psicopativi fissi

30 nov 2017

Pablo Neruda #poesie


Ho deciso, voglio come cura per la mia anima tutti i libri di Pablo Neruda. Voglio annusarli in versione cartacea, custodirli. Voglio che mi diano di nuovo speranza.
Visto che nei miei versi non credo più abbastanza.

Incominciamo da qui...







Frasi di Pablo Neruda




Ridere è il linguaggio dell'anima.

L'amore, quando la vita ci incalza, è solo un'onda più alta fra le onde.

Perché tu mi oda le mie parole a volte si assottigliano come le orme dei gabbiani sulle spiagge.

Il bambino che non gioca non è un bambino, ma l'adulto che non gioca ha perso per sempre il bambino

che ha dentro di sé.

Solo chi ama senza speranza conosce il vero amore.

Amare è così breve, e dimenticare così lungo.

Non assomigli più a nessuna da quando ti amo.

Potranno tagliare tutti i fiori, ma non fermeranno mai la primavera.

Toglimi il pane, se vuoi, toglimi l'aria, ma non togliermi il tuo sorriso. Non togliermi la rosa, la lancia

che sgrani, l'acqua che d'improvviso scoppia nella tua gioia, la repentina onda d'argento che ti nasce.

La poesia è un atto di pace. La pace costituisce il poeta come la farina il pane.

Dura è la mia lotta e torno con gli occhi stanchi, a volte, d'aver visto la terra che non cambia, ma

entrando il tuo sorriso sale al cielo cercandomi ed apre per me tutte le porte della vita.

Il mondo è mutato, la mia poesia è mutata. Una goccia di sangue caduta tra questi versi rimarrà viva su

di essi, indelebile come l'amore.

Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.

Sei la sete e ciò che deve saziarla.

Cuori spezzati, abbiate fede nei vostri morti! Essi non soltanto sono radici sotto le pietre macchiate di

sangue, ma le loro bocche mordono ancora esplosivo e vanno all'attacco come oceani di ferro e ancora i

loro pugni levati smentiscono la morte.

Bella, / come nella pietra fresca / della sorgente, l'acqua / apre un ampio lampo di schiuma, / così è il

sorriso del tuo volto, / bella.

Oggi lasciate che sia felice, io e basta, con o senza tutti, essere felice con l'erba, e la sabbia, essere

felice con l'aria e la terra, essere felice con te, con la tua bocca, essere felice.




18. E' proibito piangere senza imparare,

svegliarti la mattina senza sapere che fare

avere paura dei tuoi ricordi.

19. E' proibito non sorridere ai problemi,

non lottare per quello in cui credi

e desistere, per paura.

Non cercare di trasformare i tuoi sogni in realtà.

20. E' proibito non dimostrare il tuo amore,

fare pagare agli altri i tuoi malumori.

E' proibito abbandonare i tuoi amici,

non cercare di comprendere coloro che ti stanno accanto

e chiamarli solo quando ne hai bisogno.

21. E' proibito non essere te stesso davanti alla gente,

fingere davanti alle persone che non ti interessano,

essere gentile solo con chi si ricorda di te,

dimenticare tutti coloro che ti amano.

22. E' proibito non fare le cose per te stesso,

avere paura della vita e dei suoi compromessi,

non vivere ogni giorno come se fosse il tuo ultimo respiro.

E' proibito sentire la mancanza di qualcuno senza gioire,

dimenticare i suoi occhi e le sue risate

solo perché le vostre strade hanno smesso di abbracciarsi.

Dimenticare il passato e farlo scontare al presente.

23. E' proibito non cercare di comprendere le persone,

pensare che le loro vite valgono meno della tua,

non credere che ciascuno tiene il proprio cammino

nelle proprie mani.

24. E' proibito non creare la tua storia,

non avere neanche un momento per la gente che ha bisogno di te,

non comprendere che ciò che la vita ti dona,

allo stesso modo te lo può togliere.

