psicopativi fissi

20 set 2017

la casa stregata (tratto dai racconti di Sharazan vol.1)

Per inaugurare questo blog, posto un simpatico racconto che fa parte dei racconti di Sharazan vol. 1

intitolato la casa stregata.


Il primo mercoledì di luna piena dopo il tramonto farai l'amore con Rocco e sarete ricchi e felici per sempre.


“Virginia oh mia dolce Virginia fra pochi passi varcheremo la soglia della casa dei nostri sogni” disse Rocco guardando la giovane donna in braccio a lui.

Si erano conosciuti casualmente, tipo per volere di Virginia.

“Certissimo Roccuccio” disse Virginia che aveva accettato quella scenetta solo per poter mettere le mani sul corpo solido del suo fidanzato che era un anima sensibile, che ancora non aveva portato nel mondo dell'estasi. Da quando lo aveva conosciuto, le erano successe cose strane, tipo che la gatto Cioccolata aveva iniziato a parlare senza più smettere. Non era irritante che parlasse aveva pensato Virginia ma che avesse vagamente la voce della Littizzetto sì. Poi quella stramaledetta gatta però parlava solo quando lui non poteva sentirla. Ci aveva rinunciato per non sembrare strana rischiando così di farlo scappare, ma a forza di ascoltarla si era ritrovata lì in braccio al suo muscoloso fidanzato.

Infondo lo sapeva che era l'amore che parlava al posto del gatto. Quando il pasticciaccio avrebbe avuto luogo tutto sarebbe tornato normale. Nessuno l'avrebbe chiamata per consegnarle le chiavi di una casa che non aveva comprato o affittito né visto. Le aveva prese è vero ma solo perché Cioccolata continuava a ripetere: Il primo mercoledì di luna piena dopo il tramonto farai l'amore con Rocco e sarete ricchi e felici per sempre. Virginia aveva ascoltato fino alla parola: Farai l'amore… poi non aveva capito più niente.

“Tesoro, aspetta non trovo il buco della serratura, sposta un po' il peso” aveva mormorato lui rosso in viso.

“Incominciamo bene!” aveva miagolato Cioccolata, scodinzolando innervosita.







La casa era luminosa come solo una stalla poteva essere. Polvere a non finire e lenzuola bianche che coprivano mobili vecchi, come a sancire il pensiero di morte pensò Virginia.

“Oh-mio-Dio!!” gracchiò orripilata guardando la vecchia casa.

“Che splendida architettura” disse lui facendola cadere per terra e iniziando a girare per la casa ammaliato, guardando in ogni buco o ragnatela (che faceva molto storia e antichità nonché sporcizia)

“Ok, qui abbiamo un problema!” si disse Virginia spolverando il completino di moschino bianco, sebbene facesse un freddo bestia si tolse la giacchetta e rimase in un sexy top.

“Il primo mercoledì di luna piena dopo il tramonto farai l'amore con Rocco e sarete ricchi e felici per sempre.” Aveva preso a cantilenarle Cioccolata dietro di lei e per premio le erano arrivati i pantaloni in testa. In ghepiere era andata in cucina da Rocco che per guardarla aveva preso l'antina in faccia e cadendo all'indietro pure un vaso.

Ora era su una sedia con una pezza bagnata in fronte che ammirava lo splendido decoro del soffitto. Lei si era seduta sopra di lui e aveva cominciato a baciarlo con molto piacere allorché la gatta aveva ricominciato a dire: “Il primo mercoledì di luna piena dopo il tramonto farai l'amore con Rocco e sarete ricchi e felici per sempre. ​” Era salita sulla credenza e il suo miagolio le arrivava dritto nell'orecchio. Con quella sua voce alla Littizzetto.

“Ora basta!” aveva gridato Virginia “Non la senti? E' insopportabile!”

“Chi cara?” aveva chiesto Rocco staccandosi dal suo collo.

“Zitto continua” disse lei guardando con odio Cioccolata che si leccava il pelo beatamente.

Quando un grosso ragno cadde dal soffitto sulla schiena di Virginia lasciandogli tanti ponfi.

Dopo un po' lei chiese: “Ma che è?” allorché lui strabuzzò gli occhi avvistando il ragno che lo guardava e si alzò di scatto gridando: “Ahh” e così il ragno di lei finì sul petto di lui e poi giù nella patta dei pantaloni aperta. Rocco iniziò a saltellare gridando aaahh ... ohh … ahhh. Ohm e non riuscendo a togliersi i pantaloni e in stato confusionale uscì di casa e saltellando cadde nella piscina davanti casa.

