Per certi rapporti non esiste la parola disturbo.
Esistono solo le parole voglia di farlo che incontrano le parole mi mancavi.


Commenti

  1. Se ne parlava proprio ieri o l'altro ieri del 'disturbo'.

    Dicevo che il Natale è bellissimo anche perché magari si fanno gli auguri (un messaggio, una telefonata) a persone che non riempiono i nostri spazi della vita quotidiana, anche se a loro siamo affezionate. E che si dovrebbe fare questo anche non a Natale. Ma io ho detto: "Non lo faccio, perché ho paura di disturbare".

    Il tuo pensiero è ovviamente riferito a rapporti molto più stretti e a quella magica alchimia che inizia a legare due persone.

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  2. A volte la parola "disturbo" nasconde l'ipocrisia del "non voglio cercarti" ed allora sarebbe più carino almeno non essere ipocriti con chi si ha davanti.

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  3. (Riccardo) Ma anche in generale, in amicizia vera intendo, cioè quando due si sono guardati l'anima e poi dopo magari il silenzio dell'incomprensione mi sembra stupido pensare che uno o una venga disturbato da te che chi hai condiviso un pezzo di vita insieme.
    Tanto più come diceva Daniele (e sono d'accordo) alla fine è più una forma ipocrita del non volerlo fare.

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