Palermo e le sue meraviglie visto attraverso i miei occhi.

Palermo 
(foto e video realizzati con la Canon power shot sx420 is e il Samsung note 8.)

Palermo è una città di origine fenicia, nata sotto il nome originario di Fiore  poi divenuta tutta Porto.

Fondata dai Fenici nel VII sec. a.C. con il nome di Ziz, fiore, viene conquistata dai Romani che le danno il nome di Panormus (dal greco, tutto porto) che, con poche modifiche (l'arabo Balharm) è giunto fino a noi. Il periodo felice della città ha inizio sotto il dominio arabo (IX sec. d.C.). quando diviene uno dei principali centri islamici in occidente. La città si espande e nascono nuovi quartieri urbani al di là dei confini del centro storico detto il Cassaro (dall'arabo Al Quasr, il castello, antico nome anche della via principale, oggi corso Vittorio Emanuele). In particolare, nei pressi dello sbocco sul mare nasce la Kalsa (da al Halisah, l'eletta), quartiere fortificato e residenza dell'emiro. Nel 1072 la città cade in mano al normanno conte Ruggero, ma il passaggio non avviene in modo violento: ai mercanti, gli artigiani e più in generale alla popolazione musulmana (ma anche di altre razze e religioni) viene consentito di continuare a vivere e ad esercitare la propria professione. E' proprio questo che permette il diffondersi dello stile poi detto arabo-normanno, bellissima miscela di motivi sia architettonici che decorativi. La città prospera e si arricchisce di apporti delle diverse culture. Ruggero II, figlio del "conte", amante del lusso, fa nascere ovunque giardini di foggia orientale con lussuosi palazzi (la Zisa, la Cuba) e si circonda di letterati, matematici, astronomi ed intellettuali provenienti da ogni dove. Dopo un breve periodo di scompiglio e decadenza, Palermo e la Sicilia passano nelle mani di Federico II di Svevia (1212), sotto il quale la città riacquista centralità e vigore. Si susseguono gli angioini, cacciati alla fine della cosiddetta Guerra del Vespro, gli Spagnoli e, nel '700, i Borboni di Napoli che vestono la città di palazzi barocchi.
L'Ottocento segna l'apertura della città ai commerci ed alle relazioni con l'Europa. La borghesia imprenditoriale è la nuova forza economica e la nuova "committente". E la città allarga i suoi confini. Viene inaugurato il viale della Libertà, continuazione di via Maqueda, ed il quartiere che vi sorge attorno si arricchisce di creazioni liberty. Ed è purtroppo l'ultimo guizzo, seguito da un periodo di stasi che vede susseguirsi i bombardamenti dell'ultima guerra, il terremoto del 1968 ed un lento, ma corrosivo degrado dei quartieri medievali. Oggi però un nuovo impulso alla rivalutazione, al restauro ed al riutilizzo dei magnifici monumenti del centro sta cercando di risvegliare questo magnifico gigante d'oriente ancora addormentato.

Vorrei iniziare questo nostro viaggio  siciliano, mostrandovi il mio volo Milano/Palermo  con airitaly.
Compagnia Low cost. 

Mi sono trovata bene con Airitaly durante il volo, in quanto hanno servito lo spuntino abbondante
Se non volevate caffè c'erano le bevande oppure anche entrambe le cose.
se voi pensate che il volo dura solo 1 e 20 minuti mi pare una cosa lodevole.
Prima pecca di questa compagnia da segnalare: nei biglietti di ritorno c'è stato l'inconveniente, in quanto
 ci avevano scritto che li avrebbero mandati entro le 48 ore dalla partenza, tramite email, cosa non avvenuta.
Quindi il giorno prima della partenza
nel cercare di poter parlare con loro, ho scoperto che potevo solo scrivergli attraverso i social. 
Così ho fatto.
Ho preso il numero di whatsapp primariamente per cercare di chiamarli ma la chiamata veniva rifiutata.
Poi ho scritto un messaggio.
 e mi hanno risposto abbastanza velocemente con una risposta che mi ha permesso di salvare i biglietti nello smartphone.
Altra pecca, avevo prenotato i bglietti sull'huawei ma essendo passata al samsung note 8 ho riscaricato l'app Airitaly e sorpresa: non mi trovava la prenotazione ma anche senza i dati del volo sono riuscita a fare il check in dal pc.
Delirando un bel dieci minuti, in quanto mettevo il codice del biglietto e poi il mio nome e cognome e non trovava niente. Dopo che mi sono fatta venire l'ansia ho letto: cognome e ho inserito solo il mio cognome e sono riuscita ad andare avanti con la scelta quasi obbligata dei posti. Obbligata nel senso che se non li pagavi non andava avanti la pagina. Rimango con il dubbio che si potesse anche
non prenotare il posto a sedere e andare nell'aereoporto e prendersi quello che capitava a gratis.
I posto andavano dai 5 ai 10 euro.



