Regalati un sorriso: Due racconti in un sol sorriso!

Scusate ma Oggi vorrei morire se non vi disturbo.

Se c'è qualcosa di peggio della morte che non arriva al momento giusto
e quello di non poter morire in santa pace…

Sono infelice e oggi ho deciso di farmi fuori, visto che il dottore mi ha
espressamente detto che i miei valori erano eccellenti e anche la mia
salute! (anzi me lo ha anche scritto a dire il vero) e che la possibilità
remotissima d’infarto ictus e compagnia bella, erano rare come acqua
nel deserto.
Io gli ho risposto al dottorone che nel deserto piove (ogni tanto) e lui mi
ha risposto: «100 euro prego!».
Me ne sono andata dalla clinica più avvilita e più povera di prima. Ma
non paga di questo sentimento ho preso in considerazione il suicidio
per opera di terzi.
Ho chiuso gli occhi ed ho attraversato la strada senza guardare. Sono
arrivata illesa, era verde! Allora ho deciso di aspettare il rosso e
ritentare ma un ragazzo molto villano, mi ha salvato, spingendomi via e
poi mi ha fatto lo spiegone del buonsenso. Non l'ho ascoltato. Mi sono
diretta a un ristorante cinese lì vicino, dove mi sarei abbuffata fino a
scoppiare o farmi venire qualcosa di patologico che mi avrebbe
condotto al requiem finale (un po' lunga come morte ma nel mentre
quello straparlava mi era venuta fame). Mi sono seduta da sola e ho
iniziato a prendere di tutto e di più, finché non sono svenuta e lì mi
hanno portato al pronto soccorso. Mi ero ripresa un pochetto ma
dentro piangevo di piacere per la fine che mi attendeva... finché ...
finché... non ho visto il solito ragazzo villano con un camice bianco che
m'infilava un tubo in bocca e niente ho vomitato e nel mentre mi ha
rifatto un altro spiegone (questa volta sull'alimentazione) Questo
ragazzo spiegaiolo cominciavo ad odiarlo. Fuori dal pronto soccorso ho
deciso per una morte a bruciapelo (avevo sonno e poche idee in testa)
sono andata da un pusher e guardandolo gli ho detto: «Hey tu!! Con i
tuoi occhi ci gioco a biliardo, con le tue ossa ci faccio collane e le vendo
su Ebay in Africa...» e poi niente! Era Baldo della 3°E delle medie che mi
sorrideva sdentato!
La gioia del vederlo durò il tempo proporzionato in cui gli chiesi una
dose gratis. Eh che cavolo, pure tirchio! La prima è gratis, lo sanno pure
i bambini. No, lui non ne era conoscenza! Ed era pure caro. Un pusher
amico e costoso. C'era da morirne di gioia ma quel tipo di morte non
faceva per me. Comunque mi disse che vicino al ponte conosceva uno
che me l'avrebbe data gratis anche se poco prelibata. Non commentai e
mi avviai ma al ponte non trovai nessuno. Ero stanca e vedendo l'acqua
fui presa da ispirazione e scavalcai il muretto per buttarmi, ma una
mano mi trasse in salvo. Di nuovo! Lo guardai scocciata. E chi era? Sì,
