psicopativi fissi

8 apr 2018

La naufraga in bottiglia



Al mio Topino,

mi sono persa questa volta per davvero.
Non so, dove sia finita. Non so neppure se davvero mi sia persa di luogo
o semplicemente di testa. Qua la notte è più buia ed io ho paura del
buio, lo sai. Te che faresti nel mio caso?? Tu che hai paura del buio e
dello spazio, tu che mi trasformavi in torcia per illuminare il tuo
cammino. Trasformami anche da là, da dove sei. Chiamala, chiama la
mia luce affinché risplenda e ritrovi il mio cammino. Lo sai che non so
accendermi e non so spegnermi senza di te, sono come un genio che
vive in questa bottiglia senza sapere uscire o usare i suoi poteri.
Topino, il dirottatore mi ha presa e poi ha preso la nostra bambina e
allora io gli ho detto: «Uccidi me» e mi sono buttata addosso ma mi ha respinto puntandomi la pistola nella fronte. Proprio nel punto dove mi baciasti prima di partire. Mi ha guardata e mi ha risposto: «Hai infondo agli occhi la tristezza dei ninja e morirai certamente a motivo di questa tristezza e della tua boccaccia» Poi ha tremato tutto e l'aereo è caduto e siamo finiti in mare. Ho salvato il nostro amore e l'ho portata a riva tramite una specie di asse galleggiante.
Non ho pensato che non sapevo nuotare, che avevo paura, che forse c'erano gli squali. No, ho pensato a te e ho pensato che anche fosse l'ultimo gesto, lei si doveva salvare. Per lei certissimamente, ma anche per te. Forse è vero che sono una piccola ninja, una disperata topina da battaglia e che morirò per questo, ma volevo salvare la speranza che dopo di me ci sia qualcuno per te.
Topino, conosco la tua anima, so che stai bevendo forte e stai facendo
piani per conquistare la mia via salvezza. So che non stai dormendo
nemmeno il tempo che il cuore ha bisogno per respirare. Ma ho
bisogno che tu prenda in mano la speranza e la trasformi in potenza.
Dormi e mangia quel tanto che basta per assicurarti forza. Non voglio
salvarmi se so che tu non ci sarai ad aspettarmi.
Il freddo sta tornando, stringo la piccola e racconto favole, vorrei che
me ne raccontassi una tu ora davvero. Di quelle favole antiche e fatate
dove la ragione la si trova appresso ai gesti più estremi. Voglio le tue
battute ironiche che stimolano la fantasia, la mia grinta. Voglio che mi
pensi talmente forte da scrollare il mare e il cielo e aprirmi un sentiero
in mente, così che io possa ritornare. In questa bottiglia lascio i contorni
dell'isola affinché la riconosci. Forse ci siamo già stati ma non mi
ricordo quando. Ho battuto tante volte la testa. Sì certo anche senza
sbattere la testa non è che io sia una cima. Ma sbattendola mi
dev'essere uscito quel piccolo neurone che teneva duro. C'è un albero a
forma di V e stanotte ho sognato che avevamo segnato le nostre
iniziali. Ci sono delle iniziali ma consunte dall'uso. Non so neanche dove
sono girata però voglio dirti un'altra cosa. La colpa è del mio anticipo se
mi ritrovo qua. Se avessi fatto ritardo, non sarei stata dirottata su
quest'isola mio caro!! Quindi non voglio puntar il dito ma un qualche
colpa ce la dovresti aver pure tu. Vorrei che mi chiedessi scusa quando
ci rivedremo. Non per fare la puntigliosa. Bisogna seguire la propria
natura tesoro mio!! Se avessi seguito la mia, mi avresti abbracciato e
non mi avresti messa su di un aereo per una stupida presentazione di
libro. L'ego paga. Zafön scrisse nel gioco dell'angelo: “Uno scrittore non
dimentica mai la prima volta che accetta qualche moneta o un elogio in
cambio di una storia. Non dimentica mai la prima volta che avverte nel
sangue il dolce veleno della vanità e crede che, se riuscirà a nascondere
a tutti la sua mancanza di talento, il sogno della letteratura potrà dargli
un tetto sulla testa, un piatto caldo alla fine della giornata e soprattutto
quanto più desidera: il suo nome stampato su un miserabile pezzo di
carta che vivrà sicuramente più a lungo di lui. Uno scrittore è
condannato a ricordare quell'istante, perché a quel punto è già perduto
e la sua anima ha ormai un prezzo.” Mi mancano I MIEI LIBRI! Ho perso
il mio cellulare e tutto. Mi manchi tu davvero, tantissimo.