Comunque il volo è andato tutto bene.

Lo spettacolo fuori dal finestrino è meraviglioso.

Vediamo la luna e il cielo con le nuvole.

E senza accorgermene

arriviamo a Palermo!!



Palermo, un po' come me, è una eterna metamorfosi tra degrado  e splendore.
Se per un attimo usciamo dai luoghi comuni vi mostreró la Palermo vista dai miei occhi.
Una Palermo viva, ricca di fascino, storia e arte.
Una Palermo  stilosa, ricca di stili e storie di popoli diversi.


Ho scelto tramite booking un appartamento  alla Kaksa, che è ubicato vicino alla Marina.

Alle sue porte,  di fronte a villa Giulia, sembra il cuore pulsante di Palermo. La parte antica. Quella vera. Di sera è  piena di gioventù. Come documenterò, e ci sono anche poliziotti che stazionano. L'atmosfera è  serena.
La città  a mio avviso è pulita, e comunque non meglio disordinata di altre città.
Pulita nel suo centro, e relativamente pulita nei suoi mercati.
Abbastanza sicura per il turista, che non viaggia in modo appariscente. Infatti anche noi non abbiamo circolato da soli  in determinate e delimitate zone in tarda ora.
Siamo rimasti nel nostro anche quando siamo uscite di sera.
Forse in città mancano i semafori ma le macchine al gesto  della mano si fermano, e la
 pavimentazione è traditrice. Hanno un pavé liscissimo e consunto. Infatti sono caduata una volta dopo numerosi tentativi.

Ma parliamo  della Kalsa:



Il quartiere, sorto durante la dominazione islamica, era la cittadella fortificata ove avevano dimora l'emiro ed i suoi ministri e ne conserva ancora il nome (al halisah, l'eletta, la pura). Ancora oggi vi aleggia una particolare atmosfera orientale accentuata dalla presenza di monumenti in stile arabo-normanno. Quartiere centrale, ma popolare, offre uno spaccato di vita palermitana. Non è raro infatti, passando davanti alla chiesa di S. Teresa. trovare uomini intenti a cucinare e a vendere i babbaluci, chioccioline marinate con olio, prezzemolo, aglio e pepe e servite in cartocci da "passeggio". Il cuore del quartiere è intorno alla piazza della Kalsa, ma la zona si estende fino a corso Vittorio Emanuele, includendo molti tra monumenti più interessanti della città.Alla Kalsa ci sono innumerevoli cani mansueto ma liberi. Vicino alla Kalsa c'è la Marina e lì di sera si ritrovano tutti i ragazzi di Palermo. Invece nelle vie importanti della città tutto il resto della popolazione.



Video di prova, per ammirare Palermo illuminata di notte e tutte le persone che ci sono.




I proprietari di Kalsa dolce Kalsa, oltre a scriverci subito su whatsapp, confermando che nel loro appartamento ci sono lenzuoli e asciugamani senza supplemento, ci chiedono se vogliamo essere andata a prendere in aeroporto ad una modica cifra che a conti fatti supera di poco il prezzo della navetta aereoporto\palermo. Accetto. 


 Al nostro arrivo, ci viene a prendere Fabio.


Ci preleva e ci porta nella casa che abbiamo affittato.
La casa è provista di tutto perfino del wi.fi. Aria condizionata e cucina funzionale, arredamento gradevole e casa confortevole.
Prima facciamo colazione insieme, per volere di nonno Pino. La loro conversazione è gradevole.

Ci danno tante dritte e ci regalano dei biscotti siciliani buonissimi.


Vi mostro l'appartamento di Antonella e Fabio,  in vicolo del pallone, quartiere la Kalsa.


Dopo la colazione in un delizioso barrettino ricreato in un vicolo cieco, ci avviamo verso la nostra prima destinazione: La marina dove ci sta un parco, dove ci sono fra le altre cose degli alberi centenari, di cui le radici sono aeree e creano salendo e scendendo un vero bosco.

Vi mostro alcune foto.






Lungo le strade troviamo gioiellini come questo che hanno una lunga storia alle spalle.





Il
giardino Garibaldi, chiamato anche villa
Garibaldi, è un giardino pubblico di Palermo.



Il maestoso Ficus macrophylla del giardino Garibaldi.