esatto. Lo Spiegaiolo! Mi guardò interrogativo e questo mi mise a
disagio.
Che avesse capito? Non lo so, si allontanò senza dire alcunché ma dopo
cinque minuti venne un’ambulanza che mi prese di violenza e mi caricò
dentro. Maledetto!!
In ospedale mi fecero un sacco di domande al quale non avevo una
risposta, insistevano sulle mie manie di suicidio. Io rinnegai tutto, tanto
non mi avrebbero potuto aiutare. Al momento cercai di scappare ma le
finestre avevano le grate e le porte erano chiuse. Certo, ero in
Psichiatria! Quando fui folgorata da un'idea, mi rilassai aspettando il
momento propizio.
Dissi che volevo essere ricoverata ma me lo negarono. Allora inscenai
una crisi isterica che fruttò solo una gamba rotta, finendo in ortopedia.
Il mio piano di farmi massacrare da un pazzoide finì così. Comunque
morire nel dolore non mi piaceva molto come idea, allora tanto valeva
impiccarsi a casa. Per la cronaca ci avevo anche provato ma si era solo
rotto il lampadario (mai comprare i lampadari dai cinesi e montarseli da
soli!). Avrei anche potuto provare con il gas sempre quella sera ma non
potei perché me lo avevano staccato. Maledette bollette non pagate!
Ritornando a noi, ero in ortopedia, blindata in camera con tutto
l'ospedale che mi guardava male e mi minacciava di farmi pagare i
danni. Pure??!! No, io dico, loro non mi lasciano morire in pace ed io
devo pagar loro i danni?? Neanche della morte in questo paese si ha
più rispetto!!
Comunque mentre meditavo vendette mi cadde l'occhio sulla mia compagna di stanza. Una tonnellata di grasso! E di pelle scura il che tradotto significava che a offenderla mi avrebbe ammazzata. Respirai,
iniettandomi la morfina che sbaglio avevo rubato all'infermiere di notte. Lo sapevo che mi sarebbe servita! Non era un furto, era pubblica assistenza.
Provate voi a offendere a morte un divano con il razzismo
incorporato.
Avevo solo 10 secondi per essere ancora lucida e farmi linciare.
La guardai cattiva e dissi: «Sei un divano e quando morirai io ci farò
dormire il mio cane, che adesso non ho ma per festeggiare la tua morte
io lo comprerò e lo chiamerò come te!!»
Denti di lei che scricchiolavo e occhi pieni di vendetta.
Meno 7 secondi…
«Morirai affamata! e pure grassa»
Volano insulti ma di alzarsi manco ci pensa …Mhmm…
meno 5 secondi…
«Quando morirai verrò a mangiare il gelato sulla tua tomba...»
Si alza!! Flebo che si staccano, viene verso di me... ha lo sguardo pieno
di odio, sono il suo gelato!!
Morfina! Morfina vieni a me!! dai dai …
Meno 3 secondi… meno 2 secondi…
e davanti a me … meno 1 ... uhm ha pure i baffetti ... Adieu mondo
crudele...!!
Argh!! mi è caduta addosso!! ... Non respiro! Non respiro! Ah già! Ok,
muoio così! Ma che brutta fine però! Aiut…