25. E' proibito non cercare la tua felicità,

non vivere la tua vita pensando positivo,

non pensare che possiamo solo migliorare,

non sentire che, senza di te,

questo mondo non sarebbe lo stesso.

26. Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per

l'incertezza per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.




27. Mi feci tante domande che andai a vivere sulla riva del mare e gettai in acqua le risposte per non

litigare con nessuno.

28. Se saprai starmi vicino,

e potremo essere diversi,

se il sole illuminerà entrambi

senza che le nostre ombre si sovrappongano,

se riusciremo ad essere noi in mezzo al mondo

e insieme al mondo, piangere, ridere, vivere.

Se ogni giorno sarà scoprire quello che siamo

e non il ricordo di come eravamo,

se sapremo darci l'un l'altro

senza sapere chi sarà il primo e chi l'ultimo

se il tuo corpo canterà con il mio perché insieme è gioia

Allora sarà amore

e non sarà stato vano aspettarsi tanto.

29. Ti manderò un bacio con il vento

e so che lo sentirai,

ti volterai senza vedermi ma io sarò li

Siamo fatti della stessa materia

di cui sono fatti i sogni

Vorrei essere una nuvola bianca

in un cielo infinito

per seguirti ovunque e amarti ogni istante

Se sei un sogno non svegliarmi

Vorrei vivere nel tuo respiro

Mentre ti guardo muoio per te

Il tuo sogno sarà di sognare me

Ti amo perché ti vedo riflessa

in tutto quello che c'è di bello

Dimmi dove sei stanotte

ancora nei miei sogni?

Ho sentito una carezza sul viso

arrivare fino al cuore

Vorrei arrivare fino al cielo

e con i raggi del sole scriverti ti amo

Vorrei che il vento soffiasse ogni giorno

tra i tuoi capelli,

per poter sentire anche da lontano

il tuo profumo!

Vorrei fare con te quello

che la primavera fa con i ciliegi.

30

Succede che mi stanco di essere uomo

Succede che entro nelle sartorie e nei cinema smorto,

impenetrabile, come un cigno di feltro

che naviga in un'acqua di origine e di cenere.

L'odore dei parrucchieri mi fa piangere e stridere

Voglio solo un riposo di ciottoli o di lana

Non voglio più vedere stabilimenti e giardini

Mercanzie, occhiali e ascensori.

Succede che mi stanco dei miei piedi e delle mie unghie

E dei miei capelli e della mia ombra

Succede che mi stanco di essere uomo.

Dopo tutto sarebbe delizioso

Spaventare un notaio con un giglio mozzo

O dar morte a una monaca con un colpo d'orecchio.

Sarebbe bello andare per le vie con un coltello verde

E gettar grida fino a morir di freddo.

Non voglio essere più radice nelle tenebre,

barcollante, con brividi di sonno, proteso all'ingiù,

nelle fradicie argille della terra

assorbendo e pensando, mangiando tutti i giorni.

Non voglio per me tante disgrazie

Non voglio essere più radice e tomba

Sotterraneo deserto, stiva di morti,

intirizzito, morente di pena.

E per ciò il lunedì brucia come il petrolio

Quando mi vede giungere con viso da recluso

E urla nel suo scorrere come ruota ferita

E fa passi di sangue caldo verso la morte.

E mi spinge in certi angoli, in certe case umide,

in ospedali dove le ossa escono dalla finestra,

in certe calzolerie che puzzano d'aceto

in strade spaventose come crepe.

Vi sono uccelli color zolfo e orribili intestini

Appesi alle porte delle case che odio,

vi sono dentiere dimenticate in una caffetteria

vi sono specchi

che avrebbero dovuto piangere di vergogna e spavento,

vi sono ombrelli dappertutto e veleni e ombelichi.

Io passeggio con calma, con occhi, con scarpe,

con furia, con oblio

passo attraverso uffici e negozi ortopedici

e cortili con panni tesi a un filo metallico:

mutande, camicie e asciugamani che piangono

lente lacrime sporche.