“Ahhh ohh lo sta facendo per la persona sbagliata miaooo” ridacchiò Cioccolata fissando Virginia. Allora Virginia la guardò isterica e al grido - ora ti ammazzò - inseguì la gatta per tutta la casa senza riuscire per altro ad acchiapparla.

Il dottore dichiarò che per un giorno Rocco non poteva usare la zona urticata dai ponfi del ragno. A quel verdetto medico Virginia non ci stava! Arrivati a casa e messo a letto Rocco iniziò uno spogliarello alla sette settimane e mezzo con tanto di tapparelle trasparente.

Rocco si agitava contento della performance ma appena Virginia gli si avvicinò, comparve dal nulla Cioccolata che disse “Il primo mercoledì di luna piena dopo il tramonto farai l'amore con Rocco e sarete ricchi e felici per sempre. ​” Virginia si irrigidì ma non demorse accarezzando lievemente con del ghiacciò la zone erogena di Rocco che godeva delle carezze.

“Lo stai facendo male ragazza!” disse a un certo punto Cioccolata di fronte a loro.

“Zitta gattaccia…” ringhiò Virginia.

“Ma con chi parli?”

“Ehm? Con me stessa! GRRR” fece il verso lei. Ringhiando dentro sé contro Cioccolata.

“Gli sta diventando blu... sempre più blu… uh uh uh”

“Argh!!!” respirò Virginia.

“Mi stai facendo male…” piagnucolo Rocco.

“Oh scusa…” disse Virginia addolcendosi.

“Ma la gatta deve fissarmi per tutto il tempo in quel modo?” chiese imbarazzato Rocco.

Si girò e Cioccolata disse: “Devi rimanere vergine! Fino a mercoledì. Vergine! Vergineee”

“Noo non voglio rimanere vergineeee!” gridò Virginia alla gatta che rimase impassibile anzi quasi quasi sorrideva sotto i baffi fissando Rocco che alla parola vergine si era irrigidito.

“Sei vergine Virginia? Un nome un destino, bene!” commentò ambiguo.

Virginia divenne rossa d'imbarazzo, non s'era aspettata di dare spiegazioni di quel genere e nemmeno la reazione di Rocco alla scoperta della sua verginità.

“Perché ti dispiace?” chiese inviperita.

“No! No! Pensavo solo che forse questa cosa me la potevi dire prima. E' una bella responsabilità essere il primo” minimizzò Rocco pensieroso.

“Magari anche l'ultimo…” aggiunse Cioccolata.

Era troppo! Virginia si alzò dando una manata a Rocco che avvampò di dolore e si rinchiuse nella stanza degli ospiti. Rocco sarebbe andato pure da lei la sera stessa per chiarirsi ma fra la voce "angelica" che gli era venuta e il trauma inquinale anche solo far pipì era un film horror.

In quella casa internet non funzionava quindi decise per un bel libro ristoratore.

Virginia invece piagnucolò un pochino, poi vagò per la casa, infine decise di tornare in camera sua. Troppi ragni e pochi specchi per i suoi gusti.

Il giorno dopo Rocco andò da lei ma non la trovò e cercandola scoprì una stanza meravigliosa, aprì e chiuse gli occhi e la bocca varie volte. Non riusciva a credere a cotanta bellezza e ricchezza: una biblioteca in casa! Virginia era lì, vicina a una parete coperta di libri rari dall'aspetto antico, che tentava di scattarsi un selfie. Lui con gli occhi illuminati di gioia le andò davanti e si fissarono, la circondò con le braccia e disse: “Un Don Chisciotte prima edizione! Wow! Non ci posso credere amore!” Allora Virginia scappò via addolorata e finì in cantina un posto lugubre come il suo cuore in quel momento. Intanto Cioccolata salì sul grembo di Rocco e con una zampata fece cadere il suo libro e lo fissò dicendo: “Senti Rocco dei poveri, ora mi devi dare retta, ho dei piani per te e Virginia”

“Ma … ma … tu parli!” balbettò emozionato Rocco.

“Naa! Sono solo lo spirito dei libri che ti dice che devi fare una cosina per me...”

“Dimmi tutto spirito dei libri...”







Virginia aveva perso il senso del tempo in quel posto. Guardò l'ora appena dieci minuti. Troppo poco per tornare su e troppo per aspettarlo.

