The Wall (goodbye cruel Word) #pinkfloyd #video #poesie

questo video esprime appieno l'alienazione di quando il mondo diviene liquido e tutto scivola via dentro di te e tu sei un cembolo rimbombante che si porta da sola al punto di non ritorno.
Il muro c'è è vero e lo abbiamo costruito noi ma non per altri per noi stessi, per difenderci da noi e da tutte le cose che non vogliomo di noi. 
Non ho mai provato droghe ma penso di aver provato questo tipo di sensazione.
L'ho vissuta, arredata, raccontata mille volte ma sono riuscita a fuggire dal muro ma poi a rientrare ancora. 
Il muro è ancora lì e nel silenzio le cantilene dei miei jengle si sentono ancora.

Ho appeso tante poesie tra le altre cose, nel mio muro. 
Alcune poesie son queste:

C'era una volta un uomo

C’era un uomo
che correva tutto solo e concentrato.
Egli tanto s’impegnava
che non si avvide
che dentro una scatola era finito.
E che il suo correre non  era che
un girotondo lungo il perimetro di essa.
Non si avvide neanche che la luna su di lui vegliava.
Una stella cadde per errore giù dal firmamento
ma non vide in lei lo splendore così che essa divenne buco nero.
Non sentì il canto da sirena
non avvertì neanche il bussare
alle sue spalle.
Non si girò
non  seppe mai chi fosse
o cosa da lui volesse
ma forse neppure gli importava.
Il vento quel giorno spirò proprio forte
tanto che gli occhi al cielo volse.
E vide tutto e vide lei.
Di sospiro e pianto
si velò il ricordo
congelando  anima e corpo.
Spuntò il sorriso e chiudendo  gli occhi
ascoltò  il silenzio.
Lì stette
ricordando  e poi gemendo
sentendo il proprio sangue scorrere in petto.
Ancora e di nuovo
solo per un attimo
si sentì felice
non sentì solo.
Mentre scendeva la notte
mentre scendeva la morte

La sposa perfetta

Non  ero la sposa perfetta
ero troppo giovane per capire
l’amore quando arriva.
Troppo  innocente per non desiderarlo.
Troppo  innamorata dell’amore
per viverlo veramente.
Diventai la sposa perfetta
riflessa nello specchio, di bianco vestita
così candida, così pulita.
Con un sogno nella mano e nell’altra il mio destino.
Non fui più la sposa perfetta
adesso è un’altra
è passato troppo tempo
il mio  amore è ormai lontano.
Ho perso il sogno nella mia mano
il mio destino è stato segnato.

Le persone che non credono in me

Le persone che non credono in me
stanno in un angolo chine
sul loro riflesso di ieri
mormorando livide le loro litanie.
Le persone che non credono in me hanno
accecato i loro occhi
tanto da non vedere
ciò che di me in loro manca.
Sono sordi e sempre pronti a fare difesa di
tutto quello che in apparenza
le rende grandi.
Le persone che non credono in me sono fuochi
che si spegneranno nel silenzio
perché non alimenteranno altri e ne verranno alimentati
quindi presto dimenticati.

La manina oltre l’orizzonte

Quante volte ho pensato
che quella manina che vedevo all'orizzonte fosse tua.
Io l'aspettavo, la volevo.
Me la meritavo.
Quante volte ho pensato che mi stesse per
salvare e poi niente.
Ad ogni azione sbagliata, ad ogni mancanza
davo un motivo.
Ora questo, ora quello.
Ma un brutto giorno la mia stanza
degli specchi
si ruppe in miriadi di pezzi e io mi ritrovai
appesa ad un filo
funambola tra speranza e morte
Tu arrivasti puntuale
non per salvarmi
ma per buttarmi giù nel tuo mare nero.
Quanta strada ho già fatto da allora
quante volte ho guardato l'orizzonte.
La tua manina manca ancora.
Ma ora lo so che quello non era il suo posto.

Sentimenti


M'ingabbi in me stessa
ancorata ai miei propri sentimenti
facendomeli giudicare colpevoli.
Quando colpevoli non sono
innocenti sì, forse solo rei penitenti
di aver scelto te.
Se il tuo non amare
o il tuo amare non abbastanza
avesse qualche attenuante
io a quest'ora ti avrei dato
il perdono assoluto
la libertà dall'onta delle accuse.
Ma così non è, non lo è mai stato
e mai lo sarà.
Portati dietro tutte le tue colpe
e dissolviti nel vento
dove forse sei sempre stato.


