La #trilogia #emvu con #simposio

Vi posto stasera, questa trilogia romantica creata sulla piattaforma imvu, da me e mia figlia. Stasera questa trilogia la voglio dedicare a lui.
#buonavisione e #buonalettura



Simposio



Mah sí è gentile, mah sí piace a molte (ma non saprei per cosa) ma non ha le smorfie quel suo viso banale.  Non ha le tue smorfie.
Giuro che m'innamorai delle tue smorfie prima ancora che di te in sé. Era come se una tela perfetta si squarciasse all'improvviso e da quello squarcio si vedesse il caos fra l'ordine e il preordine. Un brillante universo nascosto. Poi era anche infinitamente interesatante come la natura ricuciva quello squarcio talmente per bene che sul tuo bel viso non si vedeva più nessun segno dell'anarchia precedente. Di solito l'universo lo potevi intravedere nelle tue fessure degli occhi. Due pianeti messi lì con le sue stelle e il suo sole. Ci vuole un anima potente per governare tutto questo, ed un grande mente che la gestisca.
Le smorfie vanno portate come si deve se non si vuol diventare joker. Che orrore.
E allora più vedo insulsi visi e più mi chiedo dov'è finita la mia meraviglia. Mi mancano, Oh Dio se mi mancano quelle tue smorfie, non mi sembra di repirare se ci penso. Sento di affogare nelle sabbie mobili della banalità.
Non mi mancano solo le tue smorfie ma mi mancano anche tutte le pieghe del tuo viso, che sapevano di vissuto ma al contempo erano morbide e piene di vita. Mi piaceva allora anche la sua noiosa perfezione, il suo modo di fare perché era come decriptare quello che faceva superficialmente in quello che era realmente. Mi piaceva il tuo porsi elegante, sì quello mi piaceva più di tutto, perché andava a toccare e riempire il mio senso estetico e di buon gusto. Mi rasserenava questo, mi rasserenava gli occhi, la mente, ma mi eccitava l'anima che si riempiva di te e si trasformava in arte, in qualcosa da creare. Qualsiasi cosa.

L'amicizia non conosce bellezza o altri attributi, ci vuole animo lo so. Ma certe volte non basta ci vogliono anche le smorfie, determinate smorfie, se poi mi sembra un drago quando sorride mi inquieta la mia natura stessa e non mi sorride più il cuore, e poi rimarca le mie smorfie mancanti perché solo pensando a loro e a te, tutto mi ridiventa di nuovo magico.

Se un giorno io fossi nelle tue mani, saprei ben io cosa farne.
Inizierei al mattino stropicciando il tuo bel viso e allo specchio accarezzerei le leggere rughe che sanno di esperienza e non di vecchiaia. Con amore ci passerei la schiuma e no non trafiggerei la gola con la lama, sarei una piuma.
Poi ti farei bere il mio caffè con soddisfazione e farei lisciare la tua camicia bianca ben stirata, il fazzoletto ben piegato e il nodo alla cravatta che non ho mai dimenticato come fare.
In ufficio ti farei mettere con le tue mani una mia foto che mi avrei rubato un dì del tutto normale.
Mi farei mandare da te un messaggio divertente; perché i buongiorno e le buonesere li sanno mandare tutti ma saper far ridere con affetto ci vuole amore.
Ti farei andare sui social nei tempi morti e ti farei leggere i miei saltuari stati e te li farei commentare; perché le tue mani ora saprebbero farlo. Seguiresti e ti lasceresti seguire.
A pranzo le tue mani leste mi chiamerebbero e la tua voce tremerebbe un pochino all'inizio non sapendo come riattacare. Ma dopo una breve ritrosia, ti lasceresti andare alle chiacchere e ti ritroveresti a ridere con il tuo collega che ti guarda stupefatto.
Il pomeriggio lento diverrebbe un fiume verso me perché avresti una e più mille cose da dirmi per telefono. Recuperato il brio d'essere anche il tuo lavoro andrebbe a gonfie vele.
Sceglieresti anche e forse quel tanto desiderato cambiamento di posto di lavoro. Ricominciare altrove come fosse la prima volta ma con mani diverse.
Al tuo ritorno a casa lasceresti la ventiquattrore all'entrata e le chiavi sulla mensola ma in sol istante te le farei riprendere e ti guiderei da me. Tutte tremolanti le tue mani schiaccerebbero il mio citofono e sebbene le tue gambe vorrebbero scappare, le tue mani ti farebbero restare.
Ormai senza scuse, mi abbracceresti forte senza preamboli come avresti sempre voluto. E le tue mani sarebbero sul mio viso. In quel folle dunque sebbene le tue gambe vorrebbero ancora scappar via lontano, il tuo cuore rallenterebbe i suoi battiti e ti sentiresti felice come non mai. La pelle liscia e morbida delle mie guance e quella sottile del mio collo. A quel punto non sarebbero le tue mani a condurti ma tu stesso, con tenerezza, mi baceresti e mi respireresti.
Ti lascerei andar via e ti guiderei a casa con tutta la tua pelle che brucia emozione.
Una volta a casa ti laverei, parti nobili e non e ti asciugherei con delicatezza e dedizione. Ma se il tuo sguardo cadrebbe sui difetti inevitabili per l'età, le tue mani leste ti porterebbero subito ad altro. Per esempio su di me, prendendo il cellulare e mandami una foto. Ascolteresti buona musica e berresti il tuo liquore. Dopo la cena, il Tg e i piatti, guarderesti le tue mani e in esse vedresti me. Ma non paghe esse, condotte da me, ti farebbero prendere un libro e capiresti con chi dovresti leggerlo. Con la tua piccola te che gioca in cameretta.
La notte le tue mani avrebbero un altro senso e il cuscino di fianco prenderebbe forma e la nuca che ci dorme sopra sarebbe il porto sicuro che ti cullerebbero verso un dolce dormire.
Se io fossi le tue mani non mi avresti più lasciata andare e saresti stato felice di avere me nelle tue mani.