E già non son morta! echevelodicoafare? Sono stata trascinata via e
messa in medicina, di lei non so più niente ma so che sta benone. Solo
che mi ha stortato due vertebre e rotto un polso. Per un gelato
insomma!
In medicina feci il punto della situazione, anzi tecnicamente ci provai
perché in realtà la mia vicina era una radio Maria ambulante e
continuava a parlare facendomi perdere continuamente il filo del mio
programma! Che invadenza.
Decisi quindi che l'ospedale non era posto per morire in pace. Evasi e
nessuno mi corse dietro. Che delusione. Già perché avevo pensato che
sotto la spinta di una guardia alle costole avrei avuto il coraggio di
buttarmi dalla finestra. Ma buttarmi con la signora radio Maria che mi
leggeva i vangeli mi sembrava poco cristiano! Capite? Anche se... se
fossi stata costretta ad ascoltarla ancora, forse un po' mi veniva la
voglia. Forse. Naah però perché sotto c'erano tante belle coppiette che
guardavano il tramonto. Non sarebbe stato delicato rovinagli il
momento, infami che non erano altro! Insomma morire in mezzo a
tanto amore non se ne parlava.
A piedi zoppicando mi avviai verso la strada principale, non sapevo
come morire ma mi fu subito chiaro dove dovevo morire: In una pompa
funebre!
Sì, sapere di finire in una bara super lussuosa, era una fine degna di me!
E poi andiamo se trovi in una bara già il morto, mica lo togli? No eh?
Non si fa! In ogni caso lascerò un messaggio per il becchino, di non
disturbarmi se no lo inseguirò per tutta la sua vita. Non è vero ma i vivi
tendono a credere tutti ciò che i morti dicono. Ed Io a quel punto sarò
morta!
Ma possibile, che quando cerchi una pompa funebre di sera, non la
trovi aperta?? Tutte serrate! Ma io dico, che serrate a fare, così bene,
avete per caso paura che vi scappino i morti? Già perché quelli mezzi
vivi manco li fate entrare!
Seduta davanti la saracinesca chiusa della Siof, tirai un respiro
sconsolato. A quel punto avevo seri dubbio che sarei morta. Un altro
giorno mi aspettava. Con le sue agghiaccianti realtà. Ma a proposito di
agghiaccianti, se fossi rimasta all'agghiacciò la notte, forse forse... avrei
potuto addormentarmi nella morte per ipotermia. Poi se apri la tua
agenzia mortuaria e ti trovi un morto davanti alla porta, che fai non gli
offrì una bara ed una degna sepoltura?? Certo! Insomma io lo farei!
Certo! ...
Ok, se fossi stata un po' comoda e... e ... che schifo un cane mi ha
pisciato vicino! Ma noo! Non posso morire che so di urina! Mi si rivolta
pure il Karma, esso è allergico alle pipì altrui e anche alle cacche. Anzi
soprattutto a quelle. Mentre mi discosto dal corpo del reato del cane e
lotto per agevolare il mio scivolare nel sonno, mi si avvicina una
persona, ha gli occhi preoccupati. Si ferma davanti a me e tace,
fissandomi. Io l'ho ignoro, ma poiché lui insiste nel fissarmi, apro un
occhio, poi un secondo e chi è? E certo lo spiegaiolo! Allora m'infurio,
perché non può sempre salvarmi la vita, anche prima che io ci provi a
porvi fine. Adesso esagera!
«Cosa vuoi? e per caso tua la pompa funebre?? o mi vuoi fare lo
spiegone sull’ipotermia?»
«Volevi morire congelata?» chiese sorpreso lui. Io capii che mi ero
fregata con le mie mani e allora arrossendo non seppi cosa dire.
«Conosco un posto dove, puoi morire tranquilla» disse lui
serenamente, e mi porse la mano per rialzarmi. Quel gesto gentile, quel
calore, mi fecero sciogliere in pianto e lui mi abbracciò.
Mi portò a casa sua, mi diede una tazza di the e mi offrì anzi mi ordinò
di farmi prima una doccia, dandomi un cambio. Io obbedii. E ora seduta
sul divano, con la sua tazza di the in mano ma non mi venivano le parole.
Era così difficile spiegare. Quindi chiesi quello per cui ero andata a casa
sua: «Di cosa dovrei morire, qui in questo bell'appartamento, caldo,
riscaldato e con te dentro?»
«Dovresti morire sazia di giorni, non stanca» rispose lui
tranquillamente. Quel suo essere così sicuro di sé mi dava un po' i
nervi. Però aveva un bel sedere, belle gambe…
Oh qui sto perdendo il senso!! E replicai: «Io non morirò sazia di giorni!
Morirò e basta» Ecco!! Mhmm!
«Non Dovresti morire, dovresti essere ricordata per quello che hai fatto
prima di morire...» Mi si aprì la mente. Ecco cosa avevo sbagliato!
Dovevo prima mettere a posto tutti quegli sbagli che avevo fatto. Tutte
quelle azioni che forse turbavano la mia entrata nel sonno eterno!
Dovevo esser degna. Non ascoltandolo neanche più, presi carta e
penna dalla mia borsa e iniziai a scrivere... a scrivere... a scrivere... dopo
un po' mi venne fame e cenammo, e io dopo continuai a scrivere. Poi
mi venne sonno e alloggiando sul divano, scrissi ancora un po' prima di
dormire. Al mattino, feci colazione con lui e scrissi un altro po'. Ma
andarmene dal quel bell’appartamento mentre pioveva mi sembrava
un po' difficoltoso e allora lui mi disse di restare. Io scrissi tutto il
giorno, e in parte anche la sera. Fin quando non finii e lui mi disse di
rimandare al giorno dopo la partenza. Io accettai, per gentilezza, mica
perché fuori faceva freddo e lui mi stava offrendo del vino e una cena
squisita. Decisi però che dovevo scrivere un altro po' la mia lista... ma
forse domani perché il bel dottore s'era messo in tuta e c'era un altro
modo di morire, forse, e anche molte volte! C'era pure spazio per una