Prima di entrare nel parco, ho avuto la fortuna di acquistare a 4 miseri eurini, un libro che da tempo
volevo: 1984 di George Orwel.

Una guida della sicilia (anche se datata) e un librettino sui sogni.


I miei ricordi fanciulleschi di questo parco si rifanno ad un Nonno Pino che uscito dalla stazione si dirige qui, in questo giardino, acquista il suo bel pollo arrosto, acquistato lungo la strada e lo divide fra noi figli. Con le mani, senza piatti. Come la sua tradizione vuole.


C'è da aggiungere che lo stesso modus operandi avveniva alla stazione di Milano centrale, dove se possibile, l'imbarazzo era ancora più forte della fame stessa.

Comunque il pollo di Palermo, non ha niente da che spartire con nessun'altro pollo arrosto mangiato altrove.
Ma torniamo alla storia del giardino...

Il giardino è stato realizzato tra il 1861 e il 1864 dall'architetto Giovan Battista Filippo Basile a piazza Marina a Palermo, nello storico quartiere della Kalsa e fu intitolata all'eroe nazionale Giuseppe Garibaldi proprio per celebrare la nascita della nazione Italiana, da poco avvenuta.

La villa ha le entrate in corrispondenza delle strade principali che convergono nella piazza ed è limitata da una pregevole recinzione in ghisa risalente allo stesso periodo della creazione dello spazio verde prodotta dalla Fonderia Oretea. Nella villa troviamo busti scultorei tra i quali appunto quello di Giuseppe Garibaldi, Rosolino Pilo, Francesco Riso, Giovanni Corrao, Raffaele De Benedetto, Luigi Tukory, rubato nel 2015 e ritrovato poco tempo dopo, e Nicola Bălcescu oltre che fontane e chalet.

Durante recenti scavi sono venuti alla luce parti di una pavimentazione composta da ciottoli.



Tra le tante piante esotiche che si trovano all'interno il maestoso Ficus macrophylla è sicuramente l'attrazione principale essendo considerato uno dei più vecchi e grandi d'Italia, con un'altezza di 30 metri, una circonferenza del tronco che supera i 21 metri ed una chioma con diametro di 50 metri. Fra le piante presenti spicca la presenza di un esemplare di podocarpo dell'Himalaya(Podocarpus neriifolius), di una rarissima quercia di origine messicana (Quercus polymorpha), di una imponente gardenia arborea del Sudafrica (Gardenia thunbergia). In primavera è possibile assistere alle fioriture multicolori di Sophora secundiflora, dagli odorosissimi fiori viola, che si alternano alle infiorescenze gialle di Roldania petasitis, a quelle arancioni di Leonotis leonurus e a quelle bianche di Sparrmannia africana.


Dopo il giardino Garibaldi ci avviamo verso la vucciuria, perché nonno Pino mi deve fare riassaggiare a distanza di 30 anni il suo famoso polpo da strada.



La Vucciria 

è un noto mercato storico di Palermo, insieme ad altri denominati Ballarò, Il Capo, Mercato delle Pulci e Lattarini.

Si estende tra via Roma, la Cala, il Cassaro, lungo la via Cassari, la piazza del Garraffello, la via Argenteria nuova, la piazza Caracciolo e la via Maccheronai, all'interno del mandamento Castellammare.








Il fascino di questa città e anche in questo passaggio fra antico e moderno. Come il bus e il carretto.



Nonno Pino, fa il riposo del guerriero e io ne approfitto per appolaiarmi sul balcone, dalla bella visuale per leggere, il mio trofeo di guerra.
Mentre le ragazze scoprono le gioie della famosa spiaggia di Mondello.
Di fronte alla Kalsa, c'è Villa Giulia e l'orto botanico, di cui palerò dopo.

























Con Villa Giulia, si apre il secondo giorno Palermitano.

Villa Giulia è un giardino pubblico di Palermo, sito sul confine del quartiere Kalsa, tra via Lincoln e il Foro Italico, e adiacente all'Orto botanico cittadino.







Realizzato per iniziativa del Pretore e Governatore della città Antonio La Grua tra il 1777 ed il 1778, prese il nome da Giulia d'Avalos, moglie dell'allora viceré Marcantonio Colonna da non confondere con Marcantonio Colonna vissuto nel XVI secolo.

