Disturbia (tratto dai Racconti di Sharazan vol.1)

Oggi così come questo racconto...


«Dicono che Cassandra sia scappata dal collegio e che si sia unita ad un
viandante e che insieme facciano strane cose, di villaggio in villaggio,
dicono che non si faccia chiamare più Cassandra ma Ellah».
«Ah Virginia, dicono tante cose ...» disse Nina in segno di resa al
pettegolezzo.
Una giovane insegnante venne e chiamò con fare severo: «Nina? Il
giovane Alberto l'aspetta in sala principale, non lo faccia attendere»
Nina scese di malavoglia le scale che portavano all'ingresso del collegio
Sant’Andrea e intanto si chiedeva scocciata cosa volesse da lei il
baronetto Alberto. Il giovane si era fatto veramente bello dovette
ammettere Nina.
«Che cosa volete giovane Alberto??» chiese subito Nina senza
preamboli.
«Buongiorno Nina, vedo che vi siete fatta bella. Mi chiedevo se
potreste venire al ballo con me, questa sera» chiese arrossendo
Alberto.

«Suppongo mio giovane baldanzoso baronetto che suo padre questa
volta sia d'accordo»
«Supponete il vero, allora venite??»
«Vi farò sapere» chiuse la conversazione Nina.

«Oh com'è impudente la vostra fanciulla ..» dichiarò una voce quando
Nina se ne fu andata.
«Non è la mia fanciulla .. Ma aspetti lei chi è??» Alberto
comincio ad arrossire.
«Mi chiamo Ellah e una volta studiavo qui ..» disse la giovane e bella
ragazza.
«Se porterete Nina al ballo, vi prometto sarà vostra» disse Ellah
suadente ma appena Alberto si voltò in risposta ella era sparita.
Alberto non ci pensò poi molto, prese come segno propizio
quell'incontro. Chiamò a sé Virginia un’amica di stanza di Nina che
stava passando lì accanto.
«Dama Virginia, sempre incantevole, come state?»
Virginia lo guardò con i suoi grandi occhi lucidi e civettuola sorrise
dicendo: «Ogni volta che la vedo sempre meglio baronetto Alberto»
«Potete dire alla vostra malmostosa compagna Nina, che stasera esigo
che venga al ballo e che le farò una sorpresa. Volete essere così garbata
dal riferirglielo mia gentil-dama?»
In un soffio Virginia salutò Alberto e volò a cingere i fianchi di Nina che
si stava specchiando in quel momento. All'immagine allo specchio
disse: «Devi accettare l'invito di Alberto! S'è deciso il ragazzo
finalmente!» Nina rise alle sue parole e se la scrollò dalle spalle.
«Se vuoi che io venga, verrò Virginia ma non certo per il giovane
Alberto» Virginia la baciò sulle guance felice.
Anche al di la del bosco, un'altra ragazza provava il suo abito migliore.
Era Ellah che si guardava anch'essa allo specchio vanitosa. Anche Il suo
compagno di viaggio Sam la guardava.
«Saresti senz'altro meglio nuda, che con tutta sta roba che cela anziché
scoprire» disse Sam.
«Devo fare gran scena Sam e pure tu! Quindi vestiti, sii affascinante»
«Sceglierai alla festa, la tua preda?» chiese Sam serio alzandosi.
«Ho già scelto. C'è solo dal catturarla e portarla qui, né sarei fiero non ti
preoccupare!»
Il ballo del solstizio d'inverno era una tradizione centennale di cui il
collegio di Santa Andrea si fregiava. Un’occasione mondana attesa tutto
l'anno dove le studentesse facevano a gara a chi avesse il vestito più
sfarzoso e l'accompagnatore più bello. Virginia e Nina non erano da
meno e in quel momento non la finivano più di ridacchiare mentre si
aiutavano l'un l'altra a stringere corpetti e a arricciarsi i capelli con il
ferro. Scesero nella Sala di Cristallo addobbata a festa e con un inchino
formale salutarono i loro accompagnatori. Nina non poté fare a meno
di notare che il baronetto Alberto era davvero splendido in alta
uniforme che metteva in risalto il fisico asciutto e gli occhi vivaci color
del miele. Dal canto suo lui rimase senza fiato
<<Siete incantevole mia dolce damigella!>> lei rise civettuola e si
lasciò prendere sotto braccio per unirsi alle danze. Ellah li osservava
con un ghigno soddisfatto da un angolo in penombra. Tutto procedeva
secondo i piani. Già pregustava il sapore della lunga notte di luna.
Sentiva il gusto di quel sangue giovane e puro, ne percepiva il profumo
anche a quella distanza e se lo rigirava nel palato bramoso. Osservava il
giovane corpo di lei e i suoi seni pieni e pregustava i piaceri che ne
avrebbe tratto. I suoi pensieri furono interrotti da Sam, bellissimo nel
suo completo verde. Si muoveva rigido, si capiva che era a disagio.
<<E' il momento?>> chiese in crescente apprensione. L'astinenza la
sopportava molto peggio di lei, che invece sapeva attendere e
pregustare.
<<Non ancora. Abbi pazienza mio bramoso cavaliere, e fidati di me, né
varrà la pena aver atteso così a lungo>>.
Lui la guardò docile, quasi sottomesso, ma con occhi pieni di affamata
bramosia.
<<Lo spero, sento che sto per perdere il controllo>>.
Ellah perlustrò la sala da ballo cercando la sua preda ma non la vide e
cominciò ad essere delusa.
«Non c'è» mormorò piano a Sam che la stava conducendo nelle danze.
A quelle parole Sam perse la pazienza e mollò Ellah in pista e si diresse
a prendere una boccata d'aria. Nel grande terrazzo c'erano una
coppietta, in cui già si percepiva la timidezza di lui e il caratteraccio di
lei.
Si fermò divertito a guardare la scena.
«Dunque, noi ci conosciamo da tanto Nina..»
«Dunque??» s'intromise Nina
«Dunque.. io mi chiedevo.. se posso .. venire a farvi visita più spesso..»
«Ah, se è solo per questo certo» chiosò Nina con una sfumatura ironica
che lui non colse.
Lui divenne paonazzo per l'emozione e stava per continuare quando
venne chiamato dal padre.
Si accomiatò cerimoniosamente ad un’annoiatissima Nina.