Comunque, ora caro, vorrei che facessi una cosa per me. In questo
momento disperato, se mai trovassi questa lettera nella bottiglia. Solo
Due semplici cose. Se è vero che ho l'anima della
strega io lo sentirò se tu non le farai! Primis prenditi cura della mia bambina grande, come il ‘padre’ che ha iniziato a voler bene.
E poi dunque, diciamo che se in questo momento
disperato “qualcuna” che noi conosciamo, ti chiamasse, messaggiasse
postasse istangramasse con la scusa di volerti aiutare, io lo saprò!!
Perché lo sai che noi siamo in sintonia e la tua anima è gemella ed
elettiva con la mia, solo con la mia. Se dovessi morire e tutto ciò
dovesse succedere, sappilo che io resusciterò e vi ucciderò. Ecco solo
queste due cose amore mio.
Sai, qui non siamo sole, ci sono altri sopravvissuti e ciò non è bene, ho
litigato con meta gruppo. Il mio carattere fantastico, mi ha portato a
dire in faccia le cose come stavano e ora loro mi odiano. Mhmm
pessimo, pessimo karma il mio. Me lo dicevi sempre, tu amore mio.
Ora Topino, vorrei che leggessi quest'ultima parte senza arrabbiarti. Se
io non dovessi più tornare da te, vale la cosa che quel giorno ci siamo
detti. Tu sei libero di risposarti. Io voglio che tu sia felice
indipendentemente da noi e da quel che qua succederà. Tutto passa,
anche le disgrazie. Credimi questo è uno dei miracoli, a cui tu non credi.
O forse fai finta perché farmi arrabbiare ti piace così tanto. La nostra è
stata e sarà una bella storia, ci ha dato tanto e forse tanto ci toglierà. Io,
se su questi dell'isola non mi cucinano prima, farò in modo di esserci, di
sopravvivere. Tu fai in modo di non perdere le speranze di potermi
trovare.
La notte penso sempre ai tuoi occhi dolcissimi ed è come se vegliassero
su di me e sebbene dormo con un occhio solo perché il signor
Gambadilegno vuole arraffarmi il posto sotto l'albero, io ti sento
dentro. Quell’omuncolo mi ha detto che mi taglia la gola. Ed io ho
risposto cose che non posso riportarti qua, perché se davvero dovesse
morire accidentalmente su quest'isola, mi potrebbero dare la colpa.
