Cinquanta tentativi di Bianco






No, vabhe! Che volete che sia? Un po' di bicarbonato e voilà il bianco ritorna.
Sono una casalinga over sessanta e oltre.
Io ho visto perdere i capelli a mastrolindo e l'ho visto pure fare uso di lifting! E adesso almeno che non vogliate esser menati concedetemi il meritato appellativo di super casalinga a doc. e d.d.p.!!
Quindi cari amici vi dicevo io non ho problemi con il bianco "bianco" del mio bianchissimo guardaroba ma con Bianco Cavatappi, il mio vetusto analogico martirio.
Mi sa che mi sa che si deve essersi consumato la trivellina perché non perfora più niente. Non cava nemmeno un ragno da un buco (anche se non è facile come dirlo stanare un ragno).
Ma io sono un tappo stappato, un fiore di campo con la scritta strappami e sbattermi al muro, senza rompermi un’altra vertebra. (Ah sì, è per quello che ho messo il busto. Ho un nervo della gamba tirato e un ematoma nel gluteo sinistro ma basta parlare dei trofei di guerra passati).
Qui il problema si pone serio.
Non so cosa possa esser successo. Dopo che ho letto la trilogia del Grey di punto in bianco ha smesso di funzionargli. Insomma sti uomini non sono mai contenti. Ti appendi come un cotechino ad asciugare e dice che sulla scala ha paura di cadere e non gli viene.
Lo bendi come un gheshio e mi sbaglia buco!! Screanzato!!! Come ... come io dico!?? ... Come fa a scambiare l'ombelico per il monte di venere!?? Dice che si era perso nella pelliccia. Orbo di un uomo!
Prima di iniziare vorrei sottolineare che il mio uomo è sempre stato valente e d’azione. Lui ha personalmente seguito passo passo lo sbarco della luna seduta sulla sua poltrona arancione. La stessa su cui ha seguito come un vero naufrago tutte le edizioni dell’isola dei famosi e ancora prima quelle americane, che anche se non capiva una cippa di niente lui sapeva sempre come si apriva un cocco o si accendeva il fuoco con i sassi.
Ma veniamo a noi… pur di dimostrare la mia buona fede vi elenco i miei cinquanta tentativi atti ad adescare il mio Bianco.

Vigevano. Primo tentativo. La salamona (consigliata da quella sgalletata della Anastasia futura moglie del Grey)
Seguendo l’Anastasia come primo tentativo mi faccio legare come un bella  salamona ma siccome diciamo che non sono in linea, faccio istallare da Fefò-tutto fare-niente realizzare due tiranti che mi devono aiutata nell’azione. Solo che sto Fefò di origini mongole, una nazione un destino, ha sbagliato le altezze così che mi ritrovo assisa come il Cristo e per venirmi vicino Bianco, brontolando a più non posso in modo poco erotico, prende la scala. Ma Bianco soffre le altezze, forse è anche per questo che sua mamma lo ha fatto basso; comunque sia dice che arrampicato così ha ansia ma nello scendere i 5 miseri gradini inciampa nelle sue stesse ciabatte e si aggrappa a me con la conseguenza di fare due buchi nel soffitto. Poco male mi dico, così potevo seguire meglio le avventure della signora Celestina con il postino e Maria, la migliore amica che non avrebbe dovuto più chiamarmi al telefono le bastava stendersi sul pavimento della sua camera da letto per parlarmi.

Vigevano. Secondo tentativo: il bendage (Consigliata dalla cassiera del super, anch’ella seguace del Grey)
Ok, farmi tirare non è stata una buona idea, allora ho deciso di seguire il consiglio di quella brava ragazza del super di fronte casa che mi ha indirizzato al bendage. Ma la cosa non ha promesso bene fin dall’inizio, quando Bianco bendato prima di arrivare al letto ha pestato il mignolo sullo stipite e subito dopo e corso in bagno a piangere come un neonato. Poi il bad boy è tornato e dal profumo del suo alito in bagno si deve aver sgargarozzato non so quale intruglio a base di alcool. Bhe per farla breve acchiappo il mio Mr magoo che mi vaga per la stanza come una pallina nel flipper e lo faccio ancorare alle sponde del mio letto. E lui inizia a tastare un po’ di qua e un po’ di là. Finché non branca il mio ginocchio e in preda ad un amore folle inizia a ravanarci su. Allora io capisco di avere delle ginocchia toste e larghe ma dopo un po’ lo sollevo per i capelli e lo faccio risalire come un salmone stordito dalla corrente e lì bho si è consumata la tragedia; nel senso che si è perso e non è più tornato al fronte! Disertore orbo! Ed inoltre cadere dal letto non deve avergli giovato molto visto che aveva più le mani sul suo occhio ferito che su di me.

Vigevano. Terzo tentativo: Il bendage inverso (Consigliato, libro del Grey alla mano, da quella stordita della cassiera del super)
Forse devo aver frainteso la cassiera del super che ora capisco perché è ancora zitella, poverina, alla sua età… non capisce niente degli uomini è ovvio! Allora lei mi dice che ad essere bendata devo essere io e non lui. Ma la cosa non va importo lo stesso perché forse frasi tipo: “Bianco non ti sento” “Bianco dove sei?” non lo hanno aiutato troppo. Infatti perché dopo mezz’ora di questa litania mi sveglio dal torpore in cui ero caduta aspettando Bianco in azione e lo trovo in cucina che si mangia pane e salame. Ah!! GRRR … poteva farlo anche a me però!!

Vigevano. Quarto tentativo: Messaggi subliminali visivi (Consigliati dalla postina, che ho sostituito alla cassiera del super come consigliera)
La postina mi ha spiegato, spietatamente, che Bianco non aveva più l’età per quelle cose, che andava guidato subdolamente con dei messaggi indiretti verso il traguardo. Quindi iniziai con piccoli messaggi subliminali, tipo post-it lasciati qua e là. Ma manco li vedeva fisicamente, quindi iniziai con i poster e dopo poco con le sagome di cartone. Solo che succedeva che io li piazzavo e Valdho, il nostro filippino di sfiducia li spostava, perché il padrone non pagava se la casa non era ordinata come voleva lui. Quindi succedeva che dove io mettevo, Valdho spostava e io dovevo rimettere. Ho desistito, alla fine, perché se no picchiavo Valdho dalla rabbia e non so come gli finiva.

Vigevano. Quinto tentativo: Messaggi subliminali audio (Sempre la postina)
Per la postina, giustamente, vista l’età di Bianco non andavano bene i messaggi visivi ma quelli audio. Secondo lei, una vecchia tecnica era farglieli ascoltare mente dormiva. Tutt’altro che semplice da realizzare visto che il mio Bianco oltre il russo perforante aveva anche l’ossessione dei rumori da ladri. Come riuscisse a sentire i rumori oltre la barriera del suono del suo stesso russo non l’ho mai capito ma intanto sentiva tutto e tutti, tranne che me, ovviamente! Ci rifletto un pomeriggio assieme a Maria e decidiamo che siccome né io né lei abbiamo audiocassette o diavolerie moderne dobbiamo iniziare con musica d’atmosfera. Appena Bianco chiude gli occhi e inizia il russo perforante metto la tv su di un canale porno a caso, e mi metto a letto pure io. Dopo una buona mezzora Bianco si gratta il panzone e mi dice: “Chiara! Domani devi assolutamente parlare con Celestina che con sto postino stasera sta esagerando!! Mi pare di vivere un porno”
“E quindi?” chiedo io eccitata.
“E quindi se penso a lei e il postino ho il ribrezzo”
Sospiro e dico: “Vado a parlarci” in realtà vado a spegnere la tv e tanti saluti. Ma non mi arrendo e decido il giorno dopo di comprare le cuffie ed un mp3 e tramite il nipote di Maria decido di registrare la mia voce suadente. La cosa si fa perniciosa e deludente quando il ragazzo, maleducatamente per svariate volte mi fa registrare la mia sexy opera d’arte. Sul testo diceva che ero una via di mezzo fra Tarantino e Burton, ma se a lui piaceva poteva essere anche interessante. Sulla voce bha non gliene piaceva una di interpretazione. La prima? Troppo Hitleriana. Poi troppo da E.T. telefono casa, troppo da Jack lo squartatore, troppo da Badessa satanica, troppo troppo troppo… mi sono arrabbiata e ho preso la mia registrazione alla Jessica Rabbit con la voce Roger Rabbit e vado a casa fiduciosa e un filino arrogante. La sera stessa mentre il russo perforante inizia a fischiare il lancio imminente, gli metto le cuffiette ed attendo. Ma niente, finisce che mi addormento scontenta e al mio risveglio lui mi guarda male e le sue prime parole sono: “Chiara perché hai strozzato Roger Rabbit?? Lo sai che era il mio preferito!! Ho fatto un incubo stanotte con la tua voce sempre nelle orecchie, che la meta bastava…”
Lo so che menare Bianco di primo mattino non favorisce l’amore ma neanche sentire tutte quelle cattiverie lo alimenta. Torno dal ragazzo, che ormai mi odia lo so e prendo in prestito la voce della sua ragazza, perché ormai sono consapevole che la mia non va bene ARGH!!!! Solite modalità, pronti per la notte, cuffiette messe, anche se Bianco mi era ancora ostile ed ogni volta che mi avvicinavo si allontanava tanto da finire con il cadere dal letto. Poi vedo rilassarsi all’istante, ed ho un gemito di nervoso e di gelosia. Non posso credere che questo brutto porco si eccita con la voce di un’altra. Pedofilo!!
Stai calma Chiara Giovanna!!! Mi dico.
Era nel tuo piano, mi ridico mentalmente.
Respiro lentamente ed attendo e vedo che la mano viscida di Bianco-sporco traditore si avvicina a me ed ho un candido e genuino atto d’amore e gliela morsico tanto che lui si alza dal letto di colpo e io lo guardo ostile, gli strappo le cuffiette e gli do del porco e lo mando a dormire sul divano. Ma insomma!!! Dopo anni di onorato matrimonio!! Sigh sigh ancora sigh!!!

Vigevano. Sesto tentativo: Il dialetto o lingua del cuore (Tentativo consigliato dalla vigilessa amica della postina che non voleva portare via la macchina di Valdho dal mio vialetto perché non espressamente in divieto)
La vigilessa mi ha detto che la postina avevo ragione e non era vero che non capiva un tubo di Bianco ma per far capire a mio marito il punto dovevo parlargli nella lingua del cuore. Ovvero in dialetto. Sulle prime ero baldanzosa ma a letto mi sono resa conto che io sono Lomellina e lui Palermitano e la messa in atto non era certo facile.
Lui aveva già iniziato il suo fast e furious russo perforante quando gli chiedo: "Bianco com'è l'è che si dice in dialetto fai l'amore con tua moglie?" Lui smette il russo perforante e ne fa uno diverso e dice: "FÀAmmOreCoTuMogghie"
"SCANDISCI LE PAROLE NON CAPISCO"
"SCUPA"
"Non essere volgare" gli dico e poi vado in bagno e registro.
Torno e gli infilo l'auricolare all'orecchio con delicatezza finché lui non mi dice con in modo sgarbato:" Se mi spremi un altro brufolo mentre dormo ti spremo io sulle mie rose!! Ora dormi DONNA"
ODIO TOTALE. ODIO TOTALE. ODIO TOTALE. MI VENDICHERÒ SU BIANCO APPROFFITANDO DI LUI SESSUALMENTE.ECCO!! Mi dico io.
Nel mentre lui si sveglia e mi guarda e io lo guardo e poi mi dice: "Hai rotto di nuovo il folletto? Lo sai quanto ci costa ripararlo QUEL CAVOLO DI ASPIRAPOLVERE?? LO VADO A PULIRE IO IL PAVIMENTO CON LA SCUPA! ! E POI VEDRAI LA DIFFERENZA AH AH" Oh ad un certo punto gli rispondo: "Passa pure la cera già che ci sei" Eh!!!

Vigevano. Settimo e ottavo tentativo: Il sogno erotico e il travestimento (Terzo e quarto e ultimo consiglio della postina che si offesa perché le ho detto che non capiva manco lei niente di Bianco)
Lasciati i messaggi subliminali, decido tramite postina, di chiedere al mio Bianco se aveva qualche sogno erotico che voleva trasformare in realtà. Qualche personaggio erotico a cui pensava quando era all’apice. Lui tace e dopo che rumina un po’ la sua insalata risponde: “Gessica Fletcher”
“Chi?” chiedi io “Quella che quando compare lei scatta il morto d’ordinanza?” Lui si fa rosso e sparecchia e torna dalle sue rose; che a pensarci bene si chiamano Jess, Gessica, Sica, Nica, Jeje, Gesi.
MHmmm … mormorò tra me e me, che non so se fare una scenata di gelosia e fargli la rettoscopia con i rami della sue schifose rose o usare l’informazione a mio vantaggio. Intanto ora capisco perché il sergente di Bianco è morto. Pensa a lei e addieu caporal maggiore! Colpa di quella perdiballe di una donna evidenziatore!!
Purtroppo il giallo non mi sta bene, il rosso alla Rabbit molto meglio, ma assieme a Maria mettiamo su tutto l’occorrente per assomigliare alla Gessica. A dire il vero mi sembro più un limone umanizzato ma per la Maria vado benissimo. Ma per rendere la scena più vera decido che un paio di morti mi servono sul luogo del crimine. Decido di usare Valdho come primo cadavere, ma siccome e in affidabile pure come cadavere, decido pure per suo cugino Nico il potatore di siepi, come secondo cadavere. Infondo uno è meglio di due. Circuisco Valdho che non vede l’ora di stramazzare ai miei piedi e lo trascino sul divano in soggiorno. Poi chiamo Nico e gli offro il the con il sonnifero e mentre io bevo il mio senza sonnifero apre la porta Bianco che è indiavolato perché le sue rose in giardino sono state assassinate. Poi guarda Nico seduto con la testa sul tavolo e sbianca, subito lo prende a sberle per rinvenirlo, ma lui se la ronfa che è un piacere. Bianco mi pare spaventato e poi guarda me; io mi alzo prontamente io e dico: “Salve sono Gessica Fletcher” e gli porgo la mano ma lui è paonazzo di rabbia, corre in soggiorno dove grida alla vista di Valdho buttato per terra vicino al divano. Eh niente! La signora in giallo aveva portato male anche questa volta e vado a dormire da Maria che è meglio. La quale invece di ascoltarmi vede la tv e ogni due minuti mi dice: “shhh” anche alle due di notte.

Vigevano. Nono tentativo: La seduta spiritica (Ideata dalla Maria mentre vedevamo una televendita)
Siccome di quelle vere ho paura, decidiamo io la Maria di idearne una finta nel nostro soggiorno. Secondo la Maria, donna più evoluta di me, se lo spirito di sua madre morta, gli dovesse tessere le lodi di sua moglie la nottata amorosa sarebbe assicurata. Convinco Bianco che ho avuto un sogno premonitore che c’è bisogno di una seduta spiritica perché sua madre lo vuol salutare. Lui mammone fino nell’anima acconsente subito. La Maria in gran segreto fa le veci della vecchia defunta solo che quella tontolona non solo sbaglia a leggere quello che gli ho scritto, lo legge pure con la voce accatarrata dall’influenza e ad un certo punto scatarra proprio a ripetizione per ben cinque minuti e dopo ricomincia con una voce impastata dall’asma. E non solo a quel punto deve a aver fatto pure confusione e scambia la mia parte scritta con il tema da laurea di suo nipote laureato in esoterismo. Da che stava parlando di sua moglie, cioè io, inizia che con ogni cambio di luna dovrete sotterrare il cadavere e ogni tre dissotterrarlo. E lì va giù di dettagli. Ed inizia a tremare il tavolino ma non siamo noi a farlo tremare e Bianco che ci si è attaccato sopra e trema tutto a iniziare dalle sue ginocchia. Il mio Bianco cuor di leone non è adatto per questo tipo di cose. E forse neppure io.

