psicopativi fissi

12 apr 2018

Vieni

Vieni, ti porto via con me.
Vieni anima mia, vieni via con me fra le albe di un giorno migliore.
Lasceremo qui, su queste terre infette di realtà le ultime nostre spoglie che ci videro lontani.
Lontani come due rette parallele che un giorno ruppero i sigilli e si abbracciarono in un groviglio di vita, caos e amore.
Scendi piano la riva del tuo fiume, vieni scalzo, e attendimi perché non tarderò il mio esserci.
Se ci pensi bene, ci sono sempre stata, anche in una vita che non era mia. Era lì in un angolo mentre tu costruivi il tuo domani. Quando poi ti stancasti del tuo affanno io comparvi e ti presi la mano.
Ora lascia che la città fumi via il suo vivere, e il campanile ne stabilisca il ritmo e il tempo.
Tu seguimi e non ti curar di loro, dove andremo ci sarà pace e il tuo non sarà solo un ringiovanir d'anima ma anche di spirito e corpo.
Sì mia anima fragile, tutte le tue rughe verranno levigate dalle mie mani, e dove ora c'è ansia soffierà il vento lieve della libertà. Tu sarai libero anima bella e volerai leggero fra i pascoli morbidi del mio corpo.
Sfiorerò quel sorriso sdilungo di rara bellezza e tacerò le tue insicurezze con i baci della consapevolezza.
Lo stormire di uccelli, la bianca scia della mia schiena, la bruna ombra del corpo e la luna che rischiara ogni cosa e suggella ogni gesto.
Le parole perderanno senso, perché saranno i tuoi occhi a parlare. Mi sussurreranno tutto quello che hai sempre taciuto e per una volta le tue labbra diranno: sì, ti voglio.

Ti leverei ogni paletto posto fra noi con la mano sicura di un chirurgo; sorridendo maledetta ad ogni gesto. Ti confonderei i neuroni assaltando i sensi che ormai desti parlerebbero solo di me.
Ti spoglierei l'anima prima ancora dei vestiti e ti lascerei lì al freddo caldo dell'attesa che piomberebbe su di te come un ladro di notte.
Ti scompiglierei i capelli e stropiccerei la faccia, a mani piene e larghe fino ad assorbire la tua fisionomia. Fino a saperti toccare senza averti.
Ti userei sì, se fossi sicura che vorresti essere usato per quell'attimo che potrebbe durare un minuto o un'eternità.
Ti userei entrando dentro te. Ci farei il bagno dentro te. Mi laverei con le tue emozioni, mi sazierei con il tuo intimo incidere da gladiatore.
La mia pelle memorizzerebbe ogni fotogramma del tuo esiste, del tuo respirarmi addosso e del tuo prendere da me con il possesso di chi sà che è tutto suo.
Non con forza, non con delicatezza ma con amore, solo con amore.
Ti ruberei a te stesso e ti riconsegnerei modificato quel tanto che basta che gli altri non capiscano ma quel tanto in più affinché tu sappia che il tuo laccio al cuore ora è mio e che tu sei mio.
Nonostante la tua vita non preveda la mia e tu vada in giro senza di me e lontano da me.
Nemmeno le malie più sofisticate e virtuali delle tue ex o quelle a venire ti ruberebbero a me e al mio ricordo. Nemmeno la noia sfiorerebbe la tua mente; nemmeno l'invecchiare ti farebbe paura perché non mi perderesti là dove io ti nasconderei. Non ci sarebbe tempo o spazio solo io che incontro ti vado.


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“Vorrei avere avuto più fiori che cicatrici nel cuore.
Ma alla fine si è ciò che la vita t'insegna ad essere.”

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