Ti vedi già?

Ci pensi mai? Ti vedi già nel nuovo mondo che presto verrà? Che proverai? Come sarà la vera vita, l’eternità? Intorno a te tu guarderai e il malvagio più non vedrai. La terra un giardino stupendo sarà e un coro di lode al cielo salirà.

Come sarà la vita poi nel nuovo mondo che è in serbo per noi? Dentro di te serenità, non più paure n’è ansietà. Dio tutto avrà compiuto ormai, con la sua tenda sarà con noi. Milioni di morti Gesù desterà, da ognuno di loro un canto si alzerà: “O Geova Dio, immenso tu sei! Nuova ogni cosa hai fatto per noi. Trabocca il nostro cuore di amore per te, tu lode in eterno avrai da noi, o Re!” 
139 (Rivelazione21:1-5)

Sento ancora questa melodia nell’aria. Sento il suo sapore dolce nelle labbra di quando con timidezza incominciammo a cantarla  per poi divenire intrepidi, fino al mio assolo che più che spaccar le pareti di questa prigione sembrava volesse spaccar solo i timpani. Poi la tenerezza che ci ha portato il sonno. E poi buio intorno a me. Silenzio. Il vociare è terminato da che mi sono addormentata. Ma quanto ho mai potuto dormire così tanto? Cerco nella stanza i volti dei miei compagni. Alcuni dormono ancora altri si guardano attorno avvolti ancora da quel senso di torpore che ci ha pervaso.
Sento il canto degli uccelli fuori venir da chissà dove. Dentro di me sento l’istinto di andare verso la porta e aprirla. Ed infatti essa docile si apre sotto lo sguardo esterrefatto di tutti noi. Seguo il buio del corridoio e man mano che avanzo, altre celle si aprono e altre persone con passo lento avanzano con me.
Ci sentiamo spinti come se qualcuno ci stesse chiamando e le nostre anime gli stessero rispondendo. Lui ci sta chiamando e nella sua luce ci dà il suo benvenuto. Una luce ci avvolge in tutto il suo splendore e sento grida di gioia irrompere nel silenzio. Gente mi abbraccia e altra gente piange di gioia. Pieghe di visi tristi si addolciscono e dai loro buchi neri esce la gioia di vivere così tanto repressa. Saltano e danzano e ridono. Sento le loro risate che si uniscono ad altre risate e sorrido pure io per loro.
Poi corro, sento il bisogno di correre, non importa dove e non importa perché, in quel momento io corro verso la mia libertà. So per certo che Geova mi ha preparato un luogo ed io voglio trovarlo quel luogo, non importa dove sia o quanto ci metterò ma so che quando lo troverò saprò di essere a casa. Il perfetto culmine del mio eterno errare. Mentre corro vedo la natura risvegliarsi e sento la totale assenza del male, dell’odio, della paura, della preoccupazione e soprattutto del dolore. Questo mi toglie il fiato e mi fermo di colpo su di un’altura. Guardo il cielo, ascolto il mio cuore, scruto lungo tutta la mia anima e davvero non ve n’è traccia!! Tutte le mie molte me sono allineate, ricompattate, la mia mente frammentaria più lucida che mai. Sento l’eccitazione pulsare sulle vene ed andare in picchiata sui neuroni e allora accelero l’andatura e poi mi butto sull’erba e rotolo giù come una bambina. Rido e poi piango e poi guardo il cielo e mi ricordo che ci sono altri due occhi che nel mondo stanno guardando l’infinito nella mia stessa maniera e sento che due occhi son pochi per guardare l’immenso. Sento che è venuto il momento di andarlo a trovare ma so anche che saranno loro a trovare me per primi. Due occhi che sono due pianeti. Allora mi saluteranno garbati e io no niente neanche allora sarò educata e prenderò slancio e lo abbraccerò e non ci sarà niente che ci dovremo dire. Nessuna spiegazione, niente scuse, niente perdoni. Il passato è terminato ogni cosa è compiuta ormai. Una mano che stringe la tua è il più bello dei discorsi. Andremo così mano nella mano, mentre il pomeriggio volge al tramonto e noi correremo dove si vede meglio, assieme agli altri aspettando le stelle che emozionate più di noi brilleranno più forte che mai. Nel mentre la gioia si adagerà sul nostro rivestimento del cuore la realtà inizierà a far piani su come ritrovare gli altri nostri pezzi di cuore. Nei giorni avvenire, ci aduneremo e ognuno farà la sua parte per ricostruire o trovare la propria casa. La città prenderà forma e nel mentre tra un progetto e un altro proverò tutte le arti che l’imperfezione mi ha negato. Canterò come un uccello e ballerò come una farfalla. Cercherò di convincere qualcuno di venire con me a cercare Leonardo Da vinci e in cambiò faremo piani per trovare Newton o Milton perché qualcuno gli dovrà spiegare le cose, li dovrà insegnare, li dovrà illuminare verso la luce della verità. Ovviamente sarò io perché nemmeno nel millennio esiterà qualcuno o qualcuna con le mie manie di onnipotenza.
Poi un giorno spensierato, incontrerò due occhi identici a miei, stessi capelli immagino, ma con qualcosa di suo. Incontrerò la mia sorella gemella quella che non ce l’ha fatta. In quel momento non mi sentirò più sola nel mondo. Sangue del mio sangue. Nata dal mi stesso ovulo. Se non ci sarà la mia bambina almeno ci sarà lei. Le mie mani toccheranno le sue. Non so se saranno piccole o grandi o come le mie ma so che cercherò di trovare qualche traccia della mia famiglia in lei. Anche se gemella, sarò io la sorella più grande, perché io sarò la sorella vissuta che Hey ha passato la grande tribolazione e gli ultimi giorni ed è ancora lì per raccontarglielo. Lei farà finta di assecondarmi perché io lo so già che mi amerà da quel primo nostro volo di sguardi che faremo. Attenderò ancora e ancora e foss’anche ultimo giorno del millennio io li attenderò: la mia mamma e mio papà. Giovani e felici. Nel frattempo avrò costruito casa, messo su famiglia forse, trovato il mio posto nel mondo e preparato un posto per loro dove non mi dovranno più lasciare. Viaggi spaziali a parte^^eh già! Perché scusate voi non vi vedete già a far questo o quello o semplicemente per adorare Geova per l’eternità?

Commenti

  1. Risposte
    1. Sai è come il motto della Disney... immagina, puoi.
      Così anche noi...
      Immaginando giorno dopo giorno avremo la forza di esserci^^

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