Vigevano. Decimo tentativo: I gadget erotici (documentati e presentati dalla commessa del sexy shop, pubblicizzato sulla linea del bus di linea)
A questo punto avrete capito che sono una donna dalla mente aperta, invece la commessa del sexy shop è stata al quanto dispotica e sprezzante. Passi pensare a partito preso che io non sappia che cos'è un vibratore ad anello ma venirmi a dire che il lubrificante non è una pomata per le emorroidi è oltraggioso!!! Perché a che altro serve se non per fare la cacca meglio?? Ci siete cascati vero?? Ahah certo che lo so. Li ho visti nascere questi bugigattoli di negozio. Una volta non c'era tutta questa l'elettronica e plastica e si andava più a fantasia ma il concetto di erotismo lo avevamo pure noi, a modo nostro. Ma gli anni passano e io mi ritrovo lì a scegliere giocattolini per il mio Bianco. Decido di comprare un paio di mutande masticabili al sapore di ciliegia, un profumo di endorfine o una cosa simile da spruzzare ovunque e il lubrificante (hai visto mai che passiamo la prima fase). Quando sto per arrivare a casa, mi fermo da Maria per far vedere gli acquisti. Lei insiste nel voler odorare il profumo e così me lo spruzzo e poi vuole vedere le mutande e me le metto e poi niente ho detto a Maria che non c'è trippa per gatti. Eccitata per il successo con Maria corro a casa ma non faccio neanche cinquanta metri che tre cani e due gatti mi seguono con occhi allupati. Mi agito parecchio ed inizio a correre e loro dietro corrono appresso a me. Allora mi infilo dentro un negozio di articoli sportivi e non faccio in tempo a voltarmi che il commesso viene verso di me tutto sorridente. Anche fin troppo. Mi sento in un film tipo ai confini della realtà versione Tinto Brass. Il commesso mi chiede cosa desidero e io faccio finta di guardare calzini, intanto con la coda degli occhi guardo gli animali fuori: mi stanno aspettando, seduti come dei bravi cuccioli. Auto!!
Mentre traffico per cercare il cellulare, si avvicina il commesso, sempre di più... sempre di più... finché non gli tiro addosso una confezione di palline da tennis. Non lo colpisco e lui sorride. Quanti anni avrà? ventisette? Ha i brufoli e la barba ed è mezzo stempiato.
Indietreggio ... arriva un cliente ed io tento la fuga ma i cani appena mi avvicino alla porta si alzo anch'essi. E' ufficiale sono disperata!! Il cliente se ne va e il commesso dai glutei mosci si avvicina, ha pure la pancetta e un sottile rivolo di saliva sul mento. Adesso basta! Fra poco inizia Segreto e questo rutto della natura non mi può rapire così. E manco gli animali!! Ho sedici minuti per tornare a casa e non c'è tempo da perdere!! Con un colpo veloce apro la porta e alzo il mento e mi metto subito a correre verso il macellaio a tre negozio più in là. Ci arrivo ansante e con un brandello di vestito rotto, è stato rotto dalle piante di quella donnaccia della pasticcera, che da anni fa la corte a Bianco. Una volta dal macellaio prendo tre etti di trita scadente e una volta fuori la butto lontano ed i cani ci cascano mentre io corro a casa. Cado! E te pareva! I cani mi raggiungono e iniziano a leccarmi ed annusarmi tutta ed io grido e cani mi abbaiano addosso. Mi parte il tombolo della disperazione guardando l'orologio: Meno di un minuto!! A quel punto mi cade la borsa dalle mani e si spacca il profumo. Loro indietreggiano Allora tiro il sacchetto con il profumo rotto e le mutande su di un camioncino aperto e loro dietro a quel camioncino ed io zoppicante, sudata e con il mal di schiena mi avvio a casa. Bianco mi si avvicina e fa per abbracciarmi quando mi dice: "Ma che è successo? Oggi non lo fanno Segreto ci sono le elezioni" Mentre guarda i miei acquisti dice: "Ma sta crema va bene per le emorroidi?" Vado in camera mia. Non sono una che piange ma che uccide sì, e forse oggi è uno di quei giorni.

Vigevano. Undicesimo tentativo: La sottomissione (consigliato dal farmacista buzzicone amico di mio marito)
Una cosa giusta che aveva detto quel buzzicone del farmacista era stata: fai la sottomessa. Che nel suo gergo significava: vola basso e stai serena! Serena un corno rimbambito!
Io non ero nata per stare serena, ma si sa che gli uomini sono anime semplici, quindi avrei dovuto fare la geisha sottomessa affinché lui volesse ciò che io volevo. Inizio subito quel mattino con "amore vuoi del caffè??" al posto di "Te lo sei bevuto tutto egoista che sei, tutto tuo madre" ... una passeggiata di salute.
Solo che lui mi guardava strano quasi intimorito. Era solo questione di tempo!!
A pranzo continuo la messinscena e lui passato lo scetticismo iniziale e vista la situazione vede bene di approfittarsene all'ennesima potenza. Organizza una bisca clandestina nel nostro onoratissimo salotto. Io invece di sputargli in un occhio acconsento e vado in camera a prendere un po' di psicofarmaci. Notare che il rimba-farmacista gli psicofarmaci per me gli aveva sganciati come caramelle, dopo che gli avevo accennato il piano. Impasticcata preparo la casa per il dopo cena ovvero chiusi a chiave le stanze tranne il bagno e metto tutte le cose di valore in cassaforte. Speravo che dopo quella pagliacciata sarebbe stato più magnanimo con me. Infatti il furfante è di buon umore, baci e abbracci tutto il pomeriggio. Io un po' meno perché me lo sento che sarebbe successo qualcosa di storto. Dopo cena i delinquenti del caso (il Rimba-farmacista, il fornaio, il piastrellista, il sindaco e altri tre o quattro che non conoscevo) si insediano nel soggiorno e tirano fuori subito alcool e sigari. Lo sa solo Dio cosa mi trattiene dal non andare a prendere il revolver del nonno e fare piazza pulita. Sopporto nascosta in cucina per ben tre ore. Maria se ne era già andata da un quarto d'ora e di là è tutta una cortina di fumo e allegria. Mi viene un’idea e vado a mettermi in camicia da notte per far capire loro che ora che se ne vadano. L'unico risultato fu che ricevo una bella pacca sul sedere da Bianco e una strizzata d'occhio dal piastrellista Domenico. Mi metto in stanza ad aspettare e mi addormento. Al risveglio trovo uno dei ragazzi che dormiva con le scarpe sul mio divano di pelle, il farmacista che cerca di pulire il whisky dal tappeto persiano. La goccia che fa travasare la mia bile è la tavoletta della tavoletta del wc tutta sporca delle loro urine. Prendo la pistola del nonno e vado in soggiorno a sparare un colpo.
Occhi rossi e vestaglia messa alla meno peggio, mi scende persino la bava dalla rabbia. Scappano tutti all'istante. Bianco trema come una foglia ma poi si ricompone in camera e viene vicino a me puzzante di whisky e sigari e con quella faccia da ... GRRRR!!! Ci tenta a onor del vero, ci tenta ma per una volta è lui ad andare in bianco. E perché sì quando è troppo è troppo!! e poi quando finiamo di pulire il soggiorno siamo troppo stanchi sia per litigare sia far l'amore.

Vigevano. Dodicesimo tentativo: Le lettere infuocati (idea presa in prestito dalla copertina di un libro: la lettera scarlatta)
Dopo la bisca mi ci vuole tre giorni affinché mi sbollisce la rabbia. Sì insomma il tempo esatto che Bianco ritorni Bianco. La bramosia dei miei desideri ricomincia a farsi avanti e al super vedo un libro che mi colpisce. Il titolo era la lettera scarlatta ma né la storia o il titolo mi interessano, era la copertina! Quella A infuoca mi fa venire in mente che anche io potevo scrivere a Bianco lettere infuocate d'amore. Da quel che vedo in giro e sento nel virtuale basta poco per mandare su di giri qualcuno. Io lo farò con Bianco.
Certo, ideare e raccontare era un conto farlo era un altro. Vi anticipo che io non avevo mai scritto lettere d'amore e meno che mai infuocate. Pensavo bastasse la fantasia... ma forse ci voleva anche una dose di psicologia, ed una di saperlo realmente fare. Ebbene composi la mia lettera e gliela misi nel cuscino al mio posto. Io andai prima da Maria e poi dall'estetista.
Orgogliosa di me. Un po' emozionata e un po' imbarazzata varco la soglia di casa e mi trovo Bianco occhiali sul tavolo in un stato agitato. Appena mi vide mi abbraccia e mi dice che dopo aver trovato la lettera si era preoccupato.
"Eh di che?? " chiedo sorridente.
"Del serial killer!" dice e tira fuori la mia lettera.
Legge... ti leccherei tutti i tuoi pochi capelli e bacerei perfino le pupille dei tuoi occhi. Mi farei una trasfusione con il tuo sangue solo per averti con me per tutta la vita. Alla tua morte ti brucerò e porterò le tue ceneri con me e ogni tanto me le metterò nelle labbra ...
Deglutisco. Uhm ... allora ... mentre la leggeva la Maria era un filo differente. E lui che la legge male intendiamoci!! Non può essere così ....
"Oh mio Dio basta..." grido.
"L'ho detto pure io"
"Ah sì??" Grrrr!
"È la pasticcera Amore!! Avevi ragione tu!!" dice.
"Ah e tu che metti sempre in dubbio le mie parole"
"Ci vuole fare fuori... mi brama... in modo.. inquietante"
"Non esagerare ..." dico infastidita.
Adesso questo qua!! ... Ma vi pare??? Due frasucce d'amore... e già sei una porno-stalker.
Mi sa che con l'età si sta rimbambendo. Mi spiace dirlo ma è così.
"Bianco..." intervengo io ma lui di alza e apre al più bel poliziotto mai visto.
Alto MUSCOLOSO, belle scarpe. Mi sciolgo come un formaggino nel brodo e inizio a buttare fango sulla pasticcera Mariarosaria. Eh sì abbiamo bisogno di protezione. Proprio tanta.
Ma malasorte vuole che Mariarosaria non sia in paese e che mi sia firmata nella lettera. Non me lo ricordavo. Solo che l'accecato di mio marito manco conosce la mia scrittura. Demente.
Il bel poliziotto fa un sorriso capendo la situazione ed io un tremulo accondiscendente pietoso sorriso di risposta. "Caso chiuso" dice in un italiano perfetto. Io continuo ad inchinarmi melliflua, ancora un po' che mi contorco le mani mi fa interdire. Sembro Montgomery Burns quando dice di nascosto a Smithers "Libera i cani!". Solo un po' più grassa e…"appassionata".
Sento gli occhi di mio marito addosso. Non è lo sguardo geloso-barra-virile è lo sguardo si-nà-cretina. Appena il poliziotto chiude la porta corro in camera e addieu meraviglioso arresto della pasticcera. Benvenuta serata a casa di Maria.

Vigevano. Tredicesimo tentativo: Lo psicologo (tentativo voluto da Bianco stesso)
Ebbene sì, il mio Bianco ha insistito perché io andassi in analisi ma io furba come un gatto ho voluto che lui venisse con me. Avrei usato il sedicente psicologo contro mio marito affinché capisca che io non ho manie compulsive ossessive sessuali. VOGLIO SOLO FAR L'AMORE CON MIO MARITO. PUNTO E BASTA!!
Mi siedo composta davanti ad un ragazzotto di quarantacinque anni, con il pizzetto e il papillon. Ha una giacca di tweed e un taglio di capelli alla Caparezza. Si presenta ossequioso e tranquillo. Lo odio. Lo odio proprio. Ho voglia di levarmi la dentiera e usarla come pinzetta per legargli i capelli. Ha pure un brufolo enorme sul collo. Rosso e bianco. Inesploso.
Oh mio Dio ho lo sguardo puntato sul quel vulcano ancora attivo.
Il dottore mi richiama all'ordine ma io non posso ascoltarlo!!! Devo strizzare quel brufolo!!
Intanto il mio Bianco snocciola termini che non conosce mica come: ossessionata. Posseduta. Nevrotica. Maniaca e pazza! "Eh no che non sono pazza!!" dico io saltando in piedi.
Sono ad un braccio di distanza dal brufolo. Mi avvicino ancora di più facendo finta di curiosare nello studio mentre il dottore mi guarda perplesso.
Ok, so anch'io che non è normale o educato vagare per la stanza ma quello se ne va in giro con quel coso sul collo... mhmm! Devo pur far qualcosa. Dopo il brufolo attaccò con Bianco, penso, mentre Bianco gesticolando in mia direzione tira fuori parole come squilibrata, disconnessa e ingestibile.
Sono sul collo del dottore, le mie dita sono ad un centimetro dal suo cratere.
Entrambi mi guardano seri e negativi. Allora dico per depistare l'attenzione su di me che Bianco da piccolo si vestiva da femmina e serviva the alle bambole.
Non è vero ma il mio Bianco entra in crisi e al dottore si aprono le sinapsi freudiane e inizia a fargli un sacco di domande. Bianco si impapera ed io attaccò il brufolo e il dottore urla cadendo dalla sedia con me attaccata al suo collo. Cerca di sfuggirmi ma io non mollo finché non vedo il sangue sul collo. Poi mi risiedo e disinfettando le mani dico al dottore con gli occhi a palla e il cravattino storto: "Può credere quel che vuole dottore ma io amo sinceramente mio marito e se non vuole fare altre sedute con me gli dica che sono normale e può anzi DEVE fare l'amore con me" Lo fisso con lo sguardo e lui si inquieta come se volessi farlo con lui anziché che con Bianco. Tremando con la voce e tossendo a raffica dice a Bianco che io non ho niente che non va bene se no un eccesso di zelo e passione e una pesante distorsione mentale. Ci accompagna alla porta mantenendosi estremamente lontano da me. Bianco pare deluso ma io no. Ma che si aspetta da uno che sotto la camicia nera porta la maglietta #ioMiamo colorata in oro e nera?? Gli ho fatto solo un favore.
Ma mentre mi accomodo in macchina Bianco inizia a dire che esiste un altro tipo di specialista che può aiutarci. "L'agopunturista" dice lui con aria seria. Taccio ed intanto penso a ciò che gli capiterà se non guarisce il mio Bianco. Bianco pensa la stessa cosa ma in maniera del tutto diversa.