resuscitatina, giusto per morire di nuovo e meglio!


Zariga in love

Mi chiamo Zariga, ho un’agenzia d'investigazione che predilige di
scovare e trovare sia on line che su campo le prove di veri e presunti
tradimenti. Un'agenzia come tante. Ma non tutte hanno il mio potere: il
mio inconfutabile talento per il gossip! Le tresche e tutto ciò che
generano movimento tra la gente.
Questa mattina è venuta in agenzia una certa Matilda che disse di
sapere che il marito aveva un'amante. Mi disse anche di sapere chi era
l'amante, di seguirla su campo, farmela amica e distruggerle la tresca e
poi lei avrebbe divorziato. Le dissi che questo usciva dall'ordine del mio
lavoro ma lei mi mise un pacco di soldoni sulla scrivania e un cellulare
di un certo Mark che mi avrebbe assistito in tutte le mie richieste. La
povera si mise a piangere e poi mi fece vedere la foto di Lui e poi di Lei,
del loro cane, gatto, pesciolino rosso e della zia Maria, che per inciso
rifiutai di uccidere. Ma siccome io ero reticente, mise in posta pure la
sua borsa di Bulgari e l'orologio Breil e ah stavo dimentico pure il
motorino di Pucca. Le dissi di calmarsi e le chiesi perché tanto odio e lei
mi fece vedere il sito della presunta amante: Lex.org (un volgaruccio
sito autocelebrativo dove la ragazza mostrava le sue doti, intellettuali
(???)
Bhe io sono un animo buono e mettendo le chiavi del mio nuovo
motorino nella mia nuova borsa di Bulgari assieme al cellulare,
guardando l'ora pensai che forse la potevo aiutare. Non so cosa mi
scattò dentro in quanto decisi che avrei deposto l'amante nella bara
dell'abbandono e portato Lui alla retta via di un caruccio ristorantino
che conoscevo solo io (casa mia). Bhe che c'è? Non doveva divorziare
dopo?? L’ha detto lei.
Mi misi subito a lavoro.
Ma quant'era bello, se lo sapeva solo lui...
Come una talentuosa super approvata professionista stacanovista mi
diedi allo stalkeraggio più efferato su quel bellissimo uomo.
Decisi che prima di attaccar la noiosissima gallinella, il mio soggetto
doveva esser lui, giusto per una miglior presa di misure del caso. Devo
dire che le sue erano perfette.
Un lavoro dovizioso complicato solo che lui non mi voleva accettare nel
suo giro di amicizie nei social. Caso strano... Chi non vorrebbe fare
amicizia con il mio profilo ufficiale fake: Katerina coscia lunga e cervello
fine ?? Eh?? ( sì un po' lungo il nome ma la resa era perfetta con la foto
di un coscione amatoriale, cioè la mia) insomma mi stava offendendo
mica la coscia?? Che non nascondesse qualcosa di ancor più losco?
Mhmm ...
Allora provai con il mio secondo profilo ufficiale Maddalena madre
serena. Tutta casa e fornelli, con tanto di foto prese da Google.
No, si vede che non gli piaceva mangiare. Mhmm manco a me a dire il vero.
Ne inventai un quarto a doc per lui, Lex.org (esatto come quello della
compagnuccia di giochetti) Faticai ma mi accettò con riserva l'amicizia.
Ma la cosa non mi fruttò niente di eccezionale inoltre era un tipo
riservato e non rispondeva mai alle mie interazioni.
Siccome la moglie continuava a chiamarmi con ansia e poco rispetto
per il mio duro lavoro e Mark, lavoratore inaffidabile, si lagnava che
stirare e andare a fare la spesa non erano compiti suoi, dovetti iniziare a puntare lo sguardo sulla piccola Lex.
Nel sito non compariva totalmente, quindi dovetti andare su campo a
spiarla.
Ero sotto casa sua, in abiti borghesi, lei scese dal suo condominio come
una piccola troll, caruccia e pimpante. Aveva i capelli lunghi e neri
raccolti e quelle spalle che un momento sì e l'altro pure pareva avesse
la scogliosi a placche. Mi venne il torcicollo per fotografarla. Il viso era
regolare e il naso sembrava regalato dal DNA di Cleopatra. Non era ne
alta né bassa e aveva una bella quarta di reggiseno ma sospettavo che