Sua moglie ha detto che la piccola ha mangiato due banane! La nostra
creatura!! Ma chi le raccoglie sono IO, mica lei che è tanta come una
mongolfiera. Secondo me è gelosa, ma poi dico di che?? Lui è più inutile
di una forchetta nel brodo. Lasciamo stare, qua peggio che nel mio ex lavoro. Se ci fossi stato tu, avresti rabbonito
tutti con il tuo sorriso e ti avrebbero eletto come leader e io sarei stata
esonerata dai lavori più faticosi. Io non dico che non li voglio fare ma
insomma, dire che in cucina li voglio assassinare, mi sembra un pochino
esagerato e maleducato. Poi che sto in giro troppo per la legna. E vabhe
guardare il mare pensandoti mi sembra un indiscutibile bisogno
umano!! Che fretta hanno, io dico!! ?? E poi io non mi spoglio vicino a
loro per lavarmi e altre cose, e loro dicono che sono “presuntuosissima” No, ma senti qua ... Quando io ripeto per cento volte le cose e loro non mi ascoltano, io mica urlo e lancio sassi. L'ho fatto solo una volta e “giustamente” ho promesso di non rifarlo più. Ma loro mi dicono altre cose cattive, a cui io rispondo e poi boh è sempre colpa mia. Guarda solo ieri una cade dagli scogli cerco di salvarla e mi rimane in mano le extension mi metto a ridere e vengo sgridata. Qui l'ironia non sanno manco che sia. Ora poverina è mezza calva (ihuhhih come ci godo). Sì vabhe, torniamo noi, tesoro mio. Non mandarmi all'aria la casa, sai come ci tengo. Insomma quando faremo un party di ben tornata sana e salva a me medesima la casa deve super luccicare. Non fare il single disperato sul divano bianco, fallo su quello vecchio in cucina che ho già graffiato inavvertitamente prima di partire. Sì lo so Topino. Non si fa. Lo so. Ma un incidente ogni tanto capita, lo so che era il ricordo della tua giovinezza. Ma infondo io sono la tua vita e se facendo un selfie io fossi caduta e aggrappandomi lo avessi macchiato di caffè e per pulirlo lo avessi rovinato, pazienza. Ora lo sai io valgo di più di quel divano. Ora che ti ho scritto la verità che francamente se non te lo avessi scritto tu non ti saresti manco accorto, anche se la macchia è quanto l'oceano e in mezzo c'è uno strappo. Io ti amo Topino. Vieni a salvarmi e perdona questa povera Topina sperduta sull'isola. Avrai gli ultimi anni della mia vita per ricordarmi quanto sono sbadata e ritardataria.
Ora ti devo lasciare lo chef della bassa Francia fa finta di cercarmi. Lui
non mi vuole in cucina e fa finta di cercarmi per poi dire che ero
imboscata. Non è vero, sono solo in una grotta a scrivere il mio Amore
per te e il dolore di stare con questi. Come puoi un francese cucinar
meglio di una terrona?? Avanti !! Ah francesi. Noi lo chiamiamo er chef
della bassa Francia (solo io) e lui si offende arricciando il naso da
maiale. Ma non sono tutti nemici oppure scovato due alleati. Un gay a
cui ho dato in gestione la nostra bambina. Roba da matti l'ho salvato da
un’ape e lui mi è stato grato come se gli avessi salvato la vita. L'ape era
gigante comunque, oh mio Dio quant'era grande e indiavolata, a
saperlo non l'avrei fatto ma poi gli ho ciondato la piccola. Con amore
s'intende. Stanno bene loro, ma io no, soffro e le manovre di ricerche
ne vedo poche. Tornando agli alleati, l'altra alleata è una ballerina di
flamenco. Gli ho inventato che sono manager e lei vuole lavorare per
me. Non è andata così. Io l'ho difesa da Pantrillo uno scemo che fa
avance a tutte. Lei era grata e io inavvertitamente le ho detto che ero
manager di me stessa e ora lei mi fa da vassalla. Chi sono io per dire a
lei che mi aveva capito male?? E poi lei ha una storia con lo chef e io me
la tengo buona. Fra poco infatti ti devo lasciare sento la voce
raccapricciante di lui e quella nasale di lei, vengono qui in grotta a far
sesso. E tanto!! Allora, prima che tu pensi che tua moglie, vada a fare la
guardona, una volta è successo che mi ero imboscata e per non farmi
vedere mi sono messa ancor più in profondità. Loro ignari di me hanno
dato sfogo alla libidine. C'è da dire che il flamenco aiuta tanto l'alzata di
gamba. Non ci si crede. Noi però tesoro ci smonteremmo se ci
proviamo. Ti prometto però che un giorno imiteremo di più ... Di più ...
Di più ... Ok, hai capito il concetto.