31. Posso scrivere i versi più tristi stanotte.

Scrivere, per esempio: «La notte è stellata, e tremano, azzurri, gli astri, in lontananza.»

Il vento della notte gira nel cielo e canta.

Posso scrivere i versi più tristi stanotte.

Io l'ho amata e a volte anche lei mi amava.

In notti come questa l'ho tenuta tra le braccia.

L'ho baciata tante volte sotto il cielo infinito.

Lei mi ha amato e a volte anch'io l'amavo.

Come non amare i suoi grandi occhi fissi.

Posso scrivere i versi più tristi stanotte.

Pensare che non l'ho più. Sentire che l'ho persa.

Sentire la notte immensa, ancor più immensa senza lei.

E il verso scende sull'anima come la rugiada sul prato.

Poco importa che il mio amore non abbia saputo fermarla.

La notte è stellata e lei non è con me.

Questo è tutto. Lontano, qualcuno canta. Lontano.

La mia anima non si rassegna d'averla persa.

Come per avvicinarla, il mio sguardo la cerca.

Il mio cuore la cerca, e lei non è con me.

La stessa notte che sbianca gli stessi alberi.

Noi, quelli d'allora, già non siamo gli stessi.

Io non l'amo più, è vero, ma quanto l'ho amata.

La mia voce cercava il vento per arrivare alle sue orecchie.

D'un altro. Sarà d'un altro. Come prima dei miei baci.

La sua voce, il suo corpo chiaro. I suoi occhi infiniti.

Ormai non l'amo più, è vero, ma forse l'amo ancora.

È così breve l'amore e così lungo l'oblio.

E siccome in notti come questa l'ho tenuta tra le braccia,

la mia anima non si rassegna d'averla persa.

Benché questo sia l'ultimo dolore che lei mi causa,

e questi gli ultimi versi che io le scrivo.

32. Donna, avrei voluto essere tuo figlio, per berti

il latte dai seni come da una sorgente,

per guardarti e sentirti al mio fianco e averti

nel riso d'oro e nella voce di cristallo.

Per sentirti nelle mie vene come Dio nei fiumi

e adorarti nelle tristi ossa di polvere e di calce,

perché il tuo essere passasse senza pena al mio fianco

e uscisse nella strofa -puro d'ogni male-.

Come saprei amarti, donna, come saprei

amarti, amarti come nessuno seppe mai!

Morire e amarti

ancor più.

E ancor più

amarti,

di più.

33. Non t'amo come se fossi rosa di sale, topazio

o freccia di garofani che propagano il fuoco:

t'amo come si amano certe cose oscure,

segretamente, tra l'ombra e l'anima.

T'amo come la pianta che non fiorisce e reca

dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori;

grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo

il concentrato aroma che ascese dalla terra.

T'amo senza sapere come, né quando, né da dove,

t'amo direttamente senza problemi né orgoglio:

così ti amo perché non so amare altrimenti

che così, in questo modo in cui non sono e non sei,

così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,

così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.

34. Se non scali la montagna non ti potrai mai godere il paesaggio.

35. Saprai che non t'amo e che t'amo

perché la vita è in due maniere,

la parola è un'ala del silenzio,

il fuoco ha una metà di freddo.

Io t'amo per cominciare ad amarti,

per ricominciare l'infinito,

per non cessare d'amarti mai:

per questo non t'amo ancora.

T'amo e non t'amo come se avessi




nelle mie mani le chiavi della gioia

e un incerto destino sventurato.

Il mio amore ha due vite per amarti.

Per questo t'amo quando non t'amo

e per questo t'amo quando t'amo.

36. Questa volta lasciate che sia felice,

non è successo nulla a nessuno,

non sono da nessuna parte,

succede solo che sono felice

fino all'ultimo profondo angolino del cuore.