Il progetto della villa fu realizzato dall'architetto Nicolò Palma che disegnò un verde pubblico con un perimetro perfettamente quadrato, suddiviso a sua volta in quattro quadrati suddivisi dalle loro diagonali; lo spazio centrale, di forma circolare è abbellito da quattro esedre progettate da Giuseppe Damiani Almeyda in stile pompeiano.
L'ingresso monumentale prospiciente il Foro Italico è neoclassico, le colonne doriche testimoniano bene il gusto già romantico della fine del XVIII secolo, quest'ingresso non viene utilizzato per l'accesso al giardino e rimane costantemente chiuso. L'altro ingresso, situato sulla via Lincoln, è meno elaborato ed è quello usato regolarmente per accedere al giardino.
Al centro della villa si trova L'orologio del Dodecaedro ovvero un dodecaedro in marmo dove per ogni faccia si trova un orologio solare, progettato dal matematico Lorenzo Federici. La scultura si trova al centro di una fontana di forma circolare ed è sorretta dalla statua di un giovane accovacciato. Attorno alla fontana è presente una righiera decorata da sculture metalliche.
All'interno del giardino sono presenti numerose sculture marmoree, delle quali la più significativa è quella del Genio di Palermo di Ignazio Marabitti realizzata nel 1778.




« Panormus conca aurea suos devorat alienos nutrit » (IT)


« Palermo conca d’oro divora i suoi e nutre gli stranieri »


(Iscrizione sul bordo della conca del Genio di Palazzo Pretorio)


La statua di Atlante regge un dodecaedro con dodici orologi solari.














La fontana del Genio a Villa Giulia o Genio di Villa Giulia, si trova nel parco di villa Giulia a Palermo.



La statua marmorea che la sormonta è una delle otto rappresentazioni monumentali del Genio di Palermo. Tra le diverse sculture che arredano villa Giulia è considerata, insieme all'orologio del Dodecaedro, la più importante e significativa.





Dopo villa Giulia, ci avviamo a casa, perché di sera ci aspetta una meravigliosa serata.



L'attesa è trepidante ma un po' di shopping (cappello) e uno spuntino e piccole altre sorprese rendono il resto del tempo molto più gradevole.

Giornale di Sicilia è un quotidiano nazionale siciliano. La sede centrale della testata è a Palermo. Oltre a pubblicare sei edizioni locali, ogni giorno esce con un'edizione nazionale.

La testata viene fondata a Palermo subito dopo l'arrivo in Sicilia di Giuseppe Garibaldi. Il primo numero della pubblicazione esce il 7 giugno 1860 con Girolamo Ardizzone come editore e direttore e reca la testata Giornale officiale di Sicilia, e si occupa solamente di avvenimenti connessi alle vicende politiche del tempo fino alla creazione del Regno d'Italia. La prima pagina di quel giornale titolava proprio dell'arrivo dell'eroe dei due mondi a Palermo. Nato come espressione del gruppo democratico crispino e divenuto in seguito filoministeriale.







Dopo Cena vi avviamo all'orto botanico per un concerto serale dell'orchestra siciliana.

i video della serata ricca di emozione. In questo un uccellino fa il coro all'orchestra.

L'orchestra suona Paganini e lo splendido schiaccianoci di  Tchaikovsky.


Ci sono due altre gite il giorno dopo: Mondello e San giuseppe Jato di cui mi occupo in un post a parte. In questo vorrei parlarvi solo di Palermo città.


Orto Botanico



L''Orto botanico di Palermo è una istituzione museale e didattico-scientifica del Centro Servizi del Sistema Museale dell'Università di Palermo, che vi ha sede[1]. Adiacente a Villa Giulia, vi si accede da via Lincoln, al confine del quartiere Kalsa di Palermo.


Il Giardino accoglie oltre 12.000 specie differenti di piante.




    
Pianta di Ceiba speciosa sopra e semi e fiore di Ceiba speciosa sotto.






 Anche i cactus fanno i fiori ogni tanto.



Fiori profumatissimi che si abbinano a me^^









Una Serra del cactus


 Albero di cui non ricordo il nome.











Il giorno dopo c'è un intera giornata da dedicare alla città.

 Passando per la marina ci ritroviamo a porta nuova...

Porta Nuova 

La Porta Nuova, adiacente al Palazzo dei Normanni, è stata per secoli il più importante accesso a Palermo via terra.

Da essa partono il Corso Vittorio Emanuele, o Cassaro, la principale arteria cittadina, e, all'esterno, il Corso Calatafimi, la strada verso Monreale.


Dopo ci dirigiamo a San Giovanni dei napoletani 





La chiesa di San Giovanni Battista la Nazione Napoletana (questo era in passato il nome completo) è una chiesa del centro storico di Palermo ubicata nel mandamento Kalsa o Tribunali di Palermo tra piazza Marina a NE e Corso Vittorio Emanuele, adiacente alla Chiesa di Santa Maria della Catena.
























dopo passiamo per Sant'anna
 solo di passaggio. Era chiusa.

