psicopativi fissi

8 gen 2018

Icarus dagli occhi color notte

Lo vidi, sì
Spiraglio di luce d'incandescente brezza.
Aveva lo sguardo assorto di chi pensa e l’ala bruciata di chi una guerra forse aveva perso.
Forse con sé stesso, forse con il mondo.
Lo abbracciai, io sì
avvolgendolo tutto e scaldando con il mio quel suo corpo freddo, quell'animo gelido.
Gli parlai e ancor prima lo ascoltai guardando il suo bel viso corrugarsi nell'ansia del racconto e distendersi nelle pieghe dolci del ricordo.
Lo sostenni e prendendogli la mano
gli diedi ciò̀ che aveva bisogno, l’arte fine della mia mano.
Con i colori lo dipinsi, con la musica lo rilassai, con le parole gli insegnai
e raccontando favole lo vegliai.
Il profumo delle rose per destarlo, il colore dei girasoli per stupirlo
e quando un sorriso spuntò al mattino seguente la mia ala gli regalai.
E fu così che volò via, via per sempre
E fu così che lo amai immensamente.
Non ci sono notti che non lo sogni, non ci sono giorni che non lo pensi, ma una vita non basta.
Icarus dagli occhi color notte, occhi rubati alle stelle
quel giorno mi promise che sarebbe da me tornato.
quel giorno il suo amore fra le mie tremanti mani mi mise


Così lo immaginai
Vicino a me, talmente vicino
da non saperne discernere chi era l’uno e chi era l’altra.
Così lo conobbi
splendido sole dalle ali d’argento
coperto da nubi talvolta
Ma quasi sempre semplicemente perfetto.
Così lo aspettai
seduta in eterna attesa
spettatrice immobile di momenti unici.
Così lo amai
ma pur amandogli la mano gli lasciai
Ma il mio amore già̀ da troppo tempo celato
fra le lucide piume gli nascosi.
Così per proteggerlo
quando io sarei stata lontana.
Così per ricordargli di me
del tempo che è venuto e andato
Ma con sé non ci ha portati.
Così semplicemente così.


È un labirinto questa vita, non vi si sfugge
un metro fissi e sospesi sopra la follia.
È un districarsi d’incontri di anime gentili poi contorte
di persone che amano e poi odiano
di angeli e demoni.
Ogni persona porta dentro sia il bene che il male e le scelte che facciamo compongono quello che siamo.
Ogni persona che incontriamo lascia un segno
alle volte labili quanto la via che percorriamo
ma altre intense, così deciso da farci perder il senso di ciò̀ che siamo.
Ho visto angeli divenire niente trasformarsi in sabbia comune come tutti gli altri.
Ma ho visto la luce negli occhi di una persona luce pura, luce Cherubina.
Anche se sembrava un demone, anche se lui stesso pensava di esserlo ma non lo era e non lo era mai stato.
Era semplicemente il mio Icarus dagli occhi color notte.


Camminando per le strade della vita a volte inciampo su me stessa e rimango come in bilico
su verità̀ nascoste e labili realtà̀.
sospesa e bloccata
su cose che prima non pensavo neanche.
Ed eccolo lì
il mio Icarus, dagli occhi color notte che mi guarda da lontano in rassegnato silenzio.
Mi fissa e mi riflette mi fruga e mi sorregge.
Veglia su di me con un sorriso mesto
ma dolce diviene il suo pianto quando le lacrime mie raccoglie.
Non mi dirà̀ mai vieni con me
non mi dirà̀ mai stai con me
si accontenta a dir tanto di un mio sorriso rubato alla realtà̀ del suo destino.
Ma io neanche questo posso dargli perché se mi volto egli scompare
lasciando il suo profumo nell'aria, il profumo di chi ha amato tanto
e di chi in cuor suo amerà̀ ancora molto.
Vorrei essere il suo angelo, vorrei essere al suo fianco vorrei ma non posso.
Allora non mi resta che starlo a guardare.
Amarlo di nascosto affinché capisca che nella mia vita per lui c'è sempre posto.

Ma or quando si fa sera l’uomo del mio destino viene,
il mio Icarus dagli  color notte.
Non per dar conforto, speranza, tenerezza
Ma per vedere me, la semplice me.
Io suo antico amore
eterno desiderio immolato sull'altare della pace.
Viene di notte protetto dalle stelle in guardingo silenzio ad attendere sta.
Di scorgere me, di cogliermi mentre le mie faccende svolgo.
Lui non può̀ farsi vedere romperebbe gli arcani giuramenti che da tempo immemore fece. Questo prima di conoscere me che un angelo non sono, che regina non sono, che un po' fata e un po' strega nel mio intimo confondo ma che fra le tante fanciulle che in passato amò, scelse in sposa. Una fulgida gattina dagli artigli affilati.
Gli dissi sì quel giorno ma si ruppe la promessa.
Non c’è stella che sappia raccontare quel triste misfatto.
La luna diventerebbe tutta rossa al solo ricordo.
e il sole bhe .. pensa ad altro.
Fu io a lasciargli la mano. Ora spiegare il perché́ è cosa vana.
Io so che lui viene ma faccio finta di niente e dallo specchio il suo riflesso vedo. Quieto è il vivere, come triste è il ricordo ma che lascia ai posteri uno splendido racconto.

Ed era freddo ed era buio
paura avrei avuto se con se lui non mi avesse tenuto.
Un angelo dalla pelle chiara, un angelo di speranza
che col suo volo leggero la tristezza lava e il cuore scalda.
La vidi sì, nel buio della notte
quella presenza
quella speranza
quel volto che incanta.
Era tutto mio
sì, anche solo per un attimo.. fu tutto mio.
Ma seguirlo non potevo ero troppo stanca e lo vidi dissolversi come polvere bianca.
Ma il buio sembra più̀ buio senza la sua luce.
Grandi vuoti in piccoli spazi tramutano i ricordi in sassi.
Ma il mio cuore è come una fanciulla che tende la sua mano nell’incerto mondo
come una bambina che vuole diventar grande.
Ed io per certo lo aspetterò ancora
per riveder di nuovo
il volo leggerò del mio Icarus dagli  occhi color notte.
E per certo volerò̀ anch'io accanto ad egli
disegnando così finalmente il mio volo.

Ma un giorno sul far della sera,
un come tante
mi accingo a far ritorno come di consueto alla mia dimora.
Quando da lontano
vedo venirmi incontro un nero figuro.
Non so chi sia, non lo riconosco esso avanza con passo sicuro.
Sento sbattere il mio cuore
tremula è la mia carne
fragile la mia mente
qualcosa dentro nasce come accecata da una gioia compressa
d'ansia di felicità nascoste.
Non so ancora
ma forse neanche vorrei ma le mie braccia sono aperte
il mio cuore sa già̀
ed esso avanza inesorabile verso me.
Ed eccolo dinanzi
eccolo qui
le braccia mie lo avvolgono e
la notte scende,  scende su di noi
come i suoi occhi color notte uguali ai miei.

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“Vorrei avere avuto più fiori che cicatrici nel cuore.
Ma alla fine si è ciò che la vita t'insegna ad essere.”

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