Io e Patricia

Non vi è luogo dove io possa nascondermi e stare meglio. Dopo 4 anni che condividi la tua anima con un altra anima (inutilmente) ma imprescinprescibilmente però ogni cosa mi ricordi lui e mi sembra sempre di precipitare nell'abisso delle lacrime.
Ad ogni modo ho trovato ciò che mi può aiutare ed è sempre lei... Sì, madame Scarpetta.

Qui la lista che devo ancora leggere..



























Io il percorso con la Cornwell incomincia un ventennio fa...
Ecco la storia...

L’alchimista

Sono una parolaia, sono fatta di parole, mi faccio di parole. Con esse celebro la vita morendo molte volte ma per poi rinascere sempre.

Descrivermi è come descrivere cos'è un colore, del tutto impossibile se non l'hai visto, vissuto o amato. Come detto prima sono una parolaia, una di quelle che gioca con le parole fino a dargli vita. Sono una che è fatta di parole, di concetti, di pensieri e di conseguenza io mi faccio di parole, concetti o idee. Con esse vivo il mio essere un po' Emo e un po' alchimista nell'animo. Le faccio talmente mie affinché esse mi taglino e tagliandomi, il mio sangue può disinfettare le mie ferite.
Niente di più pratico, niente di più effimero. Io così come concetto d'essere.
Dicono che ho un carattere forte, cocciuto e inflessibile, in realtà sono un’anima in perenne mutamente sempre in guerra con questo mondo e con quell'altro (il mio).
Tante volte nel mio socializzare ma anche no, mi soffermo a guardare le persone nel loro agire e nel loro comunicare. Per catturare e capire il loro pensiero, la loro anima.
Mi capita spesso, al cinema, al ristorante di stare zitta e ascoltare le loro voci divenire pensiero.
Anche suoi social e soprattutto o nel virtuale, ho potuto cogliere tante sfumature che ormai so che colore hanno. Le dinamiche interne ed esterne del loro approcciarsi.
Ma non mi sono fermata a questo, come una brava alchimista, come quando dovevo partorire e avevo paura mi chiusi in bagno presi lo specchio e aprendo le gambe vidi lo svolgersi del processo della vita.
Sarei rimasta ore a vedere come il mio corpo disegnava il suo scopo.
Non lo dissi a nessuno, perché nessuno mi avrebbe capito. Infatti quando partorii da sola in ospedale, avevo solo ventitré anni ma non avevo paura.
L'idea mi venne leggendo di Leonardo Da Vinci che rubava i cadaveri per dissezionarli e l'idea mi piacque così presi a vivisezionare me stessa.
Capii cos'è il dolore, come si supera l'esaurimento nervoso, cosa ci porta al disordine compulsivo della personalità e alimentare. Mi curai e osservai il modo in cui la mia mente superava i processi e ne presi nota. Cercai la cura attraverso i libri, dalla mitologia ai più disparati e non la trovai. Trovai chiavi di pensiero che aprivano altri processi ma la vera cura fu il tempo e Dio.
Analizzai pure lui, litigandoci ogni giorno, per una decina d'anni. Infine feci pace distrutta dal Suo avere ragione ed io torto.
Ora analizzo l'amore, più per non ricaderci che per capirlo.
Ho capito tante cose sull'argomento togliendo i sentimentalismi, i fatalismi dai miei ragionamenti. Se dovessi parlavi ora dell'amore vi dovrei allora parlare di lui, il mio alchemico amore. Ma questa è tutta un'altra storia che un giorno vi racconterò.



Commenti

  1. Quanti ne ho letti, anche io, di libri della Cornwell.
    Adoro Kay Scarpetta!! personaggio meraviglioso, quasi vero.

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