fosse meno per via del push-up. Portava spesso e volentieri canottiere
scollacciate e belle minigonne. Aveva la mania di far foto a tutto.
Dovevo star attenta che per due volte fotografò pure me ed io dovetti
far shopping per cambiar look. Matilda avrebbe senz'altro capito.
Andammo, io dietro di lei, in un ristorantino e da quello che non si
mangiò, se lo sa solo lei, io fossi stata la moglie non mi sarei
preoccupata del futuro, prima o poi schiattava da sola, si
autodistruggeva a suon di maionese.
Di lui, nessun movimento, i giorni passavano ed io e Lex facevano le
solite cose noiose. Cioè lei le faceva ed io per colpa di lei. Su vita reale
era na' pizza ma su quella virtuale scoprii che era attivissima. L'altro
mio account fake per signore: Mandrilissimo passò alla prima botta e
se lo spupazzò virtualmente quasi tutta la notte. Mi si consumarono le
dita e gli occhi per starci dietro.
Una sera per distrarmi da tutto quel parlare di carne, sesso e finta
porno-poesia scrissi un breve frase del mio libro preferito. E lui mi
commentò con un'altra altrettante frase di risposta.
Lasciai da parte un attimo lei e mi concentrai su lui, che mi scrisse tutta
la notte di libri, arte e poesia. Un sogno se l'altra dall'altra parte Lex
non facesse la gelosa isterica perché io non le parlavo più tanto. A lui
queste scenate della malavita però non le faceva.
Mi divisi così, il giorno dopo, da una parte lui e dall'altra lei e sul mio collo il fiato di Matilde che voleva prove prove prove!! E di Mark e il mio pranzo nessuna traccia.
Chiamai Mark per fargli le mie lagnanze e non so come si aprì la
chiamata e sentii che era con Matilda e facevano cose losche. Questo
mi fece dispetto, innanzitutto il mio pranzo veniva prima del loro sesso.
E poi faceva tutta l'addolorata per una caruccia ragazza e poi se la
spassava con Mark il pelatone scansafatiche??
Mhmm ... pensa Zariga... pensa…
Ok, avevo fame niente grandi pensate, uscii per pranzare con la
costosissima la carta di credito di Matilde quando mi sembrò
di essere seguita da qualcuno.
Uhm! Non ero abituata ma la cosa mi piacque poi il sospetto prese il
sopravvento e scoprii che era il marito di Matilde, il mio cioè no il suo,
sì insomma Matteo.
Mi seguiva Matteo, attenzione! Ma la vera domanda era perché??
Quindi arrivata al mio ristorantino, mi fermai davanti a lui e gli chiesi
perché mi seguisse.
Lui divenne rosso e tentò di mentire, ma poi colto in fragrante di reato
ammise che voleva vedere chi io fossi. Chi fosse La libraia Antica. Il
personaggio creato per lui.
Matteo era alto e magro, ben vestito, scarpe giuste, sorriso bellissimo e
anche di persona era un gran bel signore.
Pranzammo insieme molto allegramente. Ovviamente io non dissi del
tutto la verità, e anche fosse come avrei potuto?? Chi ero io per
rovinare la giornata di un così bell'uomo mentre la moglie faceva la
vichinga con il pelatone scansafatiche?? Che ora capisco perché era
sempre senza forze, gliele succhiava via lei la mantide fedifraga!!
Dopo pranzo mi portò al parco e poi cenammo in bel posticino fuori
città. Il telefono era rovente, anche perché non rispondevo né a Mark
né a Matilde e né a Lex che aveva infestato di messaggi il mio account.
Ma insomma un po' di rispetto!! Una professionista non ha diritto
anche un po' di ferie??
Con Matteo ero Zariga, ero me stessa e mi dimenticavo tutto, tranne di
dirgli la verità. Ovviamente. Dopo cena lo feci salire a casa mia e
avvenne quello che da mesi desideravo notte e giorno. Solo che
avvenne meglio. Avvenne sul serio. Adesso potevo morire felice.
Lo so che state pensando, era un bel casino! Ma forse no. Dovevo solo
beccare Matilde con Mark insieme e Lex con qualcuno e portare le
prove a Matteo e poi dirgli la verità.
Ok, lo perdevo sicuro! Ma se fosse stato amore vero forse no...
Mhmm... Pensa Zariga ... Pensa... Che bella notte d'amore …