Vigevano. Quattordicesimo tentativo: L'agopunturista (consiglio dello psicologo Caparezziano)
Eccoci qua. Dunque. Io, Bianco e l’agopunturista giapponese. Io sembro un porcospino tanto sono piena di aghetti. Invece il giapponese se ne sta attaccato al suo telefonino e ogni tot mi chiede se sento ancora quel desiderio folte di anzia e lilidine?? Ma come si esprime questo qua?? Ovvio che la sento ancora la libidine, sotto un miliardo di aghetti ci sono ancora io. A Bianco non chiede niente e lui se la ronfa alla grande sulla sedia. Di sottofondo si sente una musica blues. Il giapponese si scusa ed esce a telefonare ed io guardo mio marito che in quel momento apre gli occhi. Anche Bianco mi guarda e per un attimo sembriamo ancora due ragazzini. Sorridiamo e la mia mia mente inizia a riempirsi di tenere misericordie, diciamo cosi che se no poi anche voi dite che sono libidinosa. Mi alzo dal mio lettino e come una mummia di aghetti mi avvicino a lui. Bianco sgrana gli occhi e si allontana.
Ah gli piace giocare al mio ometto! Inizio a rincorrerlo e lui scappa per la stanza ma poi arriva il dottore e come due scolari ci ridistendiamo. Adesso tocca a Bianco ad essere aghettato. Dopo un paio di aghetti nelle zone erogene il dottore chiede a Bianco come si sente e lui sorride ben lieto.
UHM!! Ben lieto.
Il dottore riceve un’altra telefonata ed un po` imbarazzato esce dalla stanza ed io mi precipito da Bianco e incomincio a mettere i miei aghetti dappertutto nelle sue parti basse. Bianco geme ed io mi ingalluzzisco e come un treno lo riempio di aghetti. Bianco si fa languido e poi bho perdo la tramontana e salgo sul lettino di bianco.
L’unica cosa che ricordo è l`urlo di dolore di Bianco che mi butta per terra e corre fuori dallo studio disperdendo i suoi aghetti.
Povera stella, lo hanno trovato nel garage che cercava di spaccare il finestrino della nostra macchina per fuggire via. E che saranno mai cento aghetti conficcati nella carne. Io ogni volta che mi depilavo con il rasoio provavo la stessa sensazione e non mi lamentavo mica! Ad ogni modo abbiamo capito che l`agopuntura non fa per noi. Per tutta la strada del ritorno Bianco mi mette il muso dicendo che avevo deliberatamente tentato di ammazzarlo ma io non lo ascolto neanche perché me venuta un ideuzza ma prima di metterla in atto devo parlare con il mio dottore e poi con il rimba-farmacista.

Vigevano. Quindicesimo tentativo: La polvere blu (ideata da me)
Il giorno dopo del quattordicesimo tentativo vado dal mio medico e mi faccio scrivere il viagra. Lui tentenna per via dell`età di mio marito ma io lo ricatto facendogli capire che se non me lo prescrive io vado a contare a sua moglie cose realmente accadute al suo poco virile neo maritino.
In realtà non so mica niente ma il potere di convincimento sta tutto nel fargli credere il contrario. Ho buttato una frasetta tanto per dire e ho visto che lui è diventato tutto rosso e allora a quel punto come una zanzara nel sangue ci ho marciato dentro.
Ora il problema rimane il rimba-farmacista. Mi travesto da ometto ed entro in farmacia. Con voce burbera passo la ricetta al farmacista che sta cinque minuti a fissarmi ma poi si gira e cerca il medicinale nel retro farmacia. Sta via nel retro un buon venticinque minuti e quando torna, me lo porge e dice: "Chiara spero che tu sappia ciò che stai per fare" Ovvio che lo so! Senza rispondere mi prendo la scatola delle pillole e torno a casa e inizio a pestarla nel mortaietto di porcellana. Riduco in polvere tre pastiglie e la verso nel succo di pompelmo. Bianco è dalle sue rose, che dopo oggi faranno una brutta fine. Rido satanicamente dentro me. Porgo il bicchiere a Bianco che non lo vuole ma io insisto e allora lui accetta e lo prende in mano. Mi squilla il cellulare ed io corro a rispondere e quando torno il bicchiere è vuoto. Chiedo a Bianco come si sente e lui risponde: "Bene" mi sorride e continua la sua potatura accurata. Mentre aspetto che il pollo nel forno e quello in giardino si cuociano mi siedo in cucina e attendo fumando una sigaretta. D'improvviso arriva Valdho e inizia fissarmi e io gli chiedo in malomodo cosa vuole. Lui risponde rose in mano: "Te". Io a poco cado dalla sedia e lo guardo scioccata e un po` disgustata. Poi mi cade l`occhio sulle rose che ha in mano e realizzo che son le rose di Bianco. Lui le butta sul tavolo e si inginocchia davanti a me giurando amore eterno. Nella mia testa c'è un unico pensiero: Le rose di Bianco NO!!! Valdho dice che Bianco è uscito un attimo e la casa è tutta per noi. Io a poco vomito e cerco di sfuggirgli fin quanto non mi acchiappa per una caviglia e io cerco di trascinarlo a peso morto fuori in giardino. Intano metto le rose nel trita rifiuti del lavandino. E a quel punto entra Bianco con gli occhi di fuori dalle orbite che grida vendetta per le sue rose. Manco del fatto che un filippino è attaccato alle caviglie di sua moglie. Mi arrabbio pure io e finisce in rissa. E l'unica che poi ci ha guadagnato in questa commedia della malavita, è Carlotta che Valdho ha reso molto felice quella sera. Infatti Valdho vedendo Bianco infuriato ha visto bene di darsela a gambe e abbandonare la sua amata per passare la notte con la cameriera della Maria. A quanto pare era stato Valdho a bere il pompelmo che Bianco gli aveva rifilato. Povero Valdho il giorno dopo non si ricordava mica niente. Sono io che non ho dormito perché lui si era appiccicato sul vetro della camera da letto con il suo faccione. Ed ero sempre io che cercavo di far venire a letto Bianco che se ne stava con il fucile a canne mozze davanti casa aspettando che l'assassinio delle sue rose tornasse nel luogo del crimine. Il giorno dopo ripetei l'esperimento mettendo nella pasta al sugo altre pastiglie di viagra ridotte in polvere. E questa volta Bianco mangiò tutto e con gusto. Salvo poi passare due giorni interi con il mal di pancia e la diarrea.
Eh lo sapete ora anche voi, il rimba-farmacista mi ha ingannato facendomi credere che erano tutte viagra invece che delle banalissime pastiglie contro la stitichezza colorate da lui di blu.
Non licenziai Valdho solo e unicamente per via delle rose che aveva inconsapevolmente distrutto per me. E non uccisi il farmacista perché infondo lo aveva fatto per proteggere Bianco. Intanto avevo appena ideato il sedicesimo tentativo e forse forse il rimba-farmacista mi serviva ancora.

Vigevano. sedicesimo tentativo: I video porno. (consigliata dalla ragazza che ha sbagliato numero)
Quante ne sanno i ragazzi di oggi, pazzesco, mi chiama una ragazzotta che cerca il suo moroso ed invece trova me. Ha sbagliato numero, è evidente, ma io prima di dirglielo le chiedo cosa farebbe al mio posto se il suo ragazzo mollasse il colpo e non vorrebbe più far l'amore con lei.
La ragazza ci pensa su e poi mi dice che forse è meglio che parli con sua madre.
Mi passa una certa Lucrezia, che se non fosse che La Borgia sia morta da secoli mi pareva la rivisitazione in persona. Con la vociona tetra, tipo aldilà, monocorde e afona mi dice che lei prima di evirare suo marito ha provato con i video porno. Io gli chiedo se a pagamento me li può spedire e lei dice che è una produzione amatoriale in proprio, diciamo casereccia. Gli chiedo se hanno funzionato e lei mi risponde che con l'amante di suo marito sicuramente.
Ora capisco l'eviramento. Ma comunque la prendo come una buona notizia e non mi perdo in dispiaceri inutili con Mortiscia anzi mi metto d`accordo sul pagamento e l'invio.
Tempo tre giorni arrivano con il corriere sda.
Sono stra-eccitata come un riccio al suo primo accoppiamento. Guardo il dvd e levo la cover che mi pare inquietante più che lussuriosa. Tiro tende e chiudo a chiave tutto. Bianco si allarma un poco ma io prendo il plaid e sorriso allegra. Dico a Bianco che dobbiamo vedere questo nuovo film per forza. Lui bonariamente accetta in realtà accetta perché lo so che nel fine settimana vuole andare a caccia con la sua cricca di amici. Inserisco il dvd e attendo l'inizio.
Una musichetta mortuaria si fa strada fra la chilometrica introduzione. Come se una ne dovesse fare una bandiera gloriosa di aver fatto porcherie davanti la telecamera.
Devo dire che lui è pelosissimo. Pare ancora vestito da svestito.
Bianco inforca gli occhiali e chiede avvicinandosi alla tv: "Ma è una scimmia? Che razza di documentario è? Perché c'è il sottofondo di profondo rosso?"
Incrocio le braccia ma sento che un'imprecazione vuole scivolare fuori fra le corde vocali.
Attendiamo Morticia... con ansia.
OH MIO DIO.. cosa hanno visto i miei poveri occhi. Ma che schifo!!!
Innanzitutto la Morticia telefonica era grossa, poteva pure intitolare il dvd il mio grasso grosso infarto, perché solo quello ti poteva venire a guardarla. Bianco ad un certo punto mi dice: "Ma Chiara perché sta scimmia si accanisce in quel modo su quel povero divano rosa?" Poi spalanca gli occhi e grida: "Oh mio Dio ma ha i denti il divano... e quella che cosa sarebbe?? Una lingua??"
BLAH ... si leccano... Noooo ... Ma come fa con tutto quel peso addosso?? Da che parte sono girati??
Spengo il dvd delusa e io e Bianco ci guardiamo. Ora secondo i miei calcoli ci sarebbe dovuto scappare l'avvinghiamento ma ci scappa solo la camomilla perché secondo Bianco e me, la povera scimmia collassava entro trenta secondi. Era contro natura quell'incastro.
Bianco fa domande ma io non rispondo, perché continuo a chiedermi ma perché non si è tolto i calzini bianchi? Per sembrare più umano??

Milano. Diciassettesimo e diciottesimo tentativo: L'ipnotizzatore e il pranoterapista (consigliato dal ego da un quintale di Bianco)
Se c'è una cosa che di Bianco non vi ho detto è questa: Lui ama anzi brama essere visitato ogni tot periodo di tempo da qualche specialista. Come ovvio che sia dal ramo terapeutico dell'ipnotismo lui è sempre stato escluso non avendo nessuna motivazioni valida per andarci. Ma da oggi tutto può cambiare.
Abbiamo fatto un patto io dall'ipnotizzatore (per calmarmi) e poi lui va dal pranoterapista. Due specialisti in un giorno solo. È un record da segnare nel guadernetto privato di Bianco. Dove annota tutti quelli che lo hanno visitato. Mette pure le stelline da quando ha visto che sui social si usa. Stelline e commenti. E non credete che ci vada leggero, se uno dovesse leggere quel libricino dalla copertina nera come minimo lo prende per un serial killer. E lo si sa che il mondo è bello perché è vario (o avariato) e c'è chi ha l'agendina delle ex fidanzate e chi gli piacerebbe avere un album della Panini con i dottori che lo hanno visitato.
Comunque la sua agendina è diventata leggenda e non passa giorno che qualcheduno non chiami per sapere un parare da paziente su qualche illustre dottore. Infatti è usanza qui da noi, da qualche anno, che se devi aprire un ambulatorio prima devi omaggiare Bianco e visitarlo e poi puoi avere il pax per tutto il resto della città.
E tutti pomposi ci rechiamo dal suddetto specialista. Mi fa sedere e io obbedisco e allora lui inizia a farmi guardare il pendolino che va di qua e va di là. Ed io penso quando va a sinistra ... che bell'uomo è il dottore… se va destra ... devo imparare ad usare il pendolino contro Bianco.
Dopo poco però mi stufo. Che noia. Appena fa una frazione di pausa, lesta come un gatto mi alzo e afferro il pendolino. Il dottore non se lo aspettava e mi guarda perplesso e Bianco ne approfitta per dirgli: "Ha visto?? È il diavolo sta donna."
Devo appuntarmelo da qualche parte che se Bianco mi dà ancora della indemoniata gli devo dare una craniata direttamente in loco.
Ad ogni modo con il pendolino in mano e la minaccia di usarlo come arma, faccio sedere Bianco e lascio che il dottore faccia il suo lavoro o almeno ci provi con me che gli suggerisco la frase cardine: Tipo fai sesso selvaggio con tua moglie.
Ma lui noo dice frasi soavi tipo: sii tenero con tua moglie. Comprendila. AMALA.
Che pietà sto dottore. Una noia completa.
Insomma si vergogna il cucciolo!! ?? Ma che si è laureato a fare??? Cialtrone professionista. Allora in preda alle mie idee di onnipotenza gli schiaccio il piede al dottore e gli strappo il pendolo, salgo sulla sedia sopra Bianco e parto come uno schiacciasassi gridando: "DEVI FARE L'AMORE CON TUA MOGLIE HAI CAPITO O NO?? ... SII UOMO.. SII IL DIO DEL SESSO" E cose simili.
Il dottore rosso come un pomodoro perde la pazienza con me e fischiando con le dita mi intima di fermarmi. Mi strappa il pendolo e virtuoso mette fine alla seduta.
E sul referto medico mette: non collaborante.
Come non COLLABORANTE?? Ho fatto pure il suo di lavoro…
Il Bianco non fa una piega scuce due centoni e si avvia con me verso il piano del pranoterapista.
Altro dottore, stessa musica: belle scarpe, bella faccia, bel fisico, praticamente un demente. Con il prano partiamo subito male quando uno di fianco a l'altro con Bianco sdraiato, lui mi dice che gli levo energia positiva. Allora mi faccio un po` più in là, se no camomillo (che di nome si chiama Camillo Botta ma di fatto è una camomilla) non si concentra.
E sarei rimasta anche zitta se il Camomillo non mettesse le mani nel punto sbagliato.
Insomma cosa centra il fegato con i gioielli di famiglia?? Lui sta benone di fegato, sono io che me lo faccio di continuo.
Cerco di farglielo capire ma lui alla seconda mia insinuazione che non stesse mettendo le mani sul posto giusto mi sbatte fuori dallo studio. Avete capito il villanzone cosa si è permesso di fare?? Vedrà, vedrà! Quando metto le mani sul quadernetto di Bianco cosa non aggiungo!!
Inoltre si è permesso di dirmi per ben due volte: questa è la mia aria, non la oltrepassi e stia zitta che mi innervosisce il paziente. Allora io gli ho risposto che io avevo pagato la sua prestazione e quindi anche la sua aria era mia. Ed ho aggiunto che doveva piantarla di fare il perdiballe e mettere le mani sulla zona morta e di resuscitarla. Cosa per cui era stato strapagato.
Ma insomma chi è sto Camomillo? Il Buddha? Che ha l`aria sacra da non calpestare? Ci sputo pure dentro nella sua puzzolente aria al profumo di rocco barocco.
Il verdetto come a volersi dimostrare è che era sano come un pesce. Cosa volete che resusciti un Camomillo così? E poi è certo che se ti dico che mi fa male una mano e tu mi visiti un piede è ovvio che mi dici che alla mano non ho niente!! Ho le ovaie che ballano la sua sentenza di morte ma il furbo manda la segretaria a darci il referto.
Bianco il paziente ideale tira fuori il suo odiosissimo quadernetto e si lecca pure la punta della sua schifosissima pennetta. Scrive piccolo piccolo i suoi commenti. Come se io a casa non avessi la lente d'ingrandimento e non sia in grado di cambiarli in sentenza di morte.
Basta ciarlatani. Adesso so dove devo andare: da un prete esorcista!!

Vigevano. Diciannovesimo tentativo: il prete esorcista (Raccomandato dalla suora seduta nella sala di attesa del prano-perdiballe-Camomillo-terapista)
D'accordo già lo so! Neanche voi credete che possa funzionare, anche Bianco la pensava così ma poi l'ho convinto che l'esorcismo era una branchia del ipnotismo e in pratica lui si stava perdendo di conoscere un serio professionista che solo lui Bianco, poteva vantare di aver annoverato nel suo quadernetto.
Non faceva una grinza!! E neanche il pancione enorme di Abdulescun fa una grinza. Era così teso e gonfio che ad in certo punto mi è venuto il dubbio che forse lui i demoni invece di scacciarli se li sniffava. E li teneva lì nel panzone come i pokemon nella sfera poket. (vi ho stupito con i pokemon eh?? ma come li conosco è un’altra storia.)