«Dovreste essere più gentile quando parlate al vostro fidanzato» disse
Sam divertito dagli occhi fiammeggianti di lei. Notò pure, come un
pugno allo stomaco, la linea morbida del suo collo e la delicatezza del
colore tenue della pelle.
«E voi chi siete? E che vi impicciate?? Non è il mio fidanzato!» lo
redarguì Nina scandalizzata dall'essere stata pizzicata da uno
sconosciuto.
«E di questo passo non lo diverrà mai» aggiunse lui, prima di pigliarsi
uno schiaffone in piena faccia. Lui la guardò sorpreso ma lo sguardo
fiero di lei gli diede un odio che lo avvolse e si mischiò al desiderio di
quel collo e di fargliela pagare, un giorno. Lo sentì fin dentro le viscere.
Nina prese e se ne tornò dentro, nel mentre si era avvicinata Ellah
compiaciuta e ingelosita.

«Voglio tornare a casa Virginia» disse Nina all'amica.
«Oh mon dieu che ti hanno fatto sei tutta rossa»
«Un brutto incontro anzi due sul gran terrazzo» rispose Nina ancora
confusa sul perché si era adirata tanto in quel modo.
«Oh grande Giove!! Ma quella non è Cassandra?? E quel bel giovane
dev'essere il viandante! Ma che bel viandante. Solo io l'incontro tutti
rozzi?? Dalle sue scarpe dev'essere o ricco o ladro » disse Virginia
attraverso la spalla di Nina.
«Virginia posa quel monocolo e reprimiti un po' quella tua voglia di
baci per-l'amore-di-Dio!!» A quelle parole Virginia s'irrigidì in po'
nonostante il bene che le voleva certe volte era fin troppo acida pure
con lei.
«Si stanno avvicinando a noi» commentò Virginia sulle sue. Nina Fece
una smorfia. Fra lei e Cassandra non era mai corso buon sangue anche
se fra loro non avevano mai litigato direttamente. Virginia invece più
affabulatrice andò incontro loro cinguettando: «Cassandra! Vi vedo
bene!! Oh ma che bel cavaliere che oggi ci porta »
«Ellah cara Amica!! Non hai saputo delle novità su di me??»
«Dicono tante cose » chiosò Virginia mentre Nina era un gatto di
marmo e non si degnò di salutarli. Allora Ellah presentò il suo
accompagnatore e Sam fece un perfetto inchino mandando in estasi
Virginia. Nina lo guardò come un insetto ma dal suo sguardo Ellah capì
che Sam gli piaceva. Sam non sembrava essersene reso conto. Infondo
era un uomo, e i gemiti inespressi di una donna mica li poteva percepire.
Un baciamano improvviso da parte di Sam fece tornare Nina alla
realtà.
«Sam Dellatorre piacere di conoscerla Madame» ma Nina senza
pensarci tolse subito la mano da quella di lui e pulendosela sul vestito
esclamò: «Finché frequenterà certe donne non è mio piacere
conoscere voi.» e poi girò sui tacchi e andò via con una Virginia di mille
colori che le gridava dietro: «Ma che ti ha fatto il mondo amica mia!!
Quando mi sposerò non ti credere che t'inviti se continuerai ad
offendere la gente così»
Nina si fermò e commentò: « E’ una strega Virginia!!»
«Ma non lo sappiamo con precisione. E quel bel giovane come può
esser così dannato!?»
«Comunque io mi avvio a casa, tu resta e fatti portare i sali da qualche
bel ragazzo per il finto svenimento che avrei da qui a poco»
Virginia stizzì e se ne tornò in sala principale. Vedendo Virginia stizzita a
Sam scappò da ridere e di sottecchi guardò la compagna che era nera
come la morta.
«Ah tu ridi!!» sibilò Ellah precipitandosi ad inseguire Nina. Anche Sam
la imitò ma ebbe più fortuna di lei, infatti la intravide subito mentre si
congedava da una compagna di scuola. Appena Nina si vide avvistata
senza domandarsi perché iniziò a correre ma cadde e lui fu gli fu
addosso. Non chiamò subito l'amica voleva qualche minuto solo con la
ragazza ribelle.
«Saresti una strega meravigliosa, ne hai la stoffa. Se vuoi ti posso
liberare da Ellah»
Nina lo guardò orripilata e rispose: «Crepate entrambi» allora lui perse la pazienza e a quel punto gli assestò un mal rovescio. Ma la cosa che lo
stupì fu che lei non vece un verso. Ma in cambio gli sputò addosso. A lui
a quel punto brillarono gli occhi di gioia e desiderio.
Sam gli prese il viso fra le mani ed ad un palmo dalle sue labbra disse:
«Un giorno mio cara, avrai il desiderio che io ti baci e sarà la tua