Camminando, dormendo o scrivendo,

che posso farci, sono felice.

Sono più sterminato dell'erba nelle praterie,

sento la pelle come un albero raggrinzito,

e l'acqua sotto, gli uccelli in cima,

il mare come un anello intorno alla mia vita,

fatta di pane e pietra la terra

l'aria canta come una chitarra.

Tu al mio fianco sulla sabbia, sei sabbia,

tu canti e sei canto.

Il mondo è oggi la mia anima

canto e sabbia, il mondo oggi è la tua bocca,

lasciatemi sulla tua bocca e sulla sabbia

essere felice,

essere felice perché sì,

perché respiro e perché respiri,

essere felice perché tocco il tuo ginocchio

ed è come se toccassi la pelle azzurra del cielo

e la sua freschezza.

Oggi lasciate che sia felice, io e basta,

con o senza tutti, essere felice con l'erba

e la sabbia essere felice con l'aria e la terra,

essere felice con te, con la tua bocca,

essere felice.

37. Non solo il fuoco

Ahi, sì, ricordo,

ahi, i tuoi occhi chiusi

come pieni dentro di luce nera,

tutto il tuo corpo come una mano aperta,

come un grappolo bianco della luna,

e l'estasi,

quando un fulmine ci uccide,

quando un pugnale ci ferisce nelle radici

E

una luce ci spezza la chioma,

e quando

di nuovo

torniamo alla vita,

come uscissimo dall'oceano,

come tornassimo feriti

dal naufragio

tra le pietre e l'alghe rosse.

Ahi, vita mia,

non solo il fuoco tra noi arde,

ma tutta la vita,

la semplice storia,

l'amore semplice

di una donna e d'un uomo

uguali a tutti gli altri.

38. Non solo il fuoco

Ahi, sì, ricordo,

ahi, i tuoi occhi chiusi

come pieni dentro di luce nera,

tutto il tuo corpo come una mano aperta,

come un grappolo bianco della luna,

e l'estasi,

quando un fulmine ci uccide,

quando un pugnale ci ferisce nelle radici

e una luce ci spezza la chioma,

e quando

di nuovo

torniamo alla vita,

come uscissimo dall'oceano,

come tornassimo feriti

dal naufragio

tra le pietre e l'alghe rosse.

Ahi, vita mia,

non solo il fuoco tra noi arde,

ma tutta la vita,

la semplice storia,

l'amore semplice

di una donna e d'un uomo

uguali a tutti gli altri.

39. Per il mio cuore basta il tuo petto,

per la tua libertà bastano le mie ali.

Dalla mia bocca arriverà fino in cielo

ciò che stava sopito sulla tua anima.

E' in te l'illusione di ogni giorno.

Giungi come la rugiada sulle corolle.




Scavi l'orizzonte con la tua assenza.

Eternamente in fuga come l'onda.

Ho detto che cantavi nel vento

come i pini e come gli alberi maestri delle navi.

Come quelli sei alta e taciturna.

E di colpo ti rattristi, come un viaggio.

Accogliente come una vecchia strada.

Ti popolano echi e voci nostalgiche.

Io mi sono svegliato e a volte migrano e fuggono

gli uccelli che dormivano nella tua anima.

40. Forse non essere è esser senza che tu sia,

senza che tu vada tagliando il mezzogiorno

come un fiore azzurro, senza che tu cammini

più tardi per la nebbia e i mattoni,

senza quella luce che tu rechi in mano

che forse altri non vedran dorata,

che forse nessuno seppe che cresceva

come l'origine rossa della rosa,

senza che tu sia, infine, senza che venissi

brusca, eccitante, a conoscer la mia vita,

raffica di roseto, frumento del vento,

e da allora sono perché tu sei,

e da allora sei, sono e siamo,

e per amore sarò, sarai, saremo.