Poi Santa Caterina




La chiesa di Santa Caterina d'Alessandria d'Egitto è un edificio di culto situato nel centro storico di Palermo.

L'aggregato monumentale è altrimenti noto localmente come «Chiesa di Santa Caterina delle Donne»[3], unitamente al trecentesco monastero domenicano occupa l'area delimitata a nord dalla strada del Cassaro (odierno Corso Vittorio Emanuele), a occidente da piazza Pretoria dove troneggia l'omonima Fontana Pretoria, a mezzogiorno con piazza Bellini ove fronteggia la chiesa di Santa Maria dell'Ammiraglio altrimenti detta la «Martorana» e la chiesa di San Cataldo.

Francamente tutti questi ornamenti sono un po' troppo fuori luoghi. Ma punti di vista.


Lì vicino ci dirigimo verso la martorana passando per varie chiese come San Cataldo.


San Cataldo













La chiesa di Santa Maria dell'Ammiraglio, sede della parrocchia di San Nicolò dei Greci (klisha e Shën Kollit së Arbëreshëvet in albanese) e nota come Martorana, è ubicata nel centro storico di Palermo. Adiacente alla chiesa di San Cataldo, si affaccia sulla piazza Bellini ove affianca il Teatro omonimo e fronteggia la chiesa di Santa Caterina d'Alessandriaed il prospetto posteriore del Palazzo Pretorio.

La chiesa appartiene all'eparchia di Piana degli Albanesi, circoscrizione della Chiesa italo-albanese, e officia la liturgia per gli italo-albanesi residenti in città secondo il rito bizantino.


Edificio bizantino del Medioevo, è testimonianza della cultura religiosa e artistica orientale in Italia, ulteriormente apportata dagli esuli albanesi rifugiatisi in Sicilia dal XV secolo sotto l'incalzare delle persecuzioni turco-ottomane nei Balcani. Quest'ultimo influsso ha lasciato notevoli tracce nella pittura delle icone, nel rito religioso, nella lingua[4], nei costumi tradizionali proprie di alcune colonie albanesi nella provincia di Palermo. La comunità è parte della Chiesa cattolica, ma segue il rito e le tradizioni spirituali che l'accomunano in gran parte alla Chiesa ortodossa.


Si contraddistingue per la molteplicità di stili che s'incontrano, in quanto, con il susseguirsi dei secoli, fu arricchita da vari altri gusti artistici, architettonici e culturali. Oggi si presenta difatti come chiesa-monumento storico, frutto delle molteplici trasformazioni e sottoposta inoltre a tutela nazionale






















San Giuseppe dei San giovanni dei Teatini.




La chiesa di San Giuseppe dei Teatini è un edificio di culto situato nel centro storico di Palermo. Monumento occupa l'area delimitata a nord dalla strada del Cassaro (odierno Corso Vittorio Emanuele), a oriente delimitata da Via Maqueda si affaccia su piazza Pretoria, a mezzogiorno è divisa da Vicolo D'Alessi dalla Casa dei Teatini, dal Convento dei Teatini e dall'Oratorio di San Giuseppe dei Falegnami. Costituisce il vertice del mandamento Palazzo Reale o Albergaria, ingloba la facciata sud di Piazza Vigliena o dei Quattro Canti.

  



Dopo la chiesa di San Giovanni dei Teatini 
, e dirigendosi in  piazza pretoria o piazza delle vergogne (vriogne) per i palermitani.
subito dopo il sacro, troviamo il profano con  bancarelle locuste e negozi d'arte davvero costosi ma eccelenti.



I quattro Canti

Dove ad attenderci c'è un trio davvero spettacolare, che canta vecchie canzoni palermitane.






direzioni ovest e nord

direzione nord

I Quattro Canti, o piazza Villena, o Ottagono del Sole, o Teatro del Sole[1][2], è il nome di una piazza ottagonale all'incrocio dei due principali assi viari di Palermo: la via Maqueda e il Cassaro, oggi Via Vittorio Emanuele (antica via di origine fenicia, collegante l'acropoli e il Palazzo dei Normanni al mare), a metà circa della loro lunghezza.
L'architettura della piazza è molto semplice, rappresenta un perfetto ottagono formato da quattro edifici alternati da sbocchi viari.
direzionesudovestnordest
ImmaginePalermo-Quattro-Canti-bjs2007-01.jpgPalermo-Quattro-Canti-bjs2007-04.jpgPalermo-Quattro-Canti-bjs2007-03.jpgPalermo-Quattro-Canti-bjs2007-02.jpg
quartiereAlbergheriaSeralcadio / CapoLa LoggiaKalsa
MandamentoPalazzo RealeMonte di PietàCastellamareTribunali
stagioneprimaveraestateautunnoinverno
sovranoCarlo VFilippo IIFilippo IIIFilippo IV
patronaCristinaNinfaOlivaAgata

Dopo i quattro canti passiamo a piazza della pretoria o piazza delle vergogne (vriogne) per i palermitani. Forse per via delle statue tutte nude.