condanna» di tutta risposta lei gli morse le labbra, spaccandoglielo e
cercò di scappar via. Sam inferocito la prese per uno stivale e la trascinò
a sé, rompendole tutta la gonna a meta. Soddisfatto dalla vista delle
sue gambe con il suo coltellino gliela strappò via tutta lasciandola in
mutande. Nina cercò di scalciarlo via ma lui aveva la
sua gamba e la teneva stretta, sotto il braccio muscoloso.
Un rumore di un animale richiamò la loro attenzione e Nina lesta
scappò via nel bosco, con lui alle calcagna.
Nina ansimava e aveva paura, le mancava il fiato a ridosso di un albero
cercava di pensare alla prossima mossa, quando la trovò Ellah e anche
lei in un lampo le fu addosso buttandola per terra. Le prese subito alla
gola e strinse forte, fino a sentirne le vene e poi le morse il collo fino a
far uscirne il sangue. Il sangue di Nina era dolce e d'improvviso Ellah
iniziò a leccarglielo. Senza smettere di tenergli i capelli serrati. Nina
smise di muoversi e con la mano cercò un qualcosa nella vicinanze.
Trovò un sasso e con tutte le sue forze glielo spaccò in testa. Ellah gridò
e accusò il colpo tanto da permettergli di liberarsi dal di sotto di lei e
Nina di nuovo libera iniziò a correre di nuovo nel buio della foresta. Si
ritrovò nel cimitero che stava a ridosso del bosco di dov'era scappata.
Sentiva le voci dei due che concitati la cercavano. Sentiva freddo e il
collo le faceva male da morire. Capì che doveva trovarsi un’arma e
uscire da lì. Ma capire non era il problema, realizzarlo lo era. Se avesse
potuto orizzontarsi ...
Nina continuava a strisciare nella foresta, si domandava da chi dovesse
scappare. Non trovava un’arma e non sapeva nemmeno quale arma
sarebbe stata in grado di ferirli a tal punto da potersi avvantaggiare di
maggior tempo per correre a casa. E inoltre dov’era finita Nina? Dove si
trovava adesso? A destra c’erano alberi ed a sinistra cespugli altissimi!
L’unica luce che le permetteva di vedere i suoi piedi infangati era quella
leggiadra della luna. Provò dunque a seguirla utilizzando i tronchi degli
alberi come sostegni per i brevi attimi di riposo che però non duravano
abbastanza per farle riprendere il respiro. Il cuore palpitante e per la
prima volta nei suoi occhi si poteva intravedere la speranza di
incontrare una persona qualunque. Non molto lontano infatti qualcuno
incontrò ma non né fu lieta.
«Penso di esserti mancato. Oh, dici di no?» Sam era ricomparso e la
braccava. Sembrava non curante del sangue che colava dal suo labbro.
Non si era ancora rappreso. «Che dici, forse è ora di presentarsi? Tu
pensi di sapere chi è Ellah e probabilmente della mia esistenza non hai
mai sospettato. Ci sono delle voci che corrono nel villaggio. Mi sono
divertito un po’ con te prima ma ora non c’è più nulla da ridere.
Nessuno dei due è una strega.» Lui le girava attorno come uno squalo
affamato. Nina non poteva far altro che attendere una sua mossa per
poter agire. Aveva deciso di confonderlo, depistarlo, agendo in un
modo che non si sarebbe mai aspettato. Avrebbe acconsentito.
«Siamo esseri primitivi, non nel nostro aspetto raffinato bensì nelle
origini. Godiamo parecchio a mascherarci ed ad illudere le vostre
aspettative. Avrai capito che non riveliamo il nostro vero aspetto. Farò
un’eccezione» ma venne interrotto dall’arrivo di Ellah e il piano di Nina
si sgretolò.
«Che diamine stai facendo?!» Sam non rispose, colto alla sprovvista.
«Non siamo qui per divulgare informazioni; attieniti alla procedura!»
Improvvisamente la visuale di Nina si oscurò e svenne. Quando
riacquistò il possesso di sé la situazione non era mutata. Tutto intorno
era nero pece tuttavia la presenza di alberi era svanita.
Udiva però delle voci provenire alle sue spalle. Era indecisa su quali
movimenti intraprendere. Ancora stordita ascoltava le voci che
parlavano in una lingua sconosciuta. Non le sembravano filastrocche ma rituali. Allora quel giovane aveva detto il vero, non erano succubi della magia nera.
Chi erano dunque quegli estranei e cosa volevano da lei? Mentre si