La tua povera moglie, hai capito che è capitata male, come in Lost ma
dei poveri. Vorrei tanto tornare a casa mia, riabbracciarti e farmi
consolare. Vorrei tante cose ma soprattutto te. Qui sull'isola non
sarebbe male, se si potesse evitare accuratamente tutti quanti. Sai le grotte sono molto a riparo. C'è pure una cascatella, dove potremmo farci tante foto e metterle su instagram. Poi c'è il mare. E io so che ti piace tantissimo. Ho trovato un’insenatura, un giorno che mi sono persa, meravigliosa. Poi hanno mandato lo stambecco a cercarmi. Ed anche lui ha apprezzato il posto. Vedessi che occhi che aveva e chissà che pensieri!! Ma non ti preoccupare per la mia fedeltà, lo stambecco non pensava a me, ma pensava di portarci, la tata gay di nostra figlia.
Mhmm… vabhe dopotutto non era così bella come insenatura. Anzi è
meglio che non ci ritorniamo più. La notte è spettacolare, una cascata
di stelle! Peccato l'elefante che russa vicino al mio alberello, e gli
aeroplani che ci sono per zanzare. Missili Mig che puntano e perforano
qualsiasi rivestimento. L'elefante non ha voluto saperne di andarsene.
Sai è ragioniere, e voleva che gli mostrassi un documento che
comprovasse che io avevo diritto ad un più ampio pezzo di terra. Io
glielo portato ma secondo lui una foglia non era valida. Mi sono
rassegnata, meglio lui che lo chef e la ballerina. Io non lo so, due giorni
da naufraghi e già si sono fidanzati! Mizzica manco fossimo al grande
fratello o meglio ancora all'isola dei famosi. Però un po' l'invidio, a me
nessuno mi fa coraggio. Hanno tutti un po' paura di me, chissà poi
perché. Tu non hai mai avuto paura di me. Perché tu sei un vero uomo,
mica ste mammolette!!!
Distesa nel mio giaciglio, guardo le stelle e sembra esserci disegnato,
collegando le stelle, il tuo viso. Mi sembri così mortalmente lontano, la
mia pelle brama la tua, anche la mia schiena, soprattutto adesso che
tutta piena di bolle, e mi piacerebbe che mi passassi la crema. Che
dicano gli altri come passavi la crema tu neanche un filippino sulla
spiaggia. Ora sono sola, in verità lo sono stata per molto tempo, anche
quando non lo ero, ma poi sei arrivato tu ed è come se avessi
cancellato il passato e tu fossi stato sempre con me. Quindi ora mi
sento come per la prima volta da sola. Di nuovo. Una lacrimuccia mi
scivola in viso. Vedi la gocciolina? Ecco quella sono io inversione
concentrata. Ora vedi quella gocciolina di sangue? E' di
quell'invertebrato dell'elefante che vedendo la lacrimuccia mi voleva
consolare.
In verità ha esordito con un tremendo: «Allora anche tu piangi??» con i
suoi occhi a palla rotondi e azzurri e i suoi occhialini che non si sa come
fossero stati ancora nuovi e lindi. Ora non più.
Sono tremenda? Questa cosa me la devi spiegare una volta che saremo
ancora insieme.
Sto parlando ad alta voce e l'elefante bofonchia un «sì sì» riparando i
suoi occhialini, questo non ha propria paura di me.
Lo guardo con gli occhi da strega e lui sussulta nella sua tremula carne
adiposa. Forse un po' sì.
Ma stanotte, mentre ti scrivo voglio essere romantica, quindi ignoro il
club degli sfigati e con te mi avvio verso il mare. Sotto questo cielo e
con questo mare e con te su carta, mi sembra di vivere un primo
innamoramento: Che scema.
Vorrei scriverti qualcosa di bello. Ma le parole non possono descrivere
davvero te. Provo con una poesia e chiudo gli occhi, mentre la brezza
mi accarezza la guancia. Come se fossi tu ad accarezzarmi. Le parole
sono sempre stata la mia lancia di salvezza.
Apollo. Sì tu!