Il giorno dopo fu un rompimento da tutti i fronti. Ma fa niente feci
spallucce. Avevo un piano far incontrare Lex con qualcuno e questo
qualcuno sarebbe stato guada caso Mark!
Così Matilde imparava a insultarmi di non fare bene il mio lavoro... ecco!
Glielo dissi a Matilde che stoicamente non fece una piega. Mark invece
era riluttante. E certo c'era da lavorare! Che ve lo dico a fare…
Si spacciò per Il Mandrilissimo e Lex ci cascò, come un ochetta. Ma io
dico come può una foca pelata come Mark assomigliare anche solo
lontanamente al mio Mandrilissimo Mark, raffinatissimo signore?? Poca
fantasia per i nomi, lo so! E quanto spreco di buongusto e signorilità!!
Si sarebbero dovuto incontrare al parco verso le 17,30 dello stesso
giorno. Preparai Mark sempre più riluttante. Ad un certo punto gli
chiesi perché e lui ammise la cotta per la signora Matilde. Io lo
rassicurai che bastavano le prove e Matilde sarebbe stata sua e di
conseguenza Matteo mio. Ma di Matteo non dissi niente, era un piano
geniale il mio.
Sicuro che falliva, me lo sentivo.
La sgallettata arrivò tutta pimpante su trampoli da circo con tre
tonnellate di trucco, che a guardarla da lontano sembrava un'altra ma
siccome aveva la schiena “mobile” allora fui sicura che era lei. Al nostro
bel boy non disse niente, cosa che apprezzai per usarlo contro di lei.
Solo ad un certo punto mi vidi sul più bello sbucar Matteo e fermandosi
mi chiese che cosa ci facevo con il binocolo nascosta dietro una siepe.
Ehm … dunque... sorrisi e annuisci, scuoti la testa, mostra la coscia,
annuisci e sorridi.
Mi ci buttai addosso, che tanto non mi dispiaceva affatto ma lui mi
allontanò e mi chiese se per caso non fossi una guardona di coppiette.
Io?? Affermata investigatrice? Mhmm bha forse in una seconda vita!
Negai l'evidenza e misi in tasca il cellulare che stavo usando per
riprenderli mentre si baciavano.
Si avvicinò e vide la scena. Sbiancò del tutto e questo mi diede un po' di
dolore. Infondo non doveva importargli della sgallettata ormai, o no?
Non disse niente ma era pacifico il suo dolore, lo sentivo pure io mentre
mi veniva voglia di gridargli addosso quanto tutto questo era ingiusto.
Lo abbracciai, mormorando un “mi dispiace” anche se con il senno di
poi fu la cosa meno intelligente che avrei dovuto fare in quel momento.
Perché poi lui subito mi respinse e disse: «Allora tu sapevi??» Che avrei
dovuto rispondere? Chinai la testa e mormorai un sì.
Allora lui preso da un raptus, che in altri momenti avrei giudicato molto
molto eccitante, si fiondò su Mark e gli diede un cazzotto ben
assestato. Lei si vide scoperta e corse a casa furiosa.
Lui tentò di seguirla per continuare a litigare ed io rimasi lì con un Mark
prossimo alle lacrime. In teoria ora sarebbe stato logico, farli lasciare.
Ma qualcosa mi si strinse dentro anche se non sapevo esattamente che
sentimento potesse essere dopo la scena appena vissuta.
Lui non si fece vivo, lei non si fece viva e Mark mi odiava per il dente
che gli aveva spezzato Matteo. Anche Matilde mi odiava perché avevo
portato ben poche prove. Quelle vere erano a casa in cassaforte. Avevo
deciso di non dargliele.
Le dissi che si erano lasciati ma lei mi gridò che ai fini del divorzio non
gli importava. Voleva prove per rovinare Matteo. Lei che si avvinghiava
a Mark?
Mi licenziai prontamente ma lei mi tirò fuori il mio contratto e me lo
sventolò in faccia. Disse che mi avrebbe rovinato se non facevo come
diceva lei.
Allora in quello stesso momento mi venne un idea…
Invece di pedinare Lex iniziai a pedinare lei quando s'incontrava con
Mark. Gli scattai foto e gli feci video, anche se arrampicarmi al quinto
piano non era esattamente quel che si dice una passeggiata di salute. Io
non sopportavo che Matteo venisse rovinato da lei per mezzo mio e poi
dopo aver vissuto con quei due per un bel po' dovevo dire che Lex era
