
Il mio è stato traumatico ma se andate in orari diversi c'è possibilità di sedersi a bordo.
Secondo me ne vale la pena anche se non sono una fanatica  della spiaggia.
Anzi.



SAN GIUSEPPE JATO

San Giuseppe Jato (San Giuseppi in siciliano) è un comune italiano di 8.479 abitanti della città metropolitana di Palermo in Sicilia.
San Giuseppe Jato è dove è nato nonno Pino. Dove ho trascorso innumerevoli estati e dove ho anche frequentato la quarta elementare.
Per arrivarci è traumatica la cosa, in quanto orari e sopratutto posto dove prendere il bus è un grandissimo enigma.
Vieni rimpallato da sito info ad un'altro e nessuno sa nulla.
Alla fine il punto atn è scritto in piccolo e si trova  di fronte alla stazione, sulla sinistra. Un baracchino compare dal nulla  quando gli pare per i biglietti. Comunque si fanno pure a bordo.
Il viaggio dura un'ora.

Incontro con Sisino (Isidoro) 95 anni. In discendenza il terzo, il nonno il quarto, poi c'è Gaetano.Incontro Con lo Zio Tanino (Gaetano) il fratello più piccolo del nonno.
.La mia vecchia casa. Con la visuale del monte Jato. 














Sulla sinistra in alto c'era una chiesetta antichissima ma ora non si vede più. Chissà se c'è ancora.


A San Giuseppe hanno una peculiarità: a mezzogiorno sono tutti chiusi tranne questo ristorante, che ci ha fatto un tagliere siciliano a buon prezzo.
 

CEFALÙ

Cefalù (Ras Melkart in fenicio, Κεφαλοίδιον in greco, Cephaloedium in latino, Gafludi in arabo, Cifalù in siciliano) è un comune italiano di 14.323 abitanti della città metropolitana di Palermo in Sicilia.

È situato sulla costa siciliana settentrionale, a circa 70 km da Palermo, ai piedi di un promontorio roccioso. È uno dei maggiori centri balneari di tutta la regione; nonostante le sue dimensioni, ogni anno attrae un rilevante flusso di turisti locali, nazionali ed esteri che, nel periodo estivo, arrivano a triplicare la popolazione, rendendo affollate le principali piazze e le strade più importanti del paese.

La cittadina, che fa parte del Parco delle Madonie, è inclusa nel club de I borghi più belli d'Italia, l'associazione dei piccoli centri italiani che si distinguono per la grande rilevanza artistica, culturale e storica, per l'armonia del tessuto urbano, la vivibilità e i servizi ai cittadini. Cefalù fa anche parte della rete dei comuni solidali.

Il duomo della città inserito nel sito Palermo arabo-normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale nel 2015 è stato dichiarato Patrimonio dell'umanità dall'Unesco.
Cefalù è una gradevole cittadina siciliana, tutta da scoprire. Oltre una fantastica spiaggia, vi è una splaendida cattedrale e una museo meraviglioso, dove puoi trovare perfino un Antonello da Messina.
Per arrivarci bisogna prendere il pullman nella stazione dei pullman.
Il tragitto ci abbiamo messo un paio d'ore se ricordo bene.
Ma prima di arrivarci vi regalo una spettacolare alba sul mare di Palermo alla Marina.







 una volta arrivati ci addentriamo nel paesino con scorci molto belli... come questo...
e poi facciamo colazione davanti alla cattedrale...
Cornetto alla marmellata. Spettacolare. Cameriera che mi dice adesso vengo per il wifi e non viene un po' meno.
antico lavatoio...

In via Vittorio Emanuele si trova il lavatoio pubblico conosciuto come Lavatoio medioevale, presso il tardo-rinascimentalepalazzo Martino. Nel 1514 fu demolito e ricostruito in posizione più arretrata rispetto alle mura cittadine e il fiume che scorreva a cielo aperto venne coperto nel XVII secolo. Nell'estate del 1991 sono stati ultimati i lavori di restauro.
Il lavatoio si presenta con una scalinata in pietra lavica e lumachella che conduce ad una pavimentazione levigata dal tempo e ad una serie di vasche che si colmano con le acque che scorrono da ventidue bocche di ghisa (di cui quindici teste leonine) disposte lungo le pareti sovrastate da basse volte. Attraverso un piccolo antro, l'acqua raggiunge il mare. Nelle vasche sono evidenti gli appoggi che servivano per strofinare i panni.