41. Aspro amore, viola coronata di spine,

cespuglio tra tante passioni irto,

lancia dei dolori, corolla della collera,

per che strade e come ti dirigesti alla mia anima?

Perché precipitasti il tuo fuoco doloroso,

d'improvviso, tra le foglie fredde della mia strada?

Chi t'insegnò i passi che fino a me ti portarono?

Quale fiore, pietra, fumo ti mostrarono la mia dimora?

Certo è che tremò la notte paurosa,

l'alba empì tutte le coppe del suo vino

e il sole stabilì la sua presenza celeste,

mentre il crudele amore m'assediava senza tregua

finché lacerandomi con spade e con spine

aprì nel mio cuore una strada bruciante.

42. Amore, quante strade per giungere a un bacio,

che solitudine errante fino alla tua compagnia!

I treni continuano a rotolare soli con la pioggia.

A Taltal ancora non albeggia la primavera.

Ma tu ed io, amor mio, siamo uniti





uniti dai vestiti alle radici,

uniti d'autunno, d'acqua, di fianchi,

fino ad essere solo tu, sol io uniti.

Pensare che costò tante pietre che trascina il fiume,

la foce dell'acqua del Boroa,

pensare che separati da treni e da nazioni

tu e io dovevamo semplicemente amarci,

confusi con tutti, con uomini e con donne,

con la terra che pianta ed educa i garofani.

43. La strada

si riempì di pomodori,

mezzogiorno,

estate,

la luce

si divide

in due

metà

di un pomodoro,

scorre

per le strade

il succo.

In dicembre

senza pausa

il pomodoro,

invade

le cucine,

entra per i pranzi,

si siede

riposato

nelle credenze,

tra i bicchieri,

le matequilleras

la saliere azzurre.

Emana

una luce propria,

maestà benigna.

Dobbiamo, purtroppo,

assassinarlo:

affonda

il coltello

nella sua polpa vivente,

è una rossa

viscera,

un sole

fresco,

profondo,

inesauribile,

riempie le insalate

del Cile,

si sposa allegramente

con la chiara cipolla,

e per festeggiare

si lascia

cadere

l'olio,

figlio

essenziale dell'ulivo,

sui suoi emisferi socchiusi,

si aggiunge

il pepe

la sua fragranza,

il sale il suo magnetismo:

sono le nozze

del giorno

il prezzemolo

issa

la bandiera,

le patate

bollono vigorosamente,

l'arrosto

colpisce

con il suo aroma

la porta,

è ora!

andiamo!

e sopra

il tavolo, nel mezzo

dell'estate,

il pomodoro,

astro della terra,

stella

ricorrente

e feconda,

ci mostra

le sue circonvoluzioni,

i suoi canali,

l'insigne pienezza

e l'abbondanza

senza ossa,

senza corazza,

senza squame né spine,

ci offre

il dono

del suo colore focoso

e la totalità della sua freschezza.

44. Tutta la notte ho dormito con te

vicino al mare, nell'isola.

Eri selvaggia e dolce tra il piacere e il sonno,

tra il fuoco e l'acqua.

Forse assai tardi

i nostri sogni si unirono,

nell'alto o nel profondo,

in alto come rami che muove uno stesso vento,

in basso come rosse radici che si toccano.

Forse il tuo sogno

si separò dal mio

e per il mare oscuro

mi cercava,

come prima,

quando ancora non esistevi,

quando senza scorgerti

navigai al tuo fianco

e i tuoi occhi cercavano

ciò che ora

- pane, vino, amore e collera -

ti do a mani piene,

perché tu sei la coppa

che attendeva i doni della mia vita.

Ho dormito con te

tutta la notte, mentre

l'oscura terra gira

con vivi e con morti,

e svegliandomi d'improvviso

in mezzo all'ombra

il mio braccio circondava la tua cintura.

Né la notte né il sonno

poterono separarci.