Il povero Bianco un po' di strizza gli è venuta nel vedere quel grosso negro vestito come arlecchino. Io non ho paura ma un po' impressione la faceva. Entra e dice: "qui c'è uno spirito negativo" e mi guarda.
Volevo rispondergli: Fai astinenza sei mesi e poi vedi se invece dei salmi lanci maledizioni.
Ma non si ferma solo a quello. Prende una mela dal cestello, senza manco chiederla, metà parte con un solo morso e l'altra metà se la passa sulle mani e poi la butta sul lavandino.
E già da lì il mio razzismo stava già facendo provincia.
E poi con le mani zuppe di mela si para di fronte al mio Bianco e gli prende la faccia con le mani e roteando gli occhi inizia una litania antica. Non saprei dire quale, avete presente il barese e il sardo? Un misto sardo-barese. Non si capisce niente tranne il fatto che sputacchiava grossi grumi di saliva sulla faccia del mio Bianco peggio di un lama. Il mio Bianco che prima faceva il virtuoso ora è annichilito di fronte a quella montagna di pelle nera dalla lingua lunga ma lunga, talmente lunga da farci una tangenziale. Poi da sotto il vestaglione tira fuori un rametto non meglio specificato e inizia a ramettarmi il Bianco. Ormai si capisce che è succube e non reagisce più ma le mie ovaie sono sature e fra poco passo al revolver del nonno.
Dai francamente se devo fare l'amore con uomo che ha la faccia al sapore di sputo e mela... mhmm ... Blah!! Il mio Bianco è sempre stato candido, pulito, insomma un nome una certezza.
Decido di intervenire ma il pretaccio ha iniziato una danza zulu tutta sua. Non sente niente.
Bianco sta per svenire spaventato, che a quel punto lo sarei pure io, manca solo che il coso qui apra il vestaglione e con il biscione ci faccia la sacra unzione. Spaventata da tale ipotesi, prendo il vaso di mia suocera e glielo spacco in testa e lui come Golia con Davide cadde per terra. Chiamo la Maria e insieme a Bianco lo trasciniamo fuori e lo abbandoniamo vicino ad una chiesa.
Spargo la casa di acqua benedetta e tiriamo un sospiro di sollievo.
Mai dare retta alle suore che vanno dai prano-perdibelle-Camomilleschi-terapeuti.

Air One e Haiti. Ventesimo e ventunesimo tentativo: Il viaggio e il vacanzone (ispirato dal blogUnaDonnaPerAmica.org)
Francamente sono stanca di tentativi cittadini, ci vuole una vacanza per rilassarsi. Magari con il sole, il mare, il pesce e viene tutto più naturale.
Ma Bianco braccino non solo corto ma proprio amputato si rifiuta sulle prime ma poi messo alle strette si decide di portarmi in vacanza. Organizza tutto lui, mi dice, e da qui la preoccupazione è legittima. La destinazione sarebbe Haiti e dovremmo soggiornare in un bungalow di legno posto proprio nella spiaggia. Il prezzo è bassissimo ma l`hotel ha buone recensioni.
Partiamo. Ma già in aereo ci sono dei disguidi in quanto mettono Bianco infondo all'aereo e me vicino ad una trecciuluta ragazza. La trecciuluta ragazza si chiama Veronica ed è simpatica e ha delle idee mica da ridere. Innanzitutto mi ha spiegato che il bagno dell'aereo è stato progettato per concupire alla bisogna.
Io ingenuamente avevo pensato alla pupu e alla pipì ma lei ha risposto che in secondo luogo pure a quello ma in primo al sesso. Buona cosa, ma lo vedevo complicato portare Bianco in bagno in quanto si era fissato che il ragazzo-traliccio dietro di lui volesse fregargli il posto vista la ristrettezza del suo posto.
Veronica mi consiglia allora che dovevo dirgli che il capitano doveva parlargli. Con il suo moroso funzionava sempre.
Mah non sono brava a mentire e inoltre Bianco ogni tanto; come dire, non afferra le cose al volo. Avrebbe fatto un’infinità di domande.
Allora ho una folgorante idea e gliela conto alla Veronica che ride soddisfatta.
Conosco il mio pollo allora mi alzo e gli dico che in bagno c'è una celebrità di dottoressa. Un iridologa che con un solo sguardo ti conta pure quante pustole hai su per il naso.
Sì, Bianco è convinto di avere le pustole su per il naso. Ma caliamo un velo pietoso e soprattutto usamiamole per i miei secondi fini.
Andiamo da Bianco e gli chiediamo di venire con noi in bagno per una visita.
L'ecosistema di Bianco è messo a dura prova, vorrebbe ma teme di perdere la poltrona. Allora gli dico che se casomai avesse ragione gli cedo il mio.
Ovviamente a cose fatte.
Cede e si allontana con noi. Veronica gli guarda l'occhio e inizia a dire che è anemico e che per far sangue ci vuole l'amore.
Siccome Bianco non capisce, gli spiega che ci vuole far l'amore con sua moglie.
Bianco è scettico (e anche un po' strunz)
Allora Veronica gli dice che anche i massaggi aiutano si deve fidare della sua laurea di Iridologia. Soppesa la parola Iridologia e chiede dove esercita la professione. Se sbaglia città siamo fuori dai giochi.
"Bergamo!" spara Veronica e Bianco cede ingolosito.
Entriamo nel bagnetto, che a dire il vero non mi pare un luogo ideale. Per entrare teniamo il respiro. Una volta chiusa la porta Bianco armeggia con i suoi trecento strati di roba. Sì perché ha avuto la brillante idea di mettersi due paia di boxer. Il primo contiene i soldi e l'altro serve a proteggersi da me o dal resto del mondo (non l'ho capito).
Sto per arrivare alla base quando uno smottamento d'aria ci spinge e io gli do una capocciata senza volere. Allora Bianco grida di dolore ma io riprendo da dove avevamo lasciato, se non una seconda scossa gli fa perdere l'equilibrio e sbatte contro la porta. Io non cado perché sono incastrata in fra il gabinetto e il lavabo.
Bianco cuor di leone ci riprova a venire verso me. Mi dà un bacio tenero e dalla porta un ragazotto romano piccolo e indemoniato vuol entrate perché gli scappa pipì popò e tutto il repertorio. Si sente pure la voce dell’hostess.
Mi arrendo all'evidenza ed usciamo dal bagno.
Di ritorno vedo con ferocia che il ragazzo traliccio ha messo in opera il suo piano è ora sta al posto del mio Bianco.
Ce lo vedo gente un film o un libro ambientato in aereo dal titolo emblematico: Omicidio sul air one.
Bianco senza dire una parola si fionda nel mio posto, tira fuori pennino straleccato e il guadernino e dà il via alle chiacchere con Veronica, che ora mi sta un po' meno simpatica.
Mi sfogo con il ragazzo traliccio che tempo tre minuti ritorna al suo striminzito posto.
Il ragazzo traliccio di rivela abbastanza gradevole e mi racconta la sua storia con la sua ex. Una storia lacrimevole e alquanto noiosa ma per certi aspetti interessanti. Il fulcro del mio interesse è come il suo migliore amico (sono sempre loro i peggiori) a suon di avance e proposte ha concupito la sgallettata della sua ex. Ne volevo sapere di più ma mi ha piantato un ciocco su quanto stava male da farmi venire l'orticaria e tre minuti e mezzo per descrivere le imprese fighe del ex migliore amico. Poi mi ha detto che era diventato gay e mi è sceso l'interesse così ho fatto finta di dormire.
Intanto pensavo al mio prossimo tentativo.
Una volta scesi Bianco era contento, la chiacchierata con Veronica gli aveva giovato.
L'hotel si rivela un ostello e la camera due amache puntellate sulla sabbia del pavimento.
Mi dico che strozzarlo non deponeva a mio favore. Tecnicamente hanno ragione loro. Il nostro hotel si chiama Hiilton Holtel no Hilton Hotel (convenzionale) quindi se noi abbiamo cercato un hotel per un altro non è colpa loro. Questo lo vedremo a casa.
Il bagno c'è un tubo che scende dal soffitto che fa da doccia, riscaldata dal sole. Ma a me non importa. Abbraccio mio marito e lui con tenerezza mi depone sulla amaca che oplà mi fa cadere dall'altra parte. Dopo tre capitomboli a suon di urla mi portano una branda convenzionale (ma mica troppo) Bianco mi stende sulla branda, la cui superficie è rasposa e piena di sale. Ma il problema si pone urgentemente quando appena si appoggia Bianco su di me la branda cede e si richiude con me dentro. Urlo intrappolata dal materassino salato e Bianco cerca di aprire la branda ma da solo non ce la fa. Chiama il personale, che dopo un’ora, con calma e senza sforzo la riaprono. Io scappo in bagno per levarmi il sale e il puzzo di dosso. Mi faccio una doccia gelata e al mio ritorno vedo Bianco sdraiato sulla branda che dorme. Mi fa tenerezza nonostante lo voglia uccidere a fuoco lento. Lui si desta, si alza e fa una capatina in bagno. Ed io ho la brillante idea di ridistendermi sulla trappola per topi che appena la tocco mi si richiude addosso. Ancora.
Mi liberano ed io ho il sistema nervoso andato e inoltre di fatto non sappiamo dove dormire.
Il giorno ci vede ancora svegli, io sul materassino di sabbia e Bianco sulla sua comoda amaca, in cui non so salire. Ho la pelle variopinta di puntini rossi e sono prossima allo sclero. Bianco e io giriamo sull'isola per cercare un'altra sistemazione ma non ce n`è perché siamo in alta stagione. Il dottore locale mi sparge su tutto il corpo una lozione puzzolente ma efficace che ha solo il lato negativo di tenere lontano Bianco e qualsiasi essere umano che respiri ma almeno non mi gratto. Dopo un po` anche la lingua si sgonfia e io posso iniziare di nuovo ad insultare tutto e tutti.
Non ci rimane che anticipare il volo di rientro e mandare tutti a defecare.
Nell'aereo di ritorno non ce nessuno con cui parlare dei miei problemi tranne un esperto matrimoniale, che sinceramente non mi era mai venuto in mente di contattare. Perché IO E BIANCO CI AMIAMO!!! CAPITO???

Aereo. Tentativo ventiduesimo: L'esperto matrimoniale (trovato sull'aereo già pronto all'uso)
Ora ho capito perché non mi sono mai servita di tale professionista. È inutile come una forchetta nel brodo. In primis ha un amore folle per Bianco, che ovviamente ne fa una bandiera di stato dell'approvazione del suddetto soggetto. Bianco parla e lui non fa altro che dire: "Eh sì" e scuotere la testa, con quella sua vocetta da pecora e mi guarda male. Il fatto che non posso buttarlo giù dall'aereo gioca a mio sfavore. Tra l'altro deve avere delle turbe psiche che lo porta a infilarsi fra le coppie. Credo che la sua sia una vocazione da pettegolezzo marcio. Nell'aereo siamo messi nella fila da tre centrale. Ebbene lui appena io mi sono alzata per andare al bagno, si è impossessato del mio posto e non me l'ha più ceduto. Quando gli ho detto che non mi interessava la sua opinione mi ha estromessa e addieu, continuando a parlare con Bianco. E non solo, ha avuto pure l'impudenza di pararmi la mano davanti quando parlavo, come a dire per favore taccia.
Una volta ho visto un film, il talento di Mr Rifley, ecco questo è uno simile, è un ciuccia personalità. Ora siccome gli aggrada fa il "Bianco" poi finito mio marito attacca con un altro. Sì, sì, dev'essere proprio così.
Insopportabile, pure il signore davanti a me sulla sinistra lo pensa e anche la signora tre file più indietro.
Non ne posso più e me ne vado dal capitano, il quale fa un annuncio che mi dà ragione. Dice il filo diffusione: "Il capitano Rossi pensa che la signora Chiara Giovanna abbia ragione e che lo special one dei poveri seduto accanto a Bianco abbia torto. Il marito deve accontentare la moglie che non chiede altro che un po' di affetto fisico."
Il capitano lo ha tradotto così "affetto fisico" perché dire: Sesso attaccata ad un muro, gli pareva brutto.
Ritorno al mio posto, tronfia di orgoglio sotto uno scrosciante applauso. Ma appena mi siedo, oltre lo sguardo livido del saccente professionista, una ragazza mi dice: "Esistono le droghe Signora Chiara. Le ha mai provate??" Non posso ammettere davanti a Bianco che il rimba-farmacista non me le passa e poi non voglio scoprire troppo le mie carte. Con un gran sorriso le dico che ci penserò. Invece il panzone vestito da guerra davanti a me dice di farmi la calzetta ghignando, abbasso gli occhi soavemente facendo spallucce. Glielo dico dopo che sua moglie manda messaggi a tutto spiano con cuoricini sparsi ad un certo Walter.
Il dibattito dura altri dieci minuti, poi dalla cabina di pilotaggio mettono un film e tutti si placano. Tutti tranne io. Ovviamente. Ho capito cosa non va in tutto quel bailame: la jella. Qualcuno mi ha fatto la fattura. Sicuramente la pasticcera. Quando atterriamo devo assolutamente parlare con il mio parroco.