LA CATTEDRALE

Secondo la leggenda, il duomo di Cefalù sarebbe sorto in seguito al voto fatto al Santissimo Salvatore da Ruggero II, scampato ad una tempesta e approdato sulle spiagge della cittadina. La vera motivazione sembra piuttosto di natura politico-militare, dato il suo carattere di fortezza.
Le vicende costruttive furono complesse, con notevoli variazioni rispetto al progetto iniziale, e l'edificio non fu mai completato definitivamente. La posa della prima pietra avvenne il giorno di Pentecoste dell'anno 1131 alla presenza di Ugone arcivescovo di Messina a cui la ricostituita Diocesi di Cefalù era suffraganea e nel 1145 furono realizzati, da manodopera bizantina, i mosaici nell'abside e sistemati i sarcofagi in porfido che Ruggero II aveva destinato alla sepoltura sua e della moglie, poi trafugati da Federico II approfittando dell'assenza temporanea dell'allora vescovo di Cefalù Jocelmo e portati a Palermo dove ancora oggi si trovano. Le spoglie di Ruggero II avrebbero dovuto riposare nella navata trasversale della basilica, lo testimoniano le figure in rilievo rappresentanti il leone: simbolo di regalità; la tartaruga: simbolo di eternità; il profeta Elia trasportato in cielo dai capelli dell'angelo; Edipo cieco simboleggiante gli enigmi della vita.



La cattedrale è spettacolare ma anche lei non scherza^^
Ma io... io... rispendo!!












 fuori dalla cattedrale c'è un chiostro bellissimo...
Annesso al duomo è un elegante chiostro con colonne binate sormontate da capitelli figurati, fra i più notevoli esempi di scultura medievale in Sicilia.






 e poi fuori proprio per caso vediamo un museo e ci entriamo...
la cosa più stupenda che potessimo fare...
MUSEO  MANDRILASCA

  • PINACOTECA
  • ARCHEOLOGIA
  • COLLEZIONE NATURALISTICA
  • MALACOLOGIA
  • ANTIQUARIATO
  • BIBLIOTECA

In questo museo ho trovato molte collezioni private.
Il museo Mandralisca – che conserva tra le sue antiche mura il patrimonio artistico, ma anche l’eredità di memorie, di Enrico Pirajno di Mandralisca - si può ben definire come museo interdisciplinare comprendente, oltre alla pinacoteca, una notevole collezione archeologica, uno splendido monetario, una raccolta malacologica tra le più ricche d’Europa, nonché mobili ed oggetti di pregio già appartenuti alla famiglia Mandralisca.
Fiore all’occhiello del museo sono due riconosciuti capolavori: il magnifico Ritratto d’Uomo, opera di Antonello da Messina, e il cratere siceliota a figure rosse su fondo nero detto del Venditore di tonno . Il primo è noto in tutto il mondo anche per il romanzo di Vincenzo Consolo, Il sorriso dell’Ignoto Marinaio, che ad esso è ispirato.
Il Museo mantiene in parte ancora oggi l’intima atmosfera di un ambiente domestico e l’impronta di un privato luogo di memorie. In questa suggestiva atmosfera si coglie quasi la presenza del barone, filantropo, studioso, intellettuale illuminato, ed il valore delle collezioni scientifiche, di antichità e di opere d’arte da lui raccolte sta anche nella testimonianza che esse danno della personalità del Fondatore.





 Carla Fracci

 Antonello da Messina.










prima della spiaggia troviamo in un negozietto di alimentari la costosissima manna.






 e come ciliegina entriamo in un laboratorio di un maestro del marmo...


Ed arriviamo giorno dopo a Monreale.


MONREALE 


Monreale (Murriali o Muntriali in siciliano è un comune italiano di 39 032 abitanti[1] della città metropolitana di Palermoin Sicilia.
È la ventunesima città più popolosa della Sicilia[4] e fa parte dell'Area metropolitana di Palermo. Distante 5 km a sud dal capoluogo, con il quale forma un unico agglomerato urbano, con i suoi 529 km² è il sesto comune d'Italia per estensione territoriale, dopo Roma, Ravenna, Cerignola, Noto e Sassari, nonché il secondo comune italiano, dopo Roma, per numero di comuni confinanti (ben 23). La città è sede arcivescovile.

Monreale è molto vicino a Palermo, un mezz'oretta di bus, sempre quello che su prende per San Giuseppe Jato. In pratica è la prima fermata che fa il bus.
Alla discesa troviamo una bellissima sorpresa: una libreria free in un angolino di una libreria ancora chiusa.
 e questo è un fantastico preludio di quello che vedremo...
Ma prima vi devo dire che per visitare Monreale c'è un audio guida da 6 euro.
ma anche un app che scarichi gratis ma che poi però ti dice che devi comprare 5 euro di token per mostrarti cosa visitare. Giulia ha preso l'audio guida io mi sono accozzata ad una famiglia che ce l'aveva. Erano in 4  e 4 app (non ho parole) ma alla fine si ascoltava quella del padre.
All'inizio mi sono avvinata silenziosa ma ad un certo punto ho iniziato a commentare.
L'app veniva letta sinteticamente non da voce umana. L'audio guida invece no, era una voce confortevole.
La cosa bella della cattedrale che parla della bibbia. Delle scene bibliche da genesi ad apocalisse.
Infatti nel volere del costruttore c'era che se volevi leggere la bibbia ti bastava andare in chiesa. Gli è riuscito molto bene.
Poi c'era una nicchia meravigliosa suoi profeti nella navata di sinistra, infondo.