cento volte meglio di quella strega malefica. Certo Io ero molto più
indicata per lui ma siccome non mi voleva più vedere allora era giusto
stesse con lei, visto che ci teneva tanto.
Prove in mano andai da lui, la moglie era da Mark, bussai alla porta e
quando lui mi aprì e vide me, me la risbatté in faccia.
Ben fatto sia! Io allora gridai che avevo da parlargli, che gli dovevo dire di sua moglie cose importanti. Contro sua moglie. Ma lui sordo come una campana non mi aprì e io passai circa tre ore sul pianerottolo di casa sua aspettando che cambiasse idea. Lo sentivo che ogni tanto andava a sbirciare dallo spioncino ma poi si ritraeva. Non so neppure cosa avesse capito di tutta questa storia.
Allora gli scrissi una lettera con la storia di come erano andati
veramente i fatti e gli passai documento per documento da sotto la
porta, foto e link dove poter avere il video. Anche le sue foto e suoi
video. Tutto il materiale che possedevo. Seppi che lui raccattava i
documenti perché ogni tanto sospirava.
Per ultimo gli scrissi: Buonavita, e me ne tornai a casa sotto la pioggia
senza aprire l'ombrello. Capisci di essere in vita proprio nel momento che vorresti morire ma
non puoi perché sei in vita. M'infilai sotto il piumone tutta bagnata e
piansi tutte le lacrime che mi ero tenuta dentro per giorni. Ma la
curiosità è donna e guardai a che punto erano entrambi. Lex chiedeva
interminabili scuse al mio Mark e inventando interminabili balle per
giustificare Matteo.
Matteo invece non si sentiva né vedeva. Fra loro pareva davvero finita.
Chiusi gli account. Anche quelli per Matteo. Tutto chiuso.
Alla fine nuovi clienti nuovi account!!
Andai con quel poco di prove che avevo da Matilde e gli dissi che tra
loro ERA EFFETTIVAMENTE FINITA QUINDI IL CASO ERA CHIUSO. Di
prove gliene diedi poche.
Dietro le sue urla chiusi la porta e dissi a Mark che forse era meglio che
se ne trovasse un'altra un po' più tranquilla e lui scrollò la testa con
approvazione. A bhe l'importante è saperlo! Da questo si capisce che il cuore è sciocco
e cieco anche in base agli elementi che lo compongono.
Dopo questa storia mi presi una vacanzina per riprendermi perché mi
sentivo terribilmente depressa senza Matteo. E anche se mi scocciava
ammetterlo anche seguire Lex un po' mi mancava, non tanto per il
soggetto ma proprio per l'abitudine in sé. Smettere così di brutto e
iniziare a farsi i fatti propri può ledere la salute mentale di una persona!
Dopo un paio di settimane in cui non sentii e vidi nessuno e
SOPRATTUTTO non spiai nessuno all'improvviso comparve alla mia
porta Matteo con un mazzo di rose. Dicendo che aveva appena
inoltrato il divorzio per colpa contro la moglie e il suo avvocato aveva
apprezzato tutto il mio materiale.
Poi tirò fuori una foto sua che gli avevo fatto, i primi giorni che seguivo
il caso. Mi sembrava passato un anno eppure era solo pochi mesi fa.
Gli chiesi perché me la restituiva, infondo era sua. Allora lui mi rispose
che infondo lui era mio e di conseguenza anche la foto mi apparteneva.
Mi prese fra le braccia e mi abbracciò forte mi disse che grazie a me si
era liberato della moglie sanguisuga e della falsa amante. Che gli ero

mancata terribilmente. A chi lo diceva… Mi guardò negli occhi e mi baciò teneramente ed io lo feci entrare a casa mia che infondo ormai era sua. Ok, specifichiamo, la casa era mia perché lui era mio, era tutto mio! Come in un bellissimo THE END.




Commenti

  1. simpatici questi racconti, però ci aiutano a capire cosa frulla nella testa di tante persone!
    Buona giornata!
    PS mi sono aggiunta ai tuoi lettori fissi

    RispondiElimina
  2. Oh... Non mi ero accorta!! Grazie di avermi letta e benvenuta in casetta mia. Scusa il disordine!
    Ora faccio un salto nella tua e ti porgo il mio saluto.

    RispondiElimina

Posta un commento