Io non dormo (i racconti di Sharazan vol.1)

Io non dormo. Non voglio dormire. Ci provo per la sola incontrovertibile verità che non posso farne a meno. Prima però mi stravolgo di vita e poi di musica che rilassa e prepara la mente.
Ma ciò che viene dopo non è mai bello come quello che vorrei venisse.
L'altro mio cuscino non è vuoto, ci dorme un anima a cui ho promesso avrei dato cura e sostegno. Quest'anima aveva promesso di esserci ma in effetti non c'è. Non può esserci non vive qua con me. Ma ha un posto e lei lo sa, che il suo posto è lì accanto a me.
Chiudo gli occhi e immagino il caos che regna a colori spietati, poi li riapro e vedo il buio.
Il buio avvolge tutto, anche la mia vita. Copre tutto come un manto che cancella chi io sono e mi presenta ciò che vorrei essere. Chi vorrei essere. Resta un fatto, già, che io quell'uomo non lo conosco, lo vedo di sfuggita, gli sento battere il cuore, fremere l'anima e bagnare gli occhi di pianto. Ma non gli ho mai dato la mano, non ho mai toccato il suo viso ma che son sicuro assomiglia al mio. Esso, io lo so è felice ha per mano una verità e nell'altra il proprio destino. Destino non scritto ma voluto, desiderato, scelto e protetto. Non ha paura egli degli eventi e della gente. Sorride a chi gli è accanto, anche perché chi gli è accanto ne è la causa, l'artefice.
Ella sì che gli dorme accanto e ogni notte la bacia come se fosse l'ultimo.
Forse anch'egli non vuol dormire ma il suo è un non dormire diverso dal mio, e un non dormire ebbro di cose da fare disfare finire o semplicemente di cose da sognare insieme.
 
Amara la vita.
Sorridere alla felicità
e sapere che questa non è tua.
Oh gentile protagonista di questa storia!
Hai cuore, coraggio, anima, talento e sai amare.
Il cuscino tuo è occupato da sentimenti grandi,
prendine consapevolezza: hai l'amore.
Nessuno te lo può togliere,
neanche chi riesce
a viverlo solo
negli attimi
rubati al
tempo.


Quelle frasi le avevo scritte lungo gli orli del letto. Frase per frase. Parola per parola. Tutto scritto in corsivo piccolo nella circonferenza del mio letto. Come una protezione che sapeva di mistico. Scriverlo quel primo giorno mi aveva fatto dormire. Ma ora non bastava più. Ormai il suo ricordo è diventato polvere. Ma io so ancora scorgerla nei riflessi e nelle ombre di questa stanza. Al buio certe volte la chiamo ma non arriva mai a salvarmi.
Il buio mi è diventato più cattivo, più avido di vita, sempre di più. Cerca in me un risarcimento d'affetto e anni che credo non sia riuscito a dargli o meglio che gli ho negato, che ho negato a me. Nella vita ho ricevuto tanto e altrettanto ho dato ma forse non nella stessa qualità o quantità. Io non lo so questo. Non so a chi domandarlo senza dover spiegar cose che neanche io capisco o voglio sapere davvero. Allora mi bendo e guardandomi allo specchio bendato domando al mio riflesso le cose che vede in noi, in me.
Le cose che vorrebbe cambiare. Egli mi ascolta attentamente, io lo so, e risponde con una voce vagamente femminile. E' pungente l'amico e caustico ma dannatamente sincero. Mi piace dal profondo e penso diventeremo amici. So che egli mi vuole bene e ha piacere di capirmi e conoscermi ed io pure. Mi sento vulnerabile in questo tipo notti ma io lo so che non c'è mano che mi protegga più della mia stessa mano o forse c'è, forse ho solo creduto che ci fosse. Ma in queste notti, in tutte queste mie notti, in cui parlo a me stesso e come se l'avessi accanto e dicesse a lui quello che mi deve dire. Vorrei che gli insegnasse a farmi dormire davvero ma non può. anche lei ha i suoi limiti, le sue vicissitudini, i suoi margini taglienti dove non mi sono mai spinto ma ne ho scorso i dettagli nei suoi molti tagli all'anima.
 
un riflesso, solo un tenue riflesso
rimandato dallo sguardo con cui
mi guardo, con cui mi penetro

mi rimanda aspetti appena esplorati
sensazioni che colgo ancora in superficie dolorose, ma tenui e accoglienti, mi chiamano, mi accarezzano ma mai, sento che mai esse consentiranno
il mio riposo sereno.

E chiudo gli occhi , abbasso
il sipario , ultimo atto.
Tendo le orecchie per
sentire le voci del giorno
ritornare nella mente.
Le caccio e favoleggio
su un domani tutto mio.
Prendo i colori e dipingo
le ore che verranno .
Non dormo, veglio
sul buio.

Avrei voluto dedicargli questi miei ultimi versi. Li ho creato in una quelle sere dove la notte scendeva piano e non avevo paura perché sapevo che la luce era con me e se non con me, almeno abbastanza vicina da scacciare tutti quei demoni che nella mia stanza volteggiavano e dalle sbarre del letto mi chiamavano. Il demone più brutto ero io. Sono sempre stato io il nemico più infimo di me stesso. Lei mi diceva sempre che ero luce e siccome non conoscevo il buio mi faceva paura. Forse era vero ma molto più spesso penso di essere un prodotto lordo del buio stesso e la luce che ella vede sia la propria su di me riflessa. Solo un riflesso di lei proiettato su di me. Questo mi fa piacere e paura allo stesso tempo. Ci ho provato a darle la mano ma credo che ci sia più amore nell'amarla da lontano che nello starle accanto e poi vedere sciupare tutto quanto. Soprattutto per colpa mia. Non me lo perdonerei, molto di più di quanto non mi perdoni già questa sua assenza volontaria. Sopporterei molto di più se il buio ritornasse ad avere i suoi occhi e avvolto in essa tornerei a essere amato.
Ho commesso troppi errori, soprattutto verso me stesso. Ho intrapreso troppe strade per altre persone che poi mi han lasciato solo a vagare cercando di tornare indietro. Ora sono stanco.
Per questo non sogno più, non mi riesce di fare dei bei sogni. Perché non ho speranze che mi portino lontano. L'ultima mia speranza aveva i capelli ricci come lacci e labbra rosse come il sangue. Aveva la lingua più velenosa della vipera stessa e occhi come la notte. Sì, ma quella buona che spero sempre che mi vegli da lontano. Si appoggiava sul quel mio cuscino e mi parlava senza che io fossi bendato e ogni notte mi raccontava una storia e qualche volta mi sgridava. Poi abbassava gli occhi e mi diceva dormi ed io realmente dormivo.

Commenti

  1. Anna, è bellissimo. Il cuscino è fondamentale e io ci allungo il braccio. Se mi sveglio la notte non accendo la lampadina per non svegliarla.
    Grazie.

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  2. Ricordati che il tuo deve ancora venire 😊
    Questo per l'appunto mi sembrava nelle tue corde 🤗
    Sono contenta che ti sia piaciuto ☺️

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  3. Ha ragione Gus, è bellissimo, tocca ogni corda del proprio sentire più intimo e profondo.

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  4. Ho vissuto tanto di quel tempo più di là che di qua che ho avuto il tempo di sedermi e mettermi a scrivere 😅.
    Comunque grazie. Mi date lo spirito di continuare^^

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