Si decise a salire per prepararsi un bagno caldo quando incontrò Rocco che scendeva con un'espressione strana in volto. Aveva un mazzolino di fiori e glielo porse, Virginia ne fu commossa ma appena lo annusò iniziò a starnutire. Era allergica alle primule! Manco se l'era ricordato! Gliele tirò addosso. Cioccolata scosse la testa e Rocco guardando la gatta fece spallucce. Allora la gatta con la zampa spinse un bel paio di scarpe con il tacco alto rosse fiammanti e lui controvoglia le prese e dondolando andò da lei e disse: “C'è una principessa che vuole indossare queste?” Virginia fu immediatamente avida di quelle scarpe e annuì con la testa. Si mise seduta e lui cercò di mettergliele ma evidentemente, aveva sbagliato il numero, non le entravano. Rocco tornò su con un bernoccolo in testa provocato dal tacco delle seducenti scarpe. Di tornar giù non aveva più intenzione. Dopo poco salì su pure lei e offesa si rinchiuse in bagno.

Il giorno dopo era mercoledì e Cioccolata aveva due gatte da pelare...

Ma ebbe poco tempo per pensare, perché un'impresa di pulizia cinese suonò alla porta, e una volta dentro fra grida, fischi e salamelecchi strofinò, lucidò e profumo la vecchia casa trasformandola in un gioiellino. Fu allora che gli venne un'idea. Cioccolata prese il cellulare di Virginia e sgranchendo le zampe iniziò a chattare e a telefonare alle sue amiche. Poi fece lo stesso con gli amici di lui, e dovette ammettere non ci mise molto. Cioccolata iniziò a dubitare che fosse lui il prescelto. O meglio lui era perfetto ma era lei, quella che cantava I like a virgin in bagno con la spazzola, che non centrava niente con la bella Virginia Violesi. Giovane principessa che fu rapita da un marrano crudele e non rivide più il suo amato Rocco Valentini. Da allora la casa fu creduta maledetta e infestata dai fantasmi.

Virginia guardò l'ora e si sbalordì erano passate un sacco di ore nella vasca da bagno. Forse si era addormentata, eppure non le sembrava.

Dopo che si fu vestita si accorse dalla finestra che stava arrivando gente, amiche, colleghi di lavoro, parenti. Sicura come pochi in certi campi, corse in camera e in un battibaleno era la miglior padrona di casa di sempre. Sul retro della cucina un'agenzia di catering stava svolgendo al meglio i preparativi. Camerieri in giacca bianca servivano champagne.

Rocco fu prelevato a forza dalla biblioteca e con un cocktail in mano posizionato all'entrata.

“Buonasera amici, benvenuti” si mise a dire, sorridente senza sapere perché.

Si avvicinò Virginia suadente e disse a Rocco: “Grazie per tutto questo…” Lei pensava che la festa fosse opera di Rocco.

“Lo sto facendo solo per te” disse lui intimidito. Intendendo una cosa e dicendone un'altra.

Lei si avvinò a lui e lo abbracciò annusandolo. Sapeva di buono Rocco.

Virginia si fece di nuovo baldanzosa e disse: “Stamani ho visto un luogo molto bello della casa, vuoi vederlo con me?”

“Ora? E gli ospiti?” balbettò lui impreparato.

“Ci sono tanti libri…” invento lei…

“Ok, andiamo” disse Rocco prendendola per mano.

Virginia lungo la via arraffò qualche volume qua e là tanto Rocco non la guardava. In realtà il bel posto promesso a Rocco era la cantina in cui era finita ieri. Non era bella né tanto meno pulita ma nei racconti di Virginia lo sarebbe stata.

Stava cercando di aprir la porta che era in cucina, quando quella dell'ingresso si spalancò e un energumeno grugnì il nome di Virginia.

Era l'ex di lei e aveva deciso che Virginia doveva esser sua. Aveva finalmente deciso per il sì. Erano stati virtualmente insieme per tre anni, poi lui non si decideva e Virginia si era stufata.

Dopo di lui vennero il ragazzo biondo del piano superiore di casa dei suoi, adorato da lontano fin dalla adolescenza. Il bancario che Virginia stalkerava quando era in astinenza. Il poliziotto e un dottore (che non si sa mai). Tutto questo era opera di Cioccolata che aveva un piano in mente.

Si misero a cerchio e tutti la volevano. Litigando e urlando. Per i primi dieci minuti Virginia arrossì di piacere, poi quando iniziarono a spingerla e dividersela l'un l'altro fu assalita dal panico. Le stavano sciupando l'acconciatura!

“Adesso basta!” gridò “Io sto con Rocco” e tutti lo guardarono incarogniti aspettando una sua risposta. I denti dell'energumeno iniziarono a scricchiolare e gli altri si fecero tesi.

