Disturbi della personalità e dintorni

L'autolesionismo è nato in me come forma di difesa al mio non riuscire a gestire determinate persone (e situazioni) del mio passato  a motivo del mio buon cuore.
Non riuscire ad odiarle, non riuscire ad amarle più. La mia bontà sempre mal riposta. Io la detesto. Detesto me stessa tutte le volte che per amore della bontà calpesto me.
Quindi ho iniziato ad autoprodurmi in determinati momenti del dolore, affinché il mio corpo diventasse più forte e resistente. Attraverso il mio corpo io.
Non era solo una questione di tagli, era una azione più profonda in cui intenzionalmente toglievo a me stessa cose fisiologiche fino ad arrivare ad certo limite. Ad un pefetto autocontrollo.
Questo sprigionava un potere che sentivo mio. Il controllo assoluto sul mio corpo, che io considero una semplice macchina atta per farmi sopravvivere.
Ogni qualvolta però che l'anima iniziava a bruciarmi, a motivo del passato che tornava più violento che mai nel mio presente, e del presente stesso, solo il dolore fisico spegneva quello dell'anima. Questo perché la mente spostava la sua attenzione sul dolore fisico e l'anima smetteva di gridare. Questa sensazione era assuefante.
Talmente immediata come risposta che ho lasciato che la mia anima si dividesse in due, dove c'era una me che risolveva problemi e combatteva e l'altra me che piangeva e quando il tormento era insopportabile faceva diventare luguida anche quella forte e tutto scivolava nell'oblio e la morte diventava l'unica soluzione.

Mi sono ricompattata, a fatica ma ci sono riuscita, e ho iniziato a lavorare su me.
Principalmente fermare il principio che mi portava all'annullamento. Ovviamente cercare di volermi bene, accettare determinate cose e lasciare defluire tutto ciò che non riesco a gestire. Via da me. Farmi scivolare le cose per salvare me stessa e non dovermi giustificare. Dimenticare. Essenzialmente dimenticare dove non posso perdonare.
Ci sono cose che non riesco ancora a superare, come i problemi alimentari e quel senso di nichilismo che mi porta a fregarmene del prossimo e fare ciò che mi pare,
 Vestirmi come mi pare. Prendermi delle libertà che mi aggradano. Questa non è libertà e non avere interesse per la vita. Rischio la vita continuamente e impunemente ma il mio non è vero coraggio e non avere niente da perdere che me stessa.
Rimane sempre quel senso di voler mettere alla prova me stessa, ma cerco di far canalizzare il disturbo in cose utili per la mia anima, studiando, viaggiando e imparando cose nuove.
Non riesco ancora a staccare la mia persona dal concetto di immedesimarmi negli animali e soprattutto negli insetti. Sentirmi come loro mi dà pace. Io questa pace la devo sentire in cose che mi facciano crescere, no regredire.

Sono sopravvissutava a tanti avvenimenti, soprattutto grazie alla capacità della mia mente di deviare i pensieri. Solo che i pensieri deviati non li ho mai risolti e sono rimasti lì a marcire. Inoltre deviavo soprattutto sulle persone e questo esplodeva in seudo innamoramenti che io credevo veri. Abbastanza borderline.
La mia fortuna e la mia sfortuna è essere sempre stata ossimora e quindi pormi fuori portata continuamente, anche da chi volevo vicino. Una forma di autoconservazione. Sono sempre stata così fin da bambina. Non è il Vietnam di vita superato che mi ha trasformato così, lo sono sempre stata. Anzi questo ha prodotto tutto il resto. Non il contrario. Sono autolesionista e accettandomi ho permesso a me stessa di trovare un ordine nella mia personalità disordinata.
L'arte mi ha salvato molte volte, poterne  scrivere soprattutto, ma anche dipingere, ballare mi hanno tenuta ma non mi mai curato. La fede mi ha tenuta salda e credo che la mia cura sia pervenuta dall'alto. Io curavo lui e lui curava inconsapevolmente curava me. Lui è reale. Non è fantasia. Lui conosce realmente me. Gli ho permesso di conoscermi. Di attraversare la mia anima. Solo che al contrario del precedente (Max), lui mi voleva ricompattata. Io mi volevo compattata per lui.
Il fatto che abbia finalmente dato nome al mio blog e abbia deciso di non nascondermi più è segno di miglioramento e crescita.
Questa cura, questo percorso è stato grazie al mio amore per lui. Grazie all'amore che ho sentito in lui per me. Io non so se sia vero quell'amore che ho sentito, però mi ha salvato. Di questo gliene sarò sempre grata.
Per questo ho deciso che anche se la mia vita dovesse divergere dalla sua, non scapperò più. Non lo allontanerò più. La mia mano sarà semplicemente nella sua, che stia con lui o che alla fine vinca un altro perché lui ha scelto altro e non me.

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Bollino lilla in sanità per questo tipi di problematiche




Commenti

  1. Ma che bel post, Anna, “ la tua mano nella Sua” così dovremmo vivere, tutti, con la certezza che Lui ci tiene per mano, sempre. Buona giornata.
    sinforosa

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  2. Non è facile.

    Buongiorno anche a te^^

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