Piazza della pretoria e palazzo pretorio

Palermo-Palazzo-Pretorio-bjs2007-01.jpg




Santa Rosalia, Orologio e Genietto della Fontana Pretoria.

Il prospetto settentrionale visto dal varco sul Cassaro.
Il Palazzo Pretorio, noto anche come Palazzo delle Aquile (già denominato Palazzo Senatorio o Palazzo di Città), si trova in piazza Pretoria, sul confine del quartiere Kalsa, vicino ai Quattro Canti.
È la sede di rappresentanza del Comune di Palermo.
Piazza Pretoria detta anche piazza della Vergogna si trova sul limite del quartiere della Kalsa, in prossimità dell'angolo del Cassaro con via Maqueda, a pochi metri dai Quattro Canti, centro esatto della città storica di Palermo.





Sicilia Palermo1 tango7174.jpg

Dopo pranziamo in un locale, dove assaggiamo una buonissima caponata e un orribile cus cus.


Dopo di passaggio passiamo dal teatro massimo.















                        Teatro Massimo



« L'arte rinnova i popoli e ne rivela la vita. Vano delle scene il diletto ove non miri a preparar l'avvenire »

(epigrafe di Camillo Finocchiaro Aprile, ministro di grazia e giustizia, incisa sull'architrave del portico del Teatro Massimo - Altre scuole di pensiero attribuiscono questa epigrafe a Perez)


Il teatro massimo Vittorio Emanuele di Palermo è il più grande edificio teatrale lirico d'Italia, e uno dei più grandi d'Europa, terzo per ordine di grandezza architettonica dopo l'Opéra National di Parigi e la Staatsoper di Vienna. Ambienti di rappresentanza, sale, gallerie e scale monumentali circondano il teatro vero e proprio, formando un complesso architettonico di grandiose proporzioni.


....
























Dopo Il teatro Massimo va anche considerato Il Politeama, dove si fermano i bus per andare a Mondello.

IL POLITEAMA 
Il Teatro Politeama Garibaldi (con la parola Politeama si intende un generico teatro dove si danno rappresentazioni di vario genere, e pertanto è improprio utilizzarla per riferirsi nello specifico a detto Teatro) si trova sulla Piazza Ruggero Settimo (a sua volta usualmente denominata Piazza Politeama) al centro di Palermo. Il nome deriva dal greco "πολύς" (molti) e "θεάομαι" (osservare, guardare) .




Dopo ci dirigiamo a treoratori meravigliosi dei 12 oratori Palermitani. Purtroppo molti li abbiamo trovati chiusi.
Ma quelli fotografato rendevano giustizia anche a gli altri.


visti

https://it.wikipedia.org/wiki/Oratorio_del_Rosario_di_Santa_Cita

https://it.wikipedia.org/wiki/Oratorio_del_Rosario_di_San_Domenico

https://it.wikipedia.org/wiki/Oratorio_dei_Bianchi_

chiusi

https://it.wikipedia.org/wiki/Oratorio_di_San_Lorenzo

https://it.wikipedia.org/wiki/Oratorio_di_Santa_Caterina

https://it.wikipedia.org/wiki/Oratorio_di_San_Mercurio

https://it.wikipedia.org/wiki/Oratorio_di_San_Giuseppe_dei_Falegnami
https://it.wikipedia.org/wiki/Oratorio_dei_Santi_Pietro_e_Paolo

https://it.wikipedia.org/wiki/Oratorio_del_Carminello

https://it.wikipedia.org/wiki/Oratorio_delle_Dame

https://it.wikipedia.org/wiki/Oratorio_dell%27Immacolatella

https://it.wikipedia.org/wiki/Oratorio_di_Santo_Stefano_protomartire


A cosa servivano gli oratori? Principalmente a congregarsi per affari di vario genere. Fra i vari Oratori c'era competizione, tanto da rubarsi gli artisti del momento e fare e rifare gli oratori quando volgeva la moda del momento. Le manie di onnipotenza e grandezza negli oratori erano più sfacciate che mai, arrivando perfino a rovinare dei lavori del Serpotta in un Oratorio.
La gestione degli oratori era ad opera di una compagnia di (e non mi ricordo il nome ;)


Oratorio del Rosario di santa Cita.