La lama

Nobile  è la lama
lucente e splendente
in glaciale silenzio
ella recide e pone fine ad
ogni altro pensiero


Lei

Io sono me
non  certo lei.
Di bellezza non risplendo
di grazia non brillo
ma nello specchio non mi perdo
mi ci ritrovo sempre.
Non ho di lei il parlare sciolto
il sorriso bianco
i capelli sempre a posto.
Non ho le parole giuste
al momento giusto
ma ci sono
ancora e di nuovo
e quando parlo e quel che sento
non abbaglio o mento.
Non  sono lei
Poiché sono me.
Non  voglio  essere lei perché ho me.
Ho un cuore e una mente
E nelle mani un qualcosa di prezioso.
Lei ha tutto, lei ha lui
il lui che vorrei tutta la vita con me.
E a me che resta? Dal profondo  perviene un desiderio, una  richiesta
di poter svelare il sogno nella mia mano,
di poter essere scelta, per scegliere a mia volta.
Fra Lei e Me
Vorrei che si scegliesse Me.


Tutte le cose che ho perso

Ho perso molte cose nella vita
forse troppe.
Persone care
che avrebbero dovuto proteggermi
starmi accanto.
Così avevano promesso
così avevano detto.
Ma non ci sono al loro posto il gelo, il niente.
Una sedia vuota
che rotta e malferma ad attendere sta.
Una persona, un’anima
Un’altra opportunità.
Fra scelte e decisioni
sbagli e impressioni
passano le nuvole
passano le stagioni.
La sedia è ancora vuota
la stanza ancora spoglia
piena di ricordi di altrui sogni.
Sono  cose che ho perso
cose di tutti giorni
cose di cui ne senti la mancanza
cose di cui ho dimenticato la presenza.
Forse è colpa mia
forse è così che va la vita
forse è così e basta.

Sono sospesa

Sono sospesa, spersa, sparpagliata.
Non vedo futuro, non vedo passato.
Non vedo altro che figure
sempre le stesse confuse ma fisse.
La mente non pensa
il cuore non piange
tutto è immobile
ma niente rimane uguale.
Allora dimentico
dimentico chi sono
e vado avanti ma più avanti non si va.
Allora mi giro
e guardo il vuoto
il vuoto  intorno a me.


Il pagliaccio

Tanto più male mi farò tanto più forte sarò.
Lo dice il pagliaccio ridendo di se stesso.
Lo dico io
chiusa in bagno che piango.
Lo dice la vita
mentre ti scorre fra le dita.


Il silenzio

L’onda si è infranta
La luce spenta
muore la luna
cala il sole
e ciò che rimane
è  solo silenzio.


Vago per la città

Vago per la città, vago nel nulla, vago dentro la mia testa.
C'è buio intorno a me, la luce s'è spenta.
La mia neve s'è trasformata in ghiaccio
e adesso ho freddo
ho freddo dentro.
Ho paura questa volta
ho paura di essermi persa.
Ho paura di me, quel che resta di me.




L’abbraccio

Mi abbracciò avvolgendomi tutto
come  se fossi un elemento  a lei appartenente.
E fu letizia, calore, chiudendo gli occhi  sorrisi.
Quando li riaprii di lei non c’era più traccia
ma fili colorati e splendenti che attraversavano il buio.
Due occhi di bimba mi fissavano attenti ad ogni mio  movimento.                    Ed ebbi tremore
e mi venne da piangere
e fu così che si ruppe l'incanto e io mi ritrovai
tutto solo nel mio letto che piangevo.

Basterebbe

Basterebbe una tua parola
Per fermare il mondo
gelido mondo  pieno di cicatrici e morsi.
Basterebbe un tuo sorriso
per illuminare il mio  cammino
ma il buio mi è vicino e tende la mano al mio  destino.
Basterebbe una tua carezza
per dare senso ai sopiti sensi.
Stupidi sensi, stupida io.
Basterebbe un tuo bacio a cancellare il tempo
a cambiare tutto, sì proprio tutto.
Basterebbe una mano che volontaria sfiorasse la mia vita
ma che vita sarebbe senza, nessun senso, nessun valore.
Basteresti tu, Sì tu
Mille volte tu.
Basterebbe il tuo sguardo per far parlare il mio
per far tacere l’anima
sotto una pioggia di deliziosi  pensieri e  infuocati desideri.
Ma tu sei tu
come  aria in vena
come  vento che spira, come un mare in tempesta
come  un vulcano che apre la sua bocca
ed un cielo denso di nubi nebbia.
Ma seduta sopra un prato fiorito di sogni e illusioni
Nascosta da un ulivo di pace
La mia risposta sarebbe sì
se tutto questo avrebbe però senso
e se fossi tu a crearlo per me.

Deserto

Foglia per foglia
ramo su ramo
di tronco in tronco
estirperò via te
come se tu fossi una foresta pluviale
ed io la terra che desertifica.

#perleviedellavitaedellamorte




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