Cioccolata decise di intervenire...

Si aggrappò dietro le spalle e disse con la voce di Rocco: “Io amo Virginia e la voglio sposare!” Tutti lo guardarono attoniti e sconvolti quando un sì tremolante provenne da Virginia.

Rocco, senza l'aiuto di Cioccolata, si fece coraggio e la prese per mano convinto.

Quando dalla finestra sbucò Olivia, la migliore amica di Rocco segretamente innamorata di lui che disse: “Noo! Rocco è mio!” Due occhi di cerbiatta lo guardavano, quanti ricordi di serate nerd in quello sguardo.

“Questo lo dici tu brutta secchiona dalle doppie punte!” gridò Virginia assatanata.

Fu allora che Olivia si buttò addosso a Virginia e tirò fuori un coltellaccio. Virginia la scansò e iniziò a scappare per tutta casa, rifugiandosi in cantina dalla paura.

Via via anche tutti gli ospiti sfollavano per paura di Olivia. Gli ex di Virginia si ritirano in sordina. La loro ex stava espiando le sue colpe. Amen e amen pensarono tutti loro senza dirselo.

Rocco cercò di calmare Olivia ma a nulla valevano le parole per quel cuore infranto, che presa dalla furia cercò di accoltellare pure lui.

Fino a che il tempo scattò e Cioccolata intervenne.

Olivia stava cercando Rocco che si era nascosto in bagno, ma quando si sentì chiamare da lui si diresse in una stanza, ma poi chiusa la porta, si ritrovò Cioccolata la gatta che fissandola disse: “Ora mia cara io e te parliamo un po'…”







“Rocco è finita per sempre! Addio!” gridò Olivia uscendo dalla camera.

Rocco sentendo la porta d'entrata sbattere uscì dal bagno, la casa era deserta, quando la voce di Virginia provenne dalla cantina.

Scese dubbioso ma la salvezza di Virginia valeva di più di un morso di qualche insetto velenoso incurabile.

Seguendo un sono qui, prodotto dalla voce di Cioccolata, Rocco trovò Virginia nascosta dietro un sacco di iuta. Si abbracciarono e le luci della stanza attigua si accesero. Andarono a vedere e vi trovarono un letto a forma di cuore e candele profumate.

“Lo vedi pure tu?” disse Virginia tremante.

“Sì sì” disse Rocco e poi aggiunse: “Anche la gatta parlava davvero”

“Allora tu mi credi?” Virginia aveva gli occhi a forma di cuore e Rocco l'abbracciò e la buttò nel letto e disse: “Certo e adesso finiamo quel nostro discorso iniziale”

Virginia cercava Cioccolata ma non la vide. Al suo posto però sentì chiudere la porta e dei violini iniziarono a suonare.

Era giunta l'ora, Rocco non si fece più attendere e valse tutti quegli anni ad aspettare, tutti quei pianti, quelle speranze riposte e mai realizzate, almeno fino a quel momento.

Raggiunto il fiore del piacere sentirono una voce dire: “Finalmente insieme!”

“Per l'eternità Virginia, l'eternità e oltre…” e due con il cavallo bianco sparirono nell'aria.













“Loro tutto, sesso amore e quattrini e Cioccolata miaooo!!” disse la gatta nella stanza tutta da sola.


Allora una luce la illuminò e disse. “Tu farai tv e avrai successo” divenne così un'umana e andò per la sua strada, coda a parte! Miaooo!



















7 commenti:

  1. Anna, si legge malissimo. Cambia le tonalità dello sfondo o della scrittura.
    Ciao.

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    https://guspensiero.blogspot.it

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  2. Ho letto tutto. Una storia che è come una colla. Rimani appiccicato fino alla conclusione.
    Bello. Brava.
    Pensavo che Rocco fosse impotente. La gattaccia è tremenda e non ho compreso il suo simbolismo.
    Ciao.

    P.S.
    Ti metto subito tra i miei preferiti.

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  3. Una volta ti chiamavi Karmantica?
    Ciao.

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  4. Sì sono io ma ho promesso a me stessa che non mi sei più nascosta dietro allias vari!!

    Un passo verso la mia crescita anche se non credo ancora molto in me stessa.
    Ma un passo alla volta!

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  5. Comunque è lieve come favola umoristica.

    Domani pubblico qualcosa più di spessore^^

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  6. Sono felice di ritrovarti.
    Bacio.

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“Vorrei avere avuto più fiori che cicatrici nel cuore.
Ma alla fine si è ciò che la vita t'insegna ad essere.”

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