Vigevano. Ventitreesimo tentativo: Il parroco (come antidoto alla jella)
Don Pino è proprio un buon padre, mi ascolta sempre. Ma questa cosa della iella credo non l'abbia proprio capita. Dice che il problema sono io. Allora io gli rispondo: "Come fa a sapere che il problema sono io se non sa chi sono io dietro la grata?" Lui mi risponde che non conosce nessun'altra vecchietta che abbia i miei stessi problemi.
"Eh certo! Adesso solo perché Vigevano sta morendo io sono la diavolessa?? SONO TUTTE IN CASA DI CURA E ALLE ALTRE CI PENSA LEI" rispondo io.
"venti ave maria Chiarina" sentenzia lui.
"CHIARA GIOVANNA! NON SONO PIÙ CHIARINA DA DIVERSI LUSTRI DON PINO"
"Cento ave Maria hai la bocca dell'inferno"
"FATTELI TU. E POI IO C'HO PROVATO E NON HO AVUTO ESITO"
"E quali parole avresti usato?"
"Padre Nostro che sei nei cieli. Sia santificato il tuo nome e il mio onore. Dammi oggi il mio pane di consolazione con Bianco nel letto. Liberami dalla iella, dal male e fammi consumare."
"Sei sacrilega. Certo che non funziona hai usato le parole sbagliate."
"Balle di fra Giulio!! Erano giuste io e la Maria vi abbiamo pensato un pomeriggio intero. Non è che puoi parlare a Bianco e dirgli che finisce all'inferno e panzanate varie??"
"No io non dico panzanate!!"
Mi scappa una risata satanica e dico: "Certo anche l'omelia sull'Africa di domenica scorsa era eccellente come quella di tutte le domeniche di fine mese e di busta paga."
Padre Pino capisce che io so quello che pensava io non sapessi. Ovvero che il cioccolatino che fa da tutto fare in chiesa da quindicianni a questa parte non è altro che suo nipote. Ah ah già!! Confonde solo il colore della pelle ma per il resto: stesso burinaggio, mascella cadente, panza a capella sistina e calvizia tipo aureola. Non gli manca niente a quel fiè per non essere la sputata copia di suo nonno don Pino.
Lui respira pesante e trema pure la grata. Allora io gli dico: "Don Pino non è che se mi uccidi il tuo segreto non vien fuori. Anzi sarò ben lieta a dirglielo a San Pietro"
Con lui bisogna parlare così perché ci crede…
"Va bene porta Bianco qui e vediamo di rinsavirlo"
"Io non ti ho detto nulla"
"Sempre sia lodato" dice lui e io corro da Bianco a dirgli che Don Pino gli vuol parlare.
Mentre corro a casa però penso che non c'è mica da fidarsi di Don Pino, e poi se non risolve la questione jella nulla può andare bene. Ma io non lo so crede a Gesù ma non alla jella. Non so come è messo questo. Comunque decido se la cosa non funziona, come credo vado al car center del diavolo ovvero da una fattucchiera e vedo come farmela toglierla o farmi aiutate.
Bianco è con le sue dannate rose, che non so come ma crescono alla velocità della luce. Sarà quel liquido che gli spruzza ogni sera ma a saperlo cos'è glielo spruzzerei a Bianco.
Oh hai visto mai?? Decido che ci avrei provato stanotte. Intanto appena mi saluta io attacco: "Brigante cos'hai combinato a Don Pino che tu vuol vedere?"
Rido dentro di me, gli uomini hanno sempre la coscienza sporca. Ovviamente tutti tranne Bianco che si gratta la chiappa e mormora paroline dolci alle rose malandrine. Che mi sa a me che son loro che portano sfiga perché sono gelose di me.
"Magari ha bisogno di te" butto lì. Non posso insistere perché poi fa due più due, anche Bianco ha i suoi limiti di diversa deficienza ops intelligenza.
Lui mi risponde: "È fine mese Chiara. Lui ha sempre bisogno" su questo non posso controbbattere ogni fine mese l'Africa ha bisogno. Vuoi vedere che Don Pino mi ha usato? GRRR a buon redere penso io e momentaneamente soprassiedo sulla questione.
Chiedo: "Che liquido metti sulle rose?" Bianco sgrana gli occhi e poi dice che deve andare dall'infamone di Don Pino.
"Vai vai" gli dico e intanto mi frego un po' del suo viagra verde. Lo annuso e mi ricorda una fragranza che ho già sentito. Che sia l'Amore?? Ridacchio e metto via intanto mi preparo per stanotte anche se sono le due di pomeriggio.
Bianco torna da Don Pino più apatico che mai. Figurarsi se ci riusciva. Non chiedo niente e intanto aspetto stanotte. La notte arriva e appena Bianco ronfa davanti alla tv io cerco il cobra ma non lo trovo allora spruzzo a random la mia pozione nel covo del vermicello. Poi mi faccio una dose massiccia di Nutella e vado a dormire.
Ma mi sa che la nutella mi ha fatto male perché mi sembra di fare un incubo in cui un grosso verde robo mi afferra e vuole stare con me.
Ah no è Bianco che ormai è simile al verde. Sì ma non come Hulk un verde meno virile più malaticcio.
Oh Dio Bianco sta morendo a causa mia e mi vuole far morire fra le sue verdi spire! Tipico suo rendere pan per focaccia! Non cambia mai manco in punto di morte!
Ma Bianco continua ad afferrarmi... penso che voglia ... sì lo vuole!! Eccomi...
No non vuole .. il tronchetto verdino ha trovato la pozione e sta sacramentandomi cose che neanche lui capisce ma che Don Pino gli ha detto. Tipo che doveva farlo perché poteva essere la mia ultima volta perché non si sa mai ... potevo andarmene da un momento all'altro... cose così.
Non ho capito se Don Pino me la stava augurando o no, comunque avevo un Bianco Verdino tendente al blu adirato in camera da letto che un po' piangeva e un po' mi sacramentava.
Al quel punto io gli dico che può darmi anche la sacra unzione e buonanotte! E lui che fa? Mi sviene e allora corsa al pronto soccorso, dove ultimamente è di casa e addieu ultima nottata d'amore.
E comunque il rimedio miracoloso era fatto con il mio profumo!!! Antico per la verità!! Ma sprecarlo per quelle carogne rosse... NO eh!!

Ventiquattresimo tentativo: La Medium (contro la jella e la morte di Bianco a causa mia)
Mentre Bianco è ricoverato per intossicazione da sostanza viscida e rancida non meglio identificata (da qui capite le schifezze di profumo che mi compra il mio Bianco-braccino monco! Per l'anniversario oltretutto)
Mi voleva fare fuori è certo! Solo che io di gusti ben più raffinati non l'ho mai messo quella lozione made in chinatown lì. Che si chiamasse Channel n.5 ed avesse ben più di quarant’anni non fa differenza!
Bhe comunque vi dicevo, mentre Bianco è all'ospedale io ne approfitto per chiamare una medium per la jella. Solo che la conversazione non inizia splendidamente a causa mia.
Diciamo che io non ho letto bene il nome sulla rubrica del telefono e invece di chiamarla maga Buttina ho esordito con un: Buongiorno l'è mica lei la sciura battona?
E lei mi ha riagganciato la cornetta. L'ho richiamata offesa ma mi ha bloccato il numero perché non mi dava più la linea sul suo cellulare. L'ha chiamata pure la Maria ma anche con lei la stessa storia in più qualche maledizione. Bhe le ho detto alla Maria che un po' di maledizioni a ciascuno non facevano male a nessuno. Lei ha fatto spallucce e ha risposto che tanto era lo stesso, era sposata e aveva me come amica! Cosa avrà voluto insinuare? Archiviata Maga Buttina chiamo un'altra maga, questa si fa chiamare Fiordaliso e vi posso assicurare che più che un fiordaliso me pareva due covoni di girasoli messi insieme.
Ma lasciamo stare ...
Il Fiordalisone maga mi fa subito simpatia perché mi sorride con i suoi 3 denti larghi da castoro e mi dice che è colpa di mio marito. Così a colpo sicuro. Io mi illumino e capisco subito che finalmente la persona giusta che può capirmi. Mi dà una polvere in mano che sa di bucato e mi dice che lo jellato è lui non io.
Mi raccomanda di battezzare casa mia con quella polvere e lasciare agire perché 12 angeli pregano per me è uno no, mi vuol male. Le chiedo come si chiama e lei risponde che non lo sa perché non gli dà confidenza. Io ribatto che le pagavo un extra se mi diceva il nome della mandante o se me lo faceva incontrare. Le mi risponde che mi avrebbe fatto sapere. Sospetto la pasticcera è inutile negarlo e la bramosia di andarci a litigare è forte. La saluto e per tre giorni non so nulla. Allora il quarto assoldo Valdho per chiamarla ripetutamente tipo quaranta volte solo la mattina e alla fine un primo pomeriggio del quinto lei dice se voglio incontrarlo, previo ulteriore pagamento, devo andare da lei. Mi precipito con la Maria e la trovo in una nuova poltrona di pelle che sospetto si sia comprata con i miei soldi. La sua poltrona è migliore della mia e ci starebbe bene nel mio soggiorno... rimugino tra me e me mentre lei inizia a scrollare la testona unta e buttando la testa indietro inizia a fare i gargarismi con la lingua, sbavando oltretutto sulla mia poltrona di pelle.
Io e la Maria ci guardiamo perplesse e poi le mi dice che io quando sclero sono peggio.
In effetti ...
Ok. Dopo cinque minuti inizio a smaniare e vago per la stanza, dove c'è un dito di polvere ovunque e lei vistomi a quel punto fa una voce tipo fatta con i rutti. Lo spirito si presenta e dice di chiamarsi Rosmarin o qualche pianta aromatica simile. Io gli chiedo perché mi odia e senza aspettare la risposta inizio la lunga fila di nomi che mi potrebbero odiare e lui/lei dopo poco smette di ruttare e si addormenta. Con tanto di russo da competizione, tanto che Bianco fatto più in là.
Che cafonazza!
Io e Maria ci guardiamo in giro e poi visto che ho sete dopo tanto parlare la Maria mi porge la vodka che era riposta in un cassetto chiuso a chiave della Scrivia della maga. La beviamo e prendiamo varie essenze dai contenitori per i giorni difficili in fondo non si sa mai che ti possano servire code secche di lucertola e occhi in salamoia di chissà cosa. Maria dice che sanno di pollo, per me sanno di cotechino. E poi volete mettere la Maria come regalo per suo nipote una palla di cristallo come ferma carte? È all'avanguardia come regalo.
Mhmm valuto che in quella poltrona ci stiamo io e Bianco comodi comodi.
E c'è pure spazio per ....
Dopo dieci minuti gli tiro una borsettata sulla panza, ma la maga non fa altro che girarsi di lato tirando un peto da capelli gialli.
"Oh signur, ecco da dove veniva la voce di Rosmarin."
"Forse ci sta solo salutando."
OH FORSE ....
Quanto clorofornio serve per una massa enorme di maga?
Decido che spaccarle la bottiglia in testa ha più riuscita per farla svenire.
Ed infatti stramazza al suolo facendo uscire da dentro sé altre presenze inquietanti.
Ed a casa medito che la jella è una cosa superata e tutto sta a gestire gli elementi che si hanno. Ed io ho la mia nuova poltrona di pelle vera. E un bellissimo piano in testa per quando Bianco tornerà dall'ospedale.

Policlinico San Matteo (Pavia) Venticinquesimo tentativo: la dottoressa dell'amore (Consigliato dal fruttivendolo)
È da una settimana che non vedo Bianco. Ero occupata a lavorare sul nostro futuro amoroso, e poi ho avuto un'idea meravigliosa settimana scorsa e dovevo metterla in pratica. Ebbene il fruttivendolo mi ha consigliato che se non mi vedeva per un po' Bianco avrebbe sentito la mia mancanza. ora visto che la piscina è colma e giunta l'ora di andare dal mio Biancuccio. Nell'attesa ho fatto pure un po' di dieta come mia ha consigliato il rimba-farmacista. Anzi lui villanamente ha detto che se non dimagrivo rischiavo di schiacciare Bianco come uno schiacciasassi. Lo schiacciasassi lo uso su di lui cretino. Intanto ho iniziato a tirargli qualche sasso sulla vetrata, così impara a pensare prima di parlare. Ma sui sassi prima ho scritto il nome della pasticcera fedigrafa.
Geniaccia che sono!
Arrivo a Pavia con il bus in cui tutti mi guardavano per il mio look. Ho un copri abito nero lucido che mi serve a coprire il mio travestimento da dottoressa dell'amore. Ho talmente fame che certe ragazzine mi appaiono grissini appetitosi ma mi devo contenere perché i bottoni del camice tengono al minimo. Giungo in stanza da Bianco che mi pare un poletto vallespluga con quel pigiamione verde insalata ... cioè no volevo dire in gran forma. Gli do un lieve bacio e lui mi guarda sorridente ma poi gli do una leccata e lui mi guarda stranito. Sarà la lozione Bio che gli ho regalato come dopo barba... tipo l'olio sul polletto..
.Adesso basta ... lo guardo e mi siedo e intanto che chiacchiero servono il pranzo.
Bianco vorace come un piragna si spazzola tutto invece noto che il compagno di stanza va lento. Assaggia e poi sparisce.
ODDIO QUANTO CIBO SPRECATO!!
AL NETTO LA SITUAZIONE È DIFFICILE … O BIANCO O IL PRANZO.
Il compagno di stanza presto rientrerà dal bagno (certo se riuscirà ad aprire la porta chiusa da me)
Spengo la luce e mi levo il soprabito e accendo le lucine dell'abito da dottoressa dell'amore, Bianco non è solo stranito e improvvisamente ammutolito. Cerco di salire sul letto di Bianco che invece mi scappa e si avvicina all'altro letto e afferra il pranzo del compagno e lo usa come arma. E poi un dottore gorilla accende la luce e mi becca mentre sto cercando di mangiare il cibo del vecchietto in bagno, che viene prontamente liberato. Mi sorbisco mestamente lo sgridone mentre una nebbia sale dentro me e svengo. Addieu!!
Invece no!! AH AH! Mi ritrovo in un letto con Bianco al mio capezzale che mi guarda con due occhi da bamby quando muore la madre.
Che tenerezza .... quasi quasi ne approfitto...
Lui mi porge l'acqua perché pare che mi sia disidratata. Ed io mi faccio abbeverare audacemente. Mentre con una mano gli tocco il petto e l'altra mangio il panino stratosferico…
Quando Bianco mi bacia con passione e per premio si becca due bottoni del camice nell'occhio e nella fronte. Lui indietreggia e io mi alzo in piedi così che parte tutta l'artiglieria dei bottoni e a quel punto il mio Bianco per ripararsi è caduto dalla finestra aperta. Fortuna che siamo al primo piano.

Pavia. Radiologia. Policrinico San Matteo ventiseiesimo tentativo: La sessuologa (consigli dati in radiologia mentre parlavo di Bianco)
Mentre aspettavo Bianco cerco di far capire il concetto "sesso con Bianco" a una terrons della mia età di nero vestita ed una mulsumana vestita come il mio sofà.
Passa una dottoressa, ascolta e poi si para davanti e ci fa un discorso sulla dualità della vita. Io da brava bradipo (trova una foglia/mangia la foglia/fine della storia) annuisco sorrido e poi la escludo.
Sono stufa di questi laureati ... mi capisce meglio la mussulmana che ha nove figli da tre mariti diversi. Ed ha ancora l'ardore di mettere le mani addosso ad altri, tipo a me, sulla coscia, per quattro volte ma alla quinta non ci arriva credetemi. Vistasi esclusa la dottoressa tira fuori un seudo complimento sul fatto che alla mia età pensi ancora all'amore.
Ma quale età? Ma quale amore? Io di pensare al sesso da quando ho messo gli occhi su Bianco non ho mai smesso. Son passati ben sessant'anni insieme. Roba da guinness dei primati di sopportazione da coppia.
Annuisco ma poi vado avanti con Marghetita (terrons) e Flia/flu/foglia/bho (mussulmana)
Allora la dottoressa subito il colpo tira fuori la sua carta segreta: è una sessuologa.
Alché faccio spostare la mussulmana (così palpa la dottoressa che pare gradire e non me) e la guardo con occhi diversi...
Si vede che mi capisce, pare la mia anima gemella. .. se non che dal due al tre non tira fuori cose che non c'entrano... tipo il complesso di Edipo... veramente mio marito non si sente grasso quindi non ha nessun complesso... sul grasso.
Comunque ... Snocciolati i vari tentativi alla dottoressa le pare evidente che un po' di astinenza da tentativi non sarebbe una cattiva idea.
Infatti è orribile ... crudele ... ok, posso farcela.
Lei mi dà il suo biglietto da visita e schiacciando l'occhio alla mussulmana se ne va.
Ovviamente va soppesato il consiglio... quando vedendo Bianco ho un’illuminazione...
Assolderò Margherita come finta-dottoressa e l'araba-mano morta come infermiera.. che consiglieranno il giusto... Sicuramente niente astinenza ... nah. .. ma che stiamo scherzando??
Parlotto alle due e le faccio travestire..-
In realtà Margherita sulle prime tira fuori il rosario e me lo ha sgrana addosso. Ma io faccio leva sul fatto che non ha niente da fare e alla fine accetta. La convinco che il camice delle dottoressa è bianco e non nero e che suo marito non si sentirà offeso infondo è morto solo ventitré anni fa…
Andiamo da Bianco che mi guarda sospettoso e gli presento Margherita la sessuologa. Mormorandogli che è un dottore nuovo per il suo quadernetto. Margherita scruta Bianco e Bianco scruta Margherita e intanto la mussulmana tocca il piede di Bianco. Ripetutamente. Bianco abbassa la guardia e Margherita inizia a parlare... dapprima dice cose sensate ma poi passa a raccontare cose di suo marito... della sua infanzia... e pure di suo nonno… e della Sicilia e di come bello il suo finocchietto a Palermo in paragone a quello di Milano.
Io respiro pesante cercando di fargli capire di arrivare al punto... qualora ci fosse…
Dopo cinque minuti tira fuori la lacrimuccia d'ordinanza e Bianco porge il fazzoletto preso dal racconto. Intanto la "velata" passa dal piede al polpaccio... e la mia pazienza è al collasso. Se non che Margherita tira fuori un nome fra i miliardi di nomi già eruttati e Bianco dice che è suo parente e lì scatta la confraternita fra parenti. Quando La mussulmana passa al ginocchio pongo fine ad ogni conversazione svenendole addosso. In realtà mi era venuto un colpo di sonno ma Bianco non era del mio avviso e mi ritrovai nel letto accanto al suo di nuovo venerata da lui e questo mi fece venire in mente un nuovo tentativo.