Edificio del Seicento fondato dall'omonima Compagnia del Rosario di Santa Cita. Esso rimarca lo schema tipo dell'oratorio come luogo di assemblea e di culto, con funzione liturgica e allo stesso tempo sociale e con la netta contrapposizione architettonica tra l'esterno evidentemente modesto e l'interno ampiamente adorno.

Vi si accede attraverso un piccolo portale sormontato da uno scudo marmoreo che attraverso una scalinata porta al ballatoio maiolicato su cui prospettano due portali marmorei in stile tardo-rinascimentale. Un ampio antioratorio, che espone numerosi ritratti dei superiori della compagnia, conduce all'aula oratoriale, interamente decorata da Giacomo Serpotta tra il 1686 e il 1718.

L'oratorio, realizzato con l'obiettivo di esaltare l'intervento della Madonna nella lotta fra cristiani ed infedeli, affida alla decorazione il compito di rappresentare e propagandare in maniera evidente e persuasiva i fini istituzionali a cui, come organismo religioso, è preposto.

Serpotta, incaricato di decorare in stucco il vasto ambiente, vi inserì numerosi angeli e putti dalle espressioni e posizioni estremamente libere e plastiche che sembrano giocare tra di loro, arrampicandosi sulla cornice delle finestre, facendo capolino da ghirlande floreali, voltando le spalle in maniera irriverente. Gli amorini piangono, dormono, allacciano le mani intorno alle ginocchia in atteggiamento pensoso.






Al centro vi è un amplissimo panneggio, sostenuto da una folla gioiosa di putti, dove viene rappresentata la storica battaglia di Lepanto, celebrazione retorica della vittoria della Fede (i cristiani) sui miscredenti (i turchi musulmani). Ai lati sono raffigurati due giovani emaciati, simbolo degli orrori che la guerra può provocare.

Giacomo Serpotta, tra i più importanti artisti della storia dell’arte barocca, figlio d’arte, nato nel quartiere della Kalsa, oggi ci ha lasciato la meraviglia degli oratori, con i suoi putti, le affascinanti allegorie e i commuoventi Teatrini. Splendidi siti monumentali nel cuore del centro storico, i due oratori del Santissimo Rosario in Santa Cita e in San Domenico, in cui la maestria del Serpotta ha creato l’incanto di allegorie divine e di putti dalle mille espressioni, saranno i protagonisti di questo percorso nell’arte dello stucco e del mirabile stuccatore.


SAN GIOVANNI DEGLI EREMITI
La chiesa di San Giovanni degli Eremiti è un monumento nazionale situato nel centro storico di Palermo, nei pressi del palazzo dei Normanni.










Il Palazzo dei Normanni, noto anche come Palazzo Reale,si trova a Palermo ed è attualmente sede dell'Assemblea regionale siciliana. Il palazzo è la più antica residenza reale d'Europa, dimora dei sovrani del Regno di Sicilia, sede imperiale con Federico II e Corrado IV e dello storico Parlamento siciliano. Al primo piano del palazzo sorge la Cappella Palatina.
per arrivarci facciamo un giro enorme ma non possiamo entrare subito perché c'è l'ennessimo matrimonio. Un ventti matrimoni in quasi 8 giorni mi appaiono un po' tantini. Ma comunque rimandiamo la visita alla domenica.


E come conclusione di serata non ci resta che andare alla cattadrale, più il museo di sera.

Ceniamo all'aperto davanti alla cattedrale.

LA CATTEDRALE 
La cattedrale metropolitana primaziale della Santa Vergine Maria Assunta, nota semplicemente come cattedrale di Palermo, è il principale luogo di culto cattolico della città di Palermo e sede vescovile dell'omonima arcidiocesi metropolitana

























































Ma non è finita qui, neu giorni seguenti facciamo Monrele, Cefalù, Agrigento, ma come gran finale andiamo in un meseo che è dal 2007 che aspetto di tornare: Palazzo Abatelis e in più il museo a sorpresa, oratorio Bianchi  archeologico con apertura serale.

Dunque seguitemi ancora un po' in questo lungo post palermitano.
Come citatato prima entriamo nel fantastico palazzo Abatellis... dove ad attendermi ci sta un pezzo del mio cuore: Antonello da Messina con la sua settaccolare Annunziata.

Ma andiamo con ordine, sebbene già all'entrata mia figlia mia abbia detto almeno un paio di volte: respira Topina!!



