Qualcosa di me^^ parte prima #l'alchimista


Sono una parolaia, sono fatta di parole, mi faccio di parole. Con esse celebro la vita morendo molte volte per poi rinascere sempre.



La mia casa non ha niente di ordinato, niente, se non quella vetrinetta in cui depongo tutti i miei tesori di vita vissuta. Tutte le mie altre vite. Tutti i sogni che avrei voluto ma che poi han lasciato il posto ad un altro tipo di prospettiva, ad un altro modo di guardare il mondo. 
Questi son i miei libri cari. I miei migliori amici. 
Son lì e mi salutano con il loro fare del tutto particolare. 
Lolita di Vladimir Nabokov mi strizza l’occhio ma il caldo del suo compendio d’amore mi riscalda le vene e mi dà ristoro. 
Poi di fianco a lui, c’è il mio cime tempestose. 
Cime tempestose, come le mie rapide del cuore nelle lande deserte del mio gelido animo. 
Oh lo conobbi sì il mio Heathcliff, un lontano luglio di una vita fa. 
Lui mi amò con tutta la fame e la sete di cui era capace ma si negò allo stesso tempo in una tormentosa tempesta perfetta. 
Poi altro ancora… tutti i miei Guareschi raccolti qua e là per divertirmi nei giorni buio della mia vita. 
E la saga della Meyer che mi portò lontano nel tempo, dove vampiri sposano giovani umane. Dove l’amore vero sconfiggeva ogni male. Superava ogni problema di razza e anima. Forse sì se il problema non eri tu. Se il male oscuro, il male di vivere, non è sempre stato in te. 
E le sempre divertenti storie della Kinsella, oh l’ho amata la Kinsella e l’amo ancora. Mi ha insegnato molto e molto le ho dato, nel senso di entusiasmo e tempo. 
Quando sto con Sophia Kinsella e la sua Becky mi sento come in una bolla spazio temporale dove nulla mi può raggiungere tranne l'allegria. Inoltre sono segretamente di Luke Brandon. 
In realtà ogni personaggio che disegna nei suoi scritti mi piace. 
Perché sono le stesse persone che vorrei avere con me nella realtà.
Io vorrei diventare un suo personaggio.
Vorrei essere così come lei pensa a loro.
Quando son triste guardo i miei segnalibri, ognuno mi parla di storie passate e concluse, di città visitate. Lacrime e sorrisi perduti. Ma ce né uno che mi sa regalava sempre prospettive nuove. E' il segnalibro per eccellenza del mio libro del cuore. 
E’ la saga di Kay Scarpetta, quel posto d’onore. 
Lei è una coroner, per dirla in breve. E’ un investigatrice ma soprattutto una donna forte, quello che io non ero. 
Sono una parolaia, sono fatta di parole, mi faccio di parole. Con esse celebro la vita morendo molte volte ma per poi rinascere sempre. 
Lei dava dignità ai morti, io invece scavando in me riesumavo la vita che c’era ancora. 
Serial killer, omicidi, attraverso lei capì che non c’è un giusto o uno sbagliato. Ci sono semplicemente anime. Anime disperate, anime bisognose d’aiuto. 
Poi c’è la mia nima. La mia, un anima in perenne mutamento, sempre in guerra con questo mondo e con quell'altro (il mio). 
Descrivere la mia anima è come descrivere cos'è un colore, del tutto impossibile se non l'hai visto, vissuto o amato. Come detto prima sono una parolaia, una di quelle che gioca con le parole fino a dargli vita. Sono una che è fatta di parole, di concetti, di pensieri e di conseguenza io mi faccio di parole, concetti o idee. Con esse vivo il mio essere un po' Emo e un po' alchimista dentro l’animo. Le faccio talmente mie affinché esse mi taglino e tagliandomi, il mio sangue può disinfettare le mie ferite. Niente di più pratico, niente di più effimero. Io così come concetto d'essere. 
Mi capita spesso, al cinema, al ristorante di stare zitta e ascoltare le loro voci divenire pensiero o leggendo un libro le parole divenire suono. 
Anche suoi social e soprattutto nel virtuale, ho potuto cogliere tante sfumature che ormai so che colore hanno. Le dinamiche interne ed esterne del loro approcciarsi. 
Ma non mi sono fermata a questo, come una brava alchimista, una brava discepola di Kay Scarpetta, divenni corner di me stessa. 
Lasciai che anche altri libri mostrassero la via. 
Lasciai che come bisturi incidessero la mia anima. 
Cercavo la luce lungo il baratro del burrone su cui camminavo. 
Cercavo un motivo per vivere, che mi facesse capire il perché di tanto dolore. 
Come quando dovevo partorire e avevo paura, mi sentivo sola. 
Mi chiusi in bagno presi lo specchio e aprendo le gambe vidi lo svolgersi del processo della vita. 
Sarei rimasta ore a vedere come il mio corpo disegnava il suo scopo. 
Non lo dissi a nessuno, perché nessuno mi avrebbe capito. Infatti quando partorii da sola in ospedale, avevo solo ventitré anni ma non avevo paura. 
L'idea mi venne leggendo di Leonardo Da Vinci che rubava i cadaveri per dissezionarli, anche lui coroner della vita, e l'idea mi piacque così tanto che presi a vivisezionare me stessa. 
Iniziai a staccarmi da me stessa, come una terza persona. Essenzialmente non c’ero come prima persona per cui mi fu facile, guardarmi dal di fuori. Dove tutto appare un cembalo rimbombante che si sperde nel silenzio assoluto. 
Guardarmi nello specchio dell’anima e guardarmi dentro. 
Tagliarmi lembi di pelle e vedere come sono fatta. 
Capii cos'è il dolore, come si supera l'esaurimento nervoso, cosa ci porta al disordine compulsivo della personalità e alimentare. Mi curai e osservai il modo in cui la mia mente superava i processi e né presi nota. Cercai la cura attraverso altri libri, altri ancora, dalla mitologia ai più disparati e non la trovai. Trovai chiavi di pensiero che aprivano altri processi ma la vera cura fu il tempo e Dio. 
Analizzai pure lui, litigandoci ogni giorno, per una decina d'anni. Infine feci pace distrutta dal Suo avere ragione ed io torto. 
Ora analizzo l'amore, più per non ricaderci che per capirlo. 
Ho capito tante cose sull'argomento togliendo i sentimentalismi, i fatalismi dai miei ragionamenti. Se dovessi parlavi ora dell'amore vi dovrei allora parlare di lui, il mio alchemico amore. Ma questa è tutta un'altra storia che un giorno vi prometto vi racconterò.




























































































Grazie a chi ha trovato il tempo di leggermi e a chi mi consiglierà ad altri.




















Commenti

  1. Anche io leggo molto ed ho dei libri molto cari, che però non ho potuto portarmi dietro qui perché ho casa piccola e nessuna libreria. Li ho lasciati dai miei, in salotto. So che stanno lì e mi aspettano. Qui leggo solo tramite kindle.

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  2. Anche io leggo in Kindle! Da quando il sogno della mia libreria è svanita. Molte collezioni le ho regalate. Spero che ne abbiano cura. Mi tengo solo quelli che ritengo preziosi per lamia animUccia.

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  3. Anna, hai buoni libri. Forse ti mancano i grandi russi Dostoevskij e Tolstoj.
    Ciao.

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  4. Li ho e li ho letti. Non tutti ma. buona parte. Alcuni sono in vetrinetta e altri negli scaffali. Però mi sono accorta che alcuni era come se non li avessi mai letti, a parte qualche vago ricordo. Perché I classici vanno riletti ad ogni cambio di vita.

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