Pavia. Policlinico San Matteo. ventisettesimo tentativo: la malattia rara (suggerita dal caso)
Ebbene come vi raccontavo, sono nel bianco letto dell'ospedale, con il mio Bianco che veglia su di me e dentro fremo perché ho chiesto al nipote di Maria di travestirsi da medico e diagnosticarmi una malattia rara che non oltre il giorno dopo mi avrebbe uccisa! Quindi ad una malata terminale non puoi dir di no!! Giusto o no?? Insomma è maleducazione! L'ho insegna la chiesa... bhe forse la chiesa no ... ma Don Pino sicuramente sì. Bianco mi tiene teneramente la mano è già sento che se ritarda di un'altra mezz'ora quel capellone mezza falce e mezzo scheletro... bhe io muoio da sola ma poi resuscito e lo ucciso quando arriva!! Per fortuna Bianco non ha mai visto il nipote di Maria, eppure dovrebbe quando era piccolo giocava con Bianco a bere il the del cinque. Oh… Uhmm ora capisco...
Bhe vi dicevo, mentre lo attendiamo io e Bianco (che dal russo e al quinto sonno ovvero ha appena acceso la motosega di shining e ha lo stesso sorriso... ci arriva lui (o lei) adesso non so più. Con passo felino e abile mossa fa la sua entratona il dottur che ... bhe tecnicamente dovrebbe avere il camice bianco. Ma lui ce l'ha nero!! Passi il camice nero ma gli occhialini alla Matrix mi sembrano un po' troppo! Ci guarda e io sveglio Bianco che appena lo vede lo scambia per quello di avanti un altro, lo iettatore. A questo punto presumo che la porti pure. Lui ci fa un sorriso per il selfie proposto da Bianco ma noi arretriamo per lo splendido panorama di ci-cago city. Il dottor Iella avanza mi dà uno sguardo e sentenzia: Panzite da decubito acuto, tre giorni ed è out!! Ma così si dice?? Con gli occhi cerco di fargli capire che non due... non uno ... ma fra 3 ore non ci sarò più... Ma mica capisce lo spazzolone di nero vestito. Allora lo avvicino con una scusa, mentre Bianco è in bagno e strappandogli una ciocca di capelli arriva a mezza giornata. Per la ciocca che volete che sia la userà come candela in qualche rito satanico cioè no esoterico.
Andato via il dottor Iella, rimane però la puzza e allora Bianco apre la finestra e io emetto qualche lieve colpo di tosse preso a prestito dalla posseduta. Bianco sbianca peggio che con l'omino bianco e vuol chiamare l'infermiera ma io lo blocco e nello sforzo rompo pure la cordicella del campanello.
Insomma sto morendo un po' di rispetto!!
Con voce flebile dico: “Bianco!”
Ma Bianco non ci sente è sordo. Alzo lievemente la voce finché l'infermiera dal fondo del corridoio accorre e mi chiede come sto. Ma io sorrido e annusco, annuisco e sorrido e intanto dentro fuoco e zolfo. Da tirare tutti sulla testa di Bianco il sordo. Allora faccio l'audace e propongo l'ultimo atto d'amore prima di morire. Lui piagnucola un po' e questo non è sexy. Poi prende un guadernino che non ho mai visto e la calcolatrice e in un angolo si mette a fare i calcoli. Anche questo non è molto sexy. Poi con un gran sorriso mi dice: Sono tuo! e mi abbraccia e mi bacia il collo e io intanto gli sfilo il libricino nuovo e cosa scopro???
No!! Questa da Bianco non ve lo aspettereste mai!! Questo figlio di una buonadonna oltre a fare una polizza sulla vita contro le mie molestie sessuali!! MOLESTE SESSUALI IO?????? A PURE STIPULATO UNA SCOMESSA CLANDESTINA!!!
ORE DELLE VISITE IN ORTOPEDIA OGNI GIORNO DALLE 17:00 ALLE 19:00
Dico a Bianco che l'odio mi ha guarita e me ne torno a casa a Vigevano. Lui con l'unico dito libero mi saluta.

Vigevano. Ventottesima tentativo: La pace (Suggerita da Gesù stesso mentre attendevo che Bianco tornasse a casa)
Son passati un paio di mesi e Bianco è guarito dalle fratture multiple che si meritava. Abbiamo fatto pace. Lui mi ha chiesto scusa e io l'ho perdonato. Ma ad un patto, che si facesse perdonare come volevo io. Lui acconsente subito. Dicendo che anche l’infermiera glielo aveva suggerito. L'infermiera Giustina. Siccome è da due mesi che non lo vedo non posso sapere chi é sta Giustina, ma già dopo la ventisettesima volta che la nomina inizio ad odiarla un pelino. Alla trentasettesima chiedo alla Maria se suo nipote a qualche bambola vudù vestita da infermiera diplomata a Pisa, di anni quarantaquattro, bionda.
Intanto Bianco uomo bionico, nel senso che si muove al rallentatore, mi fa segno di andare in camera ed io dimentico la Maria e tutto il resto del mondo. Lui inizia a baciarmi la mano e il braccio, dicendomi che Giustina gli ha detto che alle donne piace molto.
Ma a me NO!! Tolgo immediatamente il braccio. Me lo deve insegnare lei?? Allora mi dice che sta Giustina gli ha pure detto che le donne vanno svestite da loro maschietti. Ma si arrende dopo che per togliermi la maglia ci mette venti minuti. Sulle calze si arrende sconsolato. Poi mi dice di depormi sul talamo dell'amore, spiegando che la Gustina gli ha anche consigliato...
A questo punto … non so voi... mi pare di fare sesso con sta Giustina. Ed io sono etero e monogoma!! ed un certo punto prima che Bianco finisca di spogliarsi con calma e delicatezza (perché Giustina gli ha consigliato gesti tranquilli e rilassati) calcolando un buon quaranta minuti vado a cercare lo scoch di carta e quando torno glielo appiccico sulle labbra. E basta!! Bianco mi promette che non nomina più Giustina. Ma dopo cinque minuti mi pare di sentire la mancanza di sta qua. Bianco|Giustina diventa Bianco\ ahi fai con delicatezza. Anche il mio spirito amoroso perde intensità quando Bianco ci mette venti minuti a sedersi sul letto e sedici per mettersi in posizione da morto dentro la bara. Vedendolo così imbalsamato, con la pancera per la schiena e le ginocchiere mi pare di sentire la voce di Giustina che mi dice: Lascia stare.
Gli do un bacio sulla guancia e lui con un mezzo sorriso (perché per intero gli fa male) si assopisce subito e Ciao!!

Vigevano. Ventinovesimo tentativo. La visione (sognata da me. Dopo un ahi e l'altro di Bianco)
Sì lo so forse non è proprio Gesù quello che ho visto. Ma aveva la vaga somiglianza con Raoul Bova con in mano un pandoro Bauli, e mi chiamano ma io non posso seguirli né lui né il pandoro perché anche Bianco mi chiama (con in mano niente, tirchione maledetto). Ma ha una voce diversa Bianco a dire il vero, è più Harrison Ford in guerre stellari. Comunque mi convince e quando mi sveglio mi ritrovo sul letto di casa mia con Bianco che mi guarda come l’ultima merendina della sua vita. O forse sono io che l’ho guardo così. Ma qua scatta la genialata. Il mio cervello già operativo alla visione di Raoul ha prodotto una clamorosa ideona. Inventerò una visione mistica che porterà Bianco fra le mie cavernicole braccia. Con aria da ultimo respiro agito le mie braccia, tremando leggermente e sbavando parecchio.
“Bianco la luce. Bo-Bo-Bova no no no no Ge-Ge-Gesù. Ho detto GESÙ …. mi chiamava”
“Chi?” chiede Bianco l’ignorantone.
“Ge-sù ‘gnorante!” scandisco io con gli occhi a palla e la faccia rossa.
“E che voleva da te?”
Ora … cosa può volere un Gesù da me? La mia felicità, è ovvio!!
“La mia felicità. Mi ha predetto molte cose … che non sei pronto ad ascoltare!! Vai...!!” agito la mano e gli do una spintarella che quasi cade. Bianco mi guarda dubbioso e poi esce dalla stanza. Io chiamo la Maria per dirgli quello che deve fare per me.
L’ho ammetto il tradurre in realtà i segni che dovevo predire a Bianco, per la Maria non dev’essere stato facile. Ma ne avesse azzeccata una, che sia una. Un disastro. Per giunta quella tontolona di donna si è portata dietro il martirio del marito. Una palla che ogni tanto respira e il mortorio del nipote, neo laureato in esoterismo come aiutanti. I nuovi Stanlio e Olio dei tempi moderni. Solo che uno pareva Marilyn Manson e l’altro Giuliano Ferrara. Erano vestiti alla Harry Potter. Cioè … io dico… adesso io parlo di Gesù e quello mi viene vestito da Hermione ma con i capelli neri e il marito da uno che si era mangiato tutta l’intera scuola di Hogwarts. So tutto ciò perché Bianco il re del televisore ama ogni essere che vive dentro la tv infatti non solo rimane estasiato dal questa buffonata ma anche emotivamente turbato perché non credeva che Rubeus (il bidello ciccione per intenderci) fosse anche un discepolo di Gesù e Hermione fosse trans. Su l’ultimo punto avevo già i sospetti per conto mio! Sia messo agli atti. Bhe comunque Rubeus\Giuliano Ferrara gli ha dichiarato che nei cieli vogliono che lui adempia I suoi voti matrimoniali se no verrà bollato come babbano a vita!! A quelle parole il cuore di Bianco trema e grida. “Nooo!! Lo farò lo farò!!” Rebeus annuisce ed anche Hermione\ Merilyn Manson. Sembra andare tutto per il meglio voi direte!! Ed anche io lo pensavo finché Bianco non chiede: “Ma lo posso fare ad Hogwarts??” e quel lurido argh … mezzo Hermione e mezzo Merilyn manson non gli dice: “Ma certo spalendida idea!!” a quel punto speravo che il marito di Maria\Giulianna Ferrara\Rebeus se lo mangiasse perché se lo avessi avuto fra le mani io sarebbe stato peggio!!
Ad ogni modo si accordano con Bianco che invece delle fusa inizia fare il puritano illibato perché dice che vuole dare il meglio ad Hogwarts! Io gli dico che si deve esercitare se vuole fare bella figura e lui mi risponde non ha bisogno perché quando andava a scuola aveva fatto la parte di Pinocchio ed era stato bravissimo!! Me lo ricordo pure io! Bella roba sembrava il burattino assatanato di un ventriloquo altro che Pinocchio!!
Voi a questo punto vi chiederete e la scuola di Hogwarts dove la troviamo? Qui entra in scena il mio callista che fra un callo e un altro mi consiglia di andare a Movieland e inscenare lì Harry potter. Lui conosce il portiere che sotto ricompensa potrebbe aiutarci.

Moviland. Trentesimo tentativo. Bianco a Hogwarts (consigliato dal callista)
Per non far riconoscere il posto a Bianco l’ho bendato. Ma lui è talmente galvanizzato che si sarebbe fatto fare di tutto tranne quello per cui eravamo venuti a fare a Moviland. Il luogo non sembrava verosimile ma Bianco stesso diceva che la tv cambiava tutto. Ci posizionano in una stanza fredda e maleodorante. Dubito che il letto ci regga ma la cosa peggiore e la cena che non c’è. Mi pervade in quel momento un romanticismo che psyco fatti più in là. Il portinaio malavitoso ci spinge in una stanza e ci ordina: “Fate fate fate” strizzando l’occhio storto un po’ di qua e un po’ di là.
Spengono all’improvviso la luce e Bianco abbinato all’arredamento si adagia nel letto e nella semi oscurità mi tocca individuare dove sta messo il letto. Ma non era lui che doveva fare Rocco Siffredi di Hogwarts?? Quando ci arrivo inciampando più volte in cose che non riconosco e spaccando due lampade di scena Bianco non ci sta più nel letto… ma niente panico dopo parecchi minuti di attesa mi chiama e mi fa prendere uno spaghetto che quasi ci rimango. Si è vestito da Silente, barbone bianco compreso. E ride … ride… ride ride così tanto che penso che forse sia meglio ricordare a Bianco che Silente non era Joker di Batman. Ma non ho il tempo perché Bianco mi salta addosso e il letto si spacca! Ma non si arresta Bianco e continua le sue bramosie inquietanti cioè no voglio dire amorose finché in preda alla pazzia non lancia la mia pancera troppo violentemente e non prende il lampadario che ci cade addosso con tutto il contro soffitto. A quel punto si placa perché il malavitoso portinaio entra di forza e gli dà una botta in testa e sviene.
A casa inutilmente cerco di dire che è stato tutto un sogno e se vuole possiamo rifare lì a casa con i nostri mobile a prova di terremoto. Ma lui si sente un babbano fallito e si chiude in bagno depresso. Mentre Bianco fa l’adolescente isterico post Silente il pazzo a me viene un’idea. Richiamo il marito di Maria e gli faccio dire che per riaversi dal fallimento deve interpretare un film porno a casa sua, così va sul sicuro. Bianco approva e inizia a ridere di nuovo e io non sono troppo sicura che la cosa mi piaccia davvero.

Vigevano. Trentunesimo tentativo. Il film porno (Idea avuta dal telefono amico quando ho chiamato per aiutare Bianco il depresso)
Ve l’ho già detto, questo tentativo non è che mi convincesse troppo, perché Bianco tendeva a sbarellare nei panno di Silente e poi insomma non è che un vecchio con il barbone bianco mi facesse proprio impazzire. E lì ebbi la peggiore delle idee che una donna disperata può avere con un Bianco posseduto da un Silente focoso.
Ehm …dunque sul più bello gli tagliai la barba. Ecco sì l’ho ammetto… non ce la potevo fare con quell barbone urticante. E il mio Bianco che fece? Pianse tutta la notte. Lo sentivo perfino da casa della Maria che singhiozzava e mi malediceva in palermitano. Ed ogni volta i coniugi mi guardavano e mi scuotevano la testa in segno di delusione. Pure il telefono amico mi ha detto che è stata una pessima idee allora mi ha dato un’idea per rimediare.

Vigevano. Trentaduesimo tentativo. Minerva McGranitt (Consiglio del telefono azzurro)
Trovare il costume taglia 56 della McGranith o simile era stato un po’ difficile ma alla fine ci riesco andando in una sartoria cinese. Entro dalla finestra come facevo sempre quando Bianco mi cacciava di casa. E mi piazzo nella stanza e dico che ero Minerva McGranitt e che da Hogwarts avevano mandato lei per riabilitarlo. Lui mi guarda con sospetto e poi dice con irritante risolutezza che senza barbone bianco non se ne parla. Allora siccome anche questo mi avevano detto al telefono amico io lo avevo previsto e ne avevo portata io una io. Sofficissima e soprattutto pulita solo che ho sbagliato lavaggio ed è venuta fuori a chiazze azzurre. Gliela metto e parte la risata satanica ma poi si blocca e dice che è tutto inutile. Allora gli metto il capello e pure il mantello e prende vita e mi guarda già da maniaco… il che mi dovrebbe piacermi a questo punto dei tentativi ma uno che schiuma dalla bocca dalla felicità ed ha una barba a chiazze azzurre non è che mi intrighi molto. Ma sono una leonessa e non mi tiro indietro!! Vado impavida verso di lui che digrignando la dentiera che ci è costata un botto apre e chiude il mantello come un maniaco ma al dunque mi chiede: “Parola d’ordine di Hogwarts” ed io rispondo: “Silente è magico!!” e lui nega con la testa. Dopo ventisei tentativi di parole d’ordine e due tentativi di forzare il mantello e due chiamate al telefono amico Bianco abbandona la camera da letto e conclude dicendo: “Silente si sente deluso dalla McGranitt” “e figurati io” gli grido dietro bandendo per sempre Harry Potter da questa casa. Grrr!!