MUSEO ABATELLIS 

Palazzo Abatellis (anche detto Palazzo Patella) è un antico palazzo nobiliare situato a Palermo in via Alloro, arteria principale del quartiere della Kalsa. È sede dal 1954 della Galleria Regionale della Sicilia.
Il loggiato.L'entrata


Annunziata di Antonello da Messina

Antonello è singolare come pittore nel suo genere, forse per questo mi piace moltissimo.Qui ci troviamo ad una giovanissima Maria che davanti all'angelo annunziatore che le dice che è lei l'altissima favorita con umiltà leva la mano come per dire: aspetta un'attimo: chi io?
Quindi una Maria, come lo potremmo essere tutti noi, umana, umile ma piena di fede ma che nonostante creda, dubita di se stessa e non pensa che possa essere proprio lei la prescelta da Dio, per far nascere il redentore.



Comunque vi erano anche altri quadri di Antonello, tre tavole di un trittrico con i santi in versione giovane.

Sant'Agostino (Antonello da Messina)



San Gregorio Magno (Antonello da Messina)






San Girolamo (Antonello da Messina)



























Busto di gentildonna (Francesco Laurana)




















































tavole di Giorgio Vasari.






















































Madonna col Bambino e San GiovanninoAgnolo Bronzino




Nel mentre troviamo un altro museo di arte moderna e contemporanea.




















Altri opere d'arte...






































Sant'Anna dove vi è il museo sopracitato.






































dopo passiamo per l'Oratrio dei  Bianchi
L'oratorio della nobile, primaria e real Compagnia del santissimo Crocifisso, conosciuto più semplicemente con il nome di oratorio dei Bianchi, si trova nel quartiere Kalsa di Palermo e fu fondato nel 1542 per volere dell'omonima Compagnia, formata da ecclesiastici e gentiluomini. Deve il suo soprannome al colore delle tuniche dei suoi componenti, che confortavano e sostenevano moralmente i condannati alla pena capitale nei giorni precedenti l'esecuzione, invitandoli alla confessione e al pentimento









































 e come ultimo giro vi porto al meseo archeologico in notturn
Il Museo archeologico regionale "Antonio Salinas" ha sede a Palermo e possiede una delle più ricche collezioni archeologiche d'Italia, testimonianze della storia siciliana in tutte le sue fasi che vanno dalla preistoria al medioevo. Al suo interno sono conservati i reperti e manufatti dei popoli che hanno determinato la storia dell'isola: fenicipunicigreciromani e bizantini, ma anche manufatti di altri popoli come gli Egizi e gli Etruschi.
Museo nazionale fino al 1977, è stato dedicato ad Antonio Salinas, celebre archeologo e numismatico palermitano, che lo diresse.

























Ed infine il ritorno a casa ... vi porto nella chiesa  dove vi è avvenuto uno spettocolo.

La chiesa dello Spasimo si trova nel quartiere della Kalza . La chiesa dello spasimo è la più vecchia di Palermo, ed è stata sconsacrata Vi è caduto il tetto nel 600 circa ed allora ci tengono spettacoli vari...

































lo spettacolo era troppo all'avanguardia per essere compreso appieno e comunque il discorso emigrazione è un discorso complesso che passa dal razzismo ma non è solo questione di razzismo o giochi di potere.
Ad ogni modo, vi posto il video del balletto.

E come gran conclusione vi posto le scene da un'aereoporto... ovvero io vs il prossimo^^




















e come chicca finale  un'altro piccolo viaggio in aereo in compagnia dei mitici Pink Floyd.
Con questo è veramente tutto.
Palermo\Milano
















Che aggiungere??  #buonevacanzeatutti la Palermo vi aspetta!!

Commenti

  1. Meraviglie da visitare, grazie mille Anna.
    sinforosa

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  2. Splendido viaggio dentro Palermo, ci hai fatto fare.
    Grazie mille da parte di chi la Sicilia non l'ha vista mai.

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  3. I meglio deve ancora venire... dovete solo aver pazienza perché è una storia molto lunga e articolata da assemblare per come la voglio raccontare.
    Ho raccontato solo due giorni è ne manco 6 con cari colpi di scena^^

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  4. Mio padre è nato a Petralia Soprana, località delle Madonie dove hanno girato ill film di Badalamenti che fa ammazzare il nipote.
    Da ragazzino sono andato spesso con mio padre in Sicilia. Hai descritto bene Palermo e a proposito della Vucceria, lì si vendevano le grandi marche di sigarette americane e facevamo il pieno, anche se erano pessime e di americano avevano solo la confezione.
    Abbraccio Anna.

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  5. bellissimo reportage!!!
    Complimenti

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    1. E non è finito ... il bello è questo ^^
      Non ci siamo fatti mancare nulla.

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