Ti leverei ogni paletto posto fra noi con la mano sicura di un chirurgo; sorridendo maledetta ad ogni gesto. Ti confonderei i neuroni assaltando i sensi che ormai desti parlerebbero solo di me.
Ti spoglierei l'anima prima ancora dei vestiti e ti lascerei lì al freddo caldo dell'attesa che piomberebbe su di te come un ladro di notte.
Ti scompiglierei i capelli e stropiccerei la faccia, a mani piene e larghe fino ad assorbire la tua fisionomia. Fino a saperti toccare senza averti.
Ti userei sì, se fossi sicura che vorresti essere usato per quell'attimo che potrebbe durare un minuto o un'eternità.
Ti userei entrando dentro te. Ci farei il bagno dentro te. Mi laverei con le tue emozioni, mi sazierei con il tuo intimo incidere da gladiatore.
La mia pelle memorizzerebbe ogni fotogramma del tuo esiste, del tuo respirarmi addosso e del tuo prendere da me con il possesso di chi sà che è tutto suo.
Non con forza, non con delicatezza ma con amore, solo con amore.
Ti ruberei a te stesso e ti riconsegnerei modificato quel tanto che basta che gli altri non capiscano ma quel tanto in più affinché tu sappia che il tuo laccio al cuore ora è mio e che tu sei mio.
Nonostante la tua vita non preveda la mia e tu vada in giro senza di me e lontano da me.
Nemmeno le malie più sofisticate e virtuali delle tue ex o quelle a venire ti ruberebbero a me e al mio ricordo. Nemmeno la noia sfiorerebbe la tua mente; nemmeno l'invecchiare ti farebbe paura perché non mi perderesti là dove io ti nasconderei. Non ci sarebbe tempo o spazio solo io che incontro ti vado.

Vieni, ti porto via con me.
Vieni anima mia, vieni via con me fra le albe di un giorno migliore.
Lasceremo qui, su queste terre infette di realtà le ultime nostre spoglie che ci videro lontani.
Lontani come due rette parallele che un giorno ruppero i sigilli e si abbracciarono in un groviglio di vita, caos e amore.
Scendi piano la riva del tuo fiume, vieni scalzo, e attendimi perché non tarderò il mio esserci.
Se ci pensi bene, ci sono sempre stata, anche in una vita che non era mia. Era lì in un angolo mentre tu costruivi il tuo domani. Quando poi ti stancasti del tuo affanno io comparvi e ti presi la mano.
Ora lascia che la città fumi via il suo vivere, e il campanile ne stabilisca il ritmo e il tempo.
Tu seguimi e non ti curar di loro, dove andremo ci sarà pace e il tuo non sarà solo un ringiovanir d'anima ma anche di spirito e corpo.
Sì mia anima fragile, tutte le tue rughe verranno levigate dalle mie mani, e dove ora c'è ansia soffierà il vento lieve della libertà. Tu sarai libero anima bella e volerai leggero fra i pascoli morbidi del mio corpo.
Sfiorerò quel sorriso sdilungo di rara bellezza e tacerò le tue insicurezze con i baci della consapevolezza.
Lo stormire di uccelli, la bianca scia della mia schiena, la bruna ombra del corpo e la luna che rischiara ogni cosa e suggella ogni gesto.
Le parole perderanno senso, perché saranno i tuoi occhi a parlare. Mi sussurreranno tutto quello che hai sempre taciuto e per una volta le tue labbra diranno: sì, ti voglio.

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