Vigevano. Trentatreesimo tentativo. La trasmissione (suggerito da Jerry Scotti in persona dalla tv della cucina)
Ero lì che preparavo il pollo guardando il gioco della botola con il mio Jerry Scotti e parlando con la Maria via telefono dell’ultimo tentativo, quando proprio Jerry Scotti in persona ammicandomi dentro la tv mi dà l’ideona eccezzionale. Spingerò Bianco a mettersi in competizione con Jerry Scotti per la mia attenzione. Sì sì…farò proprio così. Anche il team del telefono amico e la Maria sono d’accordo con la mia idea. Incomincio quella sera a dire ad alta voce che Jerry è proprio un bell’om… ma Bianco non fa una piega. Allora azzardo con i complimenti audaci tipo come starebbe senza camicia e così via… ma Bianco manco mi risponde. Allora l’indomani passo al piano B mi faccio arrivare una maglietta, due sagome e un poster gigante con il faccione di Jerry che piazzo in casa e a addirittura nel letto. Bianco inizia a chiedermi cos’è sta novità e gli dico che mi sono innamorata di Jerry perché lui non mi vuole più. Bianco fa spallucce ma dalla finestra vedo che parla alle rose in modo concitato. Questo mi galvanizza ed arrivo perfino a chiamare la redazione per fare il pubblico al gioco. La botta di fortuna arriva quando all’ora di cena chiama appunto la redazione per confermare la mia presenza per il pubblico. Bianco sembra contento della notizia. Io meno della sua reazione, e devo dire che vedere il faccione di Jerry così ad oltranza mi sta facendo salire il crimine. L’unico felice è Valdho il nostro filippino che non smette di spolverare e toccare le sagome, che sia passato all’altra sponda?? Mhmmm se mi tocca Bianco è un filippino morto.
Arriva il giorno della trasmissione e io mi piazzo in prima fila. E sono dopo tutto contenta.  Arriva anche Jerry in studio e si avvicina ma io non me ne accorgo perché vorrei mettere le mani addosso a quel deficiente e razzista del cameramen che dice che mezzo pubblico dietro non si vede se mi metto davanti. Che insolenza!!! Jerry per calmare le acque mi mette una mano nel braccio ma io credendo che è Bianco gli do una botta. Quando me ne accorgo mi profuso in scuse e Jerry fa il galante e mi dice che non fa niente. Bianco borbotta. Inizia la trasmissione, Jerry fa una battuta in mia direzione sulla manata che gli ho dato e la Maria si mette a ridere così forte che quasi soffoca con la caramellina che aveva in bocca. Io cerco di fargliela sputare ed infatti ci riesco ma la caramellina esce dalla bocca della Maria come un proiettile e mi becca in fronte e cado facendo una slavina di persone attorno a me. Mi ritrovo sul pavimento con Jerry e lo studio che aspettano gli infermieri. Guardo Jerry … e guardo Bianco… riguardo Jerry e anche se preferisco il mio Bianco con una mano lesta attiro a me Jerry che mi cade addosso. A quel punto parte l’embolo del mio Bianco che afferra Jerry da sopra di me e al grido non si tocca la mia Chiara Giovanna si fa buttare fuori dallo studio. Quando arriviamo in casa invece che sfogare la sua foga su di me piglia il coltello e cerca di avventarsi sulle sagome… che sarebbe anche erotico… se non che vede per sbaglio Valdho con la mia camicia addosso e gli parte lo shinnig e lo insegue per tutta la casa e per tutto l’isolato. Ma mentre attendo Bianco o il cadavere di Valdho mi appisolo ed ho una visione di me che vengo rapita e di Bianco che è disperato. Mi sveglio di colpo e capisco quale sarà il prossimo tentativo.

Vigevano. Trentaquattresimo tentativo. Il rapimento (suggerito dal Bianco e il sogno premonitore)
Sono tornati tutti e due che ve lo dico a fare. Ma il mio piano malefico inizia da oggi stesso.
Vista la reazione del mio Bianco e visto il mio sogno premonitore decido che sia il caso che qualcuno abbia il buon gusto di rapirmi. Ma visto I tempi che corrono mi rapisco da sola perché chi fa per sé fa per tre. Diciamo che il luogo del riscatto sia una spa che il nipote della Maria mi ha prenotato on line a basso costo, visto che devo fare tutto di nascosto devo puntare al risparmio. Decido di prendere l’indispensabile per non fare fatica. La mattina mi avvio mentre Bianco parla alle sue schifose rose e manco si avvede di me e il set di valigie che mi porto via. Il luogo non è molto lontano ma ci vogliono tre giri di macchina per portare me e i bagagli. Il luogo è alquanto inquietante si chiama lo scarso in una frazione di paese chiamata passailmorto. Devo dire che definire spa sto luogo ce ne vuole di fantasia. In pratica il mio bagno è più grande di tutta la struttura che ha un solo posto per volta. In verità due ma il proprietario dice che io basto e avanzo e sto pure stretta. Mi sta mica offendendo sto vichingo della bassa Padania? Mi sta già antipatico. Ma intanto di Bianco manco l’ombra. Dopo un paio d’ore chiamo la Maria e ci accorgiamo che ci siamo dimenticate la parte più importante del piano: il biglietto di riscatto. Se no mica lo capisce il Bianco che mi hanno portato via. Mentre cerco di dettare al telefono il mio biglietto di riscatto il vichingo di avvicina e mi domanda cosa voglio mangiare per cena nel loro resort. Resort?? Ma se è un incrocio andato male fra il mio gabinetto e il mio spogliatoio? Mi comunica in sardo cosa c’è per cena ma io capisco solo: uuu uu uuu. Gli chiedo di ripetere con più consonanti e meno u. Lui scuote la testa e dice: wa-sa-bi-ko-uyt-lo-ui-ou
“Weeh non sono mica rimba eh, che scandisci le parole vichingo!” Gli dico e spero che non cucini lui visti I quindici strati di macchie sulla maglietta. Ma in casa vedo solo lui. Lo guardo male solo per fargli capire chi comanda! Ma mentre lo mando via, mi accorgo che la Maria ha già riattaccato. Mi aggiro in quello che un minuto è una spa e un minuto dopo è un resort. Dopo dieci minuti ho finito il giro. Visto l’ora mi accomodo nell’unico tavolino esistente e attendo o il vichingo con la mia cena o Bianco. Passano i minuti e non arrivano né uno e né l’altro. Decido di sfogare l’ira sul vichingo. E mezz’ora dopo cerco di cucinare il mio risotto alla Milanese, mentre lui e il suo occhio nero puliscono il pavimento dal suo sangue. Ma dico io!!! Mi voleva dare il brodino con una foglia di basilico. UNA!!! Visto che non ci sta niente in quella spelonca di cucina lo spedisco a comprare qualcosa e gli preparo una lista di cose che dovrebbe pulire in quella topaia, senza topi, perché se almeno ci fossero si mangerebbe CARNE!!! Chiamo Maria e le chiedo se ha messo la lettera dove le ho detto di metterla e lei risponde di sì. Ma di Bianco manco l’ombra. L’ira mi avvampa quando il vichingo mi torna con solo un chilo di pane e due etti di prosciutto. Cerco di mantenermi calma e gli spacco solo una sedia addosso. Lui cerca di sfuggirmi ma io lo inseguo. Finché non si rinchiude in bagno a frignare. E DI BIANCO NEANCHE L’OMBRA. Decido di pulire il postaccio, per sbollentare la rabbia violenta e scopro che il pavimento non era grigio ma nero e la cucina non era verde ma Bianca. Ad un certo punto sento sbattere la porta e mi preparo per la gran scena ma scopro che il vichingo è sfuggito dal bagno ed è scappato in strada. Buon per lui, visto che ho appena scoperto come lava I piatti!! Intanto vedo un gatto che si aggira per la strada e penso che un po’ di coniglio mi andrebbe. Dopo la cena a base di coniglio. Mi metto sul portico quando dal buio vedo spuntare la macchina della polizia e mi emoziono tutta. Per l’occasione mi faccio venire le palpitazioni e mi preparo ad essere spaventata e confuse ma tremendamente sexy!! E niente!!! E quel demente del vichingo che sta dicendo al poliziotto che l’ho rapito e picchiato e gli ho mangiato il gatto!! Era coniglio!!!! Mi caricano sulla volante a forza e mentre mando occhiate assassine al vichingo del tipo: So dove abiti…  mi viene in mente un altro piano.

Nei pressi del Penetenziaro dei Piccolini con tappa ospedale civile, pronto soccorso. Frazione di Vigevano. Trentacinquesimo e trentaseiesimo tentativo. La galeotta al pronto\galeotta sexy in questura (costretta dalla situazione)
Dentro la volante cerco di spiegare la mia situazione e non so davvero come mai mi ritrovo a raccontargli dal primo tentativo all’ultimo. I poliziotti ridono fino al mal di pancia. Ridono talmente tanto che non sentono i miei denti che stridono dal nervoso. Finché non acchiappo quello davanti per la divisa e gli dico che non c’è niente da ridere. Solo che acchiappo il poliziotto sbagliato… sì, esatto quello che guida e lui sbanda varie volte mentre io lo strattono. Alla fine della corsa non ride più nessuno, specialmente all’ospedale dove il poliziotto è stato ricoverato per malore. Io in compenso ho le manette (doppie) e la cravatta del poliziotto ricoverato in bocca per non farmi parlare. Io ora non so ma non mi pare un trattamento civile il loro. Ma lascio fare perché prima o poi dovranno chiamarmi quel defic… scusate… quel dement… sì insomma Bianco! E poi vedremo chi tornerà a ridere!!! Sono andata al pronto per fingere anche io un malore e poi anche perché mi hanno puntato addosso quell’aggeggio che fa la scarica elettrica. Non è che non abbia fatto un male cane e solo che mi è partito l’embolo e ho iniziato a schiumare dalla bocca e allora mi hanno impunturato in tre!! Ricordate queste mie parole… in tre contro una povera vecchietta di una certa età. Questo dopo che gli ho morso il naso al poliziotto che è venuto in soccorso del collega e mezzo staccato l’orecchio a quello che mi aveva caricato in macchina. Al pronto cerco di far chiamare quello scimunito di mio marito ma nessuno mi calcola anzi sembrano avere paura di me.  Di Muuuua? Ma per favore!! Allora presa dall’esasperazione afferro la prima cosa che mi viene a tiro e con il mercurio cromo scrivo per terra: Chiamate Bianco!! Alla fine chiamano Bianco ma siamo già nel penitenziario e hanno tutti il coraggio di essere arrabbiati con me. Anche quella donna bassa che adesso è calva che mi voleva toccare tutta per vedere se nascondevo qualcosa fra le mie tenere pieghe di ciccia. La prossima volta ci penserà due volte ad importunare le vecchiette!
Bianco sta un’ora a parlare con il poliziotto e vedo che gli dà delle pacche comprensive e lui si atteggia a vittima della situazione. Ma come osa??? Ma se è tutta colpa sua questa situazione??
Mi riparte di Nuovo l’embolo e mi danno un mese di prigione allorché cerco di strangolare quell’idiota di Bianco. Ma solo perché non posso strangolare prima quella rinco della Maria che non ho ANCORA CAPITO DOVE CAVOLO HA MESSO LA LETTERA PER BIANCO!!

Penitenziario di Piccolini (frazione di Vigevano) Trentasettesimo tentativo: La prigioniera (Idea pervenuta dalla mia vicina di cella)
Decido di farmela passare perché se no credo che Bianco non voglia più venire a trovarmi in prigione e da come raccontano le detenute qua c’è da divertirsi se si vuole. Mi si sono avvicinate in cinque e hanno fatto questo discorso poco forbito sul sesso in prigione e poi volevano dimostrare con i fatti il senso pratico. Alla fine hanno capito che Chiara Giovanna non si tocca con un tubo di ferro e non si cerca di strozzare con del ferro filato o tagliare con la lametta. Dall’infermeria credo che avranno da ricordarsi la lezione. Ma tornando a Bianco arriva il giorno della visita coniugale e lui mi pare felice di vedermi. Dice che gli manco nonostante tutto. Io gli dico di stare zitto e non rovinare tutto con quel ingiusto ‘nonostante tutto!’. Prima di partire però per la tangente mi ricordo del piano e allora mi fingo depressa, quasi tramortita dall’ambiente circostante. Lui mi abbraccia comprensivo e io mi sciolgo nel forte abbraccio del mio amore che si è messo un profumo nuovo per venire da me.  Decido di non darci peso. E appoggio la mia testa nella nuova giacca che oggi ha indossato per me. Soprassiedo sullo shopping che ha fatto senza di me. Anche se mi rode. OhMIODio quanto mi rode!! Ma soprassiedo e nello stringerlo gli suona forse il cellulare. Nuovo!!! Gli chiedo con chi è andato a comprare tutta quella roba Bianchino braccino breve… e lui candidamente come solo I Bianchi sporchi traditori sanno dire: è andata con la Pasticcera. Improvvisamente la nebbia nel mio grosso collo sparata al cervello sale e niente mi hanno dato altri due mesi per condotta aggressiva e percosse a tutti quanti, pure alle detenute! Piena di rimorsi nella stanza di isolamento con un tizio che cerca di spiegarmi il mondo capisco solo una cosa di tutto ciò che scheletor mi ha detto: Dimenticare! In verità mi ha detto che tutta sta ossessione del sesso mi sta portando alla follia e dovevo dimenticare non so cosa perché ho smesso di ascoltare e ho iniziato ha immaginare il nuovo tentativo della prossima visita in prigione di Bianco: La amnesia!!

