Tratto da Carlos (in editing)

una chicca di questo crepuscolo di metà ottobre... sento di voler dire questo oggi...

Charlotte si era sul divano addormentata, Liz era con nonno Gian e Carlos era tornato dal lavoro. Per andare in cucina e posare la spesa passò dal soggiorno e la vide sul divano. Si avvicinò e sedendosi sulla poltrona la contemplò. Quando c’era Charlotte il mostro si muoveva sempre, forse perché in lei risiedevano l’apice dei suoi sentimenti e dei suoi conflitti. Ma non era il mostro a farle paura ma Charlotte stessa. Come poteva difendere una Charlotte così fragile davanti ad un inquietante bestia selvaggia, quale era lui?
Daria gli aveva detto che era meno fragile di quanto lui pensasse. Carlos doveva dargli modo di mostrare e svegliare la sua forza interiore. 
Negandosi l’avrebbe resa solo Charlotte si era sul divano addormentata, Liz era con nonno Gian e Carlos era tornato dal lavoro. Per andare in cucina e posare la spesa passò dal soggiorno e la vide sul divano. Si avvicinò e sedendosi sulla poltrona la contemplò. Quando c’era Charlotte il mostro si muoveva sempre, forse perché in lei risiedevano l’apice dei suoi sentimenti e dei suoi conflitti. Ma non era il mostro a farle paura ma Charlotte stessa. Come poteva difendere una Charlotte così fragile davanti ad un inquietante bestia selvaggia, quale era lui?
Daria gli aveva detto che era meno fragile di quanto lui pensasse. Carlos doveva dargli modo di mostrare e svegliare la sua forza interiore. Negandosi l’avrebbe resa solo più fragile.
“Ognuno fa la sua scelta, tu non puoi, se non voi perderla, scegliere in alcun modo per lei.” Queste erano state le sue parole testuali.
Poi avevano litigato.
Gli vorticavano ancora davanti alla testa, quelle parole, come tante brutte ballerine.
“Ognuno fa la sua scelta, tu non puoi, se non voi perderla, scegliere in alcun modo per lei.” Queste erano state le sue parole testuali.
Poi avevano litigato.
Gli vorticavano ancora davanti alla testa, quelle parole, come tante brutte ballerine.
Carlos senza accorgersene si mosse dalla poltrona e finì vicino a lei.
Il collo di lei era sempre stato il suo punto debole. Ci appoggiò la fronte e poi lei girandosi lo abbracciò e Carlos si sentì felice in quel momento. Quasi più felice di quando era con sua mamma. Le baciò il collo e respirò i suoi capelli e nel farlo la strinse. Strinse il suo fragile corpo a sé. Lei aprì gli occhi e allora lui le disse: “Solo tu mi rendi felice. Solo tu insegni alla bestia come ci si deve comportare. La quieti. La sottometti. Io ti amo Charli e ti amerò fino all’ultimo dei miei giorni…”

Charlotte aprì la bocca e disse: “Quella che non sai è che tutti abbiamo una bestia in noi… anche io la tua Charli…” ma lui le mise un dito sopra e continuò: “Shhhh mia piccola black moon, lasciami continuare… io ti amo perché hai dato alla bestia modo di avere speranza. Ora questa speranza la voglio dare a te” allora le baciò le labbra e poi di nuovo il collo. La prese in braccio e la portò in quella che doveva essere la loro stanza. L’adagiò sul letto e si dedicò a lei con amore e con altrettanto amore ella rispose a lui fino al congiungimento di corpi e anime. Era la prima volta che facevano l’amore in tutti quegli anni sbagliati insieme. Carlos dovette ammettere che farlo con una persona che lo amava più di quanto lui amasse sé stesso era un qualcosa che faceva venire voglia di piangere dalla gioia. Ora erano una solo cosa, una sola carne e anche se vogliamo una sola bestia.

Commenti

  1. Una storia piena di speranza nel cammino delle incomprensioni reciproche.
    Bacio Anna.

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    1. Ma la smetti di seguirmi e non seguirmi. Seguirmi e non seguirmi...?

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  2. Mondo di Carlos può rappresentare benissimo ciò che sono.

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