psicopativi fissi

20 dic 2017

Pensiero del giorno

Andare a lavorare mezza rotta e tendenzialmente confusa ma prendere e andare; dovrebbe essere annoverato fra le maggiori virtù assieme a castità e onestà.
Purtroppo la peggiore cecità che può colpire l'uomo rimane sempre e solo  la quotidianità.

5 commenti:

  1. L'impegno quotidiano sul posto di lavoro, anche nei giorni in cui fisicamente e mentalmente non gira, è una grande virtù, senza dubbio.

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  2. E grande virtù è anche reagire a quel senso di frustrazione che quella quotidianità stressante e noiosa comportano.

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  3. Secondo me pure.
    Io parto dal pressuposto che nessuno è una vittima sacrificale di nessuno. Ogni lavoratore ha i propri difetti.
    Io per prima. La noia menzionata prima, tipo, è una questi.
    Io gestisco un cassegiato per la maggioranza donne anziane o quasi che sembrano convinte, nonostante gli undici anni che lavoro per loro, che il motivo principale per cui lavoro per loro è fare a gara a chi ce l'ha più larga o lunga. Discorso assurdo visto che sono una loro dipendente. Sono lì per loro.
    Ho cercato in ogni modo di far capire loro che se hanno bisogno che io faccia una determinata cosa che è stata fatta male o non è stata fatta basta dirle. Basta parlare. Non ho mai capito come non pensano che criticare (alle spalle) cercare tenere sulla corda il dipendente gioca a lei svantaggio. Persino io alla lunga mi sono stufata e penso che se mi lasciano a casa per ste stupidate non è il male minore. Ma stare infelice con loro lo è tanto; Che poi per lasciare a casa un dipendente ci vogliono reali e concrete motivazioni bho io credo che non lo riusciranno mai a capire.

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  4. Io infatti mi impegno per non avere una quotidianità routinaria :)

    Moz-

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  5. C'è lavoro e lavoro. Cliente e cliente. Datori e datori.
    Anche io mi tengo impegnata mentalmente in modo alternativo. Se no per me è la morte cerebrale.

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“Vorrei avere avuto più fiori che cicatrici nel cuore.
Ma alla fine si è ciò che la vita t'insegna ad essere.”

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