Il vortice (Matteo 14: 27-31)

È quasi l’alba, e al chiaro di luna Gesùriesce a scorgere in lontananza la barca. Un forte “vento contrario” agita la superficie del mare tanto che gli apostoli “[remano] con fatica” (Marco 6:48). Perciò Gesù scende dalla montagna e cammina verso di loro sul mare in burrasca. La barca si trova ormai a “5 o 6 chilometri” di distanza (Giovanni 6:19). Gesùsembra passare oltre e, quando lo vedono, i discepoli gridano sconvolti: “È un’apparizione!” (Marco 6:49).
Gesù li rassicura: “Coraggio, sono io! Non abbiate paura”. Ma Pietro dice: “Signore, se sei tu, comandami di venire da te sulle acque”. Gesù risponde: “Vieni!” A questo punto Pietro scende dalla barca e va verso Gesù camminando davvero sull’acqua. Guardando la forza del vento, però, si spaventa e comincia ad affondare. Grida ad alta voce: “Signore, salvami!” Gesù stende la mano, afferra Pietro e gli chiede: “Uomo di poca fede, perché hai ceduto al dubbio?” (Matteo 14:27-31).
Pietro e Gesù salgono a bordo, e il vento si calma. I discepoli rimangono stupiti. Tuttavia, se avessero capito “il significato dei pani”, ossia del miracolo che Gesù ha compiuto da poco sfamando migliaia di persone, non si sarebbero meravigliati della sua capacità di camminare sul mare e placare il vento. Adesso comunque gli rendono omaggio ed esclamano: “Tu sei veramente il Figlio di Dio!” (Marco 6:52; Matteo 14:33).


In questo brano vediamo che Simon Pietro detto Cefa ( pietra) cammina nelle acque ma poi affonda, affonda quando il suo sguardo da Gesù passa al vortice marino lì davanti a lui. Capisce che è in mare, c'è il vento forte e che c'è il vortice, sente che è un semplice uomo e non ce la può fare.
Ma finché il suo sguardo era rivolto a Gesù ce la stava facendo invece. Stava camminando realmente pure lui nelle acque.
Così io Neutrina Bosina Impressionista detta Annina finché guardo il vortice, divengo il vortice, e affogo e faccio affogare chi mi sta vicino.
Il mio vortice è fatto di tante cose passate, presenti e future.
Il mio vortice ora è lui in questo momento ma può essere qualunque cosa venga a farmi male, certe volte è la vita stessa o  io, me medesima. Più permetto che storie e facende, ricordi o delusioni entrare in quel vortice, più esso si ingrandisce, prende forza e diventa innarestabile.
Ora se guardo il vortice io mi vorticizzo invece se guardo altrove e semplicemente smetto di pensare che vortice esiste, il vortice non esisterà fin quando non mi avvicinerò per forza di cose ad esso.

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