poneva altre domande, un passo l’avverti della giunta di Sam.
Si presentava differente e Nina perciò pensò che si trattasse di un altro individuo. Aveva un corpo flebile che si reggeva in piedi mediante tre zampe pelose e candidamente bianche simili a quelle di una lepre, incurvava la schiena gobba e le mani attaccate alle gracili braccia toccavano il terreno sassoso col dorso.
Nina provò a osservare il viso ma era troppo in alto e si confondeva con
l’altezza di quella che doveva essere una caverna.
Si inoltrò nella caverna. Dove un mugolo di pipistrelli l'avvolsero
regalandole un nuovo vestito fatto di trine pizzi e piume nere. Scalza
s'inoltrò ancor di più immergendosi nel buio totale fin quando una luce
non l'abbagliò e vide una scena che non gli parve vera: lei che danzava
con Sam nella sua stanza al collegio. Si stropicciò gli occhi, si diede un
buffetto ma niente, i due parvero non udirla né vederla.
«Siete fuoco, acqua, aria, terra e io sono colui che catalizza i vostri
elementi, fornitemi una prova che sarete mia anche dopo che vi avrò
rimessa al mondo» disse dunque lui accarezzandole la gola e respirando
i suoi capelli. La Nina della visione non sembrava se stessa, era confusa
e aveva negli occhi la stessa luce di lui. Nera, cattiva, maligna.
La cosa la inquietò. Ma ancor di più quando a parlare fu lei dicendo:« Lo
sono sempre stata»
Lui allora sorrise e chiese: « Nina, dimmi, sei vergine?»
Nina spaventassima gridò: «Non rispondere» Ma nessuna la udì. La sua
voce non aveva suono in quella visione. Gridò e gridò. Ma nulla! Fin
quando non vide se stessa che stava per pronunciare la parola «Sì» e
una forza la pervase e dalla gola di Nina sgorgò un No agghiacciante,
che fu udito fin dentro la visione perché si voltarono a guardarla e fu
così che Nina si risveglio appesa ad un palo a mani e piedi legati. Non
era più nella foresta e non c'erano più quegli strani personaggi. Era
dentro una chiesa e sembrava esserci una preparazione di un qualche
rituale. E con somma disperazione capì che la vittima sacrificale doveva
esser proprio lei. Era stata drogata e ora si era risvegliata.
Nina sembrava un Gesù assiso sul palo, invece che una povera vergine.
Si avvicinarono molte ragazze e si misero per terra, tutte vestite di nero e i tipici capelli a punta. C'erano molte candele e la musica risuonava
tetra. Entrarono Sam e Ellah vestiti da sposi o almeno così sembravano.
Ellah aveva un coltellaccio d'argento in mano. Il loro passo era
misurato. Sentivano proprio l'emozione del momento. Finché Nina non
gridò spinta dalla visione: «No, non sono vergine! Se sacrificherete Me
offenderete il vostro dio satana» I due la guardarono e un’ombra di
sospetto gli passò negli occhi. Fra le ragazze iniziò un mormorio
soffocato. I due sposi si guardarono imbarazzati. Si vedeva che non si
aspettavano quella notizia. Nina allora prese coraggio e rincarò la dose
dicendo: «Il mio uomo è Sam, sono stata con lui. Solo che lui ora lo
nasconde! OH PLEBEO! M'ha detto che sarei stata una strega migliore
di te, se solo avessi voluto! » gridò fintamente delusa Nina. Ad Ellah che
stesse mentendo Nina non passò neanche per l'anticamera e ringhiò:
«Tu?!? Come hai potuto??» Lui fece un passo indietro per la paura del
coltellaccio e questo gesto per Ellah significò colpevolezza. Ebbe una
crisi di nervi e gelosia e iniziò a brandire il coltellaccio nella direzione di
Sam. Fra le ragazze serpeggiò il panico e un po’ per volta se ne scapparono.
Poi iniziò una lotta ma per sfortuna di Ellah, Sam ebbe la meglio e la
trafisse con il coltello. Distesa ad occhi sbarrati mormorava ancora:
«Come hai potuto? Tu sia maledetto fra gli uomini per tutta la tua vita»
Allora lui gli chiuse gli occhi sospirando. Poi si voltò verso Nina e disse:
«Ora io e te faremo i conti!» e si avvicinò a Nina ancora legata, sempre
brandendo il coltellaccio sporco di sangue. Ad un certo punto lo leccò e
disse: «Il prossimo sarà il tuo ma prima dovrai chiedermi di finirti» con
il coltello incise la gonna e la coscia di Nina.

