Vi lascio in compagnia dei Commenti sul libro di Goethe (i dolori del giovane Werther) che di volta in volta vi aggiornerò.

Ho iniziato il libro della mia Giulietta... per il riassunto e il retroscena qui...
Gia dalla copertina questo libro mi piace.
Ha dello stiloso gotico. La carta è fine e per quel che ne capisco sembra pregiata.











Anche la frase iniziale sembra conquistarmi.

La seconda parte. Cita: e tu anima tormentata (sì sì sono proprio io), che soffri le sue stesse pene (del protagonista), trova conforto nella sua sofferenza e fa di questo libretto un amico(ci proverò), se per destino o per tua colpa non ne trovi altri (questa frase ironica potrei benissimo averla scritta io;) Mi piace!!!


Inizio con le prime due lettere 4/10 maggio 1771.
Lo stile è poetico. Giulia dice che assomiglia a Wilde ma in verità non saprei. Ha uno spirito più simile al mio o alla Brönte (per citarne una di equale bravura).
Il protagonista parla dell'addio alla sua amata scrivendo al suo amico o in generale a chi legge, come se noi fossimo il suo amico. Sì trova in una zona di natura, con giardino ed è estasiato dal panorama. Così estasiato che perde l'istinto pittorico e cade nella leggera retorica. Il mio istinto dice che gli succederà qualcosa. Non può durare.
Lui parla della natura, io mi immedesimo e penso che mi è stato tolto il sogno di vivere in mezzo alla natura; oltre che di vivere il mio amore. Le frasi sull'amata le ho sentite come fossero mie per lui.
Insomma come distrazione non è un granchéa mi fa star bene.


12 maggio: questo riferimento del pozzo e dell'antico Israele mi piace moltissimo.

Disertaziono sull'uomo e Dio sparse sui vari giorni ma interessanti.


17 maggio. Sento mie queste parole. Parla di una sua amica ormai defunta.
Mi immedesimo nell'amica defunta.

16 giugno Wherter incontra Charlotte (Carlotta) che è fidanzata con Albert che al momento è altrove.
I sentimenti di lui appaiono chiari, quelli di lei oscuri.
Le descrizioni di lei suscitano il mio interesse. A tratti sembro io a tratti lei (che ha scelto lui) Sì mischiano le parti. Mi insorgono domande a cui devo dare risposte. Mi ritiro nei miei silenzi in attesa di risposte.

30 luglio: Albert è arrivato. Ora Werther mi pare più simile a me. Ride eccessivamente quanto più è triste. Ora Werther nelle pagine a venire si tormenta perché deve rinunciare a Lotte e non riesce.  L'amico di penna sembra disquisire l'argomento ma lui non riesce a lasciare andare Lotte.
Albert sembra essere un bravo giovane.


12 Agosto.
Il protagonista parla di suicidio con Albert. Fa l'esempio di questa giovane ragazza delusa in amore. Interessante l'intera discussione fra i due.

22 agosto.
Quando manchiamo a noi stessi, ci manca tutto. Grande verità.
Il voler essere un bracciante che fatica e pensa solo a lavorare e di gran lunga più riposante di uno spirito libero e artistico sempre sognante.
La favola del cavallo che stanco della libertà che si da ad un cavaliere in sottomissione come sintesi finale.

20 ottobre la sintesi delle nostre anime. Capolavoro di pensiero.


Da Leggere assolutamente.

20 febbraio
Albert si sposa di nascosto con Lotte. Un nome un destino. Non aggiungo altro.

Non che mi abbia fatto benissimo leggere Goethe, qui i vari pezzi che ho estrapolato verso la fine. Ovviamente le sue parole erano le mie. Le ho sentite mie.





Il colpo di scena arriva quando ormai Wherter ha deciso la sua via. Arriva persino a baciarlo ma quando egli fa chiedere dal suo servitore al marito Albert le due pistole lei sceglie di tacere segnando la fine della vita del nostro giovane innamorato personaggio.
Poteva benissimo lasciarlo andare via prima, ma egoista e orgogliosa non prese mai la giusta decisione per amore di suo marito. Amore? Infondo Amore per se stessa che voleva avere tutto.







In conclusione  come fa Wherter a portare il lettore a imitarlo?
Lo convince. Lentamente. Convince il lettore della sua intelligenza, della purezza del suo amore. Il lettore è portato a credere a questo giovane malato che la morte è l'unica cura al suo male. Lo convince parlando di Dio, citando brani sublimi di amor finiti.
La storia è semplice nel suo insieme. Ben rimata, anche se a dir ci sono scrittori migliori. Infatti la lirica del personaggio, assieme al caos voluto dallo scrittore alla fine, che passa da un fraseggio ad un altro senza allinearli fra loro stanca lievemente e il lettore seppur si lascia andare fa fatica a seguire alla lunga.  Comunque è un libro seppur scritto  a caratteri piccoli, di buona fattura  e la prima parte di Wherter non è stata male. Ha consolato più volte il mio cuore con il suo. Sicuramente finirà nella mia vetrinetta.

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