Penitenziario di Piccolini (frazione di Vigevano) Trentottesimo e trentanovesimo tentativo: La pestata e L’amnesia (suggerita involontariamente dal psicologo del penitenziario)
Passa un interminabile settimana ed attendo con ansia che Bianco venga. Per dare un senso realistico alla mia messa inscena qualche giorno prima cerco di procurarmi un occhio nero e qualche ecchimosi sul viso. Questo per intenerire Bianco. L'ultima volta prima che Bianco arrivasse ho visto che il compagno della sgallettata che mi voleva dare lezioni di vita rubandomi il pane a mensa era lì che si faceva consolare per il fatto che non aveva più i denti. E lui la consolava bene, anche fin troppo bene. Gli ho tirato la mia scarpa per fargli capire che avevano sbagliato stanza. Ma a quel punto lei si era messa a piangere di più e lui sotto con le coccole e la mia rabbia saliva, saliva e poi e arrivato Bianco vestito di nuovo e niente l'apice del piacere l'ho avuto quando con la sedia ne ho fatti secchi tre di fila. Certo Bianco nascosto sotto il tavolo, dietro la guardia che tremava non era un gran spettacolo ma poi mi hanno impunturata e nei miei sogni Bianco è sempre U saraceno della casa stregata di Renato Pozzetto che mi porta via...
Pensando al saraceno mi ritorna l’entusiasmo e scelgo bene chi mi potrebbe aiutare.
Secondo la mia esperienza le più permalose sono le straniere infatti punto su una palermitana che mi sembra alquanto litigiosa ma secondo me i capelli sono finti quindi se glieli acchiappo e tiro si abbassa di cinque centimetri, poi posso divertimi con le unghie finte, tipo te le spezzo o non te le spezzo. Ad ogni modo l’avvicino a mensa rubandole il pane davanti gli occhi ma lei manco una piega. Poi passo alle polpette di finta carne e le finte verdure chimicamente venute su. Ma niente. La ragazza non piace mangiare e quando le rubo il posto e le verso le polpette addosso non dice una parola.
Mi innervosisce sto karma che ha…
Allora nella nostra ora di libertà mi piazzo vicino a lei e inizio a dire cose tipo: Tu bella mia i capelli li hai ereditati dal mocio Vileda e dal tuo naso sembra che ci debba passare un transatlantico. Poi hai le orecchie talmente grandi che Dumbo non sa più chi è sua madre e ti vesti talmente male che sembra che il circo sia giunto in città.
 Lei manco una piega… manco mi ascolta…
Sto per arrendermi alla sua esemplare padronanza quando poco prima che vengano I parenti mi scappa da dire: “Oh ma c’è Brunetta?? Ci sarà mica le tivi?”
Una stilla d’odio riesce a trapassarmi persino l’adipe e mi ritrovo la siciliana attaccata alla mia faccia che mi dice: “Queeellooo è il mio signooore e maariitooo!! Porta rispeeeettoo capitooo!? A si no ti fazzu diventari condimento du barattoli du tonno e cu tia ci ni vonno miliardi di barattali!” Punto primo, sa di aaaglliooo e mi fa venire solo voglia di dargli un morso se non avesse uno strato sulla pelle di sporcizia. Punto secondo offendermi sulla grassezza e come dire che Chiara Giovanna ha un bellissimo carattere. Vorrei acchiapparle la testa, ma non so dove mettere le mani e poi mi ricordo che devo prenderle per una volta… e la mia buona stella fatta di crack per una volta mi ha portato appena in tempo Bianco. Appena vedo che Bianco guarda faccio le labbra da bambina e inizio a mugugnare e mi giro. Appena ho di spalle Bianco gli dico sotto voce alla siciliana: “Ma il tuo signore marito lo sa che domani c’è scuola?” Allora lei mi mette una mano zozza sulla spalla e io chiudo gli occhi pronta per essere menata e niente lei si mette a piangere! Non la picchio perché se no piangerebbe ancora di più, allora cerco di scrollarla per dargli forza e questa mi dà una craniata che sento il naso che mi si rientra. Cado per terra e per un attimo perdo i sensi, ma poi mi ritrovo Bianco che mi guarda dal letto dell’infermeria. Afferro Bianco che mi è mancato davvero molto, per dargli un bacio di vero amore ma lui dice che il sesso mi potrebbe fare male. Allora io gli dico che ho il naso ingessato ma tutto il resto e libero, molto libero! Allora io faccio finta di aver perso la memoria per intenerirlo, ma invece di intenerirlo questo mi manda in crisi il mio Bianco, anima fragile quando vuole lui. Io faccio tutta la timorosa e lui si avvicina, appena lo acchiappo lui si tira su di scatto e mi sfugge. Sul verbale della mia morte di crepacuore mettete pure che sto giochino piace solo a me. Allora mi parte la depressione e mi volto di lato e non lo guardò più. Sento che Bianco è imbarazzato dal suo rumoreggiare fastidioso dei denti. Ma io faccio l’offesa e attendo ma lui prende e se ne va.
Allora mi siedo nel letto e dico all’altra degente: “Ma io dico??”
L’altra mi fa: “L’è un hom, bruta bestia”
“Bianco non l’è una bestia. L’è so hom una bruta bestia” un pochino pure lei con tutti sti peli che le escono dal naso e dalle orecchie. La ignoro.
“Pur il mio hom l’era una brutta bestia, ora è mangime per bestie. È la vi che l’è così” Non ho neanche la forza di risponderle male. Sta botta mi sta rendendo fiacca.
Dopo un’oretta, arriva bianco con un Albun delle nostre nozze. Io sarei anche emozionata da tutto ciò se non avessi sonno e non mi avesse svegliata sul più bello con Bianco il saraceno. Invece mi ritrovo con Bianco il piagnucolone che mi tiene sveglia asciugandosi le lacrime sul mio lenzuolo. Allora gli dico che mi ricordo di lui per liberarmene e tornare da Bianco saraceno ma Bianco piagnucolone mi abbraccia e mi bacia e la cosa mi piace e io mi faccio abbracciare e lui diventa più tenero e intanto la vicina di letto continua a ripetere che gli uomini son brutte bestie. Io la ignoro ma Bianco no e le si para davanti e le dice che lui è un uomo fatto e finito! Allora la signora si alza dal letto e si avventa su Bianco morsicandolo e graffiandolo!! Solo io posso graffiare e morsicare Bianco! Eh no a tre non si fa niente! Prendo la signora da dosso a Bianco e la butto fuori dalla stanza. Allora cerco di approfittare di Bianco sul pavimento. Lui sembra starci quando le guardie credono che sia stata io a morsicarlo e graffiarlo e quindi mi sedano.
Io grido: “Ha cominciato prima lei” ma poi il sonno mi avviluppa e passo il tempo a cercare il saraceno ma niente, manco lui si fa trovare. Allora decido di dormire anche nel sogno e così passa una settimana intera.

Infermeria del penitenziario di Piccolini (frazione di Vigevano) quarantunesimo tentativo: la catalessi. (Venuto da solo)
In verità non era proprio un tentativo, era il risultato di quaranta tentativi andata male. Mi ritrovavo su di un letto di un penitenziario con il naso fratturato e una compagna di stanza mezza carnivora che ogni tanto mi strizza l’occhio. Devo essere il suo Eldorado di ciccia da morsicare. Ma io non me a filo e faccio finta di non vedere che ogni tanto cerca di avvinarsi strisciando al suolo tipo ninja. Mi basta girarmi e tirargli una loffa. La vedo retrocedere confusa.
Bianco è venuto ma io ho guardato appena il suo mazzo di fiori gigantesco che mi ha portato con le sue rose. Adesso è lì mezzo masticato da Concetta la morsicatrice. Bianco ha scrollato la testa depresso al mio depresso ringraziamento, mentre stavo cadendo di nuovo in catalessi vedo che Bianco diventa rosso e poi verde mentre si accorge che Concetta gli sta mangiando le sue rose e allora cerca di lottare con lei finché non l’ha vinta e allora inizia a fustigarla con i gambi, nominandole ogni rosa per nome. Intervengono le guardie su Bianco ma poi lo devono consolare per l’accaduto delle rose. Io non dico una parola e allora lui sconsolato se ne va. Intanto io me la dormo ma in sogno mi faccio una grassa e grossa risata di soddisfazione.

Infermeria del penitenziario di Piccolini (frazione di Vigevano) quarantaduesimo tentativo: la danza erotica di Bianco (Ideata dalla guardia mentre Bianco piangeva)
Il Mattino seguente sono più desta anche se l’umore è ancora tetro. Bianco entra in stanza deciso. Mi guarda e puntandomi il dito mette giù la radio e si leva la maglietta. Concetta non so dov’è finita. Io sorriso senza pensare a niente. Mentre Bianco il mio wustel di pollo sta facendo roteare la maglietta  davanti al mio letto e cerca di levarsi I pantaloni con la nochalance di paraplegico, entra in stanza Concetta e che ve lo dico a fare appena lo vide gli azzanna la chiappa e Bianco urla e cerca di scrollarsela via ma a quanto pare la dentiera di Concetta e a tenuto extra strong e ci vogliono le solite guardie per estirpargliela e poi consolare Bianco, che tanto per gradire piange con loro.

Infermeria del penitenziario di Piccolini (frazione di Vigevano) quarantatreismo tentativo: La chat bollente (consigliato dai dottori che medicavano Bianco)

Il terzo giorno sto abbastanza bene ma non del tutto. Bianco se ne viene in stanza tutto contento mi porge un tablet e mi dice che è per tenersi in contatto con lui. Mi strizza l’occhio ma poi arriva Concetta e allora Bianco scappa via impaurito. Accendo il tablet incuriosita ma poi siccome sto meglio mi riportano in cella.  E il tablet rimane nel comodino. Non riesco ad avvisare Bianco, lo dico alla guardia ma forse si dimentica e purtroppo per Bianco, Concetta lo prende e inizia a leggere ciò che Bianco mi ha scritto e inizia a rispondergli leccandosi le labbra son sicura. Alla visita dopo Bianco arriva arrabbiato mette la ciambella sulla sedia e appoggiando il pannolone si adagia con molta lentezza. Dice che mi aveva chiesto quando Concetta non era in stanza per fare cose e quando è arrivato chi ha trovato?? Concetta più affamata che mai. Questa volta Bianco appena lei gli è saltata addosso le ha dato una craniata e lei è caduta per terra ma mentre cercava di farsi aprire la porta agitato Concetta gli saltata di nuovo addosso o meglio sulle chiappe. E niente Bianco che piange, guardie più disperate di lui di vederselo ancora lì e Concetta senza denti. La dentiera si dev’essere incastrata fra le chiappone del mio Bianco e questa volta le chiappe hanno avuto la meglio per la gioia di tutti.

Vigevano. Quarantaquattresimo/ quarantacinquesimo/Quarantaseiesimo /Quarantasettesimo tentativo: La scarcerazione. La lettera scomparsa. Il tentato suicidio. Il vichingo (Tutta colpa del buzzicone)
Finalmente I giorni di detenzione terminano e io me torno nella mia dimora. Al mio arrivo trovo tutti ad attendermi, la Maria con il suo funebre nipote, Valdho il mio filippino di sfiducia, il farmacista buzzicone e molti altri. Io sorrido e sono emozionata e anche frastornata. Bianco è particolarmente gentile. Ad un tratto mi pare di non essere stata in prigione ma in un ospedale psichiatrico e tutti adesso siano preoccupati per me o di me. Capisco questo dettaglio dal modo in cui hanno gridato: Oh nooo!! Quando ho preso il coltello per tagliarmi una fetta di salamino oppure quando si sono buttati per terra quando volevo solo spostare una sedia. L’esagerazione è stata quando mi sono appartata in cucina perché il buzzicone aveva in ostaggio il mio bagno da venti minuti. Una volta in cucina, ne mollo una che la stanza prende subito odore di gas… ecco!! Ma da questo a pensare che mi volevo suicidare con il gas ce ne vuole!! Ad un certo punto ne mollo un’altra più potente e finalmente se ne vanno tutti a casa! Tutti tranne quello chiuso in bagno! Stanca mi stendo sul letto e Bianco si avvicina a me suadente.
Io sorrido, lui sorride e poi il Buzzicone chiama un attimo Bianco e gli parla fitto fitto e allora mi avvicino per origliare meglio e mi arriva la porta in faccia e io cado e loro mi fissano strani. Il Buzzicone ha un foglio in mano e mi dice: “Confessa donna!! Chi volevi rapire?? Chi é i wa-sa-bi-ko-uyt-lo-ui-ou? Perché lo chiami rimba vichingo?” A quel punto anche Bianco scrolla la testa e dice: “Allora volevi fuggire con lui?? Non vuoi più il tuo Bianco?” Io mi avvicino gridando che non hanno capito niente!! Ma loro siccome hanno paura si allontanano. Li rincorro per un po’ poi mi finisce la pazienza e chiamo la Maria per farla venire e fargli spigare loro. Intanto me ne vado sul balcone della camera da letto per prendere aria. Ora, dal balcone, se salgo sul muretto della ringhiera posso acchiappare le pesche del vicino che sono buonissime. Non capisco se sono così buone perché è un bravo giardiniere o solo perché quando mi scappa la faccio vicino all’albero che è molto riparato. Chi lo sa! Mentre acchiappo la pesca e tiro sento la voce della Maria che mi grida di non buttarmi. Ha le mani sulla testa e urla come un’ossessa. Allora gli tirò la pesca. Ma guarda un po’ se alla sua età deve fare tutte ste pagliacciate per una pesca? Arriva pure Bianco e il Buzzicone. Al Buzzicone non gliela do la pesca!! Schifosone!! Dalla rabbia tiro troppo il rame e mi resta in mano e io traballo e allora Bianco grida: “Amoooreee nooo. Te lo porto io il Vichingo!!” ANCORA STO VICHINGO??? Dalla rabbia gli tiro il ramo e a quel punto vengono I carabinieri e I pompieri. Adesso, so che sono buone queste pesce ma tutta sta gente non se le possono prendere da sole ste pesche?? Allora grido: “Basta!! Qui finisce…” Non riesco a terminare la frase che una zanzara mi posa sul braccio e io cerco di acchiapparla. Mentre sto per uccidere la zanzara la porta della camera da letto si spalanca ed entra Bianco e il Vichingo della bassa Padania. Avevo lasciato un vichingo che piangeva e mi incolpava e me lo ritrovo ammiccante e tutto sorrisi. Dice che la sua cucina non è mai stata così pulita e da quando mi ha incontrato la sua vita è cambiata. Cosa?? Questo sta male forte ed è pure deviato con gli anziani. Inizio ad avere paura. Perché mai Bianco me lo ha portato?? Questo si avvina e io mi allontano e inizio a chiamare mio marito di portarmelo via. Allora Bianco accorre come un paladino e il vichingo viene scortato fuori deluso. Vado fuori con loro e tutti mi abbracciano e mi dicono che ho fatto bene. Io mi sento commossa, lo so pure io che le pesche concimate da me sono più buone.

Vigevano. quarantanovesimo tentativo: Il vichingo 2 (A volte ritornano come l’Herpes)
Finalmente soli, io e Bianco ci abbracciamo. Lui mormora cose molto carine e io per una volta sto zitta. Mi adagia nel letto ma d’improvviso sentiamo un rumore nel nostro giardino. Pensiamo ad un ladro e allora scendiamo armati e lentamente quando non becchiamo il vichingo che sta scrivendo (anche male) il mio nome con le rose di Bianco che diventa il saraceno per la persona sbagliata. Inizia a rincorrerlo con la mazza e non si vede più per ore. Tanto che mi addormento e fino al mattino non lo sento.

Vigevano. Quarantanovesimo tentativo: Il rogo (colpa di Bianco)
Al mattino Bianco continua ad essere galante e mi dice di andare a farmi bella che al pranzo penserà lui. Io lo accontento e vado. Al ritorno la casa è un luccichio e Bianco è più saraceno che mai. Iniziamo a bere e a bere e a ridere come matti di tutti questi giorni e mesi con l’ossessione di quel maldetto libro. Sì, in quel momento mi rendo conto che è colpa del libro se le cose non funzionano con Bianco. Allora presa dal raptus brucio il libro davanti ad un soddisfatto Bianco. Solo che lo facciamo da ubriachi e la cosa ci scappa di mano e sarà perché Bianco senza più pensare al libro che brucia sul lavandino gli tira la mia camicetta, sarà che la tenda è vicina al lavandino fatto sta che ci ritroviamo I pompieri in casa e la cucina mezza bruciata.

Vigevano. Cinquantesimo tentativo: La vittoria.
Ci ritroviamo nel giardino quando l’ultimo pompiere ci saluta comprensivo. Abbiamo la faccia di due babbei ma ad un certo punto Bianco mi dice: “No! Io non mi arrendo” e allora mi fa salire in macchina, così come siamo. Mi porta in posto in cui andavamo da giovani e lì distesi sul prato Bianco il saraceno prende vita finalmente solo per Chiara Giovanna, sì solo per me medesima e si concludono così I miei tentativi con Bianco con una vittoria schiacciante di Chiara Giovanna su quella sgallettata dell’Anastasia e il suo perverso compagno. Perché l’amore è una cosa semplice se semplicemente fai le cose semplici! Capito? No? Vabhe ve lo spiego un’altra volta che adesso ci ho da fare con il mio Bianco!
Alla prossima.

















Commenti

  1. Anna, scrivi benissimo, ma i post sono troppi. Devi scegliere 10/15 blog, seguirli, come hai fatto per il mio e allora avrai visite.
    Ciao.

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  2. Bhe in verità lì ho cercarti ma non ho capito dove guardare... guarderò i tuoi...
    Grazie del consiglio e del sostegno.

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