C'è un tempo per piangere e un tempo per capire perché si è pianto.































TRADUZIONE

La persecuzione dei cristiani nel Terzo Reich

Le seguenti affermazioni sono apparse con questo titolo nel famoso giornale di Stoccolma «Dagens Nyheter» il 10 gennaio 1939, dunque pochi giorni prima che Hitler spiegasse in Parlamento che in Germania nessuno veniva perseguitato a causa del proprio credo:

«Quando lo stato non riconosce nessuna autorità superiore è come se dicesse: “Non esiste nessun Dio” o diventa Dio esso stesso e costringe i propri cittadini a sottostare, nelle credenze e nella coscienza, al suo diktat. Dovunque lo stato si arroga un’autorità divina, incontra una forte resistenza da parte dei suoi cittadini più nobili, tutti coloro che credono in Gesù Cristo e che si attengono ai suoi Comandamenti a qualsiasi prezzo.»

Queste frasi si trovano nel libro di Franz Zürcher Kreuzzug gegen das Christentum (Crociata contro il cristianesimo), che è stato recentemente pubblicato da un editore svizzero e che ha ottenuto grandissima attenzione nel mondo cristiano. Il libro tratta il tema della setta cristiana “Testimoni di Geova” – prima conosciuti come “Veri studiosi della Bibbia” – e della persecuzione a cui è stata sottoposta durante la dittatura nazista. Bisogna affermare subito che il libro fornisce una testimonianza attendibile e non appartiene alla categoria della «Propaganda dell’orrore».

Il libro contiene nella prima parte una descrizione teologico-teoretica, che offre anche ai laici molti spunti interessanti e stimolanti. [Inoltre il giornale riporta delle citazioni prese da questa sezione del libro riguardo il fatto che «L’uomo deve ubbidire più a Dio che agli uomini» e la questione delle «violenze da parte dell’autorità» e prosegue:]

Questo è il motivo per cui i «testimoni di Geova» hanno mantenuto le distanze dall’impegno politico o non hanno preso posizione di fronte a istanze politiche, perché il mondo politico non è cristiano – secondo le parole dello stesso Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo» (Giovanni 18:36).

Negli stati autoritari, dove la legge sovrasta e modella la vita privata dei cittadini a nome dell’organizzazione collettiva, un simile atteggiamento deve portare a dei conflitti. In base al comandamento di Dio ci si rifiuta di adorare un «Führer» e di usare il saluto «Heil Hitler».

«Il primo comandamento recita: Non devi avere altro Dio all’infuori di me. Non ti farai idolo né immagine alcuna… Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai. (2. Mosè 20) E Pietro insegna nel Nuovo Testamento che non ci sarà salvezza se non quella nel nome di Gesù.»

Qui inizia la protesta contro la costrizione morale. Poi (come si legge nel libro ) «questi tiranni rivendicano non solo ciò che è del Kaiser, ma anche ciò che è di Dio». Il governo di Hitler ha sciolto l’organizzazione dei Testimoni di Geova, ha sequestrato tutti i loro beni, ha allestito roghi pubblici della Bibbia, di trattati e scritti della loro libreria principale e ha proibito, su minaccia di ulteriori rappresaglie, tutte le loro riunioni, servizi religiosi e gruppi di studio della Bibbia. Dato che non c’erano dei veri motivi per giustificare questa misura, si sono inventati che i Testimoni di Geova simpatizzavano con i comunisti. Questa scusa,

totalmente campata per aria, viene respinta con forza nella perizia del professor Karl Barth e confutata in ogni singola pagina del libro in questione.

L’accusa di comunismo è la prova di una persecuzione smodata e terribile più semplicemente nei confronti di uomini e donne che (come dice l’autore) “si sono consacrati completamente nella loro lealtà a Dio e si sono impegnati in modo rigoroso per seguire, fedeli e obbedienti, i passi di Cristo secondo la parola di Dio. Non sono quindi seguaci di una setta o fanatici che si fanno guidare da una persona qualsiasi, sono Cristiani”.

Quello che in seguito il libro racconta, in modo attendibile, del crudele maltrattamento del corpo e dell’anima è qualcosa di inconcepibile. Nei campi di concentramento e nei penitenziari del Terzo Reich languiscono 6000 di queste persone dal forte credo che, come i martiri dell’antichità, sacrificano tutto: lavoro, pane, libertà e persino la vita.

[A riguardo, questo giornale svedese riporta 16 citazioni dal materiale documentale del suddetto libro e conclude l’articolo come segue:]

Bisogna segnalare che prima del 1933 non era stata emanata nessuna norma da parte dello stato tedesco contro i “Testimoni di Geova”. Al contrario, il lavoro sociale e umanitario da loro svolto veniva spesso riconosciuto pubblicamente. Dopo l’insediamento della dittatura di Hitler la situazione è cambiata. In molte lettere e relazioni si riscontra la domanda fremente e nel contempo piena di speranza: «Cosa dirà il mondo a riguardo?»

Il mondo tace.

G.W.

“Dagens Nyheter”, Stoccolma

Il famoso scrittore polacco Hulka-Laskowski ha scritto del libro Kreuzung gegen das Christentum (Europa-Verlag, Zürich/New York; gebd. Fr. 5,50, brosch. Fr. 3.80):

«Provo profonda simpatia e ammirazione per queste persone coraggiose, che offrono una così bella testimonianza del loro credo. Se in Germania ci fosse un mezzo milione di simili protestanti e cattolici, allora questo paese infelice avrebbe tutto un altro aspetto.

Commenti

  1. bruciolis sono io (bruciolis@libero.it) e sono io quello che, usando tempo fatica e soldi, ha postato le TROST qui riprodotte e sono sempre io quello che ha tradotto l'articolo in tedesco qui riprodotto.
    citare la fonte no eh!

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