«Santa pazienza Alberto! Vi sto dicendo che Nina è stata rapita! Manca
da ieri sera dopo la festa non è più tornata!! » disse a denti stretti
Virginia preoccupata per Nina. Le parole dell'amica le risuonavano in
testa " è una strega"! E se avesse avuto ragione??
«E che potrei fare dunque?» chiese esasperato Alberto.
«Vada a salvarla!» e poi aggiunse ridacchiando dietro il ventaglio: «E
poi la sposi!!» Alberto arrossì violentemente e non rispose. Girò sui
tacchi prese il cavallo e si diresse verso il bosco.

Sam dovette tagliare le corde di Nina per averla vicina a sé perché Ellah l'aveva assisa troppo in alto. Ma appena la ebbe scesa gli diede uno strattone e uno schiaffo.
La trascinò per i capelli verso il centro della stanza e poi disse:
«Dimmelo ancora chi è il tuo uomo?» poi premette le sue labbra su
quelle di lei. Nina resistette anche se minuto dopo minuto cedeva alle
lusinghe dell'amore. Sam era un abile amatore fin quando non si spinse
violentemente su di lei e Nina reagì violentemente. Sam preso dal
desiderio aveva lasciato incautamente il coltellaccio incustodito e Nina
ci si buttò sopra per prenderlo ma Sam fu più veloce di lei. Prese il
coltellaccio e gli tagliò il corpetto e la pelle del braccio. Nina si dibatteva
ma lui era sopra di lei fin quando la porta della casupola non cedette ed
Alberto e i suoi uomini non entrarono.
Sam lesto come una lepre si dimenticò di Nina, si diede alla fuga dalla finestra del retro.

Alberto mandò due guardie ma di Sam nessuna traccia.
Alberto si diresse verso Nina e disse: « Allora posso?..» comprandola
con il suo mantello. Nina non gli fece finire la frase che lo ricompensò
con un baciò che valeva mille volte sì.

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