Ti scoprii nella parte più nuda di te
quella che si vede bene solo con l'anima.
Qual carnal sentimento provai io allora
nello scorgere la tua beltà nascosta.
Un sogno, non era altro che un sogno, utopia della cuore!
Mi gridava la ragione.
Eppur respirai io, nelle sue medesime stanze.
{fiori di loto, sandalo e lavanda in escandescenti brezza}
Eppur lo sfiorai, sì io, con queste mie semplici mani.
{velluto in marmo bianco e cuscini morbidi nelle pieghe chiare
dell'anima}
Lo respirai e toccai nelle sue parti più nobili.
Oh meravigliosa creatura che sei, dove sei ora?
Ti lasciai un segno bagnato di lacrime.
Quel segno composito si chiamava: Amore.
Non scordarti mai di me.

Non so se queste frasette rendano l'idea del mio pensiero su te. Quelle
tue spalle larghe e ben posizionate. La tua camminata che è anche solo
guardarla è illegale. Gli occhi buoni. Le scarpe sempre perfette. Le mani
lunghe. Le labbra che sorridono, sempre. La tua pelle del colore
dell'incanto. Il tuo collo sexy, il calore della notte, il sapore del giorno. Questo mare nero di notte sarebbe il mio ritratto perfetto, ma non il tuo. Il tuo è fa la luce, in alto. Fra gli astri. Per questo le stelle stanotte mi parlano di te. Spero anche ti proteggano sempre.
Io non so parlare in tua presenza. Io non so parlare in generale. Non mi
so spiegare. So scrivere, ma non sempre si può scrivere. Certe volte le devi cacciar fuori dalla gola le parole, ma loro ostinate rimangono tutte attorcigliate a mo' di nodo, che non sale e non scende. E poi succede che piangi perché non sai far altro. Ti avrei sempre voluto dire un sacco di cose, eppure questo blocco non basterebbe. Ammesso che ci stia tutto dentro la mia bottiglia.
Ho sempre preferito fare, immaginare, mostrare. Con te ha sempre
funzionato. Sarebbe stato un guaio se non avessi capito questo mio non
saper correttamente parlare.
Sono di nuovo nel giaciglio.
Tutto è silenzio, tutto è pace. Sembra irreale. Sembra il giorno dopo di
un grande avvenimento. Taccio anch'io e ti do la buonanotte.
Tu apri le tue braccia come hai sempre fatto e fa di me, dimora e cura.
Tienimi preziosa, o anche solo ai tuoi piedi come compagnia. Dammi il
tuo bacio sulla fronte e poi passalo fra le labbra.
Fa scorrere il tuo fuoco ed insegnami anche stanotte a volare. Ho
bisogno di volare via e tornare da te.
Ho bisogno di te.
E ora di chiudere la lettera, perché mi hanno minacciato, hanno tutti
così fretta ma nessuno sa davvero perché. Domani butterò la mia
bottiglietta assieme agli altri e speriamo che ti giunga davvero. Se per
caso ti arriva una piccola che sembra una birra, non aprirla è dello o'
scarafone, un essere ripugnante, manco le zanzare lo vogliono! La mia è
color rosso, perché il rosso come dice Kandinskij è un colore che si
espande, copre, diviene unico solo lui. Come tu per me. Ho pure dovuto
lottare per averla. Perché il gay la voleva, ma io sono stata irremovibile
anche quando si è messo a piangere. Uhm povero. Ma era per te e io
per te, farei di più ... di più ... di più ... anche l'egoista! (ora non metterti a ridere! :)
Un bacio, mio intenso amore, anche due o tre, quatto o cinque. Una
raffica di baci per te, una preghiera affinché tutto si sistemi e un
arrivederci che vale una vita.
Ti amo, tua moglie Nina.


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“Vorrei avere avuto più fiori che cicatrici nel cuore.
Ma alla fine si è ciò che la vita t'insegna ad essere.”

Italiani, popolo di commentatori, tuttologi, blogger e sognatori^^

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