Silenzio ... Sì o no?

Sarò populista, ignorante, terra terra ma io nel silenzio non non riesco a vederci tutto questo grande segreto da scoprire. Questo oracolo da tenere in considerazione.
Certo c'è un tempo per tacere ma anche uno per parlare.
Se tieni ad una persona e vuoi aggiustare le cose non è stando zitto che lo farai.
Se ci tieni ad un rapporto, di qualsiasi natura esso sia,  bisogna categoricamente parlare, parlare parlare. Confrontarsi, chiedersi scusa, esprimere le proprie teberezze., I propri dubbi, le proprie ansie o semplicemente ciò che ci fa paura o arrabbiare.
Il silenzio è la porta dell'oblio che una volta varcata conduce al nulla dell'indifferenza.
È vero che lo sciocco ha molte parole da spacciare e il saggio molte meno ma è anche vero che nella moltitudine dei consigli c'è la riuscita.

Io dico no al silenzio e sì alla comunicazione in qualsiasi modo essa venga fatta.
Parlerò e continuerò a parlare. Non tacerò la trasgressione e né le ingiustizie.
Darò voce ai miei sentimenti e trasformerò il silenzi in armonia di lettere e fantasia.



Commenti

  1. Hai ragione. Non è tacendo che le divergenze si appianano o i problemi si risolvono.
    Il silenzio però serve per noi, per poter vedere chiaramente dentro di noi. Per chiedersi e rispondersi e capire qualcosa di più di cosa siamo, vogliamo, sogniamo.
    Una volta che ci siamo chiariti con noi stessi, parlare con gli altri

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  2. Eh sì quello è indispensabile. Poi però chi non dice ciò che sente perde ciò che ama.

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