Ho dormito con te

e svegliandomi la tua bocca

uscita dal sonno

mi diede il sapore di terra,

d'acqua marina, di alghe,

del fondo della tua vita,

e ricevetti il tuo bacio

bagnato dall'aurora,

come se mi giungesse

dal mare che ci circonda.

45. Con casto cuore, con occhi

puri,

ti celebro, bellezza,

trattenendo il sangue

perché sorga e segua

la linea, il tuo contorno,

perché

tu entri nella mia ode

come in terra di boschi o in schiuma:

in aroma terrestre

o in musica marina.

Bella nuda,

uguali i tuoi piedi arcuati

per un antico colpo

di vento e del suono

che tu origliasti,

chiocciole minime

dello splendido mare americano.

Uguali sono i tuoi petti

di parallela pienezza, ripieni

delle luce della vita,

uguali

volano

le tue palpebre di frumento

che scoprono

e nascondono

due paesi profondi nei tuoi occhi.

La linea che la tua schiena

ha diviso

in pallide regioni

si perde e sorge

in due limpide metà

di mela

e continua

separando

la tua bellezza

in due colonne

di oro bruciato, di alabastro fino,

a perdersi nei tuoi piedi come in due uve,

da dove nuovamente arde e si eleva

l'albero doppio della tua simmetria,

fuoco florido, candelabro aperto,

turgida frutta alzata

sopra il patto del mare e della terra.

Il tuo corpo, in quale materia,




agata, quarzo, frumento,

si plasmò, crebbe

come del pane si alza

la temperatura,

e segnalò colline

argentate,

valli di un solo petalo, dolcezze

di profondo velluto,

fino a rimanere cagliata

la fine e ferma forma femminile?

Non soltanto è luce che cade

sopra il mondo

quella che allunga sul tuo corpo

la sua neve soffocata,

finché si stacca

da te la chiarezza come se fosse

incendiata da dentro.

Sotto la tua pelle vive la luna.

46. Vita

sei come una vigna,

tesaurizzi la luce

e la distribuisci

trasformata in grappoli.

47. Dal fondo di te, e inginocchiato,

un bimbo triste, come me, ci guarda.

Per quella vita che arderà nelle sue vene

dovrebbero legarsi le nostre vite.

Per quelle mani, figlie delle tue mani,

dovrebbero uccidere le mie mani.

Per quegli occhi aperti sulla terra

vedrò un giorno lacrime nei tuoi.

Io non voglio, Amata.

Perché nulla ci leghi

che nulla ci unisca.

Né la parola che profumo' la tua bocca,

né ciò che non dissero le parole.

Né la festa d'amore che non avemmo,

ne i tuoi singhiozzi presso la finestra.

(Amo l'amore dei marinai

che baciano e se ne vanno.

Lasciano una promessa.

Non tornano mai più.

In ogni porto una donna attende:

i marinai baciano e se ne vanno.

Una notte si coricano con la morte

nel letto del mare.)

Amo l'amore che si distribuisce

in baci, letto e pane.

Amore che può essere eterno

e può essere fugace.

Amore che vuol liberarsi

per tornare ad amare.

Amore divinizzato, che s'avvicina.

Amore divinizzato che se ne va.

Più non s'incanteranno i miei occhi nei tuoi occhi,

più' non s'addolcirà vicino a te il mio dolore. Ma dove andrò porterò il il tuo sguardo

e dove camminerai porterai il mio dolore.

Fui tuo, fosti mio. Che più? Insieme facemmo

un angolo nella strada dove l'amore passò.

Fui tuo fosti mia. Tu sarai di colui che t'amerà,

di colui che taglierà nel tuo orto ciò che ho seminato io.

Me ne vado. Sono triste: ma sempre sono triste.

Vengo dalle tue braccia. Non so dove vado.

Dal tuo cuore un bimbo mi dice addio.

E io gli dico addio.

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“Vorrei avere avuto più fiori che cicatrici nel cuore.
Ma alla fine si è ciò che la vita t'insegna ad essere.”

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