Il museo sono stati peggio spesi. Era pessimo.



tetragramma nel triangolo in alto.







 Ed infine finiamo con Agrigento.




AGRIGENTO
Per andare ad Agrigento ci vogliono due ore e mezza circa. Il pullman si prende alla stazione dei pullman.
Per andare alla valle dei templi bisogna prendere o 1 o 2 o 3.
Ciò che  mi  ha irritato di più sulla gita di Agrigento è stato il fatto che l'ultimo bus è alla 17.00 sebbene ognuno dia diversi orari. Il conducente ha detto alle 17,00 e quindi su un costo di entrata di 12 euro senza museo (15 euro)  e senza cartina (1 euro e 20) dovevi per forza scegliere se visitare la valle dei templi o andare alla scala dei turchi. Perché gli orari erano inconciliabili.
Sempre che dopo che avete speso 12 euro non visitate 2 templi e scappate ad aspettare l'altro bus che vi porta sulla spiaggia.
Io e Giulia siamo rimaste ai templi, la nostra amica è andata in spiaggia, e ha detto che è stata una scarpinata per poi pucciare i piedi, scattare qualche foto,  e correre di nuovo al bus per prendere quello del rientro.
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Il Parco, ampio circa 1300 ettari, conserva uno straordinario patrimonio monumentale e paesaggistico che comprende i resti dell’antica città di Akragas e il territorio ad essa circostante sino al mare. Nella Valle dei Templi, dichiarata nel 1997 dall’Unesco “patrimonio mondiale dell’umanità”, si trova uno dei maggiori complessi archeologici del Mediterraneo, immerso in un paesaggio agricolo di rara bellezza prevalentemente costituito da ulivi centenari e mandorli. Akragas fu una delle più importanti colonie greche della Sicilia, estesa circa 450 ettari, fondata circa il 582 a.C. da coloni provenienti dalla vicina Gela e da Rodi. Il sito prescelto fu un altopiano naturalmente protetto a Nord dalla Rupe Atenea e dal Colle di Girgenti e a Sud dalla lunga Collina dei Templi, delimitato ai lati dai fiumi Akragas e Hypsas confluenti a Sud in un unico corso alla cui foce era l’antico porto (emporion). Fin dall’inizio – sotto la tirannide di Falaride (570-554 a.C.) celebre per la sua crudeltà – la città articolata per terrazzi fu caratterizzata da un impianto urbanistico regolare. La Rupe Atenea era sede dell’acropoli con funzione sacra e difensiva; la Collina dei Templi ospitava i santuari monumentali; la zona centrale l’abitato e gli edifici pubblici, mentre i defunti venivano sepolti nelle necropoli fuori della città. Negli ultimi decenni del VI sec. a.C., Akragas fu circondata da una poderosa cinta muraria lunga 12 chilometri e dotata di nove porte. La colonia raggiunse fama e potenza sotto il tiranno Terone (488-471 a.C.), vincitore sui Cartaginesi a Himera nel 480 a.C. e, soprattutto, durante gli anni della democrazia (471-406 a.C.) instaurata dal filosofo akragantino Empedocle. In questo periodo fu costruita la straordinaria serie di templi di stile dorico della collina meridionale. Un secondo conflitto contro i Cartaginesi segnò la fine di un’epoca di benessere e nel 406 a.C. Akragas fu distrutta. Successivamente la città visse una nuova fase di sviluppo con l’arrivo (tra il 338 e il 334 a.C.) di coloni greci guidati dal condottiero Timoleonte, ma non raggiunse più la potenza di un tempo e il suo destino fu legato all’esito della lotta tra Roma e Cartagine per il possesso del Mediterraneo. Durante le guerre puniche Akragas fu base dei Cartaginesi contro i Romani che nel 210 a.C. la conquistarono e ne mutarono il nome in Agrigentum. Sotto la dominazione romana la città visse una ulteriore fase di prosperità legata anche al commercio dello zolfo (II-IV sec. d.C.). In epoca cristiana sulla Collina dei Templi sorsero chiese e cimiteri. Quando nell’829 la città fu conquistata dagli Arabi i quartieri abitativi si erano già arroccati sul Colle di Girgenti, cosiddetto dal nome medievale della città (dall’arabo Gergent o Kerkent), dove si estende l’odierno abitato di Agrigento.
ecco gli scatti 





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Commenti

  1. ah però..mai sei in ferie? Bellissima la Sicilia, ad Agrigento fortuna che hai trovato un po' di ombra ahahha!

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    1. Già tornata da due settimane! Solo che creare il post su Palermo è stato pesantuccio .... quindi mi porto avanti... una foto alla volta 🤩😅 con i paesi limitrofi...

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  2. Che luoghi bellissimi.
    sinforosa
    p.s. se passi da me, in data odierna, c'è una sorpresa per te.

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  3. La Sicilia è un posto meraviglioso.
    Io sono stata per lavoro a Palermo e mi è piaciuta tantissimo.
    Ho quindi visto Modello, anche se